sabato 27 luglio 2013

LINGUA FRIULANA: "FRIULANOFOBIA" E "PREGIUDIZI DA BAR"


LINGUA FRIULANA
“FRIULANOFOBIA”
E “PREGIUDIZI DA BAR”


LENGHIS E TUTELE. AL COVENTE LIBERÂSI DI PREJUDIZIS PATOLOGJICS. LU DÎS ANCJE LA CORT COSTITUZIONÂL

La «friulanofobie»
 e fâs mâl.
Si à di curâle

«The song remains the same». No podevin fâ di mancul di vierzi chest intervent cuntune frase par inglês, che tra lis altris e je divierse di «the pen is on the table», ven a dî la uniche che te opinion di cualchidun (ce origjinalitât…) o saressin in stât di dî in tancj di nô. Nol è tant un omaç plui o mancul platât ai Led Zeppelin, cul riferiment al titul di un lôr film e di un lôr disc dal vîf. Pluitost al è un riclam esplicit a cualchidune des plui resintis manifestazions di chê patologjie, avonde difondude in Friûl e inaltrò tal Stât talian, che si pues clamâle «friulanofobie», là che «friulano» nol è il non di un vin, ma il non talian de lenghe furlane. Cun di fat, in cont di dut chest, o varessin podût scrivi «A contin simpri chê dal ors», ma dopo vê cjapade ancje nô une piçule dose di chel virus, o vin pensât che dome se si scrîf par inglês, si si vierzisi al mont…
In chescj dîs chestis e altris «tonterías» (sino o no sino plurilengâi?) si son sintudis e letis ator ben e no mâl.Par esempli, uns vot dîs indaûr, su lis pagjinis dal “Fatto Quotidiano” («Tu quoque!». Sì, ancje par latin…): il furlan cuintri dal inglês, il furlan che al sarès un «dialetto», il furlan che nol covente, che al sarès une straçarie insegnâlu a scuele e doprâlu in ogni dontri…e chê e simpri chê. Stesse musiche in Consei regjonâl, cu la zonte de contraposizion, pardabon fastidiose, no dome tra lenghis ma ancje tra dirits di fonde: i dirits linguistics cuintri dai dirits dai lavorents («intant che a Ursinins di Çopule la Ideal Standard e siere, achì o fevelìn di furlan») e i dirits linguistics cuintri di chei dai disabii.
In ducj i câs «the song» e reste chê: friulanofobie imbombade di nazionalisim e di ignorance cence timp. Patologjie grâf, massime tal tierç câs, cemût che e mostre ancje la letare là che une conseire regjonâl dal M5S e sclarive lis motivazions, «altis», «modernis», «ecuilibradis» di chel emendament par spostâ inaltrò i bêçs pal furlan a scuele.
Su chel test o tornarìn tal nestri blog (http://eurofurlan.wordpress.com), pal moment si limitìn a un coment in struc: piês il tacon de buse. E salacor piês ancjemò des peraulis di un sotsegretari dal guvier Monti che al definive la tutele des minorancis «questione di oneri aggiuntivi» e di chei tecnics dal guvier tecnic che un an indaûr te «spending review» a vevin fat fîs e fiastris tra minorancis di serie A e di serie B.
Sun chê robe cence sens si à esprimude ancje la Cort Costituzionâl cuntune sô sentence dade fûr ai 18 di Lui, marcant propit chês sôs cualitâts e il fat di jessi discriminatorie viers de comunitât furlane. Tant a dî che la friulanofobie e fâs tant mâl, ma che si pues vuarî: al baste informâsi e documentâsi, liberâsi di lûcs comuns e prejudizis e meti in vore lis leçs cemût che al covente. Par cognossi e doprâ plui lenghis. Par vê plui dirits. Par jessi plui citadins e plui personis.

EURO FURLAN – 26/07/2013
eurofurlan@gmail.com


L'articolo a firma di EURO FURLAN è stato pubblicato anche sul quotidiano "IL QUOTIDIANO FVG" il 26 luglio 2013 
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SUL FRIULANO

“PREGIUDIZI DA BAR”

Come è possibile che in Parlamento regionale si avanzino proposte che contrappongono i diritti umani dei disabili ai diritti linguistici dei friulani, e ci sia chi ritenga che i miseri fondi concessi per l’insegnamento della nostra Lingua friulana già più volte tagliati col pretesto di ogni ondata di incertezza economica, siano una  sottrazione alla  solidarietà verso i disabili.
Si impone come prima considerazione che è ignobile contrapporre diritti umani egualmente meritevoli di tutela. Ma anche che l’emendamento, proposto dai cinque consiglieri regionali M5S, è figlio dei “pregiudizi da bar” nei confronti dei diritti linguistici in generale e della più totale ignoranza e incompetenza sulle norme europee, statali, e regionali a favore della tutela delle minoranze linguistiche compresa quella friulana.
Chi sperava che il più sottosviluppato sciovinismo non avesse più cittadinanza nella nostra regione, ora deve ricredersi poiché con questo emendamento si è veramente toccato il fondo del peggiore sciovinismo ”anti friulano”.
Lo studio del friulano non si contrappone alle altre lingue ma anzi l’ambiente plurilinguistico, ne accelera l’implementazione come è dimostrato anche dalle statistiche sull’alto grado di profitto delle scuole elementari del Friuli.
Aggredendo la centralità friulana e sacrificandone la dimensione, emarginandone la cultura e la tradizione e tagliandone le radici, si ottiene un gregge docile a qualsiasi interesse di realtà più protette, un ripiegarsi  alle volontà di chi a livello nazionale gode di maggiori simpatie o agganci alle lobby che contano, o all’ aria che gira su twitter. Il Friuli ha imparato bene che esiste anche la discriminazione non dichiarata tra genti anche di una stessa regione. La asfittica situazione economica del Friuli ne è buon testimone.
L’investimento per ciò che è diritto del Friuli, dall’Università, alle infrastrutture locali, alla ricerca, è da anni in ridimensionamento e ora si colpiscono perfino le autonomie, e di nuovo per l’ennesima volta il carattere saliente della nostra identità, cioè la lingua.
Basta grillini! Anche voi e gli antifriulani dovete rispettare le leggi fondamentali della convivenza e solidarietà tra le diverse genti che caratterizzano la Regione, l’Italia e l’Europa.

GIANCARLO CASTELLARIN

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La lettera sopra riportata è stata pubblicata sul quotidiano IL GAZZETTINO (Ud) venerdì 19 luglio 2013; sul quotidiano IL MESSAGGERO VENETO (Ud) sabato 20 luglio 2013; e giovedì 25 luglio sul settimanale dell’Arcidiocisi di Udine, LA VITA CATTOLICA (Ud)
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5 commenti:

  1. Dalla Lettera inviata da Samo Pahor a
    L a u r a B o l d r i n i
    Presidente della Camera dei deputati.
    Camera dei deputati
    R o m a

    (…)

    5. L’articolo 3 dello statuto speciale della regione autonoma Friuli-Venezia Giulia recita: “Nella regione è riconosciuta parità di diritti e di trattamento a tutti i cittadini, qualunque sia il gruppo linguistico al quale appartengono, con la salvaguardia delle rispettive caratteristiche etniche e culturali”. Nonostante i tre rimproveri della Corte costituzionale nelle tre sentenze, né il parlamento nazionale, né il consiglio regionale hanno provveduto ad emanare le norme indispensabili per assicurare tale parità di diritti e di trattamento ai cittadini appartenenti ai gruppi linguistici friulano, germanico, italiano e sloveno.

    6. Per tutti questi motivi credo di poter affermare che nella regione autonoma Friuli-Venezia Giulia esiste fin dal 1963 un regime di discriminazione razziale, perché, come Lei ben sa, si tratta di discriminazione razziale quando si nega a una parte della popolazione il godimento o l’esercizio, su piede di parità, dei diritti dell’uomo goduti o esercitati dal resto della popolazione.
    (…)
    http://www.com482.altervista.org/altris_pdf/to_Boldrini_2013_by_Pahor.pdf

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    Chi informa, di quanto sopra, i cinque consiglieri regionali del MOVIMENTO CINQUE STELLE ?

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  2. Lettera pubblicata sul quotidiano IL MESSAGGERO VENETO (Ud) sabato 27 luglio 2013:

    Ho letto sul Messaggero Veneto il 20 luglio scorso, la lettera a firma di Giancarlo Castellarin sull’emendamento dei cinque consiglieri regionali del M5S che contrappone ai diritti dei disabili, i diritti linguistici – costituzionalmente garantiti – della minoranza linguistica friulana, e appoggio in toto l’opinione di questo lettore.

    Ma non è di questo improponibile emendamento che voglio parlare. Vorrei invece porre l’accento sulla contrapposizione tra l’apprendimento della lingua inglese e la tutela della lingua friulana a scuola che alcuni continuano a proporre ponendo in particolare l’accento sulla “inutilità” dello studio della Lingua Friulana in ambito scolastico.

    La falsità di questa contrapposizione è già stata smascherata da anni da tutti gli esperti, a livello internazionale, che si occupano di plurilinguismo.

    E’ lo stesso Consiglio d’Europa che suggerisce agli Stati membri di creare un primo “bilinguismo di base” costituito dalla lingua materna (la lingua friulana per i Friulani) e la lingua ufficiale dello Stato (l’italiano in Italia). Ciò struttura il cervello umano allo studio delle lingue “altre” che con facilità poi si aggiungono alle due lingue di base (friulano e italiano).

    Oltre tutto la lingua inglese è già insegnata nelle scuole italiane, sicuramente a partire dalla scuola media inferiore per poi proseguire nelle scuole superiori, e per non meno di tre ore alla settimana, e dunque se c’è un problema di scarso apprendimento a scuola di questa lingua, il problema è esclusivamente di carattere didattico e gli esperti da anni lo stanno denunciando. Dunque è alla didattica delle lingue che si deve guardare e non certamente alle 30 misere ore “annuali” di lingua friulana a scuola, che così tanto fastidio danno ai nemici della lingua friulana.

    E quante sono le materie insegnate a scuola che poi servono a trovare lavoro? Ed è questo lo scopo primario della scuola? E il rispetto per i diritti linguistici dei Friulanofoni?

    E’ del tutto evidente che questa contrapposizione, grazie a un messaggio mediatico falso ma che può essere veicolato con facilità come vero, è usata in maniera strumentale da chi è contro i diritti costituzionali delle minoranze linguistiche, in primis la Comunità Friulana.

    Nessuna differenza tra la minoranza linguistica friulana, germanica e slovena: tutte le minoranze linguistiche hanno pari diritti e sono tutte di serie A. Lo ha appena “scritto” la Corte Costituzionale in una sua recentissima sentenza.

    Brutta bestia lo sciovinismo: una “mala erba” veramente difficile da estirpare !

    Roberta Michieli - Tavagnacco

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  3. Lettera pubblicata sul quotidiano IL MESSAGGERO VENETO (Ud, domenica 28 luglio 2013:

    TITOLO: LA FOBIA DEL FRIULANO

    Esiste una malattia molta seria chiamata “FriulanoFobia” che si manifesta con un forte prurito al solo ascoltare alcune espressioni come “lingua friulana tutelata a scuola” , “minoranza linguistica friulana”, “diritti linguistici dei friulanofoni”, “finanziamenti pubblici alla tutela della lingua friulana”.

    Come la si individua? I sintomi sono questi:

    1) un gran senso di fastidio fisico e psicologico nei confronti anche del più piccolo finanziamento concesso per la tutela della lingua Friulana

    2) la gran voglia di denigrare e deligittimare i diritti linguistici della minoranza linguistica friulana che, ovviamente, il “Friulanofobico” neppure riconosce.

    Come si guarisce? Leggendo la Costituzione italiana (in particolare gli articoli 3 e 6), le leggi di tutela statali e regionali delle lingue minorizzate e tutti i documenti ufficiali del Consiglio d’Europa.

    In caso di malattia cronica o di non guarigione, si consiglia di andare a vivere in una Regione meno affollata della nostra di Minoranze linguisitiche riconosciute e tutelate.

    Onde evitare un peggioramento della malattia scrivo la presente in lingua italiana.

    Giuliano Zelco
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  4. Lettera pubblicata sul MESSAGGERO VENETO (Ud) sabato 27 luglio 2013

    TITOLO:
    LINGUA FRIULANA - I COMPITI PER LE VACANZE

    A modesto parere del sottoscritto, la "risposta" sulla lingua friulana della consigliera regionale del M5S Eleonora Frattolin pubblicata dal Messaggero Veneto, così piena di affermazioni "opinabili" - con diversa definizione si cadrebbe nell'offesa - non può che essere frutto della malafede o dell'ignoranza ovvero di entrambe.

    Ad essere benevoli ed ammettendo che si tratti della seconda, mi permetto di invitare, non solo i rappresentanti del M5S ma tutti i politici di qualsiasi colore e grado, a svolgere i seguenti "compiti per le vacanze":

    studiare bene artt. 3 e 6 della Costituzione Italiana, art. 3 dello Statuto della Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia (col trattino), legge 482/1999, LR. 29/2007;

    inoltre, studiare "Convenzione quadro per la tutela delle minoranze nazionali" - ci sono anche i Friulani - firmata dall'Italia il 01.02.1995, ratificata il 03.11.1997 ed entrata in vigore il 01.03.1998;

    studiare "Carta europea delle lingue regionali o minoritarie" firmata dall'Italia il 27.06.2000 - chê altre dì - ed ancora in attesa di ratifica.

    Se i compiti dovessero risultare troppo faticosi, potrete trovare sollievo con letture più leggere come "II çurviel dai Furlans" del prof. Franco Fabbro ovvero consultando il nutrito sito della rivista "La Patrie dal Friùl" o i "Blog d'autore" di Christian Romanini e di William Cisilino.

    Ovviamente, quest'ultimo consiglio è rivolto anche a chi, come il signor Aldo Rinaldi da Udine, con lettera del 25 sul Messaggero Veneto, pensa che lingua friulana e lingua inglese non possano andare proficuamente a braccetto.

    In definitiva, signori rappresentanti del popolo, nulla di fortemente impegnativo ma solo alcune nozioni sufficientemente istruttive ad evitare strafalcioni e figuracce di fronte all'opinione pubblica di cui dite di "interpretare" la volontà.

    Alessandro Pian – Chiopris
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  5. I furlanofobics nus fasin ben, si inacuarzìn di jessi in tancj a vê amôr e passion pal plurilenghisim.
    (Prin che cualchidun al disi che i furlans no san l'inglês...justait zontant un S te vierzidure "The song remains the same"). Maman!

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