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martedì 12 febbraio 2019

UN NUOVO GRANDE SUCCCESSO INTERNAZIONALE DI "FRIULI INNOVAZIONE" (UDINE) !!


 
REGIONE FRIULI-VG

UN NUOVO GRANDE
SUCCESSO INTERNAZIONALE DI
FRIULI INNOVAZIONE!!
..............
 

Dal quotidiano on-line

Friulisera.it


Friuli Innovazione

protagonista a Bruxelles

con il progetto InnoProcur


 

Friuli Innovazione si conferma ancora una volta realtà d’eccellenza in Europa, grazie al riconoscimento ottenuto con il progetto InnoProcur nell’ambito del Brokerage Event dell’Associazione Europea delle Agenzie di Sviluppo (EURADA). A Bruxelles i rappresentanti di oltre una quarantina delle principali Agenzie di Sviluppo europee hanno premiato il progetto InnoProcur di Friuli Innovazione. I risultati del progetto sono stati illustrati da Tommaso Bernardini, experienced project manager di Friuli Innovazione, con il secondo posto assoluto tra tutti i progetti europei innovativi presentati. (…)

"Il successo di InnoProcur – ha commentato il Direttore di Friuli Innovazione Fabio Feruglio – è una conferma della qualità e della reputazione riconosciuta a Friuli Innovazione a livello europeo. Essere così presenti e partecipi in Europa ci consente di imparare e migliorare continuamente. I progetti che presentiamo su bandi competitivi e che vengono approvati e finanziati, sviluppano community al di là dei soli partner del progetto stesso e coinvolgono spesso imprese, organizzazioni pubbliche, altre community, anche della nostra Regione, che beneficiano di servizi innovativi”.


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Complimenti al Presidente, a tutto il Cda di Friuli Innovazione, e a tutti i loro collaboratori scientifici/tecnici per questo ennesimo successo internazionale.
 
B R A V I S S I M I!! 

La Redazione dal Blog

 

domenica 16 dicembre 2018

POLITICA REGIONALE: LA SINDROME DEL "NON A UDINE!"


 

 
 
Comitât pe Autonomie e pal Rilanç dal Friûl


Comunicato stampa

16 dicembre 2018
 
 
 
"Non a Udine"

Tra piazza Unità e piazza Oberdan, a Trieste, nei palazzi della politica che conta, c'è un virus che colpisce indistintamente tutti: è la sindrome del “non a Udine”.
A Udine arriveranno contributi per risistemare un museo o una piazza ma evidentemente non si possono proporre investimenti nel campo della ricerca, innovazione, logistica, ovvero nei settori fondamentali per la crescita del manifatturiero regionale. Quello della piccola e media industria, centrata sull'asse Udine - Pordenone ovviamente, poiché sia Fincantieri a Monfalcone e Electrolux a Pordenone hanno dimensioni tali che fanno da soli.
Qualunque imprenditore o politico non colpito dalla sindrome “non a Udine” centrerebbe gli istituti di ricerca e innovazione in area baricentrica rispetto alla stragrande maggioranza delle imprese, collegata con il mondo imprenditoriale, facilmente raggiungibile da ogni parte del territorio, in particolare di quello montano, ma il “non a Udine” e nemmeno nelle vicinanze, imperversa e quindi Area Science Park di Trieste da centro di ricerca puro creato con i fondi del terremoto del Friuli del 1976 diventerà Fondazione che servirà a gestire i progetti complessi per la valorizzazione della ricerca, il trasferimento tecnologico e lo sviluppo dell'innovazione, con funzione anche di coordinamento degli altri attori del sistema regionale scientifico e dell'innovazione ridimensionando il ruolo dei Centri scientifici del Friuli, per altro da sempre trascurati e sotto finanziati.

Intanto a Udine si parla di tram e musei: bello, ma il futuro dov'è?

"Non a Udine" ?


Comitato per l'Autonomia e il Rilancio del Friuli
il presidente
Paolo Fontanelli
 
 

sabato 8 settembre 2018

IL 13 E IL 14 SETTEMBRE 2018, UDINE CAPITALE DELLE "POLITICHE LINGUISTICHE EUROPEE"


 
IL 13 E IL 14 SETTEMBRE

UDINE CAPITALE

DELLE POLITICHE

LINGUISTICHE EUROPEE

.......

RICEVIAMO DALL'ARLEF

E PUBBLICHIAMO


COMUNICÂT STAMPE

ARLeF: per due giorni, Udine capitale delle lingue europee
 
 
L’NPLD ha scelto il capoluogo friulano per lanciare la Summer University. Il 13 e 14 settembre, tanti importanti momenti di incontro, di alto livello, sul tema della promozione delle lingue minoritarie 

Per due giorni, il 13 e il 14 settembre, Udine sarà la capitale delle politiche linguistiche europee. Nella città, infatti, si terrà un importante momento d’incontro voluto dal Network delle minoranze d’Europa (NPLD – Network to promote linguistic diversity), su proposta dell’ARLeF (Agjenzie Regionâl per lenghe furlane) e con il patrocinio della Fondazione Coppieters di Bruxelles, specializzata in federalismo e politiche linguistiche.

«Sarà un’opportunità unica per la nostra Regione – spiega il direttore dell’Agenzia, William Cisilino – in quanto inaugureremo proprio qui la Summer University che l’NPLD ha deciso di avviare a partire da quest’anno. In tal modo, avremo l’occasione di ospitare in Friuli i più importanti docenti ed esperti a livello mondiale sulle politiche linguistiche. Il Network è un’occasione unica di confronto – prosegue Cisilino – che ci permette di capire come altre realtà europee siano riuscite a garantire un futuro alla propria lingua attraverso politiche linguistiche efficaci». 

All’apertura della Summer University, ospitata dall’Università del Friuli presso Palazzo Garzolini di Toppo Wassermann, saranno presenti l’assessore regionale con delega alle lingue minoritarie, Pierpaolo Roberti; il Sindaco di Udine, Pietro Fontanini; il direttore dell’ARLeF, William Cisilino e Fabiana Fusco in rappresentanza dell’Ateneo friulano che ha collaborato all’organizzazione del prestigioso appuntamento internazionale grazie al CIRF Centro interdipartimentale per lo sviluppo della lingua e della cultura del Friuli.

Le relazioni tecniche, a seguire, saranno tenute da Francesc Xavier Vila i Moreno, dell’Università di Barcellona (“Multilinguismo, globalizzazione e sostenibilità linguistica”); Vesna Crnić-Grotić, dell’Università di Rijeka (“I diritti linguistici”); Sixto Molina, del Consiglio d’Europa (“La Carta europea per le lingue regionali o minoritarie”); Gabriele Iannàccaro, dell’Università di Milano-Bicocca che, nel suo doppio intervento, approfondirà i temi legati alle basi sociolinguistiche per la pianificazione delle lingue.

Il giorno seguente François Grin, dell’Università di Ginevra, interverrà su: “Economia e linguaggio: storia, approcci generali e interazioni fra linguisti e linguistica”; Michele Gazzola, dell’Università di Lugano, approfondirà la questione del: “Monitoraggio della politica linguistica: strumenti politici e indicatori”; la relazione tra costi e benefici delle politiche linguistiche sarà trattata da François Vaillancourt, professore emerito presso il Dipartimento di economia dell’Università di Montréal.

L’appuntamento avverrà a porte chiuse in quanto la Summer University dell’NPLD è rivolta ai soli membri del Network che rappresentano una ventina di governi regionali e statali europei ove insistono minoranze linguistiche. L’iniziativa friulana vedrà anche la partecipazione di rappresentanti del Consiglio d’Europa che avranno così l’occasione di conoscere meglio la nostra regione e immergersi nell’appassionante clima enogastronomico di Friuli Doc.

............

 
QUESITO

Chissà se la Sede RAI di Trieste riuscirà a trovare nel telegiornale regionale serale delle 19.30 lo spazio ADEGUATO anche per questa importante iniziativa europea e internazionale?

O lo spazio giornalistico, se ci sarà...., sarà di pochissimi secondi come accade ogniqualvolta che una notizia non riguarda la città di Trieste, il suo porto o Villa Miramar?

In fin dei conti le minoranze linguistiche che vivono in regione costituiscono solo la “MAGGIORANZA” della popolazione regionale....e dunque una notizia come questa è del tutto marginale….mentre la "semplice" presentazione al palasport di Chiarbola (Trieste) di una squadra di pallamano è una notizia fondamentale e di interesse regionale!!!


LA REDAZIONE DEL BLOG
 
 

venerdì 24 agosto 2018

MONTAGNA FRIULANA E RIFORMA ENTI LOCALI


MONTAGNA FRIULANA

E RIFORMA ENTI LOCALI

Dal quotidiano
IL GAZZETTINO
(Edizione di Pordenone)

22.8.2018
Articolo a firma di
Davide Lisetto
 
Titolo: Un'unica grande "area montana" in Fvg tra Udine e Pordenone.
 
………………….
 
 
COMMENTO
DELLA REDAZIONE DEL BLOG
 
 
Non esiste alcuna “montagna pordenonese, neologismo assurdo inventato dai mass-media per cancellare il Friuli. Esiste solo la MONTAGNA FRIULANA che era divisa sul piano amministrativo tra la provincia di Pordenone e la Provincia di Udine.

Montagna friulana unita da molti  importanti elementi: la lingua e la cultura friulana, la stessa identità  etnica (quella friulana) e l'aver condiviso con il resto del Friuli la complessa storia plurimillenaria di questa regione storica e geografica. 
 
Lingua, cultura, identità friulane e storia del Friuli che la città di Pordenone, nel suo ruolo di capoluogo della Provincia di Pordenone, nel tentativo di accreditarsi capoluogo di una provincia letteralmente inventata  e imposta nel 1968, per 50 anni ha cercato caparbiamente di cancellare.

E infatti - sulle strade provinciali dell'ex-Provincia di Pordenone - non c'è neppure un cartello stradale bilingue (friulano-italiano)! Un chiaro segnale della volontà della "città" di Pordenone di cancellare l'identità maggioritaria della Provincia di cui era capoluogo: l'identità friulana. Non parliamo poi della tutela della minoranza linguistica friulana che la classe dirigente di Pordenone ha sempre ostacolato e osteggiato.

La proposta di Fedriga per la riforma degli enti locali con la sacrosanta cancellazione delle UTI (che hanno svuotato i Comuni delle funzioni comunali trasformandoli in gusci vuoti!) non è ancora stata formulata ma "pare", così si legge nell'articolo del Gazzettino (edizione di Pordenone) del 22 agosto, che tra le ipotesi allo studio della Giunta regionale ci sia anche quella di unire in un'unica area amministrativa tutta la montagna friulana.

E' solo una delle diverse ipotesi formulate e non si sa se sarà concretizzata, ma "pare" sia sufficiente il solo averla ipotizzata perché queste "chiacchiere di corridoio" creino  in anticipo molta agitazione a Pordenone.
 
Udine scippa a Pordenone un pezzo di montagna friulana!!

Ma per favore, basta corbellerie!! Udine non scippa un bel niente a Pordenone considerato il nuovo ruolo che - sempre secondo questa ipotesi di riforma - potrebbe avere Tolmezzo (che non è Udine!!) oltre al fatto che anche la ex-provincia di Udine verrebbe ridotta di un buon terzo di territorio.

Ricordiamo, a puro titolo informativo,  che la parte di montagna friulana che da soli 50 anni (una inezia nel libro di storia!!) faceva parte amministrativamente della provincia di Pordenone, prima del 1968 era "Provincia di Udine" e prima ancora, sotto gli Asburgo, era "Provincia del Friuli". E prima ancora "Patria del Friuli" e "Patriarcato di Aquileia".

E poi siamo certi che il Tarvisiano e le altre zone della montagna friulana (inclusa la montagna friulana del Friuli occidentale) gradiscano il nuovo ruolo di Tolmezzo o invece, al contrario, preferiscano una diversa soluzione?

Ricordiamo che quando anni fa ci fu il famoso referendum per la creazione della Provincia della Carnia, il Tarvisiano e il Gemonese votarono contro la proposta di Illy e contro Tolmezzo e al referendum vinse il "NO" e la provincia della Carnia non si istituì! 

La Giunta Fedriga nel riproporre una nuova riforma degli enti locali,  non può non tener conto della realtà storica  ed etnica unitaria del Friuli che non va disintegrata come invece fanno le UTI della ex-Presidente Serracchiani. Si può creare una realtà amministrativa federale, ma il Friuli ha diritto ad un suo riconoscimento istituzionale sia pur nell'ambito della regione Friuli-Vg.

Relativamente alle Uti, ricordiamo al Presidente Massimiliano Fedriga, e a chi ci legge, le importanti  dichiarazioni dell'ex assessore regionale Torrenti (Assessore della  Giunta Serracchiani) confermate poi anche dall'ex-Presidente di regione ed ex-sindaco di Udine, Sergio Cecotti, riportate nel nostro Post del 2016 di cui il link di seguito incollato.  

Se Torrenti ha un pregio (o un difetto sul piano politico…) è la sincerità…

http://comitat-friul.blogspot.com/2016/02/la-riforma-regionale-degli-enti-locali.html

Non esiste nessuna
"montagna pordenonese"!!


LA REDAZIONE DEL BLOG
 
 

lunedì 16 aprile 2018

UDINE - GIOVEDI' 19 APRILE - CONVEGNO SUL TEMA "RIFLESSIONI SULLA FUTURA GESTIONE URBANISTICA DI UDINE "



 
 
L'ASSOCIAZIONE
“SUL FRONTE DELLE IDEE”

con il patrocinio di:

Comitato per l'autonomia e il rilancio del Friuli

Libertà e Giustizia – Circolo di Udine

Coordinamento democrazia costituzionale

ORGANIZZA


GIOVEDI' 19 APRILE 2018

ORE 18.00


Osteria “da Caucigh”

Via Gemona UDINE



CONVEGNO

sul tema:

RIFLESSIONI   SULLA  FUTURA GESTIONE URBANISTICA
DI UDINE




Saluto introduttivo di: Carletto RIZZI

Interventi di:

arch. Maurizio BRUFATTO

ing. Duilio COSATTO



Presiede: Luciano FAVARO
 
 

mercoledì 30 novembre 2016

UDINE, LA CAPITALE MORALE DELLA REGIONE


 
UDINE

LA CAPITALE MORALE

DELLA REGIONE
 
 
 
Sit- in  in Loggia del Lionello a Udine
 
(...) Sulla scalinata si sono raccolti amministratori arrivati dai quattro angoli della regione rappresentanti dei tre capoluoghi governati dal centro destra e della nutrita truppa dei sindaci contrari alle Unioni territoriali intercomunali (...)
 
tratto da:
 
 
articolo a firma di Maura Delle Case
 
.....................

COMMENTO
 

Siamo contenti che i sindaci di Gorizia, Trieste, Pordenone, ecc. abbiano scelto, il 28 novembre 2016, Udine (evidentemente considerata la capitale morale di questa regione) per dire il loro NO al referendum costituzionale, peccato abbiamo sbagliato la piazza: loggia del Lionello, gradevolissimo salotto borghese della città, si usa per contestare l'amministrazione locale!

Per una manifestazione politica contro il governo nazionale sarebbe stata più consona piazza XX settembre (presa di porta Pia) o piazza Libertà.

In ogni caso bene il riconoscimento politico del ruolo di Udine, bene la scelta del NO, per conoscere le piazze ci sarà tempo.


LA REDAZIONE DEL BLOG
 
 

venerdì 8 gennaio 2016

IL RUOLO DI UDINE - COMUNICATO STAMPA

 
 
Comitât pe Autonomie e pal Rilanç dal Friûl
Comitato per l'Autonomia e il Rilancio del Friuli
                                    
 
Comunicato stampa  
 
31 dicembre 2015


Il ruolo di Udine

 

Con la cancellazione delle Provincie e l'istituzione delle UTI, in attesa delle sentenze che sembrano l'unica via per opporsi allo spezzatino del Friuli, l'unica certezza è che con questa riforma tutto il potere politico e burocratico starà nella città giuliana, lontana e impegnata con i suoi problemi portuali, della Ferriera e quant'altro, così diversi da quelli del Friuli che è sempre più alle prese con la propria crisi demografica, della piccola industria, dell'edilizia e del commercio.
 
Con le UTI è stato aperto un percorso di riforme controverso, mettendo in discussione e modificando equilibri territoriali e politici e ci è sembrato necessario che, come conseguenza, ci fosse anche quello di mettere in discussione la collocazione della capitale della Regione con un nuovo patto tra territori, che non riproponga l'egemonia di una città sulle altre, come accade oggi con Trieste, ma che riconosca autonomie e identità.
 
Vogliamo ribadire che, di fronte allo spezzatino che è stato fatto del Friuli e delle sue forme di rappresentanza politica, ovvero le tre Provincie di Gorizia, Pordenone e Udine serve un riequilibrio politico nei confronti del Friuli collocandovi la capitale regionale.
 
Vi sono certamente posizioni diverse ma prima o poi, anche quei territori storicamente friulani, ma che oggi si sentono più veneti o giuliani, si renderanno conto che avere una capitale regionale più “a portata di mano” sarebbe non solo funzionale e più corretto dal punto di vista politico e storico, ma anche permetterebbe risparmi, per le istituzioni e per i cittadini che, forse, sentirebbero più vicina l'istituzione regionale.  
 
Portare la capitale regionale a Udine, sulla base di un patto tra i territori che oggi si vedono privati delle loro provincie rappresenta il passo necessario per evitare squilibri e future ingiustizie, mentre è appena il caso di ricordare che per Trieste nulla cambierà, visto che la nuova entità di area vasta coinciderà esattamente con l'attuale territorio provinciale.
 
E se anche la politica non volesse vedere la necessità di un tale cambiamento è comunque innegabile che Udine dovrà comunque svolgere un ruolo di rappresentanza del Friuli non altrimenti surrogabile e che il suo sindaco, volente o “obtorto collo”, dovrà ricordarsi sempre che parlerà e dovrà agire non solo nell'interesse della città di cui potrà aver calpestato più o meno a lungo i marciapiedi, ma dell'intero Friuli.
 
 
per il
Comitato per l'Autonomia
e il Rilancio del Friuli
 
il presidente
dott. Paolo Fontanelli
 
 ...................
 
 
Il Comunicato stampa è stato pubblicato sul settimanale dell'Arcidiocesi di Udine, LA VITA CATTOLICA, giovedì 14 gennaio 2016


sabato 20 giugno 2015

COMUNICATO STAMPA: A PROPOSITO DI "UN'AGENDA DEL FUTURO - UDINE 2024"


Comitato per l'Autonomia e il Rilancio del Friuli
Udine

 

A proposito  di una


"Agenda del futuro


 - Udine 2024"


Interessante lavoro, quello della CCIAA di Udine in collaborazione con l'OCSE e relativo alle prospettive economiche per la città nel prossimo decennio.

Duecento cittadini rappresentanti a vario titolo di interessi economici, culturali e sociali hanno discusso dei vari temi proposti arrivando a progetti e proposte indubbiamente interessanti, e tuttavia vorremmo qui aggiungere a quanto scritto nella pubblicazione finale, tre considerazioni:

1) dalle tabelle riassuntive risulta che gli immigrati da paesi extra CE rappresentano più del 14% della popolazione cittadina e se andiamo a vedere l'incidenza degli stessi sulle attività economiche e sulla popolazione al di sotto dei 18 anni troveremmo percentuali ben più significative. A fronte di tali numeri ed anche delle corrette analisi contenute nel documento, però non c'è l'apporto alla discussione da parte dei rappresentanti degli immigrati e l'economia della città, e della provincia, non potrà certo trascurare l'utilità di un loro contributo al dibattito.

2) il lavoro di ricerca era centrato sulla città, volutamente, e quindi si può supporre che la Camera di commercio della provincia di Udine vorrà riproporre un simile studio per tutto il territorio, come ha suggerito il vice-presidente della Regione Bolzonello. Tuttavia il tema dei collegamenti della città con il territorio (strade e ferrovie) non può essere eluso. Basti pensare al fatto che i due centri di Udine e Pordenone, capofila dell'economia del territorio, sono collegate da una statale che richiede oltre un'ora di percorrenza; probabilmente è l'unico caso di città-capoluogo non collegate direttamente da una autostrada o superstrada. 
Basterebbe la considerazione che la Udine-Cimpello sarebbe la naturale continuazione della Pedemontana Veneta, programma da 17 Miliardi di infrastrutture autostradali della reg. Veneto che comprende il tratto da Montecchio Maggiore fino a Susegana presso Conegliano e quindi collegando direttamente Pordenone, ma non Udine, con le zone più produttive del Veneto. 
Riteniamo che vada ricuperato questo snodo anche per dare al Friuli maggiore unità, alleggerire la tratta autostradale Udine-Portogruaro spesso intasata e creare un asse di sviluppo oggi mancante. La giunta regionale per ora ha programmato investimenti solo nella direttrice Venezia-Trieste e qualcosa per Udine-Cervignano, mentre la ben più popolosa conurbazione Mestre-Conegliano-Sacile–Udine è trascurata e la città più isolata è indubbiamente Udine.

3) probabilmente non fa parte della cultura economica della città di Udine l'idea del porto e tuttavia mentre nessuno può dubitare che lo sviluppo turistico della città sia legato tanto a Grado e Lignano quanto alla montagna (senza escludere ovviamente il resto del Friuli) sembra di poter notare una sottovalutazione dell'importanza dello sbocco diretto al mare per l'economia della città. Riteniamo che l'interesse di Udine per Porto Nogaro e la zona industriale dell'Aussa-Corno dovrebbe essere considerato come primario da parte dei rappresentanti dell'economia della città.
 
Ci auguriamo che Udine possa essere, per sè e per il Friuli, quel “Laboratorio di crescita” che troviamo indicato nelle conclusioni del team dell'OCSE, superando la critica che appare dove ci si chiede anche: “Dove sono le grandi idee?” visto che “il dibattito è stato molto spostato verso le piccole questioni tattiche... rassegnazione ...” e conclude: “il modo in cui la città procederà in questo senso sarà fondamentale per il suo futuro. E su questo non si può che convenire.



Il presidente del Comitato
 
dott. Paolo Fontanelli

17 giugno 2015
 
...................
 
 
Il Comunicato Stampa è stato pubblicato giovedì 18 giugno 2015 sul settimanale dell'Arcidiocesi di Udine, LA VITA CATTOLICA.
 
 


giovedì 4 giugno 2015

PAR FURLAN ATOR PAR UDIN - 5 DI JUGN PRESENTAZION DAL N. 25 DE "LA COMUGNE"



LA COMUGNE

Riviste leterarie

in lenghe furlane

presentazion dal n. 25

..........


PAR FURLAN

ATOR PAR UDIN

 
La creativitât in lenghe furlane
si spant in dute la citât

 Il prin apontament ai 5 di Jugn
 a 6 sot sere

 

Alì de Sale Corgnali de Sezion Moderne de Biblioteche “V. Joppi” si presente il gnûf numar de La Comugne
 

Vinars ai 5 di Jugn a 6 sot sere

alì de Sale Corgnali de Biblioteche Civiche 'V. Joppi' si fevele di scriture e di leture par furlan, cu la presentazion dal n. 25 de riviste leterarie La Comugne.

La publicazion, dade fûr de KappaVu, di sù par jù vincj agns e je une vere e proprie palestre di scriture creative e un pont di riferiment par cui che al scrîf e par cui che al lei par furlan.

I contignûts de gnove jessude de La Comugne a vignaran presentâts di Paolo Cantarutti, coordenadôr editoriâl de riviste, adun cui scritôrs Raffaele Serafini e Giacomo Trevisan e cul fotograf Marco Cuoco.

L'incuintri al sarà une ocasion di confront in cont de scriture, de leture e de editorie par furlan, ancje in graciis de partecipazion di Walter Tomada, gjornalist, scritôr e studiôs di leterature furlane, e di Giuliano Velliscig  de cjase editore KappaVu.

L'apontament, che al sarà coordenât di Marco Stolfo dal Sportel pe lenghe furlane dal Comun di Udin – Furlan in Comun, al previôt ancje cualchi leture gjavade fûr dal gnûf numar de riviste.

Al sarà il prin event di Par furlan ator par Udin, che al è un cicli di iniziativis che al à chê di promovi ator pe citât la lenghe furlane e la produzion culturâl contemporanie par furlan e che al cjape dentri presentazions di publicazions e oparis audiovisivis, teatrâls e multimediâls e incuintris tematics che a tocjin la arte, la leterature, la musiche, il cine, la creativitât dai zovins, la narative pai fruts e alc altri ancjemò.

La manifestazion, che e je inmaneade de bande dal Sportel pe lenghe furlane dal Comun di Udin - Furlan in Comun, e vignarà ospitade tes sedis de Biblioteche 'V. Joppi' o in altris spazis de citât.

La partecipazion e je libare e sore nuie.
 
 

giovedì 26 marzo 2015

PER LA "GRANDE TRIESTE" LE GIORNATE DELLA "REPUBBLICA DELLE IDEE" DOVEVANO SVOLGERSI A TRIESTE E NON A UDINE!


LE GIORNATE DELLA
"REPUBBLICA DELLE IDEE"?
 
PER LA "GRANDE TRIESTE"
NON DOVEVANO SVOLGERSI A UDINE
 MA NELLA GRANDE
METROPOLI TRIESTINA!
 
QUANDO AVRA' FINE
L'ARROGANZA DEL
CAMPANILE DI SAN GIUSTO?

25 marzo 2015 
...............

 

Pierluigi Sabatti

Sono nato nel 1950 a Trieste. Laureato in legge. Ho fatto il giornalista per quarant’anni principalmente al Piccolo, ma ho collaborato con le radio libere, quando sono nate, poi con la Rai e con giornali nazionali e stranieri. Mi sono occupato di politica estera, di minoranze e di confini. Ho scritto un paio di libri e di commedie. A spingermi in politica, a sostegno di Cosolini sindaco, è stato “Progetto Comune”, gruppo nato spontaneamente per contribuire a cambiare la nostra città.
 
.......................
 
 
Ingegner De Benedetti,
l’aver organizzato a Udine le giornate della “Repubblica delle idee” dedicate alla multiculturalità mi ha stupito perché se c’è una città in questa regione in cui la multiculturalità è di casa da secoli quella è Trieste. Non faccio questioni di campanile, ma di tradizioni. Le ricordo che il Friuli celebrerà, con fondi regionali, la “Fieste Patrie dal Friul” che non mi sembra multi ma mono-culturale.
Mi è stato anche detto che si è scelto il capoluogo friulano, e il suo giornale “Messaggero Veneto”, perché non ci sono le tensioni sindacali che invece si avvertono a Trieste.
Ebbene, ingegnere, si è chiesto perché a Trieste c’è un così forte disagio, da far temere per la riuscita di una manifestazione del giornale-corazzata del suo gruppo editoriale?
Evidentemente no.
Eppure dovrebbe sapere che si sta smantellando un giornale nato nel 1881. Fondato da un geniale giovanotto di 21 anni, che aveva dovuto sin dai 14 mantenere la famiglia per la morte del padre. Un giovane che è stato un sostenitore della causa italiana e che perciò è diventato senatore del Regno. Anche se in vecchiaia, la sua origine ebraica, l’ha costretto a perdere” i suoi privilegi e il giornale.

Caro ingegnere, l’aver realizzato qui la manifestazione (o anche altre iniziative) avrebbe sostenuto questo giornale, insieme magari a qualche investimento (i risultati economici del suo gruppo mi sembra che consentano qualche “larghezza”), nel rispetto di una storia che dura da 134 anni e in cui la città si riconosce.

La politica che il suo gruppo sta facendo riguardo al Piccolo mi pare stia dando pessimi risultati, come la perdita di copie e di ruolo che si estendeva anche oltre i nostri confini.
 
La prego di riflettere su queste considerazioni di un vecchio redattore del Piccolo, affezionato al suo giornale e alla sua città.

Pierluigi Sabatti
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Gentile Signor Sabatti,
 
il contenuto della sua lettera mi conferma, qualora ce ne fosse stato bisogno, quanto sia stata giusta la scelta di Udine, con una partecipazione di pubblico davvero straordinaria. 
 
Infatti nella sua lettera lei fa riferimento a un mondo che non c'è più o, per meglio dire, nel quale la sua bellissima città ha perso troppe occasioni per sfruttare la sua posizione geografica - oltre che storico-culturale - che la rendevano il porto naturale del Mediterraneo per tutto il nord dell’Europa.
 
In questa concezione di un mondo che Trieste si è lasciata sfuggire, vorrei ricordarle più specificamente la crisi dell’editoria quotidiana che ci ha COSTRETTO ad azioni di adattamento dei mercati diffusionali e pubblicitari, che per fortuna sono state efficaci e tempestive.
 
Il direttore e la redazione de Il Piccolo lo hanno capito, sottoscrivendo ultimamente un accordo che è stato considerato soddisfacente, pur con i sacrifici imposti dalla situazione.
 
Continui a comperare Il Piccolo, perché è pieno di notizie dalla regione e dal mondo ed è scritto da validi giornalisti in armonia con un ottimo direttore.
 
Cordiali saluti, Carlo De Benedetti
 
 
 
 
 
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Grazie Ing. Carlo De Benedetti

per la risposta da Lei data in difesa dello splendido pubblico friulano presente in questi giorni a Udine alle giornate della "Repubblica delle idee".

Un pubblico europeo, come europea è la storia millenaria del Friuli e di Udine.

Un Friuli da sempre plurilingue e pluriculturale che ha ospitato a Udine - salone del Parlamento, nel Castello che si può ammirare in pieno centro storico - il più antico Parlamento d'Europa (1231 -1805).

Un Parlamento di cui evidentemente a Trieste si ignora perfino l'esistenza. Così come Trieste pare ignorare che lo Stato Patriarcale fu uno Stato in cui la convivenza di lingue e culture non diede luogo a conflitti, ma bensì ad una pacifica integrazione, unico caso in tutta Europa.

Uno Stato la cui istituzione nell'anno 1077, da 40 anni viene ricordata il 3 di Aprile di ogni anno in quella parte del territorio regionale che va dal Livenza al Timavo (ossia la quasi totalità del territorio regionale con esclusione della sola provincia di Trieste), territorio che dall'epoca longobarda si chiama "Friuli".....senza alcuna aggiunta!

Il nome "Venezia Giulia" dovrà attendere il nazionalismo italiano del 1863 per essere inventato in una rivista milanese..... 

 

 LA REDAZIONE DEL BLOG

 
  
  
N.B. Dal sito internet
http://www.forumeditrice.it/cirf-didattica-online/storia-parlamento-patria-friuli.html
 
Il Parlamento della Patria è un istituto di governo adottato dai patriarchi a partire dalla seconda metà del XIII secolo (ma il primo atto rimastoci è del 1231). L’assemblea comprendeva rappresentanze dei centri principali, che occupavano la porzione laica dei seggi, unitamente al clero e alla nobiltà. Le funzioni di governo demandate al Parlamento riguardavano la difesa, organizzata su base comunitaria, la fiscalità e, in parte, l’amministrazione della giustizia. L’insieme delle leggi emanate dal Parlamento costituirono il fondamento delle Costituzioni della Patria del Friuli. La prima raccolta di questo codice di norme, che avrebbe regolato la convivenza friulana nei secoli a venire, risale al patriarca Marquardo di Randeck (1365-1381). Il corpus delle leggi fu periodicamente rinnovato nei secoli successivi. Con l’avvento della Dominante, larga parte delle prerogative del Parlamento furono assorbite dalle magistrature centrali dello Stato veneto, svuotandolo, di fatto, di funzioni. Tuttavia, anche in ragione della portata simbolica delle riunioni dell’assemblea per una società fortemente segmentata per ceti, la sua attività proseguì fino all’avvento dell’amministrazione francese nel 1805, che lo sciolse in quell’anno.
 
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