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domenica 12 giugno 2016

LEGGE ELETTORALE PER LE EUROPEE E TUTELA MINORANZE LINGUISTICHE


 
 

LEGGE ELETTORALE

PER LE EUROPEE E TUTELA

MINORANZE LINGUISTICHE  

 
 
 
Dopo il rinvio alla Consulta dei Tribunali di Trieste e Cagliari su incostituzionalità discriminazione minoranze linguistiche, sta iniziando la discussione alla Corte Costituzionale ma in Friuli (regione in cui vive la seconda minoranza linguistica -  in  termini  numerici - riconosciuta  dalla Stato italiano ai sensi dell'articolo 6 della Costituzione italiana) pare nessuno lo sappia!
 
 
Sulla stampa e la televisione (nazionale e regionale) ci sarà una riga o un fotogramma?
 
Era il 15 maggio 2014


(…) Per la seconda volta nel giro di pochi giorni e ormai alla vigilia del voto per il Parlamento Ue, la legge elettorale per le europee viene rimessa alla Corte Costituzionale. Dopo il tribunale di Venezia, scende in campo quello di Cagliari, ma per una questione diversa: le minoranze linguistiche.

Nell'ordinanza firmata dal giudice Ignazio Tamponi, infatti, il quesito sottoposto alla Consulta riguarda il fatto che la legge 18/1979, quella che regola in Italia il voto per eleggere gli europarlamentari, modificata nel 2009, ammette solo le liste di candidati presentate da partiti o gruppi politici espressi dalle minoranze di lingua francese, tedesca o slovena, e non di altre minoranze linguistiche. Una disposizione che secondo i ricorrenti che si sono rivolti al tribunale cagliaritano, non rappresenta e non tutela altre componenti, a cominciare da quella sarda. (...)

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venerdì 16 maggio 2014

A RADIO ONDE FURLANE - IL 17 DI MAI - SI FEVELE DI EUROPE




'Dret e Ledrôs',

il 17 maggio

a Onde Furlane

si parla di Europa
 



Secondo appuntamento speciale,
 
a cura di
 
Mauro Missana e Marco Stolfo



Ospiti del programma

Renato Damiani, Giorgio Cavallo,

Felice Besostri e Marco Di Blas


Si avvicinano le elezioni europee ma si parla sempre assai poco d'Europa. Non è così su Radio Onde Furlane, sia nella sua programmazione abituale sia ancor di più per i programmi di approfondimento.

La riflessione sul voto del 25 maggio e più in generale sulla situazione dell'Europa, avviata con un trasmissione che è andata in onda il 12 aprile e che può essere riascolata su internet all'indirizzo www.ondefurlane.eu , prosegue sabato 17 maggio, in mattinata, con un altro speciale all'interno di Dret e Ledrôs.

Dalle 9.30 alle 11.00, sulle frequenze di Onde Furlane (90 Mhz in gran parte del Friuli, 90.200 e 106.500 Mhz in Carnia e 96.600 Mhz a Colonia Caroya, in Argentina, in rete in tutto il mondo) si parlerà di euro e di Banca centrale europea, ma anche di Friuli e Europa, di rappresentanza, di leggi elettorali e del clima preelettorale in Austria, in analogia a quanto già fatto un mese fa sulla situazione in Slovenia e Croazia.

Insieme al direttore della “radio libare dai furlans”, Mauro Missana, e a Marco Stolfo, titolare del modulo Jean Monnet 'Multilingualism, Multicultural Citizenship and European Integration' all'Università di Udine, saranno presenti Renato Damiani, vicepresidente della case per l'Europa di Gemona, che recentemente ha pubblicato il volume ‘Impariamo l’Europa’, e Giorgio Cavallo, già consigliere regionale e amministratore del Comune di Udine ed opinionista di Onde Furlane.

Sono previsti anche gli interventi del giornalista Marco Di Blas, che farà il punto della situazione in Austria e in particolare in Carinzia, e dell'avvocato Felice Besostri, già relatore in Senato della legge 482/1999, che parlerà dei ricorsi presentati contro la legge elettorale italiana per le europee, in merito allo sbarramento del 4% e alla mancata garanzia di rappresentanza delle minoranze linguistiche.

La trasmissione andrà in replica domenica 18 maggio alle 8,00 e potrà essere successivamente riascolata su internet, sempre all'indirizzo www.ondefurlane.eu 
 
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giovedì 15 maggio 2014

LEGGE ELETTORALE PER LE EUROPEE E TUTELA MINORANZE LINGUISTICHE


Dal sito internet del quotidiano
"L'UNIONE SARDA.it"
 
http://www.unionesarda.it/articolo/politica_italiana/2014/05/13/europee_e_tutela_minoranze_linguistiche_tribunale_di_cagliari_invia_atti_a_consulta-1-367452.html

Europee e tutela minoranze linguistiche
Tribunale di Cagliari invia atti a Consulta

Anche il Tribunale di Cagliari - dopo quello di Venezia - ha rinviato alla Corte Costituzionale la legge elettorale per le europee.

Per la seconda volta nel giro di pochi giorni e ormai alla vigilia del voto per il Parlamento Ue, la legge elettorale per le europee viene rimessa alla Corte Costituzionale. Dopo il tribunale di Venezia, scende in campo quello di Cagliari, ma per una questione diversa: le minoranze linguistiche.

Nell'ordinanza firmata dal giudice Ignazio Tamponi, infatti, il quesito sottoposto alla Consulta riguarda il fatto che la legge 18/1979, quella che regola in Italia il voto per eleggere gli europarlamentari, modificata nel 2009, ammette solo le liste di candidati presentate da partiti o gruppi politici espressi dalle minoranze di lingua francese, tedesca o slovena, e non di altre minoranze linguistiche. Una disposizione che secondo i ricorrenti che si sono rivolti al tribunale cagliaritano, non rappresenta e non tutela altre componenti, a cominciare da quella sarda.

Alla base di tutta la vicenda, un ricorso promosso da un gruppo di cittadini-elettori, rappresentanti dall'avvocato Felice Besostri, ex senatore Ds, docente di Diritto Pubblico Comparato a Milano, che ha già impugnato il Porcellum poi bocciato dalla Consulta a dicembre e ora ha iniziato una battaglia contro quello che definisce "Europorcellum". Besostri ha proposto ricorso a Roma, Milano, Napoli, Trieste, Venezia e Cagliari. E questi ultimi due fori si sono già espressi nel merito, sospendendo il giudizio in attesa della Corte Costituzionale. Nel ricorso a Cagliari, Besostri è affiancato da altri due legali: Luisa Armandi e Roberta Campesi.

13 maggio 2014

lunedì 12 maggio 2014

LA LEGGE ELETTORALE PER LE ELEZIONI EUROPEE: RINVIATA ALLA CORTE COSTITUZIONALE


Da "IL QUOTIDIANO FVG"

sabato 10 maggio 2014
 



Legge europee irregolare
 
ora andrà alla Consulta

 
Il Tribunale di Venezia ha rinviato la legge elettorale vigente per le elezioni europee alla Consulta, ma sempre secondo lo stesso tribunale il ricorso sullo sbarramento al 4% non intacca l'attuale tornata elettorale.

La Corte Costituzionale dovrà pronunciarsi anzitutto appunto sulla legittimità della soglia di sbarramento prevista del 4% che, secondo i ricorrenti, «contrasterebbe con l'articolo 48 della Carta fondamentale». L'introduzione nella legge per le elezioni europee di una soglia «non appare sostenuta da alcuna motivazione razionale che giustifichi la limitazione della rappresentanza.
 
Il Parlamento europeo, infatti, non ha il compito di eleggere o dare la fiducia ad alcun governo dell'Unione, al quale possa fornire stabilità di indirizzo politico e continuità di azione». Così si legge nell'ordinanza del Tribunale di Venezia, che ha rimesso gli atti alla Consulta sulla legge elettorale per le europee. La decisione è stata assunta durante l'esame di un ricorso presentato dall'avvocato Felice Besostri, che già aveva impugnato il Porcellum, poi bocciato dalla Consulta.

Oltre che a Venezia, sono stati presentati ricorsi a Roma, Napoli, Milano, Cagliari e Trieste.

Quattro i motivi dell'impugnazione oltre alla soglia di sbarramento del 4%, ritenuto quello "principale" dai giudici di Venezia, vi sono la disparità di trattamento delle minoranze linguistiche, il mancato riequilibrio di genere e la deroga alla raccolta di firme di presentazione delle liste.

Vale la pena ricordare che la soglia di sbarramento al 4% era stata introdotta nella legge elettorale italiana nel 2009. Secondo il team di avvocati che ha presentato il ricorso si tratta di una «barriera» troppo alta, che non permette la rappresentanza dei cittadini.

La scelta del rinvio alla Consulta, anziché alla Corte di Giustizia europea, è stato fatto anche sulla scorta di un'analoga vicenda avvenuta in Germania dove la Corte costituzionale ha già annullato prima lo sbarramento al 5%, poi anche quello al 3% per arrivare poi nel febbraio scorso all’annullamento. Lo sbarramento rimane solo in Francia ma solo a livello circoscrizionale.