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lunedì 26 novembre 2018

Chi sono i TRE VISITORS che hanno presentato in Senato il disegno di legge costituzionale di modifica dell'art. 13 del nostro Statuto di autonomia?


Regione Friuli-VG
 
POLITICA REGIONALE
E VISITORS
 
Chi sono i TRE VISITORS che hanno presentato in Commissione Senato il disegno di legge Costituzionale nr. 36, anno 2018, di modifica dell'articolo 13 del nostro Statuto di autonomia?
 
Dal sito del Senato della Repubblica italiana
 

1) Scheda del senatore JULIA UNTERBERGER
 
2) Scheda del senatore MEINHARD DURNWALDER
 
 
3) Scheda del senatore DIETER STEGER

Tutti e tre questi senatori risultano eletti in  provincia di Bolzano nelle file del partito SVP. Non sono dunque stati eletti nella regione Friuli-Venezia Giulia.

 
DOMANDE


Chi  ha chiesto a questi tre Visitors del SVP di presentare il disegno di legge (in)costituzionale di modifica dell'art. 13 del “nostro” Statuto di autonomia? La minoranza slovena? La Giunta regionale di Fedriga? Lo sanno questi tre senatori eletti in provincia di Bolzano che in Friuli-Venezia Giulia le minoranze linguistiche riconosciute e tutelate dalla Repubblica italiana sono TRE (friulani, germanici e sloveni) e  non una sola (gli sloveni)? Lo sanno che la Corte Costituzionale italiana, al pari del Consiglio d'Europa, nelle sue sentenze ha più volte  precisato che sono vietate le discriminazioni tra le 12 minoranze linguistiche riconosciute dalla Repubblica italiana?  

Ricordiamo che  nella regione Trentino-Alto Adige (province autonome di Trento e Bolzano)  né la minoranza tedesca, né la minoranza ladina hanno il seggio garantito in Parlamento, nei Consigli provinciali di Trento e Bolzano e neppure nei Comuni di queste due province……ma i tre Visitors "pretendono" il seggio garantito in Consiglio regionale per la minoranza slovena che vive in Friuli-VG!! 




per saperne di più su questo disegno di legge (in)costituzionale presentato da tre senatori eletti in provincia di Bolzano nelle file del partito SVP:




mercoledì 21 novembre 2018

Modifica dell'art. 13 dello statuto di autonomia della regione Friuli-VG. E le minoranze linguistiche friulana e germanica? Ricordiamo che la costituzione italiana non ammette discriminazione tra minoranze linguistiche!


 
MINORANZE LINGUISTICHE

Modifica art. 13
Statuto di autonomia speciale

 
NELLA REGIONE FRIULI-VG

NON C'E' SOLO

LA MINORANZA LINGUISTICA SLOVENA!!

.................

Dal sito ufficiale del Consiglio regionale

“(…) Il disegno di legge costituzionale di iniziativa parlamentare n. 36 modifica, invece, l'articolo 13 dello Statuto del FVG con lo scopo di garantire alla minoranza slovena il diritto a essere comunque rappresentata nel Consiglio regionale. Con la modifica suggerita - ha spiegato ancora Bernardis - si intende introdurre una prerogativa specifica per i partiti della minoranza slovena, prevedendo almeno un seggio assicurato in Consiglio regionale, indipendentemente dal numero di voti raggiunto.

Dopo l'intervento di Gabrovec, che ha portato ad esempio quanto previsto dalla Slovenia per i cittadini di minoranza italiana ed ha parlato di principio di reciprocità, nonché le richieste di approfondimento giunte da più consiglieri, la Commissione ha deciso all'unanimità di rinviare il parere a quando saranno organizzate delle audizioni su una tematica ritenuta tanto delicata quanto importante per tutta la Regione. (…)”

http://www.consiglio.regione.fvg.it/pagine/comunicazione/comunicatistampa.asp?comunicatoStampaId=609949.

........................

Statuto di Autonomia Speciale
della Regione Friuli-Venezia Giulia

(...)

ART. 13

Il Consiglio regionale è eletto a suffragio universale diretto, uguale e segreto. 
Il numero dei consiglieri regionali è determinato in ragione di uno ogni 25.000 abitanti o frazione superiore a 10.000 abitanti, secondo i dati desunti dall'ultima rilevazione dell'Istat Movimento e calcolo della popolazione residente annuale antecedente il decreto di convocazione dei comizi elettorali.

........................

RICORDIAMO CHE:

Questa è una vecchia battaglia della minoranza linguistica slovena che vive in regione, palesemente incostituzionale,  perché  prevedendo una norma elettorale che va a vantaggio della sola minoranza linguistica slovena, discrimina le minoranze linguistiche friulana e germanica: discriminazione VIETATA dalla nostra Costituzione e dal Consiglio d'Europa.
 
Ma in regione, nel "silenzio tombale" degli eletti friulani in Consiglio regionale e in Parlamento, la minoranza linguistica slovena "pretende" di discriminare le altre due minoranze linguistiche (friulani e germanici) con una norma posta solo a suo vantaggio nello Statuto di autonomia, ossia in una legge di rango costituzionale. Norma poi modificabile in futuro solo con il lungo percorso previsto per le leggi costituzionali e contro cui non è possibile ricorrere perchè di rango costituzionale.  

Ricordiamo ancora una volta che la Corte Costituzionale italiana più volte nelle sue sentenze ha precisato che è VIETATA la discriminazione tra minoranze linguistiche e scritto in sentenza che tutte le minoranze linguistiche hanno pari diritti. Inclusi, ovviamente,  i diritti elettorali!!

Perchè mai la minoranza germanica e la minoranza friulana della nostra regione non possono anche loro avere "GARANTITO" un loro rappresentante in consiglio regionale al pari della minoranza slovena, "indipendentemente dal numero di voti raggiunto"?

E' vero che attualmente non esiste un partito etnico  regionale friulano  e/o germanico (ma è esistito in passato!!) mentre esiste oggi più di un partito etnico regionale della minoranza slovena, ma nulla vieta che in futuro si ricostituisca.

Non è stato sufficiente – strumentalizzando la tutela della minoranza slovena - aver creato un collegio triestino extra-large che danneggia pesantemente la minoranza linguistica friulana? Si vuole continuare su questa strada, penalizzando questa minoranza nel  negarle gli stessi diritti elettorali  richiesti dalla minoranza linguistica slovena? Perché è in questa direzione che va la modifica proposta dell'art. 13 dello statuto di autonomia.
 
L'art. 13 dello Statuto di autonomia della regione se viene modificato, DEVE prevedere un pari diritto di rappresentanza in Consiglio regionale anche per le altre due minoranze regionali, la friulana e la germanica. In Italia e in Europa non sono ammesse discriminazioni tra minoranze (i due termini giuridici “nazionali - linguistiche” sono equivalenti e rappresentano la stessa identica fattispecie giuridica).

Il principio di reciprocità richiamato dal consigliere Gabrovec, non è un principio costituzionale e neppure un principio del diritto internazionale. Al massimo è "buona creanza", ma si sa che questa nei rapporti tra Stati è scarsamente presente….

Oltre al fatto che la Costituzione slovena - ma ci risulta che ciò non venga precisato dal consigliere regionale di lingua slovena Gabrovec - garantisce un seggio in Parlamento, non solo alla minoranza italiana, ma a TUTTE le minoranze linguistiche riconosciute dalla Slovenia. Non esiste pari norma nella Costituzione italiana. E se fosse posta in Costituzione, dovrebbe essere estesa a tutte le 12 minoranze linguistiche riconosciute dalla Repubblica italiana, esattamente come prevede la Costituzione slovena. 

Sia per la Costituzione slovena che per quella italiana, non esistono minoranze linguistiche di serie A e minoranze linguistiche di serie B, tutte le minoranze hanno PARI diritti, inclusi i privilegi…. elettorali! 
 
 ………………………….
 
 
E questo il nostro precedente POST del 12 giugno 2018
 
Buona lettura!
 
 
 
 


martedì 20 novembre 2018

UTI E LO SPEZZATINO DEL FRIULI - COMUNICATO STAMPA DEL 20 NOVEMBRE 2018

 
 e pal Rilanç dal Friûl
 
COMUNICATO STAMPA
20.11.2018

UTI e lo spezzatino del Friuli
 

Non sembra cambiato molto l'atteggiamento della politica regionale verso il Friuli! A suo tempo denunciavamo che uno dei problemi principali della legge che istituiva le UTI abolendo le Provincie era quello di privare il Friuli di forme unitarie di rappresentanza istituzionale mentre Trieste manteneva inalterata la propria provincia, continuando ovviamente a svolgere il ruolo di capitale regionale.
 
Con la legge sulle UTI il Friuli ha subito e sembra che debba continuare a subire la cancellazione della propria identità, dissolta da un lato nell'indigesto friulveneziagiulianismo e dall'altro nel frazionamento delle proprie forme di rappresentanza istituzionale.

Ora si ridiscutono tempi e metodi di funzionamento delle UTI e di altre iposi su enti di area vasta ma il problema dello spezzatino del Friuli resta inalterato poichè resta inalterata la violazione del principio che una minoranza linguistica, e i friulani lo sono, ha diritto ad una forma unitaria di rappresentanza amministrativa.
 
Dobbiamo ricordare che negli archivi del Consiglio regionale, quasi dimenticate, giacciono proposte di legge per il Friuli risalenti agli anni '80 (Movimento Friuli) agli anni '90 (Londero nel '96 e Cecotti nel '97 con una proposta organica di riforma degli Enti locali) e poi negli anni 2000 con la proposta di questo Comitato per l'istituzione dell'Assemblea delle Provincie del Friuli, e ancora recentemente col referendum del sindaco Anzil per l'istituzione delle due provincie autonome del Friuli e di Trieste. Forse in questa fase di riesame delle UTI varrebbe la pena che il Consiglio si rileggesse le motivazioni e l'articolato di quelle proposte.
 
I molti consiglieri che hanno giurato in friulano non ritengono che, al di là della giusta valorizzazione della loro lingua madre, vada affrontato il tema?

per il Comitato per l'Autonomia
e il Rilancio del Friuli
il presidente
Paolo Fontanelli
 
 







martedì 13 novembre 2018

MINORANZA LIGUISTICA FRIULANA - Quando "UN LAVORO DI SQUADRA" dei parlamentari eletti in regione a difesa dei diritti linguistici di questa importante minoranza?







MINORANZA LINGUISTICA FRIULANA 

Quando "un lavoro di squadra"
dei parlamentari eletti in regione
a difesa dei diritti linguistici
di questa importante minoranza?


Da un articolo pubblicato sul quotidiano IL PICCOLO di Trieste il 12 novembre 2018 a firma di Marco Ballico

TITOLO - Risorse a zero nella Finanziaria per esuli e minoranza italiana.
Rosato (Pd) lancia l’allarme: fondi soppressi, pronti i nostri emendamenti ma serve gioco di squadra di Marco Ballico

Dal testo dell'articolo:

(...) Nel 2016-18, la maggioranza a guida Pd aveva assicurato per ciascun anno del triennio 2,3 milioni sulla legge 72/01 a sostegno degli esuli e 3,5 milioni sulla 73/01 per la minoranza italiana in Slovenia e Croazia. Tenendo conto che qualche limatura c’è stata a causa dei tagli lineari ministeriali, che hanno per esempio abbassato a circa 2 milioni la quota sulla 72, si trattava di oltre 16 milioni sul triennio. Risorse, ora prosciugate, che le associazioni chiederanno da subito di recuperare. (…) «Abbiamo verificato e i soldi non ci sono – fa sapere Rosato –. Non un bel segnale dopo che con il nostro governo avevamo incrementato quei finanziamenti raggiungendo i livelli degli anni buoni. (…) Ma più che gridare allo scandalo, mi pare corretto chiedere un lavoro di squadra a tutti i parlamentari della regione. (…) ».

...............……

Commento della Redazione del Blog

Parafrasando l'on. Rosato, quando un lavoro di squadra dei parlamentari eletti in regione per PRETENDERE:

  • UN FINANZIAMENTO ADEGUATO DELLA LEGGE 482/99 (tutela delle minoranze linguistiche storiche riconosciute dalla Repubblica italiana ai sensi dell'art. 6 della Costituzione italiana)? Oggi questa legge è finanziata con una miseria indegna di un Paese civile e nei fatti priva di attuazione! Ricordiamo che stiamo parlando di ben 3 milioni di cittadini italiani...

  • UN  ADEGUATO FINANZIAMENTO REGIONALE ALLA MINORANZA LINGUISTICA FRIULANA (600 mila cittadini italiani che vivono nella regione Friuli-Venezia Giulia, ossia oltre il 50% della popolazione regionale); minoranza  a cui  - dalla stessa regione in cui sono storicamente stanziati da millenni - vengono sistematicamente  negati o "concessi  al ribasso" i diritti linguistici a cui ha diritto per legge. Regione che sta perfino negando a questa minoranza il diritto al bilinguismo visivo nei cartelli stradali nelle strade di competenza regionale, obbligo previsto anche dalla legge 482/99 e da trattati internazionali ratificati dall'Italia, ma non imposto dalla Giunta regionale e dal Consiglio regionale, alla società a capitale pubblico "Friuli Venezia Giulia Strade S.p.A." che nei fatti risulta disattendere questo diritto dei friulanofoni. 
 

La Redazione del blog

 
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Dal sito del Comitato 482
 
 
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Cortese attenzione on.le Ettore ROSATO:
 
dal sito ufficiale della regione Friuli-VG

"VISTA la circolare della Presidenza del Consiglio dei Ministri - n. 0002464 dd. 15 febbraio 2016 - recante linee guide per la predisposizione delle richieste di finanziamento da parte delle amministrazioni territoriali e locali a valere sui fondi previsti per l’esercizio 2016 ai sensi degli articoli 9 e 15 della legge 482/1999 che al fine della determinazione della quota da assegnare alla Regione Friuli Venezia Giulia, in attuazione del DLgs 223/2002, individua un importo da destinare alla Regione pari a € 339.354,00, in attesa di successiva conferma.(…)"
 

 

sabato 8 settembre 2018

IL 13 E IL 14 SETTEMBRE 2018, UDINE CAPITALE DELLE "POLITICHE LINGUISTICHE EUROPEE"


 
IL 13 E IL 14 SETTEMBRE

UDINE CAPITALE

DELLE POLITICHE

LINGUISTICHE EUROPEE

.......

RICEVIAMO DALL'ARLEF

E PUBBLICHIAMO


COMUNICÂT STAMPE

ARLeF: per due giorni, Udine capitale delle lingue europee
 
 
L’NPLD ha scelto il capoluogo friulano per lanciare la Summer University. Il 13 e 14 settembre, tanti importanti momenti di incontro, di alto livello, sul tema della promozione delle lingue minoritarie 

Per due giorni, il 13 e il 14 settembre, Udine sarà la capitale delle politiche linguistiche europee. Nella città, infatti, si terrà un importante momento d’incontro voluto dal Network delle minoranze d’Europa (NPLD – Network to promote linguistic diversity), su proposta dell’ARLeF (Agjenzie Regionâl per lenghe furlane) e con il patrocinio della Fondazione Coppieters di Bruxelles, specializzata in federalismo e politiche linguistiche.

«Sarà un’opportunità unica per la nostra Regione – spiega il direttore dell’Agenzia, William Cisilino – in quanto inaugureremo proprio qui la Summer University che l’NPLD ha deciso di avviare a partire da quest’anno. In tal modo, avremo l’occasione di ospitare in Friuli i più importanti docenti ed esperti a livello mondiale sulle politiche linguistiche. Il Network è un’occasione unica di confronto – prosegue Cisilino – che ci permette di capire come altre realtà europee siano riuscite a garantire un futuro alla propria lingua attraverso politiche linguistiche efficaci». 

All’apertura della Summer University, ospitata dall’Università del Friuli presso Palazzo Garzolini di Toppo Wassermann, saranno presenti l’assessore regionale con delega alle lingue minoritarie, Pierpaolo Roberti; il Sindaco di Udine, Pietro Fontanini; il direttore dell’ARLeF, William Cisilino e Fabiana Fusco in rappresentanza dell’Ateneo friulano che ha collaborato all’organizzazione del prestigioso appuntamento internazionale grazie al CIRF Centro interdipartimentale per lo sviluppo della lingua e della cultura del Friuli.

Le relazioni tecniche, a seguire, saranno tenute da Francesc Xavier Vila i Moreno, dell’Università di Barcellona (“Multilinguismo, globalizzazione e sostenibilità linguistica”); Vesna Crnić-Grotić, dell’Università di Rijeka (“I diritti linguistici”); Sixto Molina, del Consiglio d’Europa (“La Carta europea per le lingue regionali o minoritarie”); Gabriele Iannàccaro, dell’Università di Milano-Bicocca che, nel suo doppio intervento, approfondirà i temi legati alle basi sociolinguistiche per la pianificazione delle lingue.

Il giorno seguente François Grin, dell’Università di Ginevra, interverrà su: “Economia e linguaggio: storia, approcci generali e interazioni fra linguisti e linguistica”; Michele Gazzola, dell’Università di Lugano, approfondirà la questione del: “Monitoraggio della politica linguistica: strumenti politici e indicatori”; la relazione tra costi e benefici delle politiche linguistiche sarà trattata da François Vaillancourt, professore emerito presso il Dipartimento di economia dell’Università di Montréal.

L’appuntamento avverrà a porte chiuse in quanto la Summer University dell’NPLD è rivolta ai soli membri del Network che rappresentano una ventina di governi regionali e statali europei ove insistono minoranze linguistiche. L’iniziativa friulana vedrà anche la partecipazione di rappresentanti del Consiglio d’Europa che avranno così l’occasione di conoscere meglio la nostra regione e immergersi nell’appassionante clima enogastronomico di Friuli Doc.

............

 
QUESITO

Chissà se la Sede RAI di Trieste riuscirà a trovare nel telegiornale regionale serale delle 19.30 lo spazio ADEGUATO anche per questa importante iniziativa europea e internazionale?

O lo spazio giornalistico, se ci sarà...., sarà di pochissimi secondi come accade ogniqualvolta che una notizia non riguarda la città di Trieste, il suo porto o Villa Miramar?

In fin dei conti le minoranze linguistiche che vivono in regione costituiscono solo la “MAGGIORANZA” della popolazione regionale....e dunque una notizia come questa è del tutto marginale….mentre la "semplice" presentazione al palasport di Chiarbola (Trieste) di una squadra di pallamano è una notizia fondamentale e di interesse regionale!!!


LA REDAZIONE DEL BLOG
 
 

venerdì 8 dicembre 2017

LA TUTELE DE LENGHE FURLANE TAL SETÔR DE ISTRUZION - INTERVENT DE PROFESSORE SILVANA SCHIAVI FACHIN


 2e conference regjonâl di verifiche e di propueste su la atuazion de leç regjonâl 29/2007 (Normis pe tutele, valorizazion e promozion de lenghe furlane)
 
1 e 2 di Dicembar  2017 a Udin

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La tutele de lenghe furlane
tal setôr de Istruzion
 
INTERVENT DE PROFESSORE
SILVANA SCHIAVI FACHIN

l'1 di Dicembar a Udin
 

"La formazion professionâl des/dai mestris di/in lenghe furlane native o seconde ( LN e L2)"
 
 
par cure di Silvana Schiavi Fachin

Dopo di vê let la lungje relazion sul teme di “ISTRUZION” o ripuarti dôs considerazions finâls stant che mi somee che a vebin bisugne di cualchi sclariment.

La prime e dîs:
  1. Nella secondaria di primo grado i docenti disponibili all’insegnamento della lingua
friulana sono pochi rispetto alle esigenze e non adeguatamente formati rispetto al CLIL;
Mi ven sù subit un dubi sot forme di domande: Pensie la Comission che dome pes mediis e coventi une professionalitât ben tressade e dome par introdusi la metodologjie CLIL ( Content and Language Integrated Learning)?
 
Par insegnâ il furlan, e in furlan, come par insegnâ dutis chês altris lenghis, al covente che lis insegnantis a vebin une solide formazion linguistiche e glotodidatiche.
La formazion linguistiche e à di sei di caratar teoric e pratic. Chê teoriche (Linguistiche Gjenerâl) ur furnis i principis fondamentâi che a regin il sisteme di une lenghe, eur sclarìs la diference che a esist tra une acuisizion spontanie, par imersion e un aprendiment che al compuarte riflessions e resonaments. La Linguistiche Aplicade che ur furnìs i nivei di competence di rivâ a otignî in conformitât de etât dal arlêf, de tipologjie de scuele e v.i. La Pragmatiche che e descrîf l’ûs sociâl de lenghe: ambits comunicatîfs e regjistris (privât~public; informâl~formâl; aministratîf; leterari; sientific; tecnic e v.i. La Linguistiche Contrastive che e met a confront dôs (furlan~talian; furlan~inglês) o plui lenghis (furlan~talian~albanês) metint in lûs lis someancis e lis diferencis ancje di caratar culturâl. Insegnaments di Psicolinguistiche e Neurolinguistiche a judin il docent a capî il nivel di svilup cognitîf dai students e duncje decidi se e cuant proponi une metodologjie come il CLIL (Content and Language Integrated Learning) che e domande che il student al paroni pulît lis nozions di timp, spazi, cuantitât e v.i. par podê frontâ cun profit dai contignuts di caratar cognitîf e imparâ a doprâ i lengaçs setoriâi o tecnicospecialistics che j coventin par capî, imparâ a doprâ e po rivâ a lei e a scrivi tescj di siencis, di gjeografie, storie, matematiche, fisiche e v.i. Une specialiste di chest cjamp di ricercje, Carmel Mary Coonan de Universitât Ca’Foscari di Vignesie e scrîf:

L’errore nel quale è facile incorrere è quello di usare la materia meramente a fini linguistici trasformando così l’esperienza in un insegnamento di microlingua. La materia diventa il veicolo per l’insegnamento delle L2/LS. Una vera situazione di una lingua veicolare non nativa invece è l’opposto: si inseguono gli obiettivi didattici della materia non-linguistica che sono primariamente concettuali, cognitivi e operativi ( conoscenze e competenze), non linguistici. Per questo motivo è preferibile che sia il docente della materia a svolgere il percorso anziché il docente di lingua.

O soi invecit in plene cunvigne cu la Comission Istruzion cuant che e pon l’obietîf di: 2. Richiedere una formazione di qualità ai docenti già in elenco anche con percorsi di formazione permanente.
No cjati però nissune osservazion critiche a proposit de scjarse atenzion che l’Universitât dal Friûl, soredut dopo che al è stât distudât l’insegnament di Didatiche des Lenghis Modernis pe formazion in servizi dai/des insegnants/is di inglês e di furlan che a lavorin belzà tes nestris scuelis e indulà che purtrop, stant la scjarse preparazion di tancj e di tantis di lôr al ven lesionât in maniere grâf il dirit dai arlêfs di imparâ. No si cjate nancje nissune critiche sul curriculum di studis dal Cors in Siencis de Formazion Primarie che al à il compit di formâ i gnûfs insegnants. Par chest an (a.a. 2017-18) al previôt dome Leterature furlane tal secont an intant che la Didatiche dal furlan e i cors di Plurilinguisim e Didatiche Plurilengâl e di Linguistiche Furlane, previodûts pal tierc an no son stâts ativâts ( viodi sul sît). A proposit de domande di fâ pratiche di lenghe orâl e scrite che e ven di un continui de bande dai insegnants plui cussients e che e à puartât a modificâ il program iniziâl dal cors di 300 oris che al è stât organizât de nestre Universitât dal 20 di Avrîl dal 2015 al 30 di Avrîl dal 2016 insiorant unevore la part di esercitazions pratichis, al va marcât che tal Cors di Siencis de Formazion Primarie, a son ativâts sì ogni an dai Laboratoris di Inglês ma no indi è nissun pal Furlan! Si trate di un cors a cicli unic cun prove di amission. 402 a son stadis lis domandis ai esams di amission; 43 a son stadis declaradis no idoniis (cence une preparazion adeguade) e di chês altris 152 a son stadis ametudis. Stant che la iscrizion al cors di furlan e je facoltative o ai vude la informazion che dome un 15 lu àn sielt!
O domandi: 1. Parcè nol vegnial segnalât al MIUR il numar di docents preparâts che a coventin di an in an? 2. Parcè si tardie tant la certificazion des competencis dai docents e des docentis de LISTE regjonâl par tacâ a programâ cun regolaritât cors di formazion in servizi? 3. Parcè no si domandie al MIUR di bandî i concors publics ancje par insegnâ il furlan?


Silvana Schiavi Fachin


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 Prof.ssa Silvana Schiavi Fachin, è stata docente di "Didattica delle Lingue" presso l’Università degli Studi di Udine. Tra il 1987 e il 1992 è stata eletta deputata al Parlamento italiano e durante questi anni, presentò, assieme ad alcuni colleghi, la proposta di legge "Norme in materia di tutela delle minoranze linguistiche".

La redazione del Blog ringrazia la prof.ssa Silvana Schiavi Fachin per averle  concesso la pubblicazione del suo intervento avvenuto l'1 dicembre 2017, durante la prima giornata  della 2a Conferenza regionale di verifica e proposta della l.r. 29/2007.
 

martedì 5 dicembre 2017

SECONDA CONFERENZA REGIONALE SULLA ATTUAZIONE DELLA L.R. 29/2007 (TUTELA LINGUA FRIULANA) - INTERVENTO DI DIEGO NAVARRIA, PRESIDENTE DELLA ASSEMBLEA DELLA COMUNITA' LINGUISTICA FRIULANA



Udin - 1 e 2 di Dicembar 2017
 

"Conference regjonâl su la aplicazion de leç regjonâl 29/2007 e previsions futuris" 

 

INTERVENT  DI  DIEGO NAVARRIA - President de Assemblee de Comunitât Linguistiche Furlane, inte seconde zornade, intal Salon dal Parlament de "Patrie dal Friûl", a Udin sabide il 2 di Dicembar dal 2017.

La Redazion del Blog intal complimentâsi cun Diego Navarria pal so bielonon intervent (un dai miôr scoltâts il 2 di Dicembar!), lu ringrazie par vêi permetût la publicazion dal test del so intervent.
 
Brâf Diego!
Denuncie fuarte, juste e di fâ cognossi
ator in Patrie e fûr de Patrie!
 
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Udin, ai 2 di Dicembar dal 2017

Bundì a ducj.

O crôt che se o sês achì al è parcè che par voaltris la lenghe furlane e je un valôr. Une robe che e vâl, che e je impuartante, che si à formade vie pai secui, che e à prodot une leterature, poesie, che e je stade tramandade par gjenerazions, dai nestri vons, dai nestris gjenitôrs. E la lenghe furlane e je pardabon inlidrisade te tiere dal Friûl, tal so paisaç, te so art, te sô musiche, tal mangjâ e tal bevi. Une lenghe al è un mût di viodi il mont. No che i furlans a sedin miôr o piês di chei altris popui. Dome son diferents, e la marcadure plui fuarte de diference e je propite la lenghe.

Alore, cuant che si à in cjase une robe di valôr dal sigûr no si la bute tal cjast. Anzit, si la met te vetrine, tal puest miôr de cjase, par protezile e mostrâle a ducj. Pe lenghe furlane, par tancj di lôr, al capite compagn. Si dâ valôr ae lenghe furlane, si le ten in cont, ma dome in cierts ambits. No dapardut e in ogni ocasion. Chest al vûl dî dâ ae lenghe un valôr limitât a ce che e rapresente, e no a ce che e covente. Come tignî cont une vecje panarie tal tinel che e je biele di viodi ma no covente a nuie, o come vê un biel cjavedâl parsore di un fogolâr simpri studât.

Chel che al mancje ae plui part dai furlans e je la cussience di vê no dome un valôr ma ancje un dirit. Il dirit di doprâ la lenghe in ogni ocasion de vite: te scuele, tal lavôr, tai uficis publics, in glesie, in buteghe, tai gjornâi, te television, da par dut.

Dirit ricognossût de Costituzion de Republiche Taliane, des leç dal Stât e de Regjon e tes normativis europeanis. Il dirit al è clâr e sigûr ma nol ven, fale di cualchidun, ni doprât ni pretindût. No ven doprade cundut che o sin sigûrs che no doprantle, la lenghe no reste simpri compagne come chê panarie o chel cjavedâl, ma si le piert, e par simpri.

Parcè mancje cheste cussience dal dirit che invezit altris popui e àn fuarte? La analisi le a àn za fate i studiôs: si clame procès di minorizazion. Par mil agns la lenghe furlane e à resistût a dut. Ancje dopo la fin dal patriarcjât, ancje cu la division dal Friûl tra Vignesie e l’Imperi, e à mantignût la sô unitarietât e la sô vivarositât. I problemis a son rivâts cu la ocupazion taliane dal 1866, e dal 1918 pal Friûl orientâl. Il Stât talian, une vore nazionalist, al à subit metût in vore il sproc di Alessandro Manzoni “Una d’arme, di lingua, d’altare” e duncje al à cirût di scancelâ o parâ fûr chei che, sbaliant, al clamave alloctoni (come i todescs o i slâfs) o di sotanâ chei come i furlans, gjavant ae lôr lenghe la dignitât di lenghe. Improibît fevelâ par furlan a scuele, tai uficis, in ducj i ûs publics; planc a planc butât fûr des glesiis; fin a rivâ al pont di vergognâsi a fevelâlu. E dopo: scancelâ de scuele la storie dal Friûl, jemplâ la int di iredentisim, di Sacri Confini della Patria, ancje se chei confins e jerin te tiere di altris popui

Al è clâr che cun 150 agns di chest lavôr metodic e studiât no si pues pretinti che la int e vedi cussience dai siei dirits linguistics. Fûr di cualchi cjâf iluminât, che par fortune o vin vût, la plui part dai furlans al è analfabet te sô lenghe, no cognòs la sô storie e duncje si compuarte di bon e fedêl talian e dispès al è il prin nemì de lenghe furlane.

Podìno fâi une colpe? No. Parcè che la sô cundizion e je come chê des feminis di cent agns fa che nancje si insumiavin di fâ valê il dirit di paritât cui oms. Fale di cualchidune plui iluminade, la plui part e jere cunvinte di jessi inferiôr al om. Lu diseve ancje la leç!

O ai fat chest paragon parcè che cuant che une situazion, come apont la cundizion des feminis o la minorizazion dal furlan, e je ingangrenide di masse timp, no son vonde lis leç di tutele e di promozion, no son vonde i progjets e i plans di politiche linguistiche. A son dal sigûr il prin passaç e a son indispensabii, ma non son vonde.

Lis relazions che o vin a pene scoltât a son plenis di riferiments di leç positivis, di progjets une vore biei, ma tal stes timp a palesin une situazion une vore grivie pe lenghe furlane. Cheste peraule “grivie” e stade ripetude une vore tes relazions. No covente che o torni a marcâ lis mancjancis che a‘nd è masse, i ritarts cence fin, il disinterès, ancje la ostilitât, pal valôr plui unic che vin in Friûl. E mi complimenti cui grups di lavôr e cui coordenadôrs pe cualitât une vore alte des relazions. In chest lavôr preseât che nus reste ae fin de Conference o vin la analisi dai ultins cinc agns e lis propuestis pal cuincueni a vignî. Saraial vonde vê chest par salvâ la lenghe furlane? No. No nol bastarà!

Ma se no podìn dai la colpe ai furlans di no vê cussience dai lôr dirits, pe lôr sotanance, come che no podìn dai la colpe aes feminis di cent agns fa pe lôr sudizion, di cui saraie la responsabilitât?

La responsabilitât e je dute de politiche. Ma no de politiche linguistiche. O vin viodût che, ancje se o vin un plan di politiche linguistiche fat bon de Regjon za di doi agns e mieç, ma no je la volontât politiche di metilu in vore, al è dut dibant.

La lenghe furlane e à ducj i struments linguistics, di cjarte e digjitâi, che pocjis altris lenghis di minorance a àn. O vin une vore di personis di alte competence tal cjamp tecnic e sientific, come ta chel de didatiche e de comunicazion. E ju vin viodûts ancje te cheste Conference. Si podarès dîsi che no nus mancje nuie. Ma se il bon esempli, il spieli, il model, nol ven dai sorestants, massime di cui che al guvierne la Regjon, al è dut dibant.

Coleghis sindics furlans, che o fevelais simpri par furlan cui citadins, te ostarie e ancje te Zonte, parcè no lu fevelaiso tal Consei Comunâl e, almancul cualchi volte, tai discors publics? Conseîrs Regjonâi, che par trê cuarts o sês furlans e che te buvette dai passi perduti o fevelais par furlan tra di voaltris, o vês un sisteme di traduzion simultani, parcè isal nome un che lu dopre di regule? President Franco Iacop, che con me tu fevelis simpri par furlan, tropis voltis âstu presiedût il Consei Regjonâl par furlan?

Cun modei cussì a valin pôc ancje i bêçs in plui che l’Assessôr Gianni Torrenti al disarâ di vê assegnât ae ARLeF chest an. Cun modei cussì al è un miracul che la maiorance dai gjenitôrs e domandedi ae scuele di insegnâ il furlan a so fi.

Cualchidun al podarès dîsi: ma ancje i politics, come che o vin viodût pe int comune, no àn colpe se no àn cussience dai dirits linguistics. NO! No puedin jessi scusâts! Cui che si cjape une incarghe publiche no pues dîsi di no cognossi i dirits dai citadins e nancje al pues metisi a cincuantâ. Se nol sa, al à l’oblic morâl di studiâ e il dovê di cussience di dâsi di fâ!

La Assemblee de Comunitât Linguistiche Furlane e fasarà la sô part: e à za previodût par l’an cu ven une schirie di cors di formazion pai sindics e aministradôrs locâi, in colaborazion cul Cirf, di inmaneâ a zonis vie pal Friûl.

La cundizion de lenghe furlane e je grivie. E pues ancjemò jessi recuperade, ma no se si continue a agjî come tai ultins 10 agns. Dîs agns de aprovazion de leç regjonâl 29/2007 ogjet di cheste conference scuasit butâts vie. I prin cinc a cirî di no meti in vore la leç o almancul intardâ la sô aplicazion, cuntun president che al à dit par radio che tutelare il friulano è una cazzata.

I ultins cinc agns cuntune presidente che in dutis lis ocasions e à marcât che la autonomie si cubie cu la virtuositât, che la nestre Regjon la merete parcè a varessin une buine aministrazion. E lis trê lenghis di minorance che a caraterizin la Regjon? Dutis trê incjantonadis in nancje metât di un dai 90 Servizis Regjionâi. E di fat, sabide stade, mi à meraveât scoltâ, ae Conference de lenghe slovene, la Presidente Serracchiani sierâ il sô salut disint che: nella nostra Regione ci sono tante culture e che FORSE è anche per questo che siamo speciali. Jo o dîs: forse anche?...

Cence dubis, almancul par me, la responsabilitât e je de politiche.

O speri che al sedi clâr che chestis racladis che mi tocje dâ no àn nuie di personâl. Il pericul al è stât marcât cun precision tes relazions di cheste Conference di verifiche e jo, in rapresentance de Comunitât Linguistiche Furlane, no pues tasê, se al covente par salvâ la lenghe furlane e l’identitât e la autonomie dal popul che le fevele.

Diego Navarria

President de Assemblee
de Comunitât Linguistiche Furlane