Il Goriziano
non è triestino
di Diego Navarria
Da respingere, perché inopportuna e perché contraria alle norme vigenti, la proposta di una Regione “a tre punte” lanciata in quel di Martignacco dal Progetto FVG e dall’ex senatore Ferruccio Saro, coordinatore del movimento civico a sostegno del presidente Fedriga.
Tre punte significa tre aree vaste o province (Pordenone, Udine e Venezia Giulia), forse tre aziende sanitarie, con l’inglobamento della ex provincia di Gorizia nell’area metropolitana triestina.
Inopportuna perché sarebbe calata dall’alto, approfittando della debolezza numerica e politica del Goriziano che, da antica contea plurilingue e provincia del Friuli orientale o austriaco, verrebbe degradata a marginale e ininfluente periferia di Trieste, senza il consenso della popolazione interessata.
La proposta di unificazione del goriziano a Trieste inoltre violerebbe, se attuata, i diritti della minoranza friulana, con grave discriminazione dei friulani goriziani.
Su 25 comuni della ex Provincia di Gorizia, in ben 15 la minoranza friulana è riconosciuta dalla L. 482/99, e tutti 15 aderiscono alla Assemblea della Comunità Friulana. Evidenzio con certezza la violazione dei diritti perché la Convenzione-quadro per la protezione delle minoranze nazionali del Consiglio d'Europa, ratificata dall’Italia con la legge n. 302 del 1997 e introdotta come principio anche dalla nostra stessa Regione Autonoma nella legge regionale 29/2007, vieta la divisione amministrativa che, in presenza di minoranze, modifichi le proporzioni della popolazione.
Pare fin troppo chiara, se tale riforma fosse attuata, la drastica riduzione di peso, per non dire l’annacquamento, dei 15 comuni friulanofoni goriziani nella città metropolitana di Trieste. I comuni di Capriva del Friuli o Mariano del Friuli, per fare solo degli esempi, non è opportuno e non è giusto che da friulani diventino triestini.
Diego Navarria
Presidente della Comunità Linguistica Friulana
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La Redazione del Blog ringrazia il Presidente della Comunità Linguistica Friulana, Diego Navarria, per averle concesso la pubblicazione del suo documento con cui non può che concordare.
La denuncia della violazione dei diritti della minoranza linguistica friulana, nell'ipotesi della fusione del Friuli orientale o goriziano con l'area triestina, non può che trovare il Comitato per l'autonomia e il rilancio del Friuli, pienamente d'accordo.
Con l'occasione ricordiamo che il nome “Venezia Giulia” è una mera "ambigua" invenzione del nazionalismo italiano di fine ottocento. Invenzione poi propagandata e imposta dal regime fascista con i libri di scuola e le carte geografiche dell'epoca.
Crediamo che mai come ora sia fondamentale ricordare quando, come e perchè è stato inventato il nome di “Venezia Giulia”.
Unendo la città di Trieste e la provincia di Gorizia utilizzando il nome "Venezia Giulia", si cancella il Friuli goriziano e la sua lunghissima storia di antica contea plurilingue, denominato anche nei documenti dell'Impero asburgico "Friuli austriaco"!!
"LA VENEZIA GIULIA:
UNA QUESTIONE FRIULANA"
di Donato TOFFOLI
Buine leture/Buona lettura!!
LA REDAZIONE DEL BLOG
