FATS O SLOGANS?
Conferenza tutela
lingua friulana:
24 novembre 2012
Udine, Auditorium
della sede della Regione,
della sede della Regione,
Via Sabbadini 31
inizio ore 9.00
inizio ore 9.00
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Comunicati Agenzia Consiglio Notizie
(ACON) Udine, 16 nov - AB - Questo, in linea di massima, il programma della prima Conferenza regionale sulla tutela della minoranza linguistica friulana, che si terrà a Udine, nell'Auditorium della sede della Regione, in via Sabbadini 31, sabato 24 novembre. (…)
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dal sît internet del
COMITÂT 482
Comitât – Odbor – Komitaat – Comitato 482
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FATS O SLOGANS?
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Sabato 24 novembre si terrà a Udine la prima Conferenza regionale sulla lingua friulana. Si tratta di un appuntamento previsto dalla legge regionale 29/2007 per la tutela, la promozione e la valorizzazione della lingua friulana come occasione per verificare l’attuazione delle legge stessa. Considerato che l’ordine fissato per gli interventi relega al pomeriggio, poco prima della conclusione dei lavori, gli spazi a disposizione dei rappresentanti dell’associazionismo e dei soggetti impegnati quotidianamente per la promozione del friulano e per la difesa dei diritti linguistici dei friulani, riteniamo utile anticipare il quadro di attuazione della legge 29/2007 che emerge dall’attività di monitoraggio svolta in questi anni dal Comitato 482.
Occupandoci esclusivamente dell’applicazione della legge 29/2007 tralasceremo invece gli altri punti critici che minacciano il friulano. Ci scusiamo fin da ora per la lunghezza del testo, ma visto che non partecipiamo alla campagna elettorale preferiamo siano i fatti a parlare – e un’analisi puntuale dei fatti richiede un minimo di approfondimento – lasciando ad altri l’uso di slogan.
PoliticA linguisticA
In base alla legge le priorità d’intervento avrebbero dovuto essere stabilite attraverso tre tipi di piani: un Piano Generale di Politica Linguistica quinquennale predisposto dall’amministrazione regionale su proposta dell’ARLeF; dei Piani con le priorità d’intervento per raggiungere gli obiettivi annuali; e dei Piani Speciali di Politica Linguistica quinquennali che Regione, enti locali e concessionari di servizi pubblici avrebbero dovuto darsi per delineare la propria azione a favore del friulano. Per quanto ne sappiamo nessuno di questi Piani è stato predisposto. Ciò impedisce inoltre di verificare il reale grado di applicazione della legge nelle diverse amministrazioni locali e nei soggetti concessionari di servizi pubblici.
Alla Giunta si richiede di presentare ogni anno in Consiglio regionale una relazione sui progressi nell’attuazione della legge e, ogni cinque anni, un rapporto sui risultati ottenuti. Se per la presentazione di quest’ultimo documento attendiamo fiduciosi la Conferenza di sabato, non abbiamo ancora visto nessuna delle relazioni annuali che pure dovrebbero essere rese pubbliche.
Per sviluppare gli indirizzi di politica linguistica, l’ARLeF avrebbe dovuto contare sul contributo di una Commissione per l’uso sociale della lingua friulana, nominata con decreto del presidente della Regione, ma questa Commissione non è mai stata istituita.
Tra gli strumenti fondamentali per una politica linguistica seria, la legge 29/2007 prevede anche la certificazione linguistica. Modalità, criteri e requisiti per ottenere la certificazione dovevano essere fissati con un regolamento regionale da emanare entro sei mesi dall’entrata in vigore della legge ma, passati più di quattro anni e mezzo, tale regolamento non è ancora stato emanato.
SCUOLA
Per dare avvio in modo continuativo all’insegnamento del e in friulano, la legge regionale richiedeva: un regolamento con il piano operativo di sistema per le scuole; un regolamento per definire le competenze per l’insegnamento del e in friulano; l’istituzione di una Commissione permanente per l’insegnamento della lingua friulana. Per predisporre tali strumenti l’amministrazione regionale ha impegnato diversi anni con il risultato che l’anno scolastico 2012-2013 è il primo in cui la legge 29/2007 inizia ad essere parzialmente attuata. È stato affermato che tale ritardo dipende dall’impugnazione di alcuni commi della legge, ma la sentenza della Corte Costituzionale in proposito risale al maggio 2009: stiamo dunque parlando, nella migliore delle ipotesi, di oltre tre anni di ritardo.
Per facilitare l’apprendimento della lingua anche al di fuori dei percorsi scolastici tradizionali, la legge prevedeva l’istituzione presso l’ARLeF di un registro dei volontari per l’insegnamento della lingua friulana, registro che non è ancora stato istituito.
MEDIA
Anche per gli interventi di sostegno nel settore dei mezzi di comunicazione la Regione era tenuta a predisporre un regolamento. Tale documento è stato emanato appena alla fine del 2011, ma si occupa solamente di radio e televisioni tralasciando carta stampata e internet.
Tale settore tuttavia in questi anni è stato pesantemente penalizzato. Le leggi finanziarie regionali per il 2010 e il 2011 avevano infatti azzerato i finanziamenti per il settore, finanziamenti ripristinati dopo numerose proteste solo con le variazioni di bilancio del 2011, ma con una riduzione del 25% rispetto alla cifra originaria. Inoltre, a quanto ci risulta, i programmi realizzati grazie ai fondi per il 2011 sono stati saldati solamente questo novembre, mentre alle domande presentate in gennaio per i fondi per il 2012 (che al 75% dovrebbero andare alle televisioni, penalizzando così il settore radiofonico che in questi anni è stato il più costante e vivace nell’uso e nella promozione della lingua) non è ancora stata data nessuna risposta.
REALTà ASSOCIATIVE
La 29/2007 prevede inoltre che la Regione finanzi, in proporzione all’attività svolta, quei soggetti dotati di un’organizzazione e di una struttura stabile che svolgono un’attività qualificata e continuativa per la lingua friulana. Da anni ormai l’Esecutivo regionale annuncia l’intenzione di fissare dei criteri oggettivi per la selezione di tali soggetti e per il riparto delle risorse stanziate, ma alle parole per ora non sono ancora seguiti i fatti. Gli unici fatti visti sono una progressiva riduzione delle risorse, in atto già da diversi anni e attuata con tagli lineari che non tengono minimamente conto né della proporzione delle attività svolte, né della qualità e della continuità delle stesse, e nemmeno dell’organizzazione e della struttura dei diversi soggetti. Inoltre, se verrà confermato un taglio lineare del 50% delle risorse per tutti i soggetti riconosciuti, si darà un colpo mortale proprio alle realtà che lavorano quotidianamente per il friulano e che per farlo necessitano di dipendenti e strutture stabili.
DIVISIONE DELLE COMPETENZE
A complicare ancora di più la situazione ha contribuito la divisione delle competenze sulla lingua friulana tra due Assessorati (Cultura e Istruzione) e la riduzione progressiva delle capacità operative dell’ufficio che un tempo rappresentava il Servizio regionale per le identità linguistiche.
L’ARLeF, che dovrebbe rappresentare l’organismo di riferimento per la politica linguistica per il friulano, in questi anni si è trovata spesso in difficoltà a causa di un organico precario e numericamente insufficiente. Il nuovo statuto dell’Agjenzie fino ad ora non sembra aver dato un grande contributo alla soluzione di tale problema, ma ha invece trasformato il Comitato Tecnico Scientifico (che non dipende da nomina politica diretta) in un mero organismo a chiamata, senza alcuna possibilità concreta d’intervento.
CONCLUSIONI
Per quanto abbiamo potuto verificare questo è lo stato d’attuazione della legge 29/2007. Le problematiche qui esposte sono state segnalate più e più volte senza ricevere per altro alcuna risposta diretta da parte dell’Amministrazione regionale. È un quadro – crediamo – che non ha bisogno di ulteriori commenti.
Udin, 19.11.2012
Il portavoce del Comitato 482
Carlo Puppo
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