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venerdì 19 aprile 2013

MACROREGIONE, COLPO DI GRAZIA PER IL FRIULI !


MACROREGIONE,
COLPO DI GRAZIA
PER IL FRIULI !


Non si può definire altrimenti l'accordo che Tondo sottoscriverà con i governatori di Veneto, Lombardia e Piemonte per la macroregione del Nord, riducendoci a vaso di coccio tra ben altre potenze politiche ed economiche!

Il presidente regionale, quasi fosse un leghista di stretta osservanza, sembra anteporre gli interessi del Lombardo-Veneto a quelli della nostra Regione e del Friuli in particolare.

Quale autonomia e tutela della specialità ci verrà garantita dal Veneto, sempre, molto critico verso le nostre prerogative? Quali tutele per la nostra lingua, villaneggiata troppo spesso nei commenti sul Friuli?

Ricordiamo come dopo le richieste di un ruolo internazionale per la nostra Regione e il Friuli negli anni Novanta, Veneto e Lombardia di fatto svuotarono il progetto del Corridoio Adriatico-Baltico, allargando le attività dei loro interporti, in particolare Verona e Padova verso il Brennero, emarginando Cervignano e il valico di Tarvisio, pur dopo il grave impatto economico della chiusura dello scalo di Pontebba!

E ricordiamo come sulla legge per le aree di confine, il Veneto impose al Governo una sua presenza maggioritaria malgrado l'oggettiva distanza dalle stesse.

Ora con il piano per lo spostamento del porto di Venezia fuori dalla laguna in un'isola artificiale sopra fondali più profondi (la cui progettazione ha già ottenuto il finanziamento da Roma), potranno fare concorrenza anche al porto di Trieste.

Quante altre volte dovremo poi sentir parlare di progetti transfrontalieri, regione-ponte e grandi progetti istituzionali, mentre i nostri operai non trovano lavoro, le industrie e gli artigiani sono sempre più in crisi (e ben peggio delle altre regioni del Nord) e ci si dimentica sempre più spesso che questa terra ha potuto conoscere sviluppo e prosperità solo quando ha saputo unire le proprie capacità di lavoro con una politica economica progettuale, oculata e ambiziosa.

No! Questo accordo non va bene, vanno invece sviluppati tutti i mezzi e interventi che un rilancio della specialità consentirebbe. Questo sta facendo in questi mesi la nuova Giunta regionale della Sicilia; questa sì, capace di farsi sentire a partire dal recupero di risorse, alle proposte su un fisco locale, fino al rinnovamento degli apparati amministrativi, scaduti come il nostro nella mera burocratizzazione.

Ma serve chiamare forze produttive e cittadini alla mobilitazione a sostenere interessi comuni con proposte chiare e precise per rinegoziare patti e prerogative, costruendo alleanze con le altre regioni a statuto speciale.

PAOLO FONTANELLI 
GIANCARLO CASTELLARIN


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La lettera a firma di Paolo Fontanelli e Giancarlo Castellarin, sopra riportata, è stata pubblicata sul settimanale LA VITA CATTOLICA (Ud)- il 18 aprile 2013