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lunedì 28 gennaio 2019

I SINDACI PROTESTANO: "LA RAI RISPETTI I DIRITTI DELLA MINORANZA LINGUISTICA FRIULANA"



I SINDACI PROTESTANO:
 
LA RAI  RISPETTI I DIRITTI
 DELLA
MINORANZA LINGUISTICA FRIULANA 

 
 
 
Fotografia inviataci da Diego Navarria
che ringraziamo.
 
 

Assemblee
de Comunitât Linguistiche Furlane

Li de/presso l’ARLeF Agjenzie Regjonâl pe Lenghe Furlane 
Via/Vie Prefettura, 13 -33100 Udine/Udin
Tel. 0432 555870 e-mail clif@regione.fvg.it


Udine, 26 gennaio 2019

 
COMUNICATO STAMPA

I sindaci friulani chiedono
a Governo e Rai
trasmissioni televisive in lingua friulana
e i fondi necessari per garantirne l’avvio.
In mancanza, annunciano azioni legali



L’immediato avvio delle trasmissioni televisive in lingua friulana sulla Rai regionale mediante una specifica disposizione nella prossima convenzione inerente alla Regione Friuli-Venezia Giulia, sottoscritta fra la Presidenza del Consiglio dei Ministri e la Rai, da stipularsi, a rigor di norma, entro il mese di aprile 2019, e lo stanziamento dei fondi necessari a garantire le trasmissioni televisive, nel corso del quadriennio 2019-2022, con un numero di ore e di risorse non inferiori a quelle previste per la lingua slovena. È quanto chiedono al Governo e alla Rai i sindaci dell’Assemblea della Comunità linguistica friulana, che, sabato 26 gennaio, hanno ribadito le loro istanze agli amministratori regionali e ai parlamentari del Friuli-Venezia Giulia nel corso di una conferenza stampa nella sede della Regione a Udine.

In mancanza, «sin da subito – ha comunicato il presidente dell’Assemblea della Comunità Linguistica Friulana Diego Navarria – saranno fatti valere nelle opportune sedi, anche presso l’Autorità Giudiziaria, i legittimi interessi dei cittadini di lingua friulana previsti dalla normativa vigente (compreso il Contratto di servizio RAI attualmente in vigore), allo stato palesemente violati per ciò che concerne le trasmissioni televisive e sottodimensionati per ciò che concerne quelle radiofoniche».

Le gravi inadempienze del servizio pubblico radiotelevisivo erano già state denunciate in una lettera ai vertici della Rai sottoscritta, il 23 ottobre 2018, da 76 sindaci aderenti alla Comunità Linguistica Friulana che aderivano ai contenuti della mozione approvata all’unanimità dal Consiglio regionale il 26 luglio 2018, relativa alla necessità di un importante impegno per il rafforzamento e la valorizzazione dell’informazione e delle strutture a tutela delle minoranze linguistiche regionali. La mozione impegnava la Giunta regionale a dare attuazione alle previsioni normative relative alla promozione delle culture e alla tutela delle minoranze linguistiche presenti in regione, e a potenziare e valorizzare la sede redazionale di Udine e la sede di corrispondenza di Pordenone al fine di garantire trasmissioni radiofoniche e televisive in lingua friulana per una programmazione oraria almeno pari a quella riconosciuta alla lingua slovena. L’azione dei primi cittadini nasceva dal fatto che la Rai regionale del Friuli-Venezia Giulia non aveva dato alcun segno di condivisione di tali contenuti e impegni, pur chiaramente definiti dalle norme. Anzi, all’avvio della programmazione radiotelevisiva autunnale, si osservava una immutata carenza di contenuti in lingua friulana e in lingua tedesca e un indebolimento dei servizi del telegiornale regionale dedicati alle notizie relative ai territori di Udine, Gorizia e Pordenone. A tre mesi dalla lettera, non constatando alcuna variazione della situazione né da parte della Rai né degli organi politici e amministrativi informati della stessa (fatta eccezione per un’ulteriore mozione in Consiglio regionale, primo firmatario Bernardis), i primi cittadini hanno sollecitato, dunque, con forza azioni concrete a tutela del diritto al servizio pubblico di comunicazione radiotelevisiva da parte delle minoranze.

Navarria ha ricordato, nel corso della conferenza stampa, come il contratto di servizio Rai in vigore (2018-2022) preveda già l’obbligo di “garantire la produzione e distribuzione di trasmissioni radiofoniche e televisive in lingua friulana”, disposizione al momento violata. Attualmente sono previste soltanto 90 ore di trasmissioni radiofoniche in lingua friulana all’anno e nessuna trasmissione televisiva (a fronte delle 4.517 radiofoniche e 208 televisive in lingua slovena, che può contare anche su una propria sede dedicata). Ha evidenziato che trova assolutamente corretto che la minoranza slovena sia tutelata e che nulla va tolto alla stessa. Va solo garantito il diritto nella stessa misura per la consistente minoranza friulana.

Erano presenti 21 sindaci o loro delegati (molti con la fascia tricolore), i consiglieri regionali Diego Bernardis e Massimo Moretuzzo che sono intervenuti con dichiarazioni. Il presidente Navarria ha letto le mail di disponibilità al confronto e al sostegno dei Senatori Mario Pittoni e Tatiana Rojc e dei deputati Aurelia Bubisutti e Guido Germano Pettarin.

Con cortese preghiera di pubblicazione/diffusione
 

Per informazioni:

Diego Navarria
 
 
…………………………. 
 
Regione Friuli-VG 
Comuni di Lingua friulana
ai sensi dell'art. 3 della legge 482/99
 
 
PROVINCIA DI PORDENONE  su un totale di 50 Comuni:
 
 
ANDREIS, ARBA, ARZENE, AVIANO, BARCIS, BUDOIA, CASARSA DELLA DELIZIA, CASTELNOVO DEL FRIULI, CAVASSO NUOVO, CLAUT, CLAUZETTO, CORDENONS, CORDOVADO, FANNA, FONTANAFREDDA, FRISANCO, MANIAGO, MEDUNO, MONTEREALE VALCELLINA, MORSANO AL TAGLIAMENTO, PINZANO AL TAGLIAMENTO, POLCENIGO, PORDENONE,  SAN GIORGIO DELLA RICHINVELDA, SAN MARTINO AL TAGLIAMENTO, SAN QUIRINO, SAN VITO AL TAGLIAMENTO, SEQUALS, SESTO AL REGHENA, SPILIMBERGO,  TRAMONTI DI SOPRA, TRAMONTI DI SOTTO, TRAVESIO, VALVASONE, VITO D'ASIO, VIVARO, ZOPPOLA.

PROVINCIA DI UDINE su un totale di 134 Comuni:
 
AIELLO DEL FRIULI, AMARO, AMPEZZO, AQUILEIA, ARTA TERME, ARTEGNA, ATTIMIS, BAGNARIA ARSA, BASILIANO, BERTIOLO, BICINICCO, BORDANO, BUIA, BUTTRIO, CAMINO AL TAGLIAMENTO, CAMPOFORMIDO, CAMPOLONGO TAPOGLIANO, CARLINO, CASSACCO, CASTIONS DI STRADA, CAVAZZO CARNICO, CERCIVENTO, CERVIGNANO DEL FRIULI, CHIOPRIS-VISCONE, CHIUSAFORTE, CIVIDALE DEL FRIULI, CODROIPO, COLLOREDO DI MONTE ALBANO, COMEGLIANS, CORNO DI ROSAZZO, COSEANO, DIGNANO, DOGNA, ENEMONZO, FAEDIS, FAGAGNA, FIUMICELLO, FLAIBANO, FORGARIA NEL FRIULI, FORNI AVOLTRI, FORNI DI SOPRA, FORNI DI SOTTO, GEMONA DEL FRIULI, GONARS, LATISANA, LAUCO, LESTIZZA, LIGNANO SABBIADORO, LIGOSULLO, MAGNANO IN RIVIERA, MAJANO, MALBORGHETTO-VALBRUNA, MANZANO, MARTIGNACCO, MERETO DI TOMBA, MOGGIO UDINESE, MOIMACCO, MONTENARS, MORTEGLIANO, MORUZZO, MUZZANA DEL TURGNANO, NIMIS, OSOPPO, OVARO, PAGNACCO, PALAZZOLO DELLO STELLA, PALMANOVA, PALUZZA, PASIAN DI PRATO, PAULARO, PAVIA DI UDINE, POCENIA, PONTEBBA, PORPETTO, POVOLETTO, POZZUOLO DEL FRIULI, PRADAMANO, PRATO CARNICO, PRECENICCO, PREMARIACCO, PREONE, PREPOTTO, RAGOGNA, RAVASCLETTO, RAVEO, REANA DEL ROIALE, REMANZACCO, RESIUTTA, RIGOLATO, RIVE D'ARCANO, RIVIGNANO, RONCHIS, RUDA, SAN DANIELE DEL FRIULI, SAN GIORGIO DI NOGARO, SAN GIOVANNI AL NATISONE, SANTA MARIA LA LONGA, SAN VITO AL TORRE, SAN VITO DI FAGAGNA, SAURIS, SEDEGLIANO, SOCCHIEVE, SUTRIO, TALMASSONS, TARCENTO, TARVISIO, TAVAGNACCO, TEOR, TERZO D'AQUILEIA, TOLMEZZO, TORREANO, TORVISCOSA, TRASAGHIS, TREPPO CARNICO, TREPPO GRANDE, TRICESIMO, TRIVIGNANO UDINESE, UDINE, VARMO, VENZONE, VERZEGNIS, VILLA SANTINA, VILLA VICENTINA, VISCO, ZUGLIO.

PROVINCIA DI GORIZIA su un totale di 25 Comuni:
 
CAPRIVA DEL FRIULI, CORMONS, DOLEGNA DEL COLLIO, FARRA D'ISONZO, GORIZIA, GRADISCA D'ISONZO, MARIANO DEL FRIULI, MEDEA, MONFALCONE, MORARO, MOSSA, ROMANS D'ISONZO, SAGRADO, SAN LORENZO ISONTINO, VILLESSE. 
 
 
CHI LO DICE ALLA SEDE RAI DI TRIESTE
E ALLA POLITICA REGIONALE?

…………..

 
Il Comitato per l'autonomia e il rilancio del Friuli appoggia in toto  la denuncia e sollecita a sua volta una forte risposta politica regionale, nei fatti e non solo a parole,  alla grave violazione, da parte della RAI, dei diritti linguistici della minoranza linguistica friulana previsti all'art. 12 della L. 482/99.
 
Sollecita inoltre Rai Trieste ad una più puntale informazione giornalistica dei TG regionali, in particolare il TG delle 19.30, troppo esclusivamente incentrati sulla città di Trieste.
 
Il Direttivo 
 

mercoledì 28 novembre 2018

"SUNS EUROPE" 4a Edizione a Udine del Festival europeo delle arti in lingua minoritaria



4a  EDIZIONE A UDINE


del Festival europeo delle arti
in lingua minoritaria
 
 
"SUNS EUROPE" 
dal 29 novembre al 2 dicembre 2018
 

 
Da un articolo a firma di Marco Stolfo pubblicato il 15 novembre 2018 sul quotidiano IL MESSAGGERO VENETO (Udine)
 
 
 
"Quattro giorni all’insegna della diversità linguistica da ascoltare, da vedere, da leggere, da rivendicare, da valorizzare e da vivere. Dal 29 novembre al 2 dicembre il Friuli sarà di nuovo il cuore pulsante dell’Europa della creatività nelle lingue di minoranza, con la quarta edizione di Suns Europe, il festival europeo organizzato da Informazione Friulana / Radio Onde Furlane col sostegno finanziario dell'Arlef (Agjenzie Regjonâl pe Lenghe Furlane), della Regione, del Comune di Udine e della Fondazione Friuli e con il patrocinio del Consiglio d'Europa e della Rete europea per la promozione della diversità linguistica (Npld). (…)
 
Per saperne di più: www.sunseurope.com
 
……………………
 

 DAL SITO DELL'ARLeF
(Agenzia regionale per la lingua friulana)

SUNS EUROPE 2018

http://www.arlef.it/iniziativis/suns-europe-2018

…………………….

Cjale ancje:

Facebook Suns Europe Festival
 

Program

https://www.facebook.com/SunsEuropeFestival/?eid=ARDCibKpXjEz0KfyJjrfgoIpcXHz5LMzsSQ2cBp8JVRfjqdbXTx2vR5jkCT9UFTD_0qzga7xkDFyYwt1&fref=tag


 


lunedì 26 novembre 2018

Chi sono i TRE VISITORS che hanno presentato in Senato il disegno di legge costituzionale di modifica dell'art. 13 del nostro Statuto di autonomia?


Regione Friuli-VG
 
POLITICA REGIONALE
E VISITORS
 
Chi sono i TRE VISITORS che hanno presentato in Commissione Senato il disegno di legge Costituzionale nr. 36, anno 2018, di modifica dell'articolo 13 del nostro Statuto di autonomia?
 
Dal sito del Senato della Repubblica italiana
 

1) Scheda del senatore JULIA UNTERBERGER
 
2) Scheda del senatore MEINHARD DURNWALDER
 
 
3) Scheda del senatore DIETER STEGER

Tutti e tre questi senatori risultano eletti in  provincia di Bolzano nelle file del partito SVP. Non sono dunque stati eletti nella regione Friuli-Venezia Giulia.

 
DOMANDE


Chi  ha chiesto a questi tre Visitors del SVP di presentare il disegno di legge (in)costituzionale di modifica dell'art. 13 del “nostro” Statuto di autonomia? La minoranza slovena? La Giunta regionale di Fedriga? Lo sanno questi tre senatori eletti in provincia di Bolzano che in Friuli-Venezia Giulia le minoranze linguistiche riconosciute e tutelate dalla Repubblica italiana sono TRE (friulani, germanici e sloveni) e  non una sola (gli sloveni)? Lo sanno che la Corte Costituzionale italiana, al pari del Consiglio d'Europa, nelle sue sentenze ha più volte  precisato che sono vietate le discriminazioni tra le 12 minoranze linguistiche riconosciute dalla Repubblica italiana?  

Ricordiamo che  nella regione Trentino-Alto Adige (province autonome di Trento e Bolzano)  né la minoranza tedesca, né la minoranza ladina hanno il seggio garantito in Parlamento, nei Consigli provinciali di Trento e Bolzano e neppure nei Comuni di queste due province……ma i tre Visitors "pretendono" il seggio garantito in Consiglio regionale per la minoranza slovena che vive in Friuli-VG!! 




per saperne di più su questo disegno di legge (in)costituzionale presentato da tre senatori eletti in provincia di Bolzano nelle file del partito SVP:




lunedì 19 novembre 2018

MINORANZA LINGUISTICA FRIULANA - L'INSEGNAMENTO DELLA STORIA E DELLA GEOGRAFIA DEL FRIULI E' UN DIRITTO DEI FRIULANI ! - Lettera inviata dall'Assemblea della Comunità linguistica friulana al Ministro dell'Istruzione Marco Bussetti e al Presidente della regione Friuli-VG, Massimiliano Fedriga.

 

MINORANZA LINGUISTICA
FRIULANA
 

L'insegnamento della storia
e della geografia dei Friuli

è un diritto dei friulani
…………………..
 
 
RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO
 

 una lettera inviata dalla "Assemblee de Comunitât Linguistiche  Friulane" al Ministro dell'Istruzione Marco Bussetti, al Presidente della Regione autonoma Friuli-Venezia Giulia Massimiliano Fedriga,  e per conoscenza ad altri nominativi che non pubblichiamo per motivi di spazio:
 
 
Assemblee de
 
Comunitât Linguistiche Furlane

Sede presso il Comune di Carlino
P. San Rocco 24  - tel. 0432-555787 

Oggetto: Insegnamento della storia e della geografia del Friuli.

Carlino, li 19 ottobre 2018

Signor Ministro dell’Istruzione
 
Marco Bussetti
 
Signor Presidente della Regione Autonoma Friuli – Venezia Giulia
 
Massimilano Fedriga

L’art. 4 della legge n. 482/99 “Norme in materia delle minoranze linguistiche storiche”, in attuazione dell’art. 6 della Costituzione, recita: “Nelle scuole materne […] l'educazione linguistica prevede, accanto all'uso della lingua italiana, anche l'uso della lingua della minoranza per lo svolgimento delle attività educative. Nelle scuole elementari e nelle scuole secondarie di primo grado é previsto l'uso anche della lingua della minoranza come strumento di insegnamento”.
 
Fra i temi già individuati come prioritari dal gruppo di regia costituito da Regione Autonoma Friuli – Venezia Giulia, Ministero della Pubblica istruzione - Ufficio Scolastico Regionale F-VG, Università degli Studi del Friuli – Facoltà di Scienze della Formazione, vi sono la storia e la geografia del Friuli. Tali materie sono quelle che forse meglio consentono di lavorare in e per la lingua minoritaria, friulana nel caso in parola, perché permettono agli allevi di arricchire la proprie conoscenze del luogo in cui vivono e la proprie abilità, proprio partendo dal contesto locale territoriale.

Ad oggi, nonostante un corpus normativo statale e regionale che dovrebbe ampiamente garantire i diritti linguistici della minoranza nella scuola, l’insegnamento manifesta, pur in presenza di alcuni punti di forza, anche notevoli punti di debolezza. Tra questi vi è proprio l’insegnamento della storia e della geografia del Friuli che trova troppo poco spazio nei libri di testo progettati per l’intera Repubblica. Al di là di frequenti strafalcioni, i libri di testo, proprio per la loro impostazione italiana, non colgono la complessità storica, geografica, culturale e linguistica di un territorio di confine come il Friuli, ricco di una bimillenaria identità plurale e , nel contempo, di una propria individualità, anche politica, che travalica l’area latina e italiana per ricomprendere anche il mondo slavo e quello germanico. Talvolta i manuali ripropongono addirittura, sia pure in forma edulcorata e dissimulata rispetto ad un non lontano passato, i luoghi comuni della retorica nazionalista escludente delle diversità.
 

Dato atto che quanto premesso lede gravemente i diritti della minoranza friulana (e delle altre presenti nella Regione) e i diritti individuali dei suoi appartenenti, garantiti dalla Costituzione e dalle leggi, in qualità di presidente dell’Assemblea della Comunità Linguistica Friulana, organo istituzionale cui aderiscono 114 Comuni, chiedo fortemente l’avvio di un percorso collaborativo tra Regione e Ministero in indirizzo volto alla sottoscrizione di un protocollo di intesa per l’insegnamento della storia e della geografia del Friuli, a partire dalla terza classe della scuola primaria e fino al termine della scuola secondaria di secondo grado.

Ritengo di conseguenza necessario giungere alla predisposizione di un fascicolo di storia del Friuli in aggiunta ai testi ministeriali che contenga, in linea con il percorso ministeriale corrispondente ad ogni singolo anno, i contenuti curricolari che interessano la storia locale.

 
Parimenti ritengo necessario redigere un fascicolo di geografia in aggiunta ai testi ministeriali a partire dalla terza classe della scuola primaria che contenga, in linea con il percorso ministeriale corrispondente ad ogni singolo anno, i contenuti curricolari che interessano la geografia locale.
 
Pare ovvio che il fascicolo debba essere bilingue, da un lato in friulano e dall’altro in italiano. La finalità infatti non è solo la conoscenza della storia e della geografia del Friuli ma anche l‘utilizzo della lingua minoritaria come veicolo per l ‘insegnamento della stessa. (CLIL). Parimenti è necessario il testo in italiano perché la storia del Friuli è un elemento distintivo di un territorio da sempre inclusivo dove, accanto alla prevalente lingua friulana, hanno convissuto e convivono la lingua slovena, la tedesca e varie parlate venete.
 
La necessità di creare materiali didattici per la promozione di una migliore educazione scolastica di base e per il conseguimento di una reale tutela delle lingue e culture minoritarie è inoltre coerente con i contenuti della circolare ministeriale n. 730/06 “la scuola dell’autonomia è chiamata a recepire le istanze formative di cui sono portatori gli alunni, le famiglie e, più in generale il territorio”, diventando “il luogo in cui la diversità sia esaltata come fonte di ricchezza”.
 
Riguardo alle competenze scientifiche ed organizzative all’uopo necessarie, è mia convinzione che siano ampiamente presenti nelle istituzioni cui questa richiesta è inviata per conoscenza, in primis nell’Università del Friuli e nella efficace esperienza di Docuscuele.

Riguardo la fattibilità di quanto richiesto cito, a titolo esemplificativo, la recente sottoscrizione, da parte del ministro Marco Bussetti in indirizzo e del presidente della Regione Veneto Luca Zaia, di un protocollo d’intesa per l’introduzione della storia e della cultura del Veneto nelle scuole di ogni ordine e grado di quella Regione.

 
 Rendendomi disponibile alla massima collaborazione, porgo distinti saluti.
 
Diego Navarria
 
Presidente dell’Assemblea della Comunità Linguistica Friulana
 
 
Segue elenco destinatari della lettera
 
"inclusi i media"
 
………………………. 
 

Il Comitato per l'autonomia e il rilancio del Friuli, ringrazia  il Presidente dell'Assemblea della Comunità Linguistica Friulana, Diego Navarria, per aver concesso la pubblicazione della lettera  sul blog.  

LA REDAZIONE DEL BLOG

 

martedì 30 ottobre 2018

RAI TRIESTE E MINORANZE LINGUISTICHE - I SINDACI PROTESTANO E SCRIVONO AL PRESIDENTE E AL DIRETTORE GENERALE DELLA RAI


RAI TRIESTE e
MINORANZE LINGUISTICHE
 
QUANDO RAI TRIESTE RISPETTERA'
L'ART. 6
 DELLA COSTITUZIONE ITALIANA?
 
QUANDO L'INFORMAZIONE
ANDRA' OLTRE BARCOLA (TRIESTE)
E SARA' TERRITORIALMENTE EQUILIBRATA?


 
………….
 
 
RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO:
 
 
 
Assemblee de Comunitât
Linguistiche Furlane

lì dal Comun di Cjarlins - Place S. Roc, 24 – 33050 Cjarlins.

Prot. 5187

Carlino, li 23 ottobre 2018



Al Presidente della RAI
Marcello Foa

Al Direttore Generale della RAI
Fabrizio Salini

Alla RAI — Sede Regionale
per il Friuli - Venezia Giulia
Direttore Guido Corso

e, per conoscenza,

al Presidente della Regione
Friuli - Venezia Giulia
Massimiliano Fedriga

alla Giunta regionale

ai Consiglieri regionali

Ai Senatori e Deputati
del Friuli — Venezia Giulia

 

Oggetto: Sedi RAI regionale: impegno nel rafforzamento e nella valorizzazione dell'informazione e delle strutture a tutela delle minoranze linguistiche regionali.

Con la presente il sottoscritto Presidente della Comunità linguistica friulana e i sottoscritti sindaci aderenti alla Comunità medesima rappresentano la loro adesione ai contenuti della mozione approvata dal Consiglio regionale all'unanimità lo scorso 26 luglio relativa alla necessità di un importante impegno per il rafforzamento e la valorizzazione dell'informazione e delle strutture a tutela delle minoranze linguistiche regionali.

Con suddetta mozione il Consiglio regionale ha impegnato la Giunta regionale, da un lato, a dare attuazione alle previsioni normative relative alla promozione delle culture e alla tutela delle minoranze linguistiche presenti in regione, dall'altro, a potenziare e valorizzare la sede redazionale di Udine e la sede di corrispondenza di Pordenone, al fine di garantire trasmissioni radiofoniche e televisive in lingua friulana per una programmazione oraria almeno pari a quella riconosciuta alla lingua slovena.

Pur tuttavia spiace constatare che, a fronte di un importante e apprezzato impegno portato avanti dal Consiglio regionale in modo compatto, la Rai regionale non abbia ancora dato alcun apprezzabile segno di condivisione di tali contenuti e impegni che, comunque, nascono e si muovono all'interno di un quadro normativo articolato e ben strutturato.

Infatti, all'avvio della programmazione radio-televisiva autunnale, non si constata alcuna variazione e, al contrario, si ravvisa una immutata carenza di contenuti in lingua friulana e in lingua tedesca e un indebolimento dei servizi del telegiornale regionale dedicati alle notizie relative ai territori di Udine, Gorizia e Pordenone.

I firmatari della presente, in attesa dell'aggiornamento e della successiva sottoscrizione della Convenzione tra Stato e RAI, chiedono alla RAI regionale di garantire, fin da subito, una serie di azioni concrete a dimostrazione di un impegno fattivo per la tutela e valorizzazione della lingua friulana e tedesca, nonché di garantire un'informazione teleradiogiornalistica equilibrata rispetto a tutti i territori della regione.


Diego Navarria

Sindaco di Carlino

Presidente dell'Assemblea della Comunità Linguistica Friulana



Hanno espressamente comunicato la sottoscrizione al presente documento i seguenti sindaci:

Pietro Fontanini - Sindaco di Udine
Daniele Sergon - Sindaco di Capriva del Friuli
Daniele Chiarvesio - Sindaco di Fagagna
Geremia Gomboso - Sindaco di Lestizza
Sergio Michelin - Sindaco di Varmo
Francesco Del Bianco - Sindaco di S. Martino al Tagliamento
Aldo Daici - Sindaco di Artegna
Roberto Fasan - Sindaco di Torviscosa
Pietro Gerometta - Sindaco di Vito d'Asio
Giorgio Baiutti -  Sindaco di Tricesimo
Ivan Donati - Sindaco di Sedegliano
Andrea De Nicolò - Sindaco di Precenicco
Ermes Petris - Sindaco di Sauris
Monica Bertolini -Sindaco di Campoformido
Roberto Mattiussi - Sindaco di S. Giorgio di Nogaro
Gianluca Casali - Sindaco di Martignacco
Roberto Trentin - Sindaco di Premariacco
Andrea Bellavite - Sindaco di Aiello del Friuli
Antonio Ferrarin - Sindaco di Arba
Raffaella Perusin - Sindaco di Chiopris Viscone
Massimo Mentil - Sindaco di Paluzza
Enrico Odorico - Sindaco di Sequals
Stefano De Antoni - Sindaco di Comeglians
Simone Peruzzi - Sindaco di Dogna
Valter Braida - Sindaco di S. Giovanni al Natisone
Marco Del Negro - Sindaco di Basiliano
Marco Vittori - Sindaco di Sagrado
Flavio Del Missier - Sindaco di Clauzetto
Giacomo Urban - Sindaco di Tramonti di Sopra
Giuseppe D'Antoni - Sindaco di Mereto di Tomba
Daniele Di Gleria - Sindaco di Paularo
Igor Godeas - Sindaco di Medea
Pietro Valent - Sindaco di S. Daniele del Friuli
Riccardo Zuccolo - Sindaco di Dignano
Umberto Colombo - Sindaco di Moraro
Valerio Del Negro - Sindaco di Coseano
Luca Ovan - Sindaco di Colloredo di Monte Albano
Roberto Pirrò - Sindaco di Moruzzo
Laura Sgubin - Sindaco di Fiumicello Villa Vicentina
Juri Del Toso - Sindaco di Castelnovo del Friuli
Francesca Papais - Sindaco di Zoppola
Sandro Rovedo - Sindaco di Frisanco
Luigi Gonano - Sindaco di Arta Terme
Gabriele Spanghero - Sindaco di Aquileia
Enrico Basaldella - Sindaco di Moimacco
Augusto Picco - Sindaco di Trasaghis
Renzo Lunazzi - Sindaco di Verzegnis
Cristina Masutto - Sindaco di Campolongo Tapogliano
Gianluca Maiarelli - Sindaco di Tavagnacco
Marcello Del Zotto - Sindaco di Sesto al Reghena
Andrea Dri - Sindaco di Porpetto
Gianni Giucovaz - Sindaco di S. Quirino
Franco D'Altilia - Sindaco di Palazzolo dello Stella
Mauro Steccati - Sindaco di Tarcento
Markus Maurmair - Sindaco di Valvasone Arzene
Rosetta Facchin - Sindaco di Tramonti di Sotto
Lavinia Clarotto - Sindaco di Casarsa della Delizia
Luca Picco - Sindaco di Flaibano
Giorgio Sincerotto - Sindaco di Buttrio
Battista Molinari - Sindaco di Zuglio
Andrea Carli - Sindaco di Maniago
Cristina D'Angelo - Sindaco di Rive d' Arcano
Mario Anzil - Sindaco di Rivignano Teor
Bruno Razza - Sindaco di S. Lorenzo Isontino
Giovanni Battista Bossi - Sindaco di Bicinicco
Enzo Giardini - Sindaco di Dolegna del Collio
Franco Lenarduzzi - Sindaco di Ruda
Manuela Celotti - Sindaco di Treppo Grande
Manfredi Michelutto - Sindaco di Ronchis
Daniela Briz - Sindaco di Remanzacco
Roberto Felcaro - Sindaco di Cormons
Eleonora Viscardis - Sindaco di Bertiolo
Cristina Visintin - Sindaco di Mariano del Friuli
Oreste Vanin - Sindaco di Meduno
Davide Furlan - Sindaco di Romans d'Isonzo
 
…………….
 
Il "Comitato per l'autonomia  e  il  rilancio del Friuli"  appoggia  le legittime proteste dell'Assemblea della Comunità linguistica friulana e ringrazia il suo Presidente - Diego Navarria - per averci concesso la pubblicazione del documento inviato sia a Roma che a Trieste.
 
 

domenica 7 ottobre 2018

BASTA PULIZIA ETNICA UTILIZZANDO IL NOME "VENEZIA GIULIA" - GIU' LE MANI DAL FRIULI GORIZIANO!


 
 
 
 
BASTA PULIZIA ETNICA

UTILIZZANDO

IL NOME “VENEZIA GIULIA”! 
 
GIU' LE MANI DAL
FRIULI GORIZIANO!  

........


Il nome “Venezia Giulia” va cancellato. Lo si è già fatto nel 1947 con le invenzioni “Venezia Tridentina” e “Venezia Propria o Euganea” giustamente relegate nei libri di storia.

"Venezia Giulia" è un nome inventato alla fine dell'800 dal nazionalismo italiano che voleva conquistare a Nord-Est territori allora appartenenti all'Impero asburgico e aveva bisogno di un neologismo che ne giustificasse la conquista da parte del Regno d'Italia.

Il suo inventore, il glottologo ebreo goriziano, Graziadio Isaia Ascoli (nato il 1829 a Gorizia e che si definiva "friulano di Gorizia"), era ben conscio di proporre una "ambiguità preziosa" al nazionalismo italiano e così scrisse il 23 agosto 1863 nel suo articolo pubblicato sulla rivista milanese "L'Alleanza": "E nella denominazione comprensiva  Le Venezie avremo un appellativo che per ambiguità preziosa  esprime in classica italianità  la sola Venezia propria e, quindi potrebbe stare d'ora, cautamente ardito, sul labbro e sulla penna dei nostri diplomatici".

Una cosciente manipolazione e decontestualizzazione di due entità storiche non più esistenti da secoli e da millenni: l'Impero romano e la Repubblica di Venezia. Per “marcare” la conquista da parte di Roma, inventò il nome GIULIA e per ricordare la Repubblica di Venezia, aggiunse il nome VENEZIA.

 Il territorio corrispondente? Un elastico modificabile a piacimento dal nazionalismo italiano.

Celti, Longobardi e il pluri-millenario Patriarcato di Aquileia?
 
Cancellati ancor oggi dal libro di storia su cui studiano a scuola i ragazzi friulani, sloveni e tedeschi che vivono nella nostra regione, che nulla conoscono del loro passato e a cui è stato insegnato a scuola che le lingue proprie del Friuli (friulano, sloveno e tedesco) e di Trieste (sloveno) sono "lingue MINORI" che poco contano. 

Le lingue friulana, slovena e tedesca e le popolazioni autoctone che in regione le parlano? Perseguitate dal 1918! Si "doveva fare gli italiani"!


 
Certo, le leggi di tutela  oggi ci sono, peccato che vengano sistematicamente disattese dalla politica regionale e statale.


 Venezia Giulia, un nome già utilizzato a pieni mani dal regime fascista negli anni 20/30/40 del secolo scorso per cancellare la presenza nella nostra regione di friulani, sloveni e tedeschi che furono anche oggetto di pulizia etnica.

Un nome - ambiguo - che ancor oggi conserva, assieme all'aggettivo "giuliano", tutta la sua  possibile  futura e pericolosa carica irredentistica e proprio per questo dovrebbe essere cancellato in una Europa che vorrebbe essere senza confini. 


Dal sito della associazione “Giuliani nel mondo”

http://www.giulianinelmondo.it/
 

"Chi sono i Giuliani nel Mondo?
Sono gli emigranti di lingua, cultura e nazionalità italiana originari dalle province di Trieste e di Gorizia situate all'estremità Nord-Est dell'Italia gli esuli provenienti dall'Istria da Fiume dalle Isole del Quarnero e dalla Dalmazia (…)"

  
……….

VIETATO

MODIFICARE I CONFINI AMMINISTRATIVI
 IN PRESENZA DI MINORANZE LINGUISTICHE!!

LO IMPONE L'EUROPA

E UN TRATTATO INTERNAZIONALE!!


"(…) Su 25 comuni della ex Provincia di Gorizia, in ben 15 la minoranza friulana è riconosciuta dalla L. 482/99, e tutti 15 aderiscono alla Assemblea della Comunità Friulana. Evidenzio con certezza la violazione dei diritti perché la Convenzione-quadro per la protezione delle minoranze nazionali del Consiglio d'Europa, ratificata dall’Italia con la legge n. 302 del 1997 e introdotta come principio anche dalla nostra stessa Regione Autonoma nella legge regionale 29/2007, vieta la divisione amministrativa che, in presenza di minoranze, modifichi le proporzioni della popolazione (…)"

Guido Navarria  - Presidente Assemblea della Comunità Friulana
 


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