Visualizzazione post con etichetta legambiente. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta legambiente. Mostra tutti i post

venerdì 22 aprile 2016

ELETTRODOTTO "SE Udine Ovest - SE Redipuglia": NO AL CONDONO!


 
REGIONE
..........
 
ELETTRODOTTO

"SE Udine Ovest - SE Redipuglia”

 

"NO" AL CONDONO!

SI', AL RISPETTO

DELLA SENTENZA

DEL CONSIGLIO DI STATO!

...........

Dal sito di

LEGAMBIENTE FVG

 
COMUNICATO STAMPA

DI LEGAMBIENTE FVG

20 aprile 2016



Una bella, grossa,
gatta da pelare.

Il punto di vista di Legambiente FVG in merito al nuovo procedimento di Valutazione di Impatto Ambientale sull'elettrodotto “SE Udine Ovest - SE Redipuglia”, proposto da Terna S.p.a.

L'Azienda punta al “condono” dell'opera già realizzata all'80%, avviata e poi bloccata dal Consiglio di Stato.

Legambiente del FVG ritiene che il nuovo Studio d'Impatto Ambientale (SIA) proposto da Terna SpA sia un tentativo di arrivare a un “sostanziale condono
del già eseguito, recependo le raccomandazioni previste dalla precedente procedura di VIA, in modo da concludere al più presto e senza ulteriori scossoni l'opera già realizzata per circa l'80 %. Ma questa operazione non incontra il favore dell'Associazione, che ribadisce le carenze già riscontrate nel precedente Studio e ne mette in evidenza le contraddizioni con il quadro strategico del trasporto di energia elettrica oggi esistente.

A tutti è nota la situazione dell’opera, avviata senza attendere il pronunciamento del Consiglio di Stato e bloccata dallo stesso per due questioni principali: le modalità di attraversamento di aree ambientalmente tutelate e la carenza di motivazione in merito alla esclusione dell’alternativa di interramento dei cavi della linea elettrica.

Legambiente FVG ritiene che per la nuova procedura di VIA possano esserci due sole alternative in piena sostanziale rispondenza alle leggi che governano tale procedura:
  1. considerare l’attuale procedura di VIA come una sostituzione di quella precedente e, quindi, rispondere ora per allora alle manchevolezze e incongruenze sollevate dal Consiglio di Stato in relazione al SIA del 2008. In questo caso, se le integrazioni portate da Terna SpA vengono ritenute sufficienti e adeguate l’opera si completa, pur magari con ulteriori prescrizioni; oppure, in caso di permanente carenza di motivazioni, viene negato un parere positivo di VIA, l’opera quindi non viene autorizzata e si pone l’obbligo di demolizione di quanto finora realizzato.
  2. effettuare una procedura di VIA completa dell’opera proposta senza sconti palesi od occulti motivati dalla sua parziale realizzazione, e valutare “oggi” le caratteristiche dell’opera stessa e le eventuali alternative con riferimento alle conoscenze ambientali e tecnologiche attuali, e in particolare al quadro programmatico del 2015/2016 palesemente differente da quello del 2008.
Legambiente FVG ritiene che logicamente e anche giuridicamente la strada da percorrere sia la seconda.

Per quanto riguarda la VIA del 2008 Legambiente FVG evidenziò come le alternative allora presentate da Terna fossero del tutto insufficienti; sia per la carenza di valutazioni sulle caratteristiche di un possibile interramento, sia perché già allora non venne considerata l'opzione ZERO, ovvero la possibilità di dare soluzioni diverse e integrate all'esistente assetto delle reti e alla loro funzione: (1) garantire stabilità alla fornitura del sistema di utenze regionali e (2) sostenere le crescenti, o supposte tali, importazioni di energia dalla Slovenia e, attraverso essa, da altri paesi dell’est Europeo.

Tali carenze si ripresentano nel Quadro Programmatico del SIA del 2015 benché siano passati quasi 10 anni e siano mutate profondamente sia le condizioni dell'assetto del mercato elettrico, sia le tecnologie per la realizzazione di linee interrate in AAT, in corrente continua, proposte - tra l'altro - dalla stessa Terna in almeno 2 progetti molto affini al progetto “Redipuglia – Udine Ovest”:
  1. l'elettrodotto transfrontaliero sottomarino e interrato “Divaccia (Slo) – Salgareda (Treviso) da ben 1.000 MW di potenza e 500 kV di tensione in corrente continua
  2. l'elettrodotto transfrontaliero tra Piemonte (Piossasco) e Francia (Grande Ile) lungo l'autostrada della Val di Susa, anch'esso in c.c. AAT.
Si fa notare come il primo dei 2 progetti citati, se realizzato, risolverebbe da solo brillantemente ogni necessità di aumento dei flussi di import-export destinati al resto d'Italia.

Per quanto concerne lo sviluppo delle Fonti Energetiche Rinnovabili (FER) NON PROGRAMMABILI, che tanto preoccupano Terna a leggere i vari Piani di Sviluppo, finora non hanno provocato apprezzabili disfunzioni per gli Utenti della Regione.

Inoltre le ormai famose “smart grids” non sono menzionate (e in effetti non sono di competenza di Terna quelle in bassa e media tensione), ma sono cruciali per la gestione della produzione distribuita (da FER) prima che i “transitori” interessino il sistema nazionale in AT e AAT. Persino Terna, a fronte dei problemi sorti in meridione, ha già iniziato a installare gruppi di accumulatori per la gestione dei transitori.

Pertanto Legambiente FVG propone, come prima soluzione, il revamping (ammodernamento e potenziamento) delle linee esistenti (132 e 220 kV) e la realizzazione, come già previsto, della “Divaccia – Salgareda”, non ravvisando la necessità del nuovo collegamento aereo a 380 kV, in doppia terna, tra Redipuglia e Udine Ovest.

Qualora permanesse, per i motivi più diversi, la volontà di realizzare una nuova linea di trasporto elettrico ad alta capacità tra Redipuglia e Udine Ovest, adesso vi sono le tecnologie e le opportunità per realizzare – come soluzione di ripiego – un collegamento interrato da 500 MW in corrente continua e sfruttando il sedime della terza corsia autostradale fino a Palmanova e in adiacenza all'autostrada A23 – e poi di strade di livello inferiore – fino a Codroipo.

Evidenziamo anche che le proposte di Legambiente FVG rispondono all'esigenza di minimizzare gli impatti negativi sul Paesaggio, laddove la stessa avvenuta realizzazione di parte dell'opera fa emergere inequivocabilmente l'impossibilità di un accettabile inserimento paesaggistico-ambientale e di qualsivoglia intervento di mitigazione di un elettrodotto aereo di questa potenza e caratteristiche.

Analogamente per gli aspetti socio-economici (anch'essi sottostimati nel nuovo documento di SIA), fermi restando gli attuali impatti da parte delle infrastrutture esistenti e da adeguare, si fa osservare che l'eventuale linea interrata potrebbe seguire il tracciato di strade e autostrade esistenti (come per la Val di Susa) con quasi nullo danno diretto e indiretto.

In particolare, con un diverso sviluppo delle attuali reti in MT e AT e con sistemi avanzati di gestione “dal basso” della produzione da FER non programmabili e relativi accumuli, e grazie alla progressiva riduzione dei consumi (per la quale non si fa abbastanza), si raggiungerebbero ugualmente i vantaggi attesi sia in termini di stabilizzazione e sicurezza della fornitura in FVG, sia in termini di riduzione dei costi a carico della collettività e di riduzione delle emissioni di CO2 sempre evidenziati da Terna.

Legambiente FVG.

...................

.

domenica 28 settembre 2014

TORRENTE VIELLIA, L'ACQUA DEL FRIULI ANCORA SOTTO ATTACCO!


Riceviamo e pubblichiamo:

Torrente Viellia,

L’ACQUA DEL FRIULI

ANCORA SOTTO ATTACCO!


Non si ferma l’offensiva

degli speculatori dei corsi d’acqua

nemmeno in uno degli ultimi

baluardi di natura incontaminata.


Ad essere in pericolo ora è il Torrente Viellia, posto a nord ovest della Val Tramontina. Due opere di derivazione idroelettrica sono state presentate da Gastone srl e SHPP VIELLIA srl in due settori consecutivi del torrente. Opere di derivazione idroelettrica simili compromettono definitivamente la naturalità dell’ambiente, intubando acque che garantiscono la vita a tutto un complesso ecosistema costituito da decine di specie animali e vegetali, fra cui numerose trote marmorate, fario e lo Scazzone (Cottus gobio, specie ittica di interesse comunitario). Questo territorio ad altissimo pregio ambientale è in stretta connessione col Parco delle Dolomiti Friulane, con l’area sottesa a Patrimonio dell’Umanità riconosciuto dall’UNESCO e col Sito di importanza comunitaria “Monti Verzegnis e Valcalda”.

Significativa è la mole di problemi individuati dalle associazioni ambientaliste e da vari enti pubblici, che hanno evidenziato motivi di contrarietà agli interventi:
  • L’ARPA dichiara che la realizzazione delle derivazioni idroelettriche causerà il degrado dello stato ecologico del torrente (ora classificato, come pochi, “elevato”); mette in evidenza che lo studio di VIA, carente riguardo le analisi delle comunità animali e vegetali, degli habitat e la modellistica fluviale con riferimento alla fauna ittica, non ha considerato gli effetti cumulativi dei due impianti denominati “Viellia Alto” e “Viellia Basso”, che metterebbero complessivamente quasi in asciutta circa il 50% della lunghezza del torrente.
  • La Provincia di Pordenone fa notare che il Viellia s’inserisce in un contesto naturalistico di pregio, che garantisce ora uno stato ecologico ottimale.
  • L’Ente Tutela Pesca segnala l’incompatibilità delle previste consistenti derivazioni con il conseguimento dei propri obiettivi di gestione e stabilizzazione della popolazione di Trota marmorata, specie di interesse comunitario e di altre entità.
  • Il Comune di Tramonti di Sopra si oppone nettamente alla devastazione ambientale che ne deriverebbe, in un ambiente meritevole di tutela, che appartiene a quell’esiguo 10% di corsi d’acqua alpini ancora totalmente integri. Evidenzia che la risorsa idrica e naturalistica deve essere garantita per finalità sostenibili come la fruizione turistica e sportiva, in un territorio già pesantemente sfruttato da grossi bacini. Denuncia la mancata valutazione dell’impatto di tutte le opere accessorie alla derivazione come nuove strade di accesso e smaltimento dei materiali escavati.
Auspichiamo quindi che la Commissione VIA (Valutazione Impatto Ambientale) della Regione FVG, che si riunirà mercoledì 1/10/2014, respinga intanto il progetto dell’impianto “Viellia Basso”.

In conclusione evidenziamo la stringente necessità che, in attesa del Piano regionale di tutela delle acque, la Regione (ed in particolare l’ass. Sara Vito) attivi senza ritardo una moratoria sullo sfruttamento idroelettrico, e istituisca strumenti di vera e definitiva tutela a favore di quei corsi d’acqua che per caratteristiche biologiche, morfologiche e paesaggistiche devono essere salvaguardati integralmente e restino patrimonio a beneficio di tutti e non godimento economico di pochi.

Damiano Nonis, referente regionale Mountain Wilderness FVG, 

Emilio Gottardo, Legambiente FVG

Dario Tosoni, Movimento tutela Arzino

Roberto Pizzutti

lunedì 3 giugno 2013

I PENDOLARI NON SONO CITTADINI DI SERIE B !


I PENDOLARI
 

 NON SONO

CITTADINI DI SERIE B  !


Dal sito di Lega Ambiente

Pendolari: 2,9 milioni di cittadini di serie B, meno risorse da Stato e Regioni, tagli e futuro incerto

(…) Sono infatti 2 milioni 903 mila le persone che, nel nostro paese, ogni mattina prendono il treno per andare a lavorare o a studiare. Ogni sera lo riprendono per tornare a casa. In 90.000 sulla Roma San Paolo-Ostia, in 75.000 sulla Roma Nord-Viterbo, 60.000 sulla Napoli-Torregaveta, 58.000 sulla Milano-Saronno-Lodi, 45.000 sulla Milano-Como-Chiasso, 30.000 sulla Padova-Venezia Mestre, per fare qualche esempio di linee frequentate da più passeggeri dell’Alta Velocità Roma-Milano.Passeggeri inesistenti, però, nel dibattito pubblico, come mette in evidenza Legambiente nel suo rapporto Pendolaria 2012. Cittadini di serie B per la politica nazionale dei trasporti, che da oltre dieci anni premia la strada a danno della ferrovia come ben dimostra la suddivisione dei finanziamenti della Legge Obiettivo 2002-2012: 71% delle risorse per strade e autostrade, 15% per le ferrovie e 14% per le reti metropolitane. Anche quest’anno, alla crescita costante del numero di pendolari in Italia governo e amministrazioni regionali hanno risposto con tagli ai servizi, aumenti del costo dei biglietti in tutte le regioni e incertezze sugli investimenti, con effetti rilevanti sulla qualità del servizio (…)
Da oltre dieci anni gli investimenti statali e regionali premiano la strada a danno della ferrovia. Sull’autotrasporto dal 2000 al 2011 sono piovuti a livello nazionale quasi 5 miliardi di euro (4.924,7 milioni) a cui vanno sommati 400 milioni di euro già stanziati per il 2013. Impressionante lo strabismo nel premiare i cantieri delle grandi opere a scapito della mobilità urbana e pendolare che ha accomunato in questi anni i ministri Lunardi, Di Pietro, Matteoli e Passera (…) 
18 dicembre 2012
---------------
Tav - Appello al Governo: ristabilire le priorità

(…) In un periodo di crisi economica scegliere di intervenire sulle opere realmente prioritarie è quanto mai fondamentale. E il progetto della linea alta velocità/capacità Torino-Lione è stata pensata più di 20 anni fa. In questi anni è cambiato il mondo, sono entrati in campo nuovi giganti economici, che, ridando un nuovo ruolo al Mediterraneo, hanno spostato l’asse principale dei traffici di merci da sud a nord, riducendo di molto quelli da ovest ad est. Mentre per il trasporto passeggeri è diventato, sulle medie distanze, sempre più competitivo il trasporto aereo.
Diversi studi dimostrano che la Torino – Lione non si giustifica dal punto di vista della domanda di trasporto. Dal 2000 al 2010 il traffico totale (strada+ferrovia) di merci tra Francia e Italia è diminuito da 49,7 milioni di tonnellate/anno a 42,5, mentre quello con la Svizzera è cresciuto da 29,5 a 38,4, e quello con l’Austria da 58,3 a 66,4. Quello di transito, che più esplicitamente riguarda il corridoio 5, è sceso da 18,7 a 13,5 milioni di tonnellate/anno.
La nuova linea ferroviaria Torino-Lione, tra l’altro, attualmente percorsa da pochissimi treni passeggeri non sarebbe nemmeno ad Alta Velocità perché, essendo quasi interamente in galleria, la velocità massima di esercizio sarà di 220 km/h, con tratti a 160 e 120 km/h, come risulta dalla VIA presentata dalle Ferrovie Italiane. Per effetto del transito di treni passeggeri e merci, l’effettiva capacità della nuova linea ferroviaria Torino-Lione sarebbe praticamente identica a quella della linea storica, attualmente sottoutilizzata nonostante il suo ammodernamento terminato un anno fa e per il quale sono stati investiti da Italia e Francia circa 400 milioni di euro. La stessa Agenzia per l’Ambiente francese ha dichiarato che ammodernando l’attuale linea ferroviaria si potrebbe arrivare a gestire un traffico pari a 19 milioni di T/anno, a fronte oggi di circa 4 milioni di tonnellate (le Ferrovie dello Stato parlano addirittura di 32 milioni di tonn – Osservatorio Virano, Quaderno n.1, pag.32). (…)
----------------------

giovedì 25 aprile 2013

FRIULI - STOP AL CONSUMO DEL SUOLO !








F R I U L I:


STOP

AL CONSUMO

 DEL SUOLO !


--------

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO


LEGAMBIENTE – WWF – ITALIA NOSTRA
– AIAB – LISTA PROGETTO –
RADIO ONDE FURLANE


GIORNATA MONDIALE DELLA TERRA

Le associazioni: “Stop

al consumo del suolo”.


Sabato 27 aprile


marcia simbolica e presidio
al luogo della lottizzazione
“Il Cjastelut”
di Orgnano (Basiliano)





Sarà una marcia simbolica per dire stop al consumo di suolo che ogni giorno si mangia porzioni di territorio, per difendere i valori del paesaggio, della ruralità, delle risorse naturali e dei beni comuni, per ascoltare chi si batte per impedire mega cementificazioni e infrastrutture inutili, per raccontare le esperienze dei Comuni che hanno deciso di ridurre a zero la crescita edilizia del loro Comune ma sarà anche una manifestazione allegra, colorata, per festeggiare la Giornata Mondiale della Terra proclamata a livello internazionale per celebrare l'ambiente e la salvaguardia del pianeta.

L’appuntamento – organizzato da Legambiente, WWF, Italia Nostra, Lista Progetto di Basiliano e Radio Onde Furlanesi svolgerà ad Orgnano di Basiliano, con ritrovo in piazza alle 11, da cui partirà una marcia simbolica e successivo presidio al luogo della mega lottizzazione “Il Cjastelut”, simbolo e caso emblematico di una politica di gestione del territorio che ancora si ostina a sacrificare al cemento paesaggi, suoli agricoli, risorse naturali.

La lottizzazione Il Cjastelut” -  circa 70 mila m2 di residenza e 50 mila m2 di verde di quartiere in un ambito attualmente agricolo - sta infatti per prendere il via ai piedi di uno dei più bei luoghi dal punto di vista paesaggistico e agricolo, ma anche geologico e storico-archeologico del comune di Basiliano in provincia di Udine.

Precisamente nella frazione di Orgnano, la zona cosiddetta “Braida di Casa”, un’area contigua di ottima fertilità naturale, attorno al colle denominato “Il Cjastelut”, vedrà l’insediamento di un villaggio esclusivo con abitazioni che nelle intenzioni del proponente (leggasi: speculatore edilizio) dovrebbero essere destinate a ricchi.

L’intervento edilizio sul colle – ricordano le associazioni – comprometterà definitivamente la bellezza del borgo, recentemente oggetto di una pregevole opera di recupero e valorizzazione grazie a fondi pubblici europei e comunali, nonché  una delle strade più belle dal punto di vista paesaggistico del territorio in questione, quale via “Barbecjan”, una via quasi incassata, in mezzo a una bellissima area boscata che verrà abbattuta al fine di consentire il raddoppio della carreggiata per agevolare l’accesso alla nuova area residenziale.


Le associazioni promotrici invitano pertanto a partecipare alla manifestazione tutti gli Enti, i Comitati, i Gruppi, le persone del Friuli Venezia Giulia che si battono per la tutela del paesaggio, delle risorse naturali, dei beni comuni, della ruralità e gli aderenti a titolo personale al Forum Salviamo il Paesaggio e tutte le associazioni che hanno a cuore la difesa della Terra.

La manifestazione si concluderà sui campi che prossimamente verranno edificati, con musica e una bicchierata conviviale.


LEGAMBIENTE – WWF – ITALIA NOSTRA
– AIAB – LISTA PROGETTO –


venerdì 2 dicembre 2011

PROPOSTE PER UNA POLITICA SOSTENIBILE NELLA MONTAGNA FRIULANA



Escursionista - Altopiano del Montasio (UD)


Malga - Altopiano del Montasio (UD)


PROPOSTE
PER UNA
POLITICA SOSTENIBILE
NELLA MONTAGNA FRIULANA

LEGAMBIENTE del Friuli - Venezia Giulia
Ottobre 2011
Curatori del documento: Marco Lepre (Circolo della Carnia – Val canale)
Sandro Di Bernardo (Circolo della Pedemontana Gemonese)

Dal documento:
(…) A leggere i recenti (e recentissimi) interventi, le dichiarazioni e i propositi relativi ai progetti di "sviluppo" del turismo sulle nostre montagne c'è da rimanere increduli e sconcertati.
Da Pramollo al Passo della Mauria, da Sella Nevea allo Zoncolan, senza trascurare le "aspettative" di Tarvisio, Arta e Paularo, è tutto un vagheggiare investimenti milionari da parte di Promotur e di imprese immobiliari estranee al territorio e un rincorrersi di voci e ipotesi di nuovi impianti di risalita, di crescita dei posti letto, di creazione di villaggi turistici in quota.

(…) Magari, tra qualche settimana, le statistiche ripeteranno invariabilmente che anche questa stagione è andata bene, che, "complessivamente", c'è stata una crescita degli arrivi e delle presenze, ma gli operatori si sono accorti una volta di più che la realtà è ben diversa: con il crollo dei consumi ci sono (e presumibilmente ci saranno ancora di più in futuro) sempre meno turisti in giro, che si fermano per periodi di tempo più brevi e hanno una disponibilità di spesa ridotta.
Questo dovrebbe essere sufficiente per farci capire che non è il caso di pensare a progetti "faraonici", che soldi pubblici da "buttare" in iniziative prive di valide prospettive non ce ne sono più e che è finito il tempo degli interventi avviati in assenza di una seria pianificazione e programmazione.
(…) Il tutto senza produrre alcun freno allo spopolamento: Tarvisio, Ravascletto, Forni di Sopra e la Val Raccolana hanno continuato a perdere abitanti come o più degli altri comuni montani. Basti ricordare, a questo proposito, che negli ultimi vent'anni la Carnia, la Val Canale e il Canal del Ferro hanno perso complessivamente l'11,4% della loro popolazione, lo stesso valore registrato a Forni di Sopra, mentre Tarvisio è scesa del 21,4%, Ravascletto del 23,7% e Chiusaforte addirittura del 26,7%.
In tutto l'arco alpino il turismo sta progressivamente cambiando; il turismo estivo tradizionale anche nelle località più famose denota segni di stanchezza, l'invernale è colpito anche e soprattutto di vistosi cambiamenti in atto, con l'innalzamento progressivo di quella che viene definita Linea di affidabilità della neve. Gli esperti climatici nella conferenza sul clima di Roma del 2007 sconsigliano la costruzione di nuovi impianti al di sotto dei 2000 m s.l.m., e ritengono anche che l'innevamento artificiale, oltre che determinare un notevole innalzamento dei costi di esercizio, potrà presentare condizioni di non sicurezza tali da non consentire la pratica dello sci anche in pieno inverno.
(…) I problemi socio economici della montagna si affrontano secondo un modello di sviluppo che superi il tradizionale intervento per settore e porti all'applicazione di modelli integrati, nel presupposto di una tutela degli ecosistemi naturali e culturali delle comunità.
Le politiche regionali (vedi anche la recente soppressione delle Comunità Montane) tendono invece a dividere le realtà della montagna, a indebolirne l'autonomia e la sua capacità di rivendicare e decidere azioni e politiche utili.
(…) Anche in montagna alla monoeconomia sciistica (complementare alla monoeconomia balneare sulla costa) è necessario contrapporre il modello agrosilvopastorale integrato.
(… ) Pertanto le battaglie in difesa del paesaggio, per un cambiamento nella politica del turismo, per una seria pianificazione e valutazione delle opere infrastrutturali sono la strada che va seguita e sostenuta.

LEGGI TUTTO IL DOCUMENTO