martedì 20 novembre 2018

UTI E LO SPEZZATINO DEL FRIULI - COMUNICATO STAMPA DEL 20 NOVEMBRE 2018

 
 e pal Rilanç dal Friûl
 
COMUNICATO STAMPA
20.11.2018

UTI e lo spezzatino del Friuli
 

Non sembra cambiato molto l'atteggiamento della politica regionale verso il Friuli! A suo tempo denunciavamo che uno dei problemi principali della legge che istituiva le UTI abolendo le Provincie era quello di privare il Friuli di forme unitarie di rappresentanza istituzionale mentre Trieste manteneva inalterata la propria provincia, continuando ovviamente a svolgere il ruolo di capitale regionale.
 
Con la legge sulle UTI il Friuli ha subito e sembra che debba continuare a subire la cancellazione della propria identità, dissolta da un lato nell'indigesto friulveneziagiulianismo e dall'altro nel frazionamento delle proprie forme di rappresentanza istituzionale.

Ora si ridiscutono tempi e metodi di funzionamento delle UTI e di altre iposi su enti di area vasta ma il problema dello spezzatino del Friuli resta inalterato poichè resta inalterata la violazione del principio che una minoranza linguistica, e i friulani lo sono, ha diritto ad una forma unitaria di rappresentanza amministrativa.
 
Dobbiamo ricordare che negli archivi del Consiglio regionale, quasi dimenticate, giacciono proposte di legge per il Friuli risalenti agli anni '80 (Movimento Friuli) agli anni '90 (Londero nel '96 e Cecotti nel '97 con una proposta organica di riforma degli Enti locali) e poi negli anni 2000 con la proposta di questo Comitato per l'istituzione dell'Assemblea delle Provincie del Friuli, e ancora recentemente col referendum del sindaco Anzil per l'istituzione delle due provincie autonome del Friuli e di Trieste. Forse in questa fase di riesame delle UTI varrebbe la pena che il Consiglio si rileggesse le motivazioni e l'articolato di quelle proposte.
 
I molti consiglieri che hanno giurato in friulano non ritengono che, al di là della giusta valorizzazione della loro lingua madre, vada affrontato il tema?

per il Comitato per l'Autonomia
e il Rilancio del Friuli
il presidente
Paolo Fontanelli
 
 







lunedì 19 novembre 2018

MINORANZA LINGUISTICA FRIULANA - L'INSEGNAMENTO DELLA STORIA E DELLA GEOGRAFIA DEL FRIULI E' UN DIRITTO DEI FRIULANI ! - Lettera inviata dall'Assemblea della Comunità linguistica friulana al Ministro dell'Istruzione Marco Bussetti e al Presidente della regione Friuli-VG, Massimiliano Fedriga.

 

MINORANZA LINGUISTICA
FRIULANA
 

L'insegnamento della storia
e della geografia dei Friuli

è un diritto dei friulani
…………………..
 
 
RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO
 

 una lettera inviata dalla "Assemblee de Comunitât Linguistiche  Friulane" al Ministro dell'Istruzione Marco Bussetti, al Presidente della Regione autonoma Friuli-Venezia Giulia Massimiliano Fedriga,  e per conoscenza ad altri nominativi che non pubblichiamo per motivi di spazio:
 
 
Assemblee de
 
Comunitât Linguistiche Furlane

Sede presso il Comune di Carlino
P. San Rocco 24  - tel. 0432-555787 

Oggetto: Insegnamento della storia e della geografia del Friuli.

Carlino, li 19 ottobre 2018

Signor Ministro dell’Istruzione
 
Marco Bussetti
 
Signor Presidente della Regione Autonoma Friuli – Venezia Giulia
 
Massimilano Fedriga

L’art. 4 della legge n. 482/99 “Norme in materia delle minoranze linguistiche storiche”, in attuazione dell’art. 6 della Costituzione, recita: “Nelle scuole materne […] l'educazione linguistica prevede, accanto all'uso della lingua italiana, anche l'uso della lingua della minoranza per lo svolgimento delle attività educative. Nelle scuole elementari e nelle scuole secondarie di primo grado é previsto l'uso anche della lingua della minoranza come strumento di insegnamento”.
 
Fra i temi già individuati come prioritari dal gruppo di regia costituito da Regione Autonoma Friuli – Venezia Giulia, Ministero della Pubblica istruzione - Ufficio Scolastico Regionale F-VG, Università degli Studi del Friuli – Facoltà di Scienze della Formazione, vi sono la storia e la geografia del Friuli. Tali materie sono quelle che forse meglio consentono di lavorare in e per la lingua minoritaria, friulana nel caso in parola, perché permettono agli allevi di arricchire la proprie conoscenze del luogo in cui vivono e la proprie abilità, proprio partendo dal contesto locale territoriale.

Ad oggi, nonostante un corpus normativo statale e regionale che dovrebbe ampiamente garantire i diritti linguistici della minoranza nella scuola, l’insegnamento manifesta, pur in presenza di alcuni punti di forza, anche notevoli punti di debolezza. Tra questi vi è proprio l’insegnamento della storia e della geografia del Friuli che trova troppo poco spazio nei libri di testo progettati per l’intera Repubblica. Al di là di frequenti strafalcioni, i libri di testo, proprio per la loro impostazione italiana, non colgono la complessità storica, geografica, culturale e linguistica di un territorio di confine come il Friuli, ricco di una bimillenaria identità plurale e , nel contempo, di una propria individualità, anche politica, che travalica l’area latina e italiana per ricomprendere anche il mondo slavo e quello germanico. Talvolta i manuali ripropongono addirittura, sia pure in forma edulcorata e dissimulata rispetto ad un non lontano passato, i luoghi comuni della retorica nazionalista escludente delle diversità.
 

Dato atto che quanto premesso lede gravemente i diritti della minoranza friulana (e delle altre presenti nella Regione) e i diritti individuali dei suoi appartenenti, garantiti dalla Costituzione e dalle leggi, in qualità di presidente dell’Assemblea della Comunità Linguistica Friulana, organo istituzionale cui aderiscono 114 Comuni, chiedo fortemente l’avvio di un percorso collaborativo tra Regione e Ministero in indirizzo volto alla sottoscrizione di un protocollo di intesa per l’insegnamento della storia e della geografia del Friuli, a partire dalla terza classe della scuola primaria e fino al termine della scuola secondaria di secondo grado.

Ritengo di conseguenza necessario giungere alla predisposizione di un fascicolo di storia del Friuli in aggiunta ai testi ministeriali che contenga, in linea con il percorso ministeriale corrispondente ad ogni singolo anno, i contenuti curricolari che interessano la storia locale.

 
Parimenti ritengo necessario redigere un fascicolo di geografia in aggiunta ai testi ministeriali a partire dalla terza classe della scuola primaria che contenga, in linea con il percorso ministeriale corrispondente ad ogni singolo anno, i contenuti curricolari che interessano la geografia locale.
 
Pare ovvio che il fascicolo debba essere bilingue, da un lato in friulano e dall’altro in italiano. La finalità infatti non è solo la conoscenza della storia e della geografia del Friuli ma anche l‘utilizzo della lingua minoritaria come veicolo per l ‘insegnamento della stessa. (CLIL). Parimenti è necessario il testo in italiano perché la storia del Friuli è un elemento distintivo di un territorio da sempre inclusivo dove, accanto alla prevalente lingua friulana, hanno convissuto e convivono la lingua slovena, la tedesca e varie parlate venete.
 
La necessità di creare materiali didattici per la promozione di una migliore educazione scolastica di base e per il conseguimento di una reale tutela delle lingue e culture minoritarie è inoltre coerente con i contenuti della circolare ministeriale n. 730/06 “la scuola dell’autonomia è chiamata a recepire le istanze formative di cui sono portatori gli alunni, le famiglie e, più in generale il territorio”, diventando “il luogo in cui la diversità sia esaltata come fonte di ricchezza”.
 
Riguardo alle competenze scientifiche ed organizzative all’uopo necessarie, è mia convinzione che siano ampiamente presenti nelle istituzioni cui questa richiesta è inviata per conoscenza, in primis nell’Università del Friuli e nella efficace esperienza di Docuscuele.

Riguardo la fattibilità di quanto richiesto cito, a titolo esemplificativo, la recente sottoscrizione, da parte del ministro Marco Bussetti in indirizzo e del presidente della Regione Veneto Luca Zaia, di un protocollo d’intesa per l’introduzione della storia e della cultura del Veneto nelle scuole di ogni ordine e grado di quella Regione.

 
 Rendendomi disponibile alla massima collaborazione, porgo distinti saluti.
 
Diego Navarria
 
Presidente dell’Assemblea della Comunità Linguistica Friulana
 
 
Segue elenco destinatari della lettera
 
"inclusi i media"
 
………………………. 
 

Il Comitato per l'autonomia e il rilancio del Friuli, ringrazia  il Presidente dell'Assemblea della Comunità Linguistica Friulana, Diego Navarria, per aver concesso la pubblicazione della lettera  sul blog.  

LA REDAZIONE DEL BLOG

 

martedì 13 novembre 2018

MINORANZA LIGUISTICA FRIULANA - Quando "UN LAVORO DI SQUADRA" dei parlamentari eletti in regione a difesa dei diritti linguistici di questa importante minoranza?







MINORANZA LINGUISTICA FRIULANA 

Quando "un lavoro di squadra"
dei parlamentari eletti in regione
a difesa dei diritti linguistici
di questa importante minoranza?


Da un articolo pubblicato sul quotidiano IL PICCOLO di Trieste il 12 novembre 2018 a firma di Marco Ballico

TITOLO - Risorse a zero nella Finanziaria per esuli e minoranza italiana.
Rosato (Pd) lancia l’allarme: fondi soppressi, pronti i nostri emendamenti ma serve gioco di squadra di Marco Ballico

Dal testo dell'articolo:

(...) Nel 2016-18, la maggioranza a guida Pd aveva assicurato per ciascun anno del triennio 2,3 milioni sulla legge 72/01 a sostegno degli esuli e 3,5 milioni sulla 73/01 per la minoranza italiana in Slovenia e Croazia. Tenendo conto che qualche limatura c’è stata a causa dei tagli lineari ministeriali, che hanno per esempio abbassato a circa 2 milioni la quota sulla 72, si trattava di oltre 16 milioni sul triennio. Risorse, ora prosciugate, che le associazioni chiederanno da subito di recuperare. (…) «Abbiamo verificato e i soldi non ci sono – fa sapere Rosato –. Non un bel segnale dopo che con il nostro governo avevamo incrementato quei finanziamenti raggiungendo i livelli degli anni buoni. (…) Ma più che gridare allo scandalo, mi pare corretto chiedere un lavoro di squadra a tutti i parlamentari della regione. (…) ».

...............……

Commento della Redazione del Blog

Parafrasando l'on. Rosato, quando un lavoro di squadra dei parlamentari eletti in regione per PRETENDERE:

  • UN FINANZIAMENTO ADEGUATO DELLA LEGGE 482/99 (tutela delle minoranze linguistiche storiche riconosciute dalla Repubblica italiana ai sensi dell'art. 6 della Costituzione italiana)? Oggi questa legge è finanziata con una miseria indegna di un Paese civile e nei fatti priva di attuazione! Ricordiamo che stiamo parlando di ben 3 milioni di cittadini italiani...

  • UN  ADEGUATO FINANZIAMENTO REGIONALE ALLA MINORANZA LINGUISTICA FRIULANA (600 mila cittadini italiani che vivono nella regione Friuli-Venezia Giulia, ossia oltre il 50% della popolazione regionale); minoranza  a cui  - dalla stessa regione in cui sono storicamente stanziati da millenni - vengono sistematicamente  negati o "concessi  al ribasso" i diritti linguistici a cui ha diritto per legge. Regione che sta perfino negando a questa minoranza il diritto al bilinguismo visivo nei cartelli stradali nelle strade di competenza regionale, obbligo previsto anche dalla legge 482/99 e da trattati internazionali ratificati dall'Italia, ma non imposto dalla Giunta regionale e dal Consiglio regionale, alla società a capitale pubblico "Friuli Venezia Giulia Strade S.p.A." che nei fatti risulta disattendere questo diritto dei friulanofoni. 
 

La Redazione del blog

 
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Dal sito del Comitato 482
 
 
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Cortese attenzione on.le Ettore ROSATO:
 
dal sito ufficiale della regione Friuli-VG

"VISTA la circolare della Presidenza del Consiglio dei Ministri - n. 0002464 dd. 15 febbraio 2016 - recante linee guide per la predisposizione delle richieste di finanziamento da parte delle amministrazioni territoriali e locali a valere sui fondi previsti per l’esercizio 2016 ai sensi degli articoli 9 e 15 della legge 482/1999 che al fine della determinazione della quota da assegnare alla Regione Friuli Venezia Giulia, in attuazione del DLgs 223/2002, individua un importo da destinare alla Regione pari a € 339.354,00, in attesa di successiva conferma.(…)"
 

 

venerdì 9 novembre 2018

UNIVERSITA' DEL FRIULI: IL VERO PROBLEMA E' QUELLO DELLE RISORSE!!


 

  
 
Comunicato stampa

9.11.2018


Università del Friuli


Come ha ben evidenziato la campagna elettorale regionale di questa primavera c'è un tema prioritario per le realtà istituzionali, sociali ed economiche di questa Regione e cioè quello delle risorse. Senza adeguate risorse qualunque idea di autonomia, specialità, sviluppo del territorio, della sanità e dell'università non può reggere e questa priorità va tenuta conto da tutti, ora, tenuto conto che i Governi nazionale e regionale di nuova nomina si apprestano a far approvare la loro prima legge di bilancio.

In questo quadro il Comitato per l'autonomia e il rilancio del Friuli ha evidenziato l'annoso problema della sperequazione di finanziamenti statali tra gli atenei della regione con un sottofinanziamento per quello friulano, rispetto a Trieste, che assomma a quasi un miliardo in quindici anni.

Questo, a nostro avviso, è il problema che colpisce l'università, questo è il nodo che la politica nazionale e regionale deve affrontare ora. Dobbiamo auspicare ancora una volta che i consiglieri regionali, il mondo imprenditoriale e sindacale e soprattutto  i nostri parlamentari facciano pressione a Roma perchè il criterio del costo storico venga superato equiparando i finanziamenti degli atenei regionali.

E' possibile che ci sia forse qualcosa da dire in relazione all'università del Friuli e su quanto potrebbe fare di più per la lingua friulana, per il rispetto del mandato popolare, per il rapporto col territorio, in relazione alla sua articolazione interna ed ai rapporti con le altre istituzioni accademiche regionali ma noi riteniamo che questi ed altri temi, anche grazie alle sollecitazioni di tutti i portatori di interessi sociali e politici che agiscono in Friuli, siano ben presenti nel dibattito interno dell'ateneo che deve e dovrà mantenere il difficile equilibrio tra autonomia dell'istituzione e rapporto col territorio.

Ora il problema vero su cui ciascuno dovrebbe agire secondo il proprio ruolo, è quello relativo alle risorse, poi verrà il tempo di altri confronti, perchè adesso sarebbe bene evitare di prendere esempio dai capponi di Renzo.

per il Comitato per l'Autonomia e il Rilancio del Friuli
il presidente
Paolo Fontanelli 
 
 

giovedì 1 novembre 2018

QUANDO IL REGIME FASCISTA CANCELLO' IL FRIULI....



REGIONE FRIULI

Quando il REGIME FASCISTA
cancellò il FRIULI
dai libri di scuola e dalle carte geografiche...

Il “TRIVENETO” non esiste! Non esistono “LE VENEZIE”! 
 
Esistono SOLO la regione Veneto, il Trentino (Tirolo di lingua italiana/ladina), il Tirolo di lingua tedesca/ladina (prov. di Bolzano), il Friuli, Trieste e l'Istria!

BASTA BUGIE!!

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Da “Venezia Giulia La Regione inventata” a cura di Roberta Michieli e Giuliano Zelco – Casa editrice Kappa Vu – pag. 96-97:

LA STORIA “DIMENTICATA” IN UN CASSETTO di Giuliano Zelco


"Un lutto in famiglia. Apri un cassetto dove un familiare a te caro ha conservato i ricordi della sua giovinezza. Spuntano due carte geografiche stampate durante il ventennio. E' la storia dimenticata riappare con tutta la sua attualità. Spurgata dalle troppe bugie del revisionismo storico di oggi. Ve le presentiamo perchè la storia non può essere letta a capitoli ma solo nella sua interezza. E queste due carte rappresentano i capitoli che oggi si vogliono nascondere (…)”

CARTA NR. 1
 
 
 
(…) La data successiva al 1929 è certa (…) per cui questa carta è stampata in pieno regime fascista. Mentre si possono leggere i nomi Istria, Alto Adige, Trentino, è invece sparito il nome Friuli. Non piaceva al regime fascista. La regione storica e geografica Friuli in questa carta è stata inglobata parte nella Venezia Giulia (Friuli orientale) e parte nella Venezia Euganea (Friuli occidentale e centrale). Venezia Giulia, Venezia Euganea e Venezia Tridentina, tutti nomi di fresca coniazione. Quanto si trovava ad est del confine italo-austriaco del 1866, viene considerato Venezia Giulia, città di Fiume compresa.

(…) Riteniamo che questa sia la carta “tipo” su cui hanno studiato la geografia migliaia e migliaia di studenti italiani durante il ventennio. E' attraverso la scuola ( e con queste carte geopolitiche) che sono transitate e si sono diffuse “invenzioni” come la Venezia Giulia, la Venezia Euganea, la Venezia Tridentina (da cui lo strausato Triveneto). (…)

................



COMMENTO

DELLA REDAZIONE DEL BLOG

Quanti di coloro che acquistano una bottiglia di vino "Indicazione Geografica Tipica (IGT) Venezia Giulia" - magari prodotto in Comuni friulanissimi come Cividale del Friuli o Corno di Rosazzo o Casarsa (dove visse anche Pasolini…) - sanno che hanno tra le mani una bottiglia di vino a "Indicazione Geografica Errata"?

E' proprio vero che una bugia, se ripetuta molte volte, può sembrare "la verità", grazie soprattutto alla assenza dello studio della storia e della geografia del Friuli nelle scuole friulane, assenza che non permette spesso ai friulani stessi di conoscere la loro storia pluri-millenaria e conseguentemente di confutare  invenzioni come Venezia Giulia, Isontino, Pordenonese, Destra Tagliamento che cancellano il Friuli e la sua lunghissima storia….
 
Se il regime fascista cancellò perfino il nome Friuli dalle carte geografiche del ventennio (vedi la carta nr. 1 sopra pubblicata); oggi - 2018 - c'è chi continua a cancellarlo inventando  la improbabile  "Camera di Commercio della Venezia Giulia", comprensiva anche di quella parte di territorio della storica Contea di Gorizia rimasta all'Italia dopo la seconda guerra mondiale, ossia di quel territorio che anche l'Impero asburgico chiamava "Friuli"  nei suoi documenti ufficiali e che fino al 2016 corrispondeva alla Provincia di Gorizia….

La Giunta Serracchiani "non ha osato" chiamare l'ex-Provincia di Trieste "UTI della Venezia Giulia" e l'ha chiamata "UTI giuliana", ma c'è un politico che si dichiara friulano (sic!), che ci risulta molto amico del Presidente Fedriga, che ha proposto la creazione di un'area vasta denominata "Venezia Giulia" comprensiva delle ex-provincie di Gorizia e Trieste. Qualcuno gli regali un libro di storia del Friuli, della Contea di Gorizia e dei Conti di Gorizia, feudatari del Patriarca di Aquileia, e soprattutto gli ricordi che il nome "Venezia Giulia" è un'invenzione del nazionalismo italiano datata "domenica 23 agosto 1863", nome poi usato a piene mani dal regime fascista per cancellare  friulani, germanici del Friuli, sloveni e croati e per accreditare come italianissimi territori storicamente plurilingui e  appartenenti a diverse regioni storiche (Friuli, Istria, Trieste, Carniola, Dalmazia) che mai hanno costituito una regione storica e geografica unitaria.

LA REDAZIONE DEL BLOG

martedì 30 ottobre 2018

RAI TRIESTE E MINORANZE LINGUISTICHE - I SINDACI PROTESTANO E SCRIVONO AL PRESIDENTE E AL DIRETTORE GENERALE DELLA RAI


RAI TRIESTE e
MINORANZE LINGUISTICHE
 
QUANDO RAI TRIESTE RISPETTERA'
L'ART. 6
 DELLA COSTITUZIONE ITALIANA?
 
QUANDO L'INFORMAZIONE
ANDRA' OLTRE BARCOLA (TRIESTE)
E SARA' TERRITORIALMENTE EQUILIBRATA?


 
………….
 
 
RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO:
 
 
 
Assemblee de Comunitât
Linguistiche Furlane

lì dal Comun di Cjarlins - Place S. Roc, 24 – 33050 Cjarlins.

Prot. 5187

Carlino, li 23 ottobre 2018



Al Presidente della RAI
Marcello Foa

Al Direttore Generale della RAI
Fabrizio Salini

Alla RAI — Sede Regionale
per il Friuli - Venezia Giulia
Direttore Guido Corso

e, per conoscenza,

al Presidente della Regione
Friuli - Venezia Giulia
Massimiliano Fedriga

alla Giunta regionale

ai Consiglieri regionali

Ai Senatori e Deputati
del Friuli — Venezia Giulia

 

Oggetto: Sedi RAI regionale: impegno nel rafforzamento e nella valorizzazione dell'informazione e delle strutture a tutela delle minoranze linguistiche regionali.

Con la presente il sottoscritto Presidente della Comunità linguistica friulana e i sottoscritti sindaci aderenti alla Comunità medesima rappresentano la loro adesione ai contenuti della mozione approvata dal Consiglio regionale all'unanimità lo scorso 26 luglio relativa alla necessità di un importante impegno per il rafforzamento e la valorizzazione dell'informazione e delle strutture a tutela delle minoranze linguistiche regionali.

Con suddetta mozione il Consiglio regionale ha impegnato la Giunta regionale, da un lato, a dare attuazione alle previsioni normative relative alla promozione delle culture e alla tutela delle minoranze linguistiche presenti in regione, dall'altro, a potenziare e valorizzare la sede redazionale di Udine e la sede di corrispondenza di Pordenone, al fine di garantire trasmissioni radiofoniche e televisive in lingua friulana per una programmazione oraria almeno pari a quella riconosciuta alla lingua slovena.

Pur tuttavia spiace constatare che, a fronte di un importante e apprezzato impegno portato avanti dal Consiglio regionale in modo compatto, la Rai regionale non abbia ancora dato alcun apprezzabile segno di condivisione di tali contenuti e impegni che, comunque, nascono e si muovono all'interno di un quadro normativo articolato e ben strutturato.

Infatti, all'avvio della programmazione radio-televisiva autunnale, non si constata alcuna variazione e, al contrario, si ravvisa una immutata carenza di contenuti in lingua friulana e in lingua tedesca e un indebolimento dei servizi del telegiornale regionale dedicati alle notizie relative ai territori di Udine, Gorizia e Pordenone.

I firmatari della presente, in attesa dell'aggiornamento e della successiva sottoscrizione della Convenzione tra Stato e RAI, chiedono alla RAI regionale di garantire, fin da subito, una serie di azioni concrete a dimostrazione di un impegno fattivo per la tutela e valorizzazione della lingua friulana e tedesca, nonché di garantire un'informazione teleradiogiornalistica equilibrata rispetto a tutti i territori della regione.


Diego Navarria

Sindaco di Carlino

Presidente dell'Assemblea della Comunità Linguistica Friulana



Hanno espressamente comunicato la sottoscrizione al presente documento i seguenti sindaci:

Pietro Fontanini - Sindaco di Udine
Daniele Sergon - Sindaco di Capriva del Friuli
Daniele Chiarvesio - Sindaco di Fagagna
Geremia Gomboso - Sindaco di Lestizza
Sergio Michelin - Sindaco di Varmo
Francesco Del Bianco - Sindaco di S. Martino al Tagliamento
Aldo Daici - Sindaco di Artegna
Roberto Fasan - Sindaco di Torviscosa
Pietro Gerometta - Sindaco di Vito d'Asio
Giorgio Baiutti -  Sindaco di Tricesimo
Ivan Donati - Sindaco di Sedegliano
Andrea De Nicolò - Sindaco di Precenicco
Ermes Petris - Sindaco di Sauris
Monica Bertolini -Sindaco di Campoformido
Roberto Mattiussi - Sindaco di S. Giorgio di Nogaro
Gianluca Casali - Sindaco di Martignacco
Roberto Trentin - Sindaco di Premariacco
Andrea Bellavite - Sindaco di Aiello del Friuli
Antonio Ferrarin - Sindaco di Arba
Raffaella Perusin - Sindaco di Chiopris Viscone
Massimo Mentil - Sindaco di Paluzza
Enrico Odorico - Sindaco di Sequals
Stefano De Antoni - Sindaco di Comeglians
Simone Peruzzi - Sindaco di Dogna
Valter Braida - Sindaco di S. Giovanni al Natisone
Marco Del Negro - Sindaco di Basiliano
Marco Vittori - Sindaco di Sagrado
Flavio Del Missier - Sindaco di Clauzetto
Giacomo Urban - Sindaco di Tramonti di Sopra
Giuseppe D'Antoni - Sindaco di Mereto di Tomba
Daniele Di Gleria - Sindaco di Paularo
Igor Godeas - Sindaco di Medea
Pietro Valent - Sindaco di S. Daniele del Friuli
Riccardo Zuccolo - Sindaco di Dignano
Umberto Colombo - Sindaco di Moraro
Valerio Del Negro - Sindaco di Coseano
Luca Ovan - Sindaco di Colloredo di Monte Albano
Roberto Pirrò - Sindaco di Moruzzo
Laura Sgubin - Sindaco di Fiumicello Villa Vicentina
Juri Del Toso - Sindaco di Castelnovo del Friuli
Francesca Papais - Sindaco di Zoppola
Sandro Rovedo - Sindaco di Frisanco
Luigi Gonano - Sindaco di Arta Terme
Gabriele Spanghero - Sindaco di Aquileia
Enrico Basaldella - Sindaco di Moimacco
Augusto Picco - Sindaco di Trasaghis
Renzo Lunazzi - Sindaco di Verzegnis
Cristina Masutto - Sindaco di Campolongo Tapogliano
Gianluca Maiarelli - Sindaco di Tavagnacco
Marcello Del Zotto - Sindaco di Sesto al Reghena
Andrea Dri - Sindaco di Porpetto
Gianni Giucovaz - Sindaco di S. Quirino
Franco D'Altilia - Sindaco di Palazzolo dello Stella
Mauro Steccati - Sindaco di Tarcento
Markus Maurmair - Sindaco di Valvasone Arzene
Rosetta Facchin - Sindaco di Tramonti di Sotto
Lavinia Clarotto - Sindaco di Casarsa della Delizia
Luca Picco - Sindaco di Flaibano
Giorgio Sincerotto - Sindaco di Buttrio
Battista Molinari - Sindaco di Zuglio
Andrea Carli - Sindaco di Maniago
Cristina D'Angelo - Sindaco di Rive d' Arcano
Mario Anzil - Sindaco di Rivignano Teor
Bruno Razza - Sindaco di S. Lorenzo Isontino
Giovanni Battista Bossi - Sindaco di Bicinicco
Enzo Giardini - Sindaco di Dolegna del Collio
Franco Lenarduzzi - Sindaco di Ruda
Manuela Celotti - Sindaco di Treppo Grande
Manfredi Michelutto - Sindaco di Ronchis
Daniela Briz - Sindaco di Remanzacco
Roberto Felcaro - Sindaco di Cormons
Eleonora Viscardis - Sindaco di Bertiolo
Cristina Visintin - Sindaco di Mariano del Friuli
Oreste Vanin - Sindaco di Meduno
Davide Furlan - Sindaco di Romans d'Isonzo
 
…………….
 
Il "Comitato per l'autonomia  e  il  rilancio del Friuli"  appoggia  le legittime proteste dell'Assemblea della Comunità linguistica friulana e ringrazia il suo Presidente - Diego Navarria - per averci concesso la pubblicazione del documento inviato sia a Roma che a Trieste.
 
 

venerdì 26 ottobre 2018

"UNIVERSITA' DEL FRIULI: I DATI CHE LA POLITICA REGIONALE CONTINUA A NASCONDERE!" - COMUNICATO STAMPA


 
 
 


Comunicato stampa

  26 ottobre 2018



Università del Friuli:
 
i dati che la politica regionale
 
continua a nascondere!

 
Quanto vale il sottofinanziamento dell'Università del Friuli rispetto a quello relativo a Trieste? E' una domanda che tutti i politici regionali dovrebbero fare poiché non vi sono ragioni valide per accettare che lo Stato finanzi Trieste con € 87.312.964 (5.828 € per ognuno dei suoi 14.980 iscritti) mentre in Friuli arrivino solo € 73.133.178 (4.799 € a studente, dati rilevabili dalle tabelle del FFO del Ministero per il corrente anno accademico).
Cioè uno studente di Udine vale, per lo Stato, 1029 € in meno che a Trieste. Perché?

Il   dato  non  è  relativo  solo   a  quest'annodal  1994  ad oggi  la differenza  nei finanziamenti ammonterebbero complessivamente all'astronomica  cifra di  € 736.008.984 che sarebbero potuti diventare stipendi, investimenti, fondi per la ricerca, ovvero avremmo più laureati e meno fughe di giovani friulani verso l'estero. Non pretendiamo, come Comitato, di pretendere “prima i friulani” ma così abbiamo uno Stato-matrigna verso una università voluta dai cittadini!

Sarebbe certamente opportuno, visto che se ne è parlato per altri temi, che l'assessore regionale competente proponga una raccolta di firme dei parlamentari regionali su un emendamento da inserire in Finanziaria!

Si può ben comprendere la difficoltà in cui devono muoversi i Rettori a Udine, con meno risorse e con una costante pressione da Trieste che moltiplica le proprie istituzioni universitarie e parauniversitarie con le relative risorse, e l'idea di una Fondazione regionale che serva a coordinare, e quindi a redistribuire risorse e competenze potrebbe sicuramente essere utile ma... anche in questo caso suggeriamo di seguire il detto “pagare moneta, vedere cammello”: prima l'equiparazione delle risorse e dei criteri di rappresentanza nell'ipotetica Fondazione, certamente utile anche per l'ateneo di piazzale Europa, e solo poi atti concreti, poiché non vorremmo che gli squilibri permangano mentre Udine vale uno e Trieste tre.

per il Comitato per l'Autonomia e il Rilancio del Friuli 
 
il presidente 
 
Paolo Fontanelli