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giovedì 30 luglio 2015

STOP ALLA VERGOGNOSA CAMPAGNA STAMPA DI TERNA CONTRO I FRIULANI


 
FRIULI

ELETTRODOTTO TERNA

STOP ALLA VERGOGNOSA
 
 CAMPAGNA DI STAMPA DI TERNA
 
CONTRO I FRIULANI
...............

 
CONFERENZA STAMPA
DEL 30 LUGLIO 2015
Udine - Palazzo della regione
 

Dal sito internet

del settimanale

LA VITA CATTOLICA
 
 


Elettrodotto. Conferenza stampa di comitati e sindaci: vogliono metterci i piedi in testa»
 
Stop alla vergognosa campagna di stampa di Terna contro i Friulani
 
"Sfido il presidente di Confindustria Bono ad un dibattito pubblico sull’elettrodotto”: Aldevis Tibaldi, leader del Comitato per la vita del Friuli rurale, reagisce così alla dura campagna mediatica partita dopo la bocciatura da parte del Consiglio di Stato dell’iter autorizzativo dell’’elettrodotto Udine Ovest-Redipuglia, ispirata da Terna che parla di “manina antimpresa”, di “opere bloccate per vizi di forma”, di “rischio blackout” e di sviluppo a rischio.   
Tibaldi: «Pretendono il servaggio del Friuli»
Nella conferenza stampa appositamente convocata sciorina dati incontrovertibili. Non c’è alcun rischio di blackout perché Il Friuli-V.G. è in una situazione di surplus energetico, come confermano anche i dati della Regione, tanto che la modernissima “centrale Edison di Torviscosa lavora al 20-30% delle sue potenzialità”, spiega Tibaldi. L’energia costa di più in Italia? “Colpa delle tasse, che gravano sul 35% del costo dell’elettricità. Gli elettrodotti interrati non si possono fare? “Ne hanno realizzato uno che valica i Pirenei tra Francia e Spagna e l’Unione Europea lo ha finanziato con oltre 200 milioni di euro” ha riferito Tibaldi: “Vogliono realizzare queste forche caudine per certificare il servaggio del Friuli. Dedicherei altri 8 anni della mia vita per difendere la dignità del Friuli”.
Esposto in Procura anche contro la Regione
E Tibaldi annuncia una raffica di esposti: alle Procure di Udine e Gorizia per chiedere di valutare il comportamento della Regione, che avrebbe ignorato nelle varianti di piano per la stazione elettrica di Udine Sud e l'attraversamento del Torre a Villesse le risultanze delle istruttorie dei suoi stessi uffici; all’Autorità per l’energia, chiedendo che Terna non ricarichi sulle bollette i costi per lo stop all’elettrodotto; contro Terna per procurato allarme, per le “pressioni terroristiche” paventando un rischio blackout.
Ricorso di Terna in Cassazione? Una bufala
L’avvocato Matteo Ceruti dal canto suo ha smentito le possibilità di un ricorso in Cassazione per Terna: “E’ possibile solo in caso di difetto di giurisdizione”, ovvero se il Consiglio di Stato avesse invaso le competenze del giudice ordinario o dell’amministrazione pubblica. Oppure in caso di “ricorso per revocazione, nel caso il Consiglio di Stato abbia emesso la sentenza sulla base di documenti completamente falsi o errati. Nessuno dei due casi sembra incorrere per l’elettrodotto. La sentenza, spiega Ceruti, non è basata su carenze formali ma su un’opera “macroscopicamente illegittima”. Sulla base dei rapporti della Soprintendenza regionale, quest’opera non solo “era incompatibile con il paesaggio, ma si configurava come deturpamento dell’ambiente, reato sancito dal Codice penale. Tutto il processo autorizzativo è stato annullato, a partire dalla dichiarazione di pubblica utilità, presupposto per gli espropri. L’opera quindi va abbattuta. “C’è stata una anomala accelerazione dei lavori dopo la discussione della causa in aprile – ha sottolineato l’avvocato – in attesa del deposito della sentenza, avvenuto la settimana scorsa. La società ha deciso, a suo rischio, una accelerazione. E ora è giusto che sopporti i costi delle opere incautamente realizzate”. Inoltre, spiega Ceruti, è stato chiesto a Terna un preciso piano di messa in sicurezza dei cantieri per evitare facili elusioni della sentenza”.

Il sindaco di Mortegliano: «Basta terrorismo»
Spero che si esca dalla fase delle dichiarazioni allarmistiche e terroristiche – ha evidenziato il sindaco di Mortegliano, Alberto Comand - . Sono dichiarazioni poco decorose per chi le fa. Poteri forti e politica vogliono calpestare i diritti dei cittadini. Ma perché dovremmo tenerci un danno così?”.
Il sindaco di Lestizza: «Mi vergogno di un certo sindacato»
Mi sono iscritto al sindacato all’età di 14 anni – ricorda il sindaco di Lestizza, Geremia Gomboso – e sentire le dichiarazioni dei sindacati, specie quelle dei Fania della Cisl a cui sono iscritto, mi lascia molto amareggiato. I cittadini devono avere tutte le carte in ordine anche per fare una piccola tettoia per la legna. E per queste opere dovremmo chiudere gli occhi?”
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Dal sito internet del settimanale LA VITA CATTOLICA:  
Palazzo della Regione – Udine -  Conferenza stampa del 30 luglio 2015
 
Intervento di Ferdinando Ceschia. Segretario Generale UIL di Udine e provincia


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Il dibatit su "Radio Onde furlane" di sabide 1 di Avost su l’Eletrodot Terna/Il dibattito su "Radio Onde Furlane" di sabato 1 agosto su l'Elettrodotto Terna. 


 
Buine scolte/Buon ascolto!

domenica 26 luglio 2015

ELETTRODOTTO TERNA - IL CONSIGLIO DI STATO ACCOGLIE IL RICORSO "PER VIZI DI ECCESSO DI POTERE E DIFETTO DI MOTIVAZIONE"


ELETTRODOTTO "TERNA" - FRIULI
 
"CONSIGLIO DI STATO"
 
ACCOLTO IL RICORSO PER:
 
"VIZI DI ECCESSO DI POTERE
 
 E DIFETTO DI MOTIVAZIONE"
 
..................

N. 03652/2015REG.PROV.COLL
N. 06347/2014 REG.RIC.
N. 06348/2014 REG.RIC.
N. 06288/2014 REG.RIC.
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Consiglio di Stato
in sede giurisdizionale (Sezione Sesta)

ha pronunciato la presente

SENTENZA
sul ricorso numero di registro generale 6347 del 2014, (omissis)

contro

Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, Ministero per i beni e le attività culturali, Ministero dello sviluppo e, in persona dei rispettivi Ministri pro tempore, rappresentati e difesi per legge dall’Avvocatura generale dello Stato, domiciliataria in Roma, Via dei Portoghesi, 12;

Regione Friuli-Venezia Giulia; 

nei confronti di

Terna - Rete Elettrica Nazionale s.p.a., in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso dagli avvocati Elena Buson, Mario Esposito e Filomena Passeggio, con domicilio eletto presso l’avvocato Mario Esposito in Roma, Via Lattanzio, 66;

Terna Rete Italia s.p.a., in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso dall’avvocato Mario Esposito, con domicilio eletto presso il medesimo in Roma, Via Lattanzio, 66;

Omissis

15. Nel merito l’appello merita accoglimento.

Risulta fondato, in particolare, il secondo motivo di appello con cui si deducono, sotto diversi profili, vizi di eccesso di potere e difetto di motivazione in relazione al provvedimento con il quale il Ministero per i beni e le attività culturali (nota prot. 6440 del 24 febbraio 2011), mutando il precedente parere contrario della Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici del Friuli - Venezia Giulia (espresso nella nota prot. 10889 del 24 novembre 2010), ha espresso parere favorevole sul progetto di elettrodotto con l’unica condizione di spostare il tratto di elettrodotto previsto nell’area golenale del fiume Torre.

16. Giova ricostruire con maggiore dettaglio questa fase del procedimento su cui si appuntano le censure dei ricorrenti.

La Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici del Friuli – Venezia Giulia aveva inizialmente espresso parere contrario all’intervento nelle aree oggetto di tutela ai sensi degli articoli 136 e 142, comma 1, lett. c) del d.lgs. 22 gennaio 2004, n. 42 (Codice dei beni culturali e del paesaggio), rilevandone l’impatto negativo sul paesaggio consistente:

- nel deturpamento della scenografia di tratti di corridoi fluviali di elevato valore paesaggistico del torrente Comor, del fiume Torre, del fiume Isonzo nonché della Roggia di Udine e delle Roggia Mille acque con la irruzione nel campo visivo di sostegni e di cavi, che costituiscono elementi anomali, per consistenza ed altezza, rispetto alla matrice agricola e naturalistica del paesaggio e che, inoltre, in nove casi, avendo un’altezza superiore a 61 metri, dovrebbero, per rispettare le norme di sicurezza del volo a bassa quota, presentare una verniciatura bianca e arancione nel terzo superiore;

- in un rilevante esbosco di specie arboree di valore paesaggistico, oltre che naturalistico ed ecologico.

Sulla base di questi rilievi, la Soprintendenza aveva, quindi, proposto l’interramento dell’elettrodotto nelle fasce sottoposte a tutela paesaggistica.

Successivamente però, con l’atto impugnato (nota prot. 6440 del 24 febbraio 2011), il Ministero per i beni e le attività culturali (di seguito anche solo MIBAC), “considerata l’impossibilità di realizzare l’elettrodotto in cavo [sotterraneo] nelle zone sottoposte a tutela paesaggistica, come chiarito dalla società Terna s.p.a.”, mutando avviso si esprimeva favorevolmente, ponendo come unica condizione che il tratto di elettrodotto del fiume Torre venisse spostato all’esterno della fascia di elevato valore paesaggistico.

17. Gli appellanti lamentano che questo mutamento di giudizio (non assistito da adeguata motivazione) si rivelerebbe contraddittorio ed irragionevole, ed evidenziano – criticando, sotto questo specifico profilo, la sentenza appellate anche per il vizio di omessa pronuncia rispetto alla censura proposta in primo grado – che il parere favorevole del Ministero, anche a prescindere dal ripensamento rispetto al precedente parere negativo, sarebbe, comunque, in sé affetto da vizi di sviamento di potere: infatti attraverso tale atto di assenso il MIBAC avrebbe illegittimamente subordinato il perseguimento dell’interesse pubblico primario (alla tutela paesaggistica) affidato alla sua cura alla realizzabilità comunque dell’opera, quasi che l’an del progetto non potesse essere nemmeno posto in discussione.

18. Il Collegio ritiene che, nei termini che seguono, sussistano i denunciati profili di sviamento di potere.
omissis

21. Quanto sopra risulta patentemente leso nel procedimento oggetto del presente giudizio, in cui il MIBAC – ponendo, per l’inequivoca logica interna al giudizio, la sua seconda valutazione in comparazione con altri interessi pubblici - si è spinto ultra vires rispetto al compito assegnatogli dalla legge e ha di fatto abdicato, sulla soverchiante base di un suo inammissibile bilanciamento con altri interessi, ad esercitare correttamente l’indeclinabile funzione di tutela di cui è esso per legge titolare.

omissis

23. Qui è sufficiente rilevare l’evidenza dell’eccesso di potere che inficia il parere favorevole espresso dal MIBAC con la nota n. 38241 del 20 dicembre 2010. In tale provvedimento, invero, il MIBAC, disattendendo la precedente posizione negativa espressa con il parere della Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici del Friuli - Venezia Giulia con nota prot.n. 10889 del 24 novembre 2010, fonda il mutamento di giudizio esclusivamente sulla considerata impossibilità di realizzare l’elettrodotto in cavo [sotterraneo]”: con ciò muovendo dalla considerazione non già dello stretto interesse paesaggistico, ma dall’interesse, da esso stesso fatto superiore, alla realizzazione dell’opera: cosa che non è di sua cura.

In pratica violazione, quindi, della propria funzione....

Omissis
24. Non basta: la riscontrata impossibilità di soluzioni tecniche alternative non è stata oggetto di adeguata motivazione ad opera del parere, che sotto questo profilo si limita a richiamare e a recepire senz’altro le considerazioni svolte da Terna che ha proposto il progetto. Vizio, anche questo, sufficiente a concretare l’invalidità degli atti, perché sarebbe comunque stato obbligo del MIBAC svolgere la relativa indagine ed esternare le ragioni della sua specifica nuova valutazione.

omissis 
25. Il procedimento che ha condotto ad esprimere la valutazione positiva di compatibilità ambientale e, successivamente, all’approvazione del progetto definitivo risulta, quindi, viziato in radice perché è mancata una logica ed attendibile acquisizione del fondamentale giudizio tecnico del MIBAC circa l’oggetto istituzionale della sua cura, pretermesso e sacrificato dalla stessa Amministrazione chiamata a occuparsi della sua tutela.

Insomma, lo sviamento che inficia il parere sul progetto di elettrodotto porta a rilevare che è mancato, nella sostanza, il razionale espletamento di una fase procedimentale obbligatoria.
omissis

27. Alla luce delle conclusioni che precedono, gli appelli vanno accolti e, per l’effetto, in riforma della sentenze appellate, vanno accolti, nei limiti indicati, i ricorsi proposti in primo grado dagli odierni appellanti.

La particolare complessità della vicenda sottesa al presente contenzioso giustifica l’integrale compensazione delle spese del doppio grado di giudizio.

P.Q.M.

Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Sesta), definitivamente pronunciando sugli appelli, come in epigrafe proposti, ne dispone la riunione e li accoglie; per l’effetto, in riforma delle sentenze appellate, accoglie, nei limiti di cui in motivazione, i ricorsi proposti in primo grado.

Spese del doppio grado compensate.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.
OMISSIS
23 luglio 2015
...................
 

COMMENTO DELLA REDAZIONE DEL BLOG:
 
NESSUNA RIFLESSIONE SULLA STAMPA LOCALE E DA PARTE DELLA POLITICA REGIONALE SULLA GRAVITA' DELLE MOTIVAZIONI CHE HANNO GIUSTAMENTE PORTATO IL CONSIGLIO DI STATO AD ACCOGLIERE I RICORSI?

E IL PAESAGGIO RURALE NON E' FORSE MERITEVOLE DI TUTELA?

 E CHE DIRE DI QUESTA AFFERMAZIONE (CONFERMATA DA MOLTI) , DATATA 13 LUGLIO 2012 E COPIA/INCOLLA DAL SITO DELLA CISL-UDINE?

 «Non è vero che in Friuli manca energia. Un terzo di quella che transita (1 miliardo di Kw/ora nel 2010) non viene utilizzata in loco, ma esportata»; quello di Redipuglia - Udine Ovest è solo uno dei progetti di elettrodotto che si stanno movendo (ad esempio uno prevede di passare dalla Slovenia per le Valli del Natisone sino a Udine)."

http://www.cisludine.it/Archivio-Articoli/Cgil-quante-bugie-sull-energia!-Dura-polemica-nei-sindacati-sugli-elettrodotti.-Venerdi-13-Luglio-2012
 
Così il quotidiano IL FATTO QUOTIDIANO commenta il 24 luglio 2015 la sentenza del Consiglio di Stato:
 
 
 
 
TITOLO -  Friuli, bocciato megatraliccio sull’Isonzo. ‘Il Ministero non faccia interessi diversi’
 
 
(...) La sentenza è bella da leggere perché afferma una serie di principi importanti in materia di tutela del paesaggio (...).

Nell’esercizio della funzione di tutela spettante al MIBAC – si legge nella sentenza – l’interesse che va preso in considerazione è solo quello circa la tutela paesaggistica, il quale non può essere aprioristicamente sacrificato dal MIBAC stesso, nella formulazione del suo parere, in considerazione di altri interessi pubblici la cui cura esula dalle sue attribuzioni”.
 
E in una stagione dove non si capisce più chi fa l’interesse pubblico quando si parla di ambiente, pare un buon principio"
 
................
 
LEGGI TUTTA LA SENTENZA
 
Da Facebook - Comitato per il Friuli rurale
 

giovedì 26 dicembre 2013

ELETTRODOTTO TERNA "REDIPUGLIA-UDINE OVEST" - TRA IL 15 E IL 17 GENNAIO ATTESO PRONUNCIAMENTO DEL TAR DEL LAZIO



Dal sito internet del settimanale
“LA VITA CATTOLICA”
20.12.2013

Al Tar del Lazio
scontro decisivo
sugli elettrodotti

L'udienza prevista tra il 15 e il 17 gennaio. Tante le frecce nell'arco dei «Forconi friulani»

È atteso tra il 15 e il 17 gennaio prossimi il pronunciamento del Tar del Lazio sul ricorso di 7 comuni e circa 200 cittadini contro il progetto dell'elettrodotto Redipuglia-Udine Ovest.
E proprio per l'udienza decisiva, gli oppositori al progetto hanno preparato dei «rendering» molto eloquenti (costruiti con rigore scientifico) dell'impatto visivo della mega linea elettrica, soprattutto nei punti in cui essa costituirà il triste biglietto da visita della regione per circa 14-15 milioni di persone che transitano sulla A4 sul ponte sull'Isonzo, nelle vicinanze del sacrario di Redipuglia, oppure i turisti che visiteranno il futuro sito Unesco di Palmanova.
Lo rende noto Aldevis Tibaldi, leader del Comitato per la vita del Friuli rurale che è il «catalizzatore» delle proteste contro l'elettrodotto. Anzi, è d'obbligo dire, gli elettrodotti. Tre giorni dopo il via libera (l'11 ottobre) definitivo della Regione alla grande infrastruttura di trasporto dell'energia che attraverserà 14 Comuni della Bassa Friulana, la Commissione europea dava il disco verde a 248 progetti prioritari (cioé strategici) di prossima attuazione, di cui ben 4 in Friuli, ha ricordato Tibaldi: oltre al Redipuglia-Udine Ovest, il Würmlach-Somplago (lungo tutta la valle del Bût), l'Okroglo-Udine Ovest (che attraverserà Cividale e le Valli del Natisone) e poi una novità assoluta, il Divača-Salgareda, 150 km di lunghezza dal Veneto alla frontiera slovena, «di cui in Regione non esiste uno straccio di progetto o di tracciato, mentre in Veneto tutto è già definito nei dettagli», ha denunciato Tibaldi. Tra l'altro, questa linea dovrebbe essere completamente interrata, mentre Terna ha fino ad ora negato ogni possibilità di interramento aggrappandosi a confusi e nebulosi presunti «impedimenti tecnici». (…)

Continua a leggere
Sul sito del settimanale
La Vita Cattolica


martedì 29 ottobre 2013

PENDOLARI E TRENI ALTA VELOCITA' VENEZIA-TRIESTE



PENDOLARI
e
TRENI AD ALTA VELOCITA’
VENEZIA –TRIESTE

DAL COMUNICATO STAMPA n. 314 DEL COMITATO PER LA VITA DEL FRIULI RURALE  - 27/10/2013

IL TRASPORTO IN FVG PRESO A MODELLO

 (…)  il 23 abbiamo preso il treno Mestre Udine delle 19.16 e…
(…) E’ stato come tuffarsi in un film del neorealismo, quando i pochi treni venivano presi d’assalto da un popolo assetato di futuro. A Mestre, in mezzo ad una folla di pendolari e, senza nemmeno un copione, siamo dunque penetrati in un treno che al suo arrivo era già stracolmo di passeggeri.
Un treno da terzo mondo, (…) : uno schiaffo alla dignità di un Paese che continua ad essere ingannato con lo specchietto delle allodole dell’Alta Velocità.
Ma non basta: a bordo non c’era uno straccio di orario che ti indicasse il percorso, né un solo avviso audio ad annunciare l’approssimarsi di stazioni che restavano anonime, buie e prive di quelle insegne che ti aiutano a capire dove ti trovi. Nelle due ore di viaggio un solo annuncio audio a dirti che i lavori in corso potrebbero procurare possibili ritardi: riguardano un altro percorso rispetto a quello che hai creduto di intraprendere e allora ti assale l’angoscia di aver sbagliato treno e di aver sbagliato di nascere in questa Regione. (...)
Non ti rimane che guardarti attorno e scopri un popolo, che non ride, vinto più dal logoramento psichico che dalla stanchezza fisica. Ti dicono che è sempre così e qualche volta anche peggio. Ma poi abbassano gli occhi e tu capisci che per loro non c’è nulla da fare, che sono in balia alla più cupa delle rassegnazioni. Capisci che sono consumati dalla quotidiana umiliazione di esse trattati come delle bestie. (...)
(…) Allora ti assale il ricordo dei treni inglesi che hai usato sino a poche ore prima. E ti sovviene il loro lindore, la loro puntualità, la educazione degli addetti, l’attenzione dedicata alla sicurezza, alla costante informazione e all’assistenza dei più deboli. (…)
E’ la metastasi del sistema e chi in questa Regione si è arrogato il diritto esclusivo di decidere, sguazza nella generale rassegnazione e nell’accondiscendenza dei mezzi di informazione. (…).
Denunci chi continua a sostenere la TAV e non si preoccupa di potenziare la linea esistente, di far funzionare una stazione e quell’ascensore che renderebbe possibile l’accesso al treno ai portatori di handicap. Capisci, infine, come mai l’attrattività turistica dell’Italia sia precipitata al ventisettesimo posto al mondo e non al primo, come potrebbe e dovrebbe. (…)
Tibaldi Aldevis
Comitato per la Vita del Friuli Rurale

domenica 14 ottobre 2012

ELETTRODOTTO REDIPUGLIA-UDINE OVEST - RICORSO AL TAR DEL LAZIO



ELETTRODOTTO
REDIPUGLIA-UDINE OVEST
Ricorso al TAR del Lazio
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Riceviamo e pubblichiamo:

Sabato 13 ottobre 2012
(…) La raccolta dei mandati al legale incaricato dal ricorso al TAR del Lazio vola verso un traguardo insperato. Con un centinaio di proprietari direttamente coinvolti e quanti possibile, "semplicemente" Friulani, che si sentono offesi da un'opera che deturpa la propria Terra e ne vincola il destino, il ricorso si annuncia unico in Italia per numero di consensi. Dateci una mano a raccogliere le deleghe al legale e dare una dimostrazione storica!
Grazie per il vostro prezioso sostegno
e saluti fraterni.
Aldevis Tibaldi
Comitato per la Vita del Friuli Rurale
(cell. 330998268)
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RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO
COMUNICATO STAMPA
N. 213 - 11/10/2012

Elettrodotto Redipuglia-Udine ovest e dintorni
GHERGHETTA DICE NO una sonora disapprovazione  della giunta provinciale di Gorizia alla decisione di Tondo di avvallare la realizzazione dell’elettrodotto Redipuglia Udine ovest.

La delibera di Giunta emessa nella giornata di ieri non lascia dubbi sulla volontà della Provincia di Gorizia di ostacolare in ogni modo la realizzazione di un'opera anacronistica pretesa da procedure e modalità connotate da plateali vizi di legittimità. La determinazione della Provincia impegnata sin dai primi momenti al rinvenimento di una soluzione all’altezza dei tempi e della qualità ambientale del territorio regionale tradisce una determinazione che all’occorrenza pare determinata a ricorrere al TAR avverso il Decreto di Compatibilità Ambientale emesso dall’allora Ministro per l’Ambiente Stefania Prestigiacomo.
Un azione legale a fianco dei sindaci decisi a resistere (hanno già sottoscritto il mandato al legale Matteo Ceruti i sindaci di Mortegliano, S. Vito al Torre,  Lestizza, Trivignano, Palmanova) e insieme ad una fiumana di agricoltori che sotto l’egida del Comitato per la Vita del Friuli si apprestano a difendere i propri diritti con una azione legale parallela.
Ciò nonostante il vertice regionale, a conferma di un assenso già dato da Tondo nel chiuso di una trattoria romana sin dal 3 luglio 2009 e delle promesse fatte ad un ceto di industriali in vena di ricatti occupazionali, vorrebbe dare il consenso all’opera, ma solo dopo la resa dei sindaci.
Per avere la botte piena e la moglie ubriaca sta brigando in ogni modo possibile per abbagliarli con le compensazioni, con il ricattatorio presupposto di ottenere i famigerati quattrini solo a costo di recedere dal proposito di ricorrere al TAR.
In affanno, davanti alla fermezza di alcuni e del mondo rurale nel suo complesso, le riunioni per ammorbidire i primi cittadini si susseguono febbrili, ma senza l’esito sperato.
Li vogliono prender per fame e già li hanno nuovamente convocati per il 19 ottobre.

Comitato per la Vita del Friuli Rurale
Via Volta 10 Porpetto UD cap 33050
(tel. 330998268)
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Per aiutare il

Comitato per la Vita del Friuli Rurale
nella sua battaglia in difesa del Friuli
con offerte libere, si può contribuire alla raccolta dei fondi necessari all'azione legale degli agricoltori. 

Banca di Cividale Spa, Filiale di Povoletto
IBAN IT58 X 05484 64110 032570415458
Fronte Friulano, causale Elettrodotto

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sabato 30 giugno 2012

DOSSIER - ELETTRODOTTO TERNA "REDIPUGLIA-UDINE OVEST E DINTORNI": LA CGIL REGIONALE SPOSA E FA SUA UNA BATTAGLIA SINDACALE DI RETROGUARDIA



"DOSSIER"
ELETTRODOTTO “AEREO”
TERNA
“Redipuglia-Udine ovest e dintorni”
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IL “TRIESTINO” FRANCO BELCI
SEGRETARIO REGIONALE CGIL
SPOSA E FA SUA
UNA BATTAGLIA SINDACALE DI RETROGUARDIA

Franco Belci, nato a Trieste nel 1951,
laureato in lettere.
Segretario generale dal maggio 2008
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IL FRONTE SINDACALE

CISL E UIL
CHIEDONO
GARANZIE AMBIENTALI
“IL PROGETTO PUO’
 ESSERE MODIFICATO”

Udine, la posizione della CGIL diverge dal CISL e UIL su un punto fondamentale: quello relativo alla possibilità di adeguare il progetto Terna, tenendo conto delle riserve espresse dai sindaci dei paesi interessati dalla presenza dei tralicci. In poche parole la possibilità di interramento della linea o, ed è la proposta che sta prendendo maggiormente piede, quella del potenziamento di quella già esistente.
ROBERTO MURADORE (CISL) parla di una ministra preparata senza dirci gli ingredienti e adesso vorrebbero farcela mangiare. No Grazie”.
FERDINANDO CESCHIA (UIL) ricorda l’opposizione del sindacato alle proposte dell’ex assessore “illiano” Sonego riguardo al cementificio di Torviscosa: anche allora si disse che non c’erano possibilità. O così o la disoccupazione. Non è vero, le alternative ci sono, basta volerle.

Articolo pubblicato su il Gazzettino (Udine)
sabato 30 giugno 2012
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L’ELETTRODOTTO
“AEREO” TERNA
 IN VENETO

Il prossimo 7 giugno 2012, tutta la cittadinanza è invitata alla conferenza “Super elettrodotto Terna: facciamo il punto della situazione” che si terrà a Quinto di Treviso alle ore 20.45, presso il centro congressi dell’hotel BHR, in Via Postumia Castellana n. 2. (…)

Il dibattito riguarderà il super elettrodotto da 380.000 volt che Terna ha intenzione di costruire tra i Comuni di Scorzè (VE) e Volpago del Montello (TV), per un percorso complessivo di circa 35 km di cavi ad altissima tensione, che attraverseranno i Comuni di Venezia, Scorzè, Martellago, Zero Branco, Morgano, Quinto di Treviso, Paese, Trevignano e Volpago del Montello.

Si tratta di un’opera che i cittadini dei Comuni interessati non vogliono nel modo più assoluto, tanto è vero che già nel 2010 sono state raccolte più di 6.000 firme tramite una petizione per dire “No all’elettrodotto”. Ora, anche a Volpago (TV) i comitati locali hanno raccolto più di 1.000 firme per ostacolarne la realizzazione. (…)

 Per la realizzazione del suo progetto, Terna da tempo lavora col fiato sul collo degli Amministratori Locali e delle altre Autorità. Sappiano i Sindaci che non sono soli in questa battaglia, ma hanno tutto il mio appoggio ed il mio sostegno. Li invito, quindi, a partecipare alla conferenza”.

Ricordo che l’unica alternativa possibile e accettabile, che riduce l’impatto sul territorio e sulla salute dei cittadini, è quella di realizzare un elettrodotto interrato e lontano dai centri abitati, ovvero lungo l’autostrada A27.

Ufficio Stampa On. Andrea Zanoni
(europarlamentare IDV del Gruppo ALDE)


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IL MONDO POLITICO REGIONALE

(…) il segretario regionale della Lega Nord, Matteo Piasente, detta le (sue) regole per l’elettrodotto Udine-Redipuglia dalla cui realizzazione, ricordiamolo, dipende il futuro dell’aziende di Cargnacco: «L’elettrodotto dovrà affiancare l’autostrada e passare sottoterra».



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CAMERA DEI DEPUTATI
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/11838
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 471 del 04/05/2011
Firmatari
Primo firmatario: STRIZZOLO IVANO
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 04/05/2011

(…) il consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, nel corso del 2010, decideva di condividere la proposta di un elettrodotto interrato, quale universalmente veniva invocato, assegnando al presidente Tondo, il mandato di sostenere in ogni modo possibile l'interramento della linea;


(…) anziché attenersi scrupolosamente al mandato conferitogli dall'assemblea nella citata seduta del 4 febbraio 2010 e alle sovrane decisioni delle amministrazioni locali, la regione Friuli Venezia Giulia si è posta a sostegno della soluzione aerea voluta dalla Terna e, anzi cercava di presentarla come ineluttabile nel corso di un incontro avutosi con i primi cittadini dei territori attraversati e i presidenti delle due province contermini; (…)

LEGGI TUTTO IL TESTO DELL’INTERROGAZIONE PARLAMENTARE



…………….

LA “INT” FURLANE DE BASSE

COMUNICATO STAMPA
N. 117 - 29/6/2012
Elettrodotto Redipuglia-Udine ovest e dintorni

L’ELETTRODOTTO
E LA VACA DE PIRAGNA
ossia
UNA BATTAGLIA SINDACALE DI RETROGUARDIA

Dal punto di vista dell’impatto ambientale ci sembra che nel progetto di TERNA i benefici superino i disagi. Disagi che comprendiamo e che speriamo possano trovare una risposta, per quanto possibile, nel progetto esecutivo…
Si direbbero le parole opportuniste del solito Ciriani che pur nella sua disarmante incompetenza, ha l’alibi di dover tenere alto il vessillo berlusconiano piantato nel monopolio dell’energia. Invece, a parlare in questi termini è il segretario della CGIL regionale, che alibi non ha, per essere stato informato di tutto, che sembra arroccato all’interno della cittadella e, vittima della sindrome di Stoccolma, si è messo a parteggiare per chi ha il coltello dalla parte del manico e lo tiene in ostaggio con il ricatto occupazionale. 
Eppure il Comitato non aveva esitato ad incontrare i vertici del sindacato, confidando sul fatto che erano depositari di una tradizione di pratica democratica e difensori di chi non rinuncia a vivere da uomo libero anche una volta rincasato dalla fabbrica.
Ebbene, se i rappresentanti di CISL e UIL hanno subito manifestato la loro coerenza in dichiarazioni pubbliche, la CGIL ha preferito cedere la pelle dell’orso senza nulla chiedere in cambio, se non una generica e timida richiesta a non ridurre il personale e ad investire in regione…
La CGIL si è dunque spogliata dei suoi panni per vestire quelli del giudice ambientale e dare un via libera ad un opera… a prescindere. Cioè, senza sapere, nè voler sapere, quale fosse il reale fabbisogno energetico della ABS, né entro quando doverne disporre, né il prezzo che l’azienda sarebbe disposta a pagare per reggere la concorrenza con il mercato. A prescindere, lasciando alla mitologia il piano industriale, occupazionale… A prescindere dal fatto che l’Elettrodotto della Terna altro non è che una merchant line, al pari di quella della Carnia, e come tale può trasportare sulle nostre teste una quantità di energia che supera di gran lunga il fabbisogno del Friuli ed ogni iperbolica previsione di futuro sviluppo industriale.
A prescindere infine dal fatto che quella linea non è fatta per interagire con il territorio e che rappresenta nient’altro che un consolidamento di un monopolio centralista, sempre più soffocante e che non comporta alcuna riduzione della bolletta.
Al pari del Vicepresidente Ciriani che, una volta bacchettato dalla TERNA, continua ad occultare la possibilità di riabilitare e potenziare la linea esistente a 220 kV, Belci ignora la possibilità di accontentare ogni energivoro desiderio della ABS con la soluzione di gran lunga la meno costosa ed immediata.
La riunione indetta in Regione i giorni scorsi ha visto Tondo, Ciriani, Seganti e la super esperta in energia elettrica Brandi blandire i rappresentanti sindacali con ogni sorta di accattivanti prospettive e certificati di buona condotta: qualcuno c’è cascato, altri si sono sentiti presi in giro.    
Eppure, di tutto ciò la CGIL era stata edotta e, allora, a maggior ragione suona ancora più patetico l’invito ponziopilatesco a ricorrere per il futuro ad una autorità terza che dirima ogni contrasto. Un sollecito a futura memoria, ben sapendo che in un’Italia che non redige il Piano Energetico Nazionale non c’è nessun tecnico e nessuna autorità terza disposta a mettersi di traverso al monopolio imperante: tanto meno i burocrati della regione, troppo asserviti ai voleri dell’esecutivo di turno che li ha insediati; tutto ciò in un paese dove le morti dovute all’amianto o all’elettromagnetismo, per ben che vada, impiegano decenni per venire a galla, e con buona pace di tutti.   
Eppure, qualora la CGIL si volesse regalare una qualche certezza, potrebbe sempre fare ricorso alle memorie dei superesperti ingaggiati con i soldi pubblici della Regione, i quali, una volta incalzati da un semplice comitato di contadini, infine hanno dovuto testimoniare la fattibilità dell’interramento: il prof Barbesino e il prof. Iliceto; senza poi contare le evidenze internazionali e il parere fornito dalla più antica e prestigiosa società operante in campo mondiale sin dal 1898, giunta in regione su invito del Comitato già nel 2009.
Altro che autorità terze! In una regione dove si trova sempre una vacca a perdere disposta ad entrare nel guado, così da distogliere la residua legalità dal vigilare sul transito della mandria dell’affarismo!

Aldevis Tibaldi
Comitato per la Vita del Friuli Rurale
Via A. Volta 10 Porpetto UD cap 33050 (tel.330998268)

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