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venerdì 14 dicembre 2018

Friuli-VG: gastronomia regionale - la "VERA" jota non esiste!


Friuli- VG
Gastronomia regionale
 

"JOTA: QUANDO LA PAROLA

SI FA MINESTRA"

LA “VERA” JOTA

NON ESISTE!!

.........


Dallo splendido e documentatissimo saggio di Enos Costantini pubblicato sulla rivista edita dalla Regione Friuli-Venezia Giulia “TiereFurlane/Terra Friulana” 5 - Anno 2 Numero 2 del giugno 2010 da pagina 67 a pagina 72:

JOTA: QUANDO LA PAROLA SI FA MINESTRA”

Dalla Carnia all'Istria, da cibo per i poveri a emblema di una grande città

La prima attestazione della Jota in Friuli risale al 1432: nei cividalesi quaderni dei Battuti di quell'anno possiamo leggere fa uno buino iottho “fare una buona jota”. La -o finale non desti meraviglia: nel cividalese dell'epoca le parole femminili si chiudevano con questa vocale, esattamente come ancora succede a Rigolato (…).

L'aspetto geografico

La jota è, o era, nota da Collina di Forni Avoltri fino a Rijeka/Fiume. Per l'uomo della strada si tratta, ora, di un cibo caratteristico soprattutto della Carnia e di Trieste. In realtà era di tutto il Friuli e di tutta l'Istria. (…)

L'aspetto linguistico

Il nome sembra friulano, e a questa lingua viene assegnato dal Rosamani nel suo Vocabolario giuliano, e ad essa rimanda il Pinguentini nel Nuovo Dizionario del Dialetto triestino (…) . La parola in questione passò, quindi, dal friulano al veneto coloniale, e non fu certo l'unica. Passò pure allo sloveno (…). L'origine della jota, insomma è molto lontana. E' chiaro che la parola celtica è passata al latino ed è continuata nel friulano (…).

L'aspetto culinario

Le divagazioni geografiche e linguistiche di cui sopra ci portano a concludere che non si può parlare di una paternità della jota, né si può dire quella che è la “vera jota. (…). Quando alla jota “vera” non esiste; tutte le jota sono vere (…): Se guardiamo la ricetta della jota triestina “classica” non vi vediamo grosse differenze con la ricetta della jota istriana: si tratta sempre di fagioli, patate, capucci garbi (crauti), costine di maiale....(...). E non è molto diversa dalla jota goriziana o da certe jote carniche. (…)

LEGGI TUTTO IL SAGGIO

da pagina 67 a pagina 72
 

……………
 
 
BUON APPETITO
 
con la minestra "Jota",
comunque sia cucinata!

E complimenti all'autore del saggio, Enos Costantini, per averci raccontanto la storia di questa antichissima minestra, nata povera e senza padri, con una grande ed esauriente chiarezza espositiva e per la grande mole di documenti presentati nel suo saggio.
 
La Redazione del blog