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sabato 17 febbraio 2018

REGIONE FRIULI-VG: TRE MOZIONI SULLA SPECIALITA' REGIONALE, DEL TUTTO FUORI TEMPO E NEGATIVE.


REGIONE FRIULI-VG

Notizie dal consiglio regionale

CR: votate tre mozioni su specialità regionale (4)

14/02/2018, 13:39

(ACON) Trieste, 14 feb - MPB - All'attenzione dell'Aula tre mozioni sul tema della specialità regionale. I provvedimenti, dopo le singole illustrazioni, sono state trattati dall'Assemblea consiliare in una unica discussione generale, prima delle distinte votazioni (...).


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COMMENTO


Dome cumò? Solo adesso?


Le tre mozioni sul tema della specialità regionale discusse il 14 febbraio in Consiglio Regionale sono significative, in negativo, per vari motivi:
  • giungono a fine legislatura quando gli impegni proposti sono, evidentemente, solo slogan per la incombente campagna elettorale regionale;

  • nessuna delle tre affronta il vero problema e cioè la necessità di recuperare almeno una parte significativa dei tanti milioni che la regione ha regalato a Roma grazie ai due patti firmati da Tondo e Serracchiani. Quello che è il primo e vero problema (quello finanziario!!) non è nemmeno CITATO. Senza autonomia finanziaria è inutile parlare di autonomia speciale!!!!

  • Nessuna delle tre entra nel merito della situazione economica regionale che continua a segnare segni negativi e gravi disparità nel territorio regionale – vedasi dati CCIAA Udine -

  • Sembra assente dal dibattito la Sinistra, forse dispersa in un centralismo statalistico antistorico e inadeguato?

Sull'unica mozione approvata, la mozione nr. 314 presentata dal Pd, al di là della necessità che la Regione richieda le competenze sul sistema scolastico similmente al Trentino – Alto Adige, sembra già di leggere che l’autonomia speciale sia stata concessa per la particolare situazione internazionale di Trieste: quale storia si intenderà raccontare a scuola, quella irredentista di Trieste o quella che ci potrebbe raccontare don Placereani o Tessitori?

Speriamo che la campagna elettorale e le persone e le forze politiche del prossimo Consiglio regionale dimostrino più attenzione sui temi fondamentali del diritto all'autonomia, delle specificità dei territori che compongono questa terra, dell'assoluta esigenza che Roma restituisca il maltolto perchè non può esistere autonomia senza fondi a disposizione per attuarla.
 

Comitato per l'autonomia
e il rilancio del Friuli

IL DIRETTIVO

18 febbraio 2018
 
 

venerdì 29 dicembre 2017

Convegno del 15 dicembre 2017 - Quali i destini per l'autonomia friulana? INTERVENTO DI ROBERTO DOMINICI


 
 
 
 
Convegno su:

NELLA EUROPA DI OGGI SI DIFFONDONO MOVIMENTI AUTONOMISTI INEDITI: PERCHE'? CON QUALI PROSPETTIVE? QUALI I DESTINI PER L'AUTONOMIA FRIULANA?
 
INTERVENTO DI ROBERTO DOMINICI

Udine, 15 dicembre 2017

Colgo parte dell'articolato tema del convegno per alcune considerazioni e riflessioni inerenti la dimensione nazionale ed, in via più specifica, quella regionale e locale.

Mi chiedo innanzitutto: ha senso oggi parlare in Italia di autonomia regionale?

La mia risposta è assolutamente sì se non altro perché siamo in presenza di una marcata tendenza “centralista” statale, alimentata anche da una gestione politica ispirata, spesse volte, alla semplificazione con “accentramento” dei poteri decisionali che porta, di fatto, a più Stato ed a meno autonomia.

La “tendenza centralista” sarebbe risultata ancor più netta se con il referendum di un anno fa fosse stata approvata la riforma costituzionale allora proposta, riforma che avrebbe comportato una vera “involuzione” rispetto al disegno dei Padri costituenti:

  • le Regioni ordinarie sarebbero divenute ancor più ordinarie con la totale spogliazione delle cosiddette competenze “ripartite”, cioè “miste” Stato-Regione su tematiche di diretto interesse locale;
  • le Regioni speciali avrebbero mantenutosi lo status quo ma in via transitoria fino alla revisione del proprio Statuto da farsi con l' “intesa” tra soggetti “ineguali” e, aggiungo io, ispirandosi necessariamente alla “filosofia” di quella riforma che è, lo ripeto, di accentramento
  • le Regioni tutte sarebbero state sottoposte alla cosiddetta “clausola di supremazia” che avrebbe implicato la possibilità dello Stato, a suo unico giudizio, di “invadere”, caso per caso, pure la stretta e diretta competenza statutaria regionale.

Pericolo, dunque, scampato, ma non illudiamoci che la vocazione del “più Stato” sia morta.

C'è allora la necessità di vigilare sempre affinché l'autonomia regionale in generale sia salvaguardata, non sia compromessa, sia anzi potenziata, seguendo la linea che i problemi siano governati dalle istituzioni più prossime alla gente.

Con riguardo alla nostra realtà regionale, mi chiedo: ha senso la “specialità”?

Certo che sì. È vero: alcune motivazioni originarie (confine particolare) sono superate, altre però permangono (presenza di ben tre minoranze riconosciute), altre sono attuali (possibilità di una politica di cooperazione transfrontaliera nell'interesse anche italiano ed europeo).

Francamente non capisco perché la politica, di tanto in tanto, si interroghi su questo dando così l'impressione che siamo noi stessi ad esternare dubbi.

La specialità c'è ed il miglior modo di difenderla è quello di esercitarla fino in fondo con riguardo anche ai temi indicati poco fa in relazione dal Prof. Tellia.

Circa i nostri rapporti con lo Stato due sono i temi che il mondo autonomista dovrebbe con urgenza sollecitare per una definizione: la acquisizione della competenza in capo alla Regione in materia di istruzione ciò che consentirebbe di affrontare più compiutamente la questione dell'insegnamento della lingua friulana alla luce della sentenza della Corte Costituzionale sulla l.r. n.29 del 2007, e la revisione della compartecipazione tributaria della Regione, che, come ben sappiamo, è la più bassa tra le Regioni ad autonomia differenziata.

Giunti a questo punto dobbiamo porci un tema di fondo che attiene alla prospettiva per la nostra Regione: deve continuare come è ora o si può pensare a qualcosa di diverso? E cosa?

Credo che si debba pensare a qualcosa di “diverso”, guardando sì alle aspirazioni antiche ed a quelle attuali, ma specialmente, con molto realismo, alla praticabilità, politica ed istituzionale, delle proposte.

A mio giudizio andrebbe rivisto il “modo di essere” della Regione ed il suo rapporto con le autonomie locali: la Regione si occupi della legislazione, dell'alta programmazione ed indirizzo e trasferisca le funzioni gestionali al sistema delle autonomie locali rapportandosi alla natura e portata delle funzioni stesse.

Quindi un sostanziale “decentramento” che stimola l'autogoverno locale, che valorizzerebbe le “specificità” presenti nei nostri territori.

Non è una idea nuova: D'Aronco, gran padre dell'autonomismo friulano, ne parlava ancora nelle sue “Opinioni Personali”. Ma è come fosse nuova, posto che non è mai stata attuata.

Questa operazione, ecco il realismo, è fattibile a statuto regionale vigente come previsto dal suo originario art. 11.

È vero che la riforma statutaria dello scorso anno ha modificato tale articolo, ma non al punto di disporre il contrario di quanto in precedenza stabilito.

La soluzione che ho appena detto avrebbe pure il pregio di non recare pregiudizio ad altre eventuali scelte future ed inoltre, nel suo contesto, potrebbe offrire l'occasione per “riaffrontare” con intelligente “rilettura” il tema dell'articolazione istituzionale locale, non con progetti calati dall'alto, ma partecipati, perché anche il metodo spesso è sostanza.

Dico spesso e ripeto: se ha ben funzionato il ricorso alla delega per la ricostruzione post-terremoto con la gravosità di quei problemi, perché non dovrebbe funzionare ora in situazioni per così dire “più tranquille”? Questo è uno dei concetti espressi nel documento di riflessioni e proposte predisposto dalla Associazione Consiglieri Regionali del FVG e della Associazione Comuni Terremotati e Sindaci della Ricostruzione nel maggio scorso, documento che ha avuto il positivo riscontro anche del Capo dello Stato.

Nella recente modifica dello statuto della Regione è stata introdotta la “Città Metropolitana”.

Considerata la fonte proponente vien da pensare all'Area Triestina, più o meno vasta.

E il Friuli? La mia opinione è che bisogna dar vita ad una “istituzione” anche per il Friuli con funzioni ben definite di area vasta.

Le due “articolazioni” devono essere, è sempre la mia opinione, contemporanee e non sfalsate nel tempo. Quindi un disegno articolato per elementari esigenze di equilibrio.

In Friuli non possiamo rimanere ancorati a quelle che D'Aronco ama chiamare “provincette”, cioè alle UTI e ciò al di là di ogni giudizio di metodo e di merito sulle stesse.

Mi chiedo ancora: l'autonomismo in questi tempi deve occuparsi solamente dei temi “classici”, o se volete “storici” in quanto fondativi del movimento o deve andare oltre guardando, senza venir meno alla mission antica, ai problemi e alle esigenze dei nostri territori?

Credo che quest'ultima sia una scelta doverosa e nello stesso tempo obbligata se vogliamo corrispondere alla domanda di autogoverno.

L'autonomismo deve allora elaborare proposte sulle grandi questioni che sono diverse.

Ne cito soltanto qualcuna:
  • l'economia dopo un decennio di crisi che lascia conseguenze
  • le grandi infrastrutture in chiave di sviluppo
  • i giovani, come ricordato poco fa da Giacomini, a fronte di una generazione che, in assenza di occupazione stabile, non può trovare stimoli all'impegno di comunità
  • l'Università legata al territorio dal mandato istitutivo, da non dimenticare mai, e dal Patto, patrocinato con la tenacia che ben conosciamo da Arnaldo Baraccetti stipulato dall'Università e dalle maggiori rappresentanze del Friuli in un momento piuttosto difficile dovuto alla legge di riforma Gelmini ed al ricomparire di dichiarazioni del tipo: due università in Regione sono troppe.

A giorni poi, nell'assordante silenzio della politica e delle istituzioni, del mondo economico, cesserà la operatività della Cassa di Risparmio, istituto che è stato per assai lungo tempo parte sostanziale della storia del Friuli.

Questo fatto deve stimolarci a riflettere circa la presenza delle banche sul nostro territorio e, soprattutto, sul tema del credito, elemento essenziale sia per l'economia, sia per il sociale.

Occorre, dunque, un “progetto” organico, elaborato possibilmente non in solitudine ma con l'apporto delle forze vive della società.

Può essere di esempio, sul piano metodologico, l'azione a suo tempo svolta dal Comitato per l'Autonomia del Friuli che, nel suo agire, si è sempre confrontato, sui grandi temi, con le istituzioni più rappresentative, le forze sociali e produttive.

Io sono per un Friuli che non si chiuda in se stesso e che, ben saldo nelle sue radici e con la cultura dei propri valori, si apra per inserirsi attivamente nel divenire della storia.

Un Friuli che guardi in particolare all'Europa, che ha sì bisogno di rigenerarsi riscoprendo la sua mission originaria, ma che comunque resta il nostro orizzonte più alto.

L'avvicinarsi delle elezioni regionali mi induce a porre un'ultima domanda: è possibile che le varie anime autonomiste, tutte preziose e valide, trovino sui problemi di oggi più che sui disegni di lunga prospettiva, elementi di unione per un cammino d'assieme, certamente autonomista, ma anche impegnato sui problemi della nostra comunità? Pensiamoci.

Occorre puntare ad una Regione “pensante” e “dialogante” che abbia l' “umiltà” dell'ascolto, la capacità di proposta, la disponibilità al dialogo.

Mi auguro che su questo si apra una sostanziale riflessione.

Consentitemi di concludere con un richiamo generale ad uno dei mali più diffusi nella politica di oggi: il populismo.

In una recente pubblicazione edita da Giulio Einaudi, Marco Revelli dell'Università del Piemonte orientale, scrive:” Il populismo si manifesta quando un popolo non si sente rappresentato. E' “malattia infantile” della democrazia quando i tempi della politica non sono ancora maturi. E' “malattia senile” della democrazia quando i tempi della politica sembrano essere finiti. Come ora, qui, non solo in Italia”.

E' necessario allora, nell'interesse di tutti, che la politica torni a volare alto.

Udine, 15 dicembre 2017

Roberto Dominici
 
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La Redazione del Blog ringrazia Roberto Dominici per averle concesso la pubblicazione del suo ottimo intervento al convegno sull'autonomismo del 15 dicembre a Udine. 
 
 
 

giovedì 21 dicembre 2017

EMENDAMENTO MORANDO AL PATTO SERRACCHIANI-PADOAN: UN PATTO CHE DANNEGGIA LA REGIONE?

 

Emendamento Morando al

Patto Serracchiani-Padoan

 

UN PATTO CHE DANNEGGIA

LA REGIONE?


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Dal sito del Consiglio regionale:

Notizie

Pd: Moretti su emendamento per Patto Serracchiani-Padoan


15/12/2017, 19:51

(ACON) Trieste, 15 dic - COM/AB - Il capogruppo Pd in Consiglio regionale Diego Moretti interviene sulle critiche che sono piovute dai banchi dell'opposizione a seguito della presentazione in Commissione bilancio alla Camera dell'emendamento alla legge di stabilità nazionale che dà seguito all'accordo riguardante il Patto Serracchiani-Padoan.

Dall'inizio della legislatura spieghiamo che il Patto Serracchiani-Padoan ha messo in sicurezza i conti della Regione e la specialità del Friuli Venezia Giulia - afferma Moretti - mentre oggi in Aula abbiamo assistito a una sceneggiata. In Parlamento non si è consumato nessun complotto: l'emendamento presentato dal viceministro Morando alla legge di stabilità nazionale è il frutto di una trattativa avviata già in primavera dalla presidente Serracchiani, dall'assessore Peroni e dalla Ragioneria generale della Regione e che comunque dovrà essere confermato dalla sottoscrizione del Patto tra Governo e Regione.

Il Friuli Venezia Giulia - conclude il capogruppo Pd - esce rafforzato da quanto è stato inserito nella legge di stabilità nazionale. Abbiamo avuto conferma circa il possibile consolidamento del Patto Serracchiani-Padoan e dello "sconto" di 120 milioni per due anni, ma anche di un nuovo sistema di compartecipazione al gettito Irap, legato dal 2018 al territorio dove viene svolta l'attività delle imprese. Questi sono fatti, le polemiche e la propaganda le lasciamo agli altri.

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PATTO PER L'AUTONOMIA 

COMUNICATO STAMPA 
 

21 dicembre 2017
 

 
REGIONE, SOFFOCATA
 
L'AUTONOMIA FINANZIARIA
 

 

https://pattoperlautonomia.wordpress.com/2017/12/21/regione-soffocata-lautonomia-finanziaria/


Per sudditanza nei confronti del potere centrale, l’assenso rilasciato al Governo dalla Regione alla riscrittura dei patti finanziari grava il bilancio F-VG di prelievi inaccettabili da parte dello Stato.
 
L’emendamento Morando alla legge di stabilità finanziaria nazionale riscrive i rapporti finanziari tra Stato e Regione F-VG, creando illusioni e strumentalizzazioni. Le aliquote di compartecipazione ai tributi erariali verranno modificate in maniera sostanziale e complessiva, riducendo la misura di alcune quote (v.Iva) ed ampliando la platea dei tributi a cui attingere rispetto a quanto finora previsto. I criteri di gestione della nuova normativa dovranno essere specificati nell’ambito di decreti attuativi da convenire tra Stato e Regione secondo le procedure previste dallo Statuto.
 
Analizzando le conseguenze dell’emendamento Morando per il F-VG i flussi di entrata e uscita da e per Roma rimarranno gli stessi degli ultimi anni, con un prelievo da parte dello Stato (calcolato con precisione da parte della Corte dei Conti in occasione dei giudizi di parificazione relativi ai consuntivi 2015 e 2016) di 1,1-1,2 miliardi all’anno per obiettivi di risanamento della finanza pubblica e di abbattimento del debito pubblico.
 
Di fatto su un insieme di entrate, tra tributi propri e quelli di compartecipazione, di 5,2-5,4 miliardi di euro, il 25% viene prelevato dallo Stato riducendo drasticamente la potenzialità di spesa della stessa regione. Questa situazione è iniziata a partire dal 2010 aggravandosi ogni anno fino al 2015 per poi stabilizzarsi sul livello più alto di esproprio.
 
Il Patto Per l'Autonomia ritiene che gli investimenti non effettuati per questa enorme voragine nella nostra spesa pubblica, dilatata da altre norme relative al patto di stabilità ed anche operanti nei confronti degli enti locali, siano la concausa principale della crisi economica che ha colpito in questo decennio la Regione F-VG: e lo ha fatto in termini più forti che da altre parti dell’Italia, in termini di PIL e disoccupazione, anche perché la quota di prelievo statale per l’abbattimento del debito pubblico nella nostra Regione è del tutto spropositata in relazione alla sua popolazione e dimensione. La riduzione della spesa pubblica e di quella attivabile da essa per i privati ha superato i due miliardi di euro all’anno su un PIL complessivo di 35 miliardi di euro.
 
C’è quindi massima necessità di rinegoziare i rapporti finanziari con lo Stato, determinati anche dalla scadenza nel 2017 del patto di contribuzione Padoan-Serracchiani. Ma l’assenso dato nello spazio di un giorno alla proposta dell’emendamento Morando dimostra esplicitamente la totale sudditanza al governo centrale ed una incapacità di esprimere da parte delle forze politiche del F-VG le ragioni di un profondo disagio territoriale.
 
Il tutto è stato reso ancora più ridicolo dalla pantomima sui 120 milioni di euro di “sconto” che lo Stato dichiara di averci fatto e che saranno l’occasione per una finanziaria elettorale di spesa che la Giunta regionale gestirà nei prossimi mesi. In realtà si è trattato di uno “sconto” su un ingiustificato aumento, che fu di 370 milioni con Tondo e di “soli” 250 pagati da Serracchiani negli ultimi anni, in un quadro dove quello che conta è l’enorme cifra complessiva del taglio di entrate. Di fatto una solenne presa in giro.
 
Va anche segnalata la grave infrazione istituzionale commessa nella procedura di attribuzione del “consenso” all’emendamento Morando tenendo all’oscuro di tutto ciò il Consiglio Regionale. Su questo terreno, si è aperto un vero e proprio baratro di legittimità costituzionale, come è stato segnalato in questi giorni sulla stampa dal dottor Giovanni Bellarosa.
 
Se la Regione deve essere sentita, può farlo da solo la Giunta o addirittura il Presidente? Sulla ipotetica trattativa che dovrà aprirsi con il Governo chi e come agirà per conto della Regione? Va ricordato che gran parte delle leggi finanziarie dello Stato, che hanno ridotto le entrate della Regione F-VG negli ultimi anni per il risanamento della finanza pubblica, sono state approvate senza alcun assenso da parte della Regione e che la Corte Costituzionale con la sentenza 188/2016 ha richiamato con forza i nostri amministratori alla necessità di una INTESA, arrivando ad abrogare la normativa sul sovra-gettito IMU per questo motivo. Ed ha invitato la stessa Giunta Regionale ad occuparsi meglio degli interessi della società regionale.
 
Per il Patto per L'Autonomia siamo di fronte ad una vicenda politica determinante per il futuro della Regione. Al di sopra di ogni ragionamento tecnico, deve emergere come discriminante per la Regione F-VG l'intenzione di richiedere con forza la revisione con un drastico ribasso delle attuali contribuzioni allo Stato ed un recupero parziale ma sostanzioso delle disastrose contribuzioni di questi ultimi anni.
 
Tutto il resto è fuffa, propaganda che però rischia di costare cara a noi e ai nostri figli. Questo difatti è un accordo che aiuta ad ingabbiare definitivamente l'autonomia finanziaria della Regione, già gravemente compromessa dal Patto Tondo-Tremonti, e ridurla ai minimi termini: con le conseguenze sui servizi per i cittadini che tutto questo comporta.
 
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lunedì 11 dicembre 2017

VENERDI' 15 DICEMBRE 2017, ORE 17.30, INCONTRO SUL TEMA: "NELLA EUROPA DI OGGI SI DIFFONDONO MOVIMENTI AUTONOMISTI INEDITI: PERCHE'? CON QUALI PROSPETTIVE? QUALI DESTINI PER L'AUTONOMIA FRIULANA?"

 
 


INVITO AL DIBATTITO
SUL TEMA:
 
NELLA EUROPA DI  OGGI SI DIFFONDONO MOVIMENTI AUTONOMISTI INEDITI: PERCHE'? CON QUALI PROSPETTIVE? QUALI DESTINI PER L'AUTONOMIA FRIULANA?

 

L'incontro si terrà:
 

VENERDI' 15 dicembre alle ore 17.30 presso la CGIL in  viale Bassi 36 a UDINE


PROGRAMMA:

Saluto introduttivo di:
Natalino GIACOMINI

Relazione di: 
Bruno TELLIA

Interventi di:
Roberto DOMINICI
Luciano FAVARO
Sergio CECOTTI.

Presiede: Carletto RIZZI

Seguirà brindisi d'augurio di Buon Natale e Felice Anno Nuovo



domenica 25 giugno 2017

RADIO ONDE FURLANE - DRET E LEDRÔS : AUTONOMIE


 
F R I U L I

RADIO RADIO FURLANE
 

DRET E LEDRÔS
 

Dret e ledrôs, l’aprofondiment setemanâl di atualitât. Un confront a plui vôs sui argoments plui cjalts che a tocjin il Friûl, tra cronache, politiche, culture, ambient e teritori, cul coordenament de redazion e cu la conduzion di Mauro Missana. 

di sabide il 27 di Mai 2017


A U T O N O M I E
 



Dibatit une vorone interessant su la Autonomie in Friûl intai secui e in dì di vuê.

Une autonomie vecje di secui ancje se i furlans lu àn dismenteât cussì come no san pardabon nuie de grande e impuartantone storie dal Parlament furlan, storie che intes scuelis furlanis no si studie mai...
 
Compliments
a Radio Onde Furlane
pe biele trasmission!


Intervents:
 

- "Il Parlament de Patrie dal Friûl" di Guglielmo Cecone 

presentazion dal libri di Guglielmo Cecone, "IL PARLAMENTO DELLA PATRIA DEL FRIULI - storia della più antica Assemblea legislativa d'Europa (1228-1805) " -  Corvino edizioni - marzo 2017

- Intervent di Diego Navarria - President de "Assemblee de Comunitât linguistiche furlane"

- Intervent dal Sindic Markus Maurmair, sindic dal Comun di "Valvasone Arzene" e component dal "Pat pe autonomie"

- Intervent di Marco Stolfo - espert di popui minorizâts e lenghis minorizadis

- Intervent di Paolo Fontanelli  - President del "Comitât pe autonomie e il rilanç dal Friûl": la future  leç eletorâl  e i ricors dai Furlans cuintri l'Italicum. 



BUINE SCOLTE!!

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martedì 18 ottobre 2016

REFERENDUM COSTITUZIONALE - IL VERO QUESITO: "VUOI CHE VENGA CANCELLATO L'ART. 5 DELLA COSTITUZIONE ITALIANA?"


REFERENDUM COSTITUZIONALE

DEL 4 DICEMBRE 2016


IL VERO QUESITO:

1)   VUOI    CHE   VENGA    “CANCELLATO”
IL FONDAMENTALE PRINCIPIO AUTONOMISTICO PREVISTO ALL'ART. 5 DELLA COSTITUZIONE ITALIANA ?

2) VUOI CHE  LA DEMOCRAZIA PARLAMENTARE   SIA   SOSTITUITA DA "UN UOMO SOLO AL COMANDO"?

3) VUOI CHE IL SISTEMA REGIONALISTICO VOLUTO DAI PADRI DELLA COSTITUZIONE ITALIANA VENGA SMANTELLATO E TUTTE LE COMPETENZE PIU' IMPORTANTI  PER LA GESTIONE DEL TERRITORIO SIANO GESTITE "IN VIA ESCLUSIVA" DAL POTERE CENTRALE (STATO e GOVERNO) CON  - IN PIU' - LA CLAUSOLA COSTITUZIONALE DELLA "SUPREMAZIA DELLO  STATO" ANCHE NELLE POCHE COMPETENZE LASCIATE ALLE REGIONI ? 

SI         NO

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PRINCIPI FONDAMENTALI

DELLA COSTITUZIONE ITALIANA

ART. 1 – 12:



Articolo 5

della Costituzione italiana



La Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali; attua nei servizi che dipendono dallo Stato il più ampio decentramento amministrativo; adegua i principi ed i metodi della sua legislazione alle esigenze dell'autonomia e del decentramento [cfr. art. 114 e segg., IX].


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Commento della Redazione del Blog


1) Il principio autonomistico è uno dei “principi fondamentali” e “non modificabili” della Costituzione italiana. Con la riforma costituzionale Renzi – Boschi (legata strettamente alla riforma elettorale ITALICUM), questo principio verrà AGGIRATO a favore di una pericolosissima centralizzazione del potere nelle mani di un “uomo solo al comando” in aperta violazione del principio autonomistico.


2) dal sito internet “Impariamo la Costituzione”



L’articolo 5 introduce, in via di principio, la garanzia di un’ampia libertà conferita alle diverse collettività territoriali nel perseguimento e nella gestione di interessi locali, mediante il riconoscimento di una posizione di autonomia in favore dei rispettivi enti esponenziali. Con l’articolo 5 Il principio autonomistico da modello organizzativo è elevato a principio fondamentale dell’ordinamento costituzionale.
  
3) Cosi si è espresso l'Avv. Prof. VALERIO ONIDA - Presidente Emerito della Corte Costituzionale - il 17 ottobre 2016 a Udine


"la proposta Boschi-Renzi è estremamente pericolosa per il regionalismo italiano, che è principio fondamentale della Costituzione (art. 5)... la revisione costituzionale prossimamente sottoposta a referendum ha chiaramente una tendenza centralistica e un volto anti-regionalista, con disposizioni punitive nei confronti delle Regioni anzitutto ordinarie....  anche le clausole transitorie previste per le Regioni a Statuto Speciale sono ambigue e pericolose ... se vince il SI, anche le Regioni Autonome, ad esempio nel nuovo Senato (che non è una vera Camera delle Regioni e seguirà impostazioni di carattere politico-partitico, restando libero di proporre emendamenti per la futura revisione dei loro Statuti Speciali, anche in senso diverso rispetto a qualsiasi intesa paritetica Stato-Regione), risentiranno di un nuovo contesto ulteriormente e pesantemente anti-autonomista, caratterizzato oltretutto da avversione proprio nei confronti della specialità, che pure avrebbe tuttora molte giustificazioni geografiche e storiche e anche linguistiche.... le Autonomie Speciali non riusciranno mai a sopravvivere per molto tempo allo svuotamento quasi completo del sistema regionale ordinario che deriverebbe da questa riforma, poiché le altre Regioni, se svuotate di potere, cercheranno una qualche forma di compensazione ... le Autonomie Speciali non vivono nel vuoto; devono anch'esse temere questa riforma; mi meraviglio che non abbiano alzato la voce per difendere anzitutto il loro diritto all'autonomia, ma anche più in generale tutto il sistema regionale anche ordinario, e indirettamente i loro stessi interessi alla differenziazione più avanzata ... Se vince il SI, il nuovo clima sarà dominato da una pericolosa concentrazione di potere in capo allo Stato centrale e al Governo, che sta già svuotando molte forme di democrazia territoriale diretta, come quella provinciale, già passata in regime di secondo grado e oramai prossima all'abolizione completa......

io al prossimo referendum del 04 Dicembre 2016 voto NO

Avv. Prof. Valerio Onida, Presidente Emerito della Corte Costituzionale, Udine il 17 Ottobre 2016)


(Fonte: avv. Luca Campanotto – Udine - presente  alla conferenza ieri  17 ottobre.)

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Questo il link al video "You tube" della conferenza, in difesa del regionalismo e delle autonomie, tenuta ieri 17 ottobre 2016 a Udine, dal prof. Valerio Onida, Presidente emerito della Corte Costituzionale.

https://youtu.be/rD-nAytEk5M


(Fonte "Associazione Friuli Europa", che la redazione del Blog ringrazia)


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VOTIAMO “NO”

IL 4 DICEMBRE 2016


PER DIFENDERE:

LA DEMOCRAZIA PARLAMENTARE

LA SOVRANITA' DEL POPOLO ITALIANO

E L'AUTONOMIA SPECIALE
DELLA NOSTRA REGIONE


LA REDAZIONE DEL BLOG

mercoledì 30 marzo 2016

RADIO ONDE FURLANE - TRASMISSION "DRET E LEDRÔS": APROFONDIMENT SETEMANÂL DI ATUALITÂT.




RADIO ONDE FURLANE


"la radio libare dai Furlans"

 frecuencis Mhz
di Radio Onde Furlane:
i 90 Mhz in gran parte del Friuli,
i 90.200 e i 106.500 Mhz in Carnia
e i 96.600 Mhz a  Colonia Caroya, in Argentina.

SI PUES SCOLTÂ RADIO ONDE FURLANE
ANCJE IN STREAMING!

www.ondefurlane.eu

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TRASMISSION

DRET E LEDRÔS


E la sabide… al rive Dret e ledrôs, l’aprofondiment setemanâl di atualitât. Un confront a plui vôs sui argoments plui cjalts che a tocjin il Friûl, tra cronache, politiche, culture, ambient e teritori, cul coordenament de redazion e cu la conduzion di Mauro Missana.

Une cerce di pontadis!


BUINE SCOLTE!

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DRET E LEDRÔS
 
di sabide 6.02.2016
 
Autonomisim e  Patrie dal Friûl

MARIO ANZIL
 
AUTONOMISIM
 
I Referendum par dividi la regjon
 in dôs provinciis autonomis  "Friûl e Trieste"
 e par parâ vie lis UTI


DREE VENIER 

mensîl in lenghe furlane
"LA PATRIE DAL FRIÛL"
 
Il gnûf diretôr e
presentazion  numâr  Fevrâr 2016

  
ADRIAN CESCJE
 
POLITICHE LINGUISTICHE

Fevelìn di politiche linguistiche
e dal so gnûf libri

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DRET E LEDRÔS

di sabide 22.02.2016

La metude in discussion

 dal Friûl
 
e la riforme da lis UTI
 
Interviste a Sergio Cecotti

cu la partecipazion di:
 
Ferdinando Ceschia - Sindacalist
 
Elena D'Orlando - Professore universitât di Udin di dirit costituzionâl
 
Federico Simeoni - Conseîr provinciâl (Udin) 
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 DRET E LEDRÔS

di sabide 27.02.2016

27.02.2016 Zornade Furlane

dai Dirits 


http://www.ondefurlane.eu/dl-27-02-2016-zornade-furlane-dai-dirits/


Cjacaradis sui "dirits de

comunitât furlane" cun:


- Aldevis Tibaldi -  Comitât Friûl rurâl

- Lorenzo Fabbro
President Agenzie regjonâl  pe lenghe furlane - (ARLeF)

- Massimo Moretuzzo - Sindic di Merêt di Tombe e Puartevôs de Associazion "Pat pe autonomie"

- Diego Navarria - Sindic di Cjarlin  e President de "Assemblee linguistiche furlane"

- Mario Anzil - puartevôs dal "Comitât pal Referendum"


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DRET E LEDRÔS


di sabide 20.03.2016

 

  SAPADE

Referendum par passâ in Friûl

no rispietât!

 
http://www.ondefurlane.eu/dret-ledros-20-03-2016-sapade/

Intervistis a:

- il Sindic di Sapade
 
- il Senadôr Carlo Pegorer

- i citadins di Sapade e la vôs dal Comitât  

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