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mercoledì 20 settembre 2017

QUANTE VOLTE DOBBIAMO ANCORA SALVARE CON DENARO PUBBLICO IL TEATRO LIRICO DI TRIESTE? VONDE, NO?!


Quante volte
dobbiamo ancora salvare
con il denaro pubblico,

il teatro lirico Verdi di Trieste?
 

Così il 7 ottobre 2012 
 

Così oggi... 
 
 
 
"(...) per quel che riguarda il taglio di quasi 900mila euro di quest'anno, la presidente ha manifestato l'impegno di cercare assieme a Torrenti una soluzione in tempi brevi affinché non ci siano ripercussioni sulla gestione operativa della Fondazione.

V O N D E, NO?



Il Verdi di Trieste
si rimbocchi le maniche
e la smetta di pretendere
fondi pubblici in continuazione!!


Non c'è solo
il teatro lirico Verdi di Trieste!!!
 


Torrenti ha detto NO al Teatro Stabile in lingua friulana; all'università friulana la Giunta regionale Serracchiani ha concesso la miseria di 300 mila euro per cercare di ridurre la spaventosa sperequazione dei fondi statali MIUR tra Trieste e Udine e risulta che la sua parte politica abbia giustificato questa “miseria” affermando di non poter fare di più perchè la coperta è corta e non ci sono altri fondi disponibili...

Iscritti

Università di Udine n. 15.266
Università di Trieste n. 14.970

Finanziamenti statali
Università di Udine € 69.226.740
Università di Trieste € 82.887.846

L'università di Udine continua ad essere finanziata dal MIUR - salvo correttivi inadeguati! - in base al costo storico, ossia come avesse ancora 9.000 iscritti...

http://messaggeroveneto.gelocal.it/pordenone/cronaca/2017/09/14/news/universita-sempre-meno-fondi-1.15855446?ref=search

Ricordiamo a chi se lo è già scordato che il teatro lirico Verdi di Trieste non è affatto un teatro virtuoso e che l'attivo di bilancio è stato rimpinguato dalla regione con ben 20 milioni di euro complessivi, soldi sottratti a tutti i cittadini, friulani in primis! E vogliono ancora soldi?

Si finanzi anzitutto l'Università di Udine, una delle università più sottofinanziate d'Italia, e si istituisca il Teatro Stabile Friulano come richiesto inutilmente da almeno un decennio dalla minoranza linguistica friulana. 

Relativamente al teatro lirico Verdi,  impari questo teatro a farsi bastare i già tantissimi fondi pluri-milionari statali e regionali che ha a sua disposizione: non è così che stanno facendo tantissime realtà culturali regionali, oltretutto con finanziamenti regionali all'osso (quando ci sono)?

Lo faccia anche il Verdi di Trieste!

E per quanto riguarda l'eventuale perdita di qualche posto di lavoro al Verdi, ricordiamo le tante industrie manifatturiere che stanno chiudendo in Friuli, perdendo molte centinaia di posti di lavoro: non pare che in questo ultimo caso la Giunta regionale di Debora Serracchiani abbia lo stesso reattivo livello di attenzione che ha sempre per il Verdi di Trieste a favore del quale fino ad ora ha sempre trovato prontamente e  senza alcuna difficoltà, tutti i fondi richiesti dalla Fondazione teatrale triestina. La fortuna di questo teatro? Trovarsi nella città di San Giusto. Fosse un teatro friulano avrebbe già chiuso i battenti...

 
La Redazione del Blog

 

domenica 3 settembre 2017

"TEATRO STABILE" IN LINGUA FRIULANA: LE GIUSTE PROTESTE DI BEPI AGOSTINIS E LA REPLICA DELL'ASSESSORE REGIONALE GIANNI TORRENTI.


 
UNA DOMANDA
ALL'ASSESSORE REGIONALE
ALLA CULTURA
GIANNI TORRENTI:
 
DOBBIAMO ATTENDERE ANCORA MOLTO
PER OTTENERE L'ISTITUZIONE DEL
TEATRO STABILE  
IN LINGUA FRIULANA? 

 
Il dialetto triestino da decenni ha il suo teatro stabile (la Contrada), idem la minoranza linguistica slovena di Trieste. E la minoranza linguistica friulana (solo 600 mila friulanofoni...)?
 
E ormai siamo verso la fine della legislatura Serracchiani: nel 2018 si vota di nuovo per le elezioni regionali e il Teatro Stabile in lingua friulana è ancora nel "mondo dei sogni"!!
.............

LA GIUSTA PROTESTA
DI BEPI AGOSTINIS
 
E LA REPLICA
DELL'ASSESSORE REGIONALE
GIANNI TORRENTI

 

Da "Il Messaggero Veneto" di Udine
venerdì 18 agosto 2017

L'INTERVENTO - pagina 34
 

LA CULTURA FRIULANA

VA RISPETTATA 

di Bepi Agostinis


Egregio direttore,
a mezzo del Messaggero Veneto vorrei mandare una lettera aperta all'assessore alla cultura della Regione Friuli - VG dottor Gianni Torrenti. Da molti anni continuo la mia battaglia affinché anche il Friuli abbia un suo teatro stabile.

Appena Torrenti è stato eletto ho chiesto un appuntamento che ho avuto circa un anno dopo. Mi ha subito proposto di creare una sezione staccata del Teatro Stabile del Friuli - VG per il teatro friulano al Giovanni da Udine, se la direzione del nostro teatro fosse d'accordo: gli ho risposto che i dirigenti del "Giovanni da Udine" erano in piena sintonia con quanto richiesto.

L'assessore mi ha assicurato che avrebbe parlato  con il presidente dello Stabile triestino e ci saremmo risentiti. L'ho ringraziato, precisando e rimarcando che la sezione doveva essere autonoma nello svolgere il suo compito in tutti i sensi.

I mesi sono passati e anche gli anni. Questi miei contatti erano sempre preceduti da incontri con l'Arlef. Dopo alcuni mesi mi hanno riferito che Torrenti aveva parlato con il presidente dello Stabile, ma le cose che proponevano non erano come da me chieste: d'accordo nel darci un Teatro Stabile friulano, ma gestito da loro.

Personalmente non l'accetterò mai, "simpri sotans a cjase nestre".

Già negli anni '70 avevano tentato una cosa del genere. Così, come vorrebbero loro oggi, il Teatro Stabile di Trieste potrebbe chiedere la sovvenzione allo Stato per il nuovo stabile (come da legge), per poi gestirla a piacimento e certamente per il teatro friulano ci sarebbero solo le briciole. Università e altri casi culturali e scientifici insegnano.

Continuavo con la mia battaglia, perché oggi le cose sono molto cambiate: abbiamo dei drammaturghi e degli attori e registri professionisti che possono competere con i colleghi in campo nazionale. Quindi persone che potrebbero tranquillamente gestire il tutto.

Negli  ultimi   mesi    avevo  mandato all'assessore due e-mail: nella prima ricordavo che la Regione aveva fatto culturalmente molto poco per il Friuli e per la sua lingua, e con questa mia richiesta, se realizzata, sarebbe  stato certamente un buon punto a loro favore. La risposta: silenzio! Nella seconda, gli ho scritto che forse sarebbe stato meglio che personalmente con questa legislatura non proseguissi la mia battaglia. Ancora silenzio!

Così aspetterò il prossimo Consiglio regionale per avere, mi auguro, più riscontri e soddisfazioni.

Mi auguro  che il prossimo assessore abbia una sensibilità  maggiore e che guardi al Friuli con più giustizia nel dare quello che gli aspetta, non solo per questa questione, che servirebbe a dare una forte valorizzazione alla lingua friulana, ma per tutto quello che è stato negato alla cultura friulana in questi anni, che è stata  fortemente penalizzata.


BEPI AGOSTINIS
 
......................


E QUESTA LA REPLICA "NO SE POL"

DELL'ASSESSORE REGIONALE

GIANNI TORRENTI

Messaggero Veneto - 28 agosto 2017
 pagina 20

Risposta a firma dell'assessore regionale alla Cultura Gianni Torrenti,  pubblicata nella rubrica "Lettere" con il titolo "Teatro stabile friulano all'ordine del giorno"

 Rafforzare e dare continuità alla produzione di testi e spettacoli teatrali professionali che riguardano la cultura e la lingua friulana è un impegno che ci siamo posti dall'inizio del mandato e che ha portato in questi quattro anni a una serie di concrete misure per stimolare l'offerta e la circuitazione di opere teatrali in lingua friulana e a valutare se fosse sostenibile la promozione fuori dai confini regionali, con spettacoli sottotitolati.
 
Nella consapevolezza che uno spazio per la ricerca, lo studio e soprattutto l'incontro di qualità con il pubblico possa essere garantito con frequenza e continuità solo da un'istituzione stabile e titolata, sono stati promossi incontri tra il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia e un ente di grande esperienza come il Css Teatro  Stabile di innovazione.

Non è stato possibile concretizzare una progettualità in questa stagione, ma l'auspicio è di giungere per il prossimo anno a un progetto per una produzione pubblica che con un forte investimento si misuri con il pubblico e promuova attrazione e curiosità della critica.
 
Tra la creazione di un Teatro stabile friulano, che è nelle richieste di Bepi Agostinis, e l'attuale rete di percorsi occasionali e dilettantistici, peraltro preziosi per capillarità e vivacità, può esistere una strada sostenibile che tiene conto di due presupposti imprescindibili: che il teatro è una forma d'arte che non si cala dall'alto e che la scrittura per il teatro  richiede una costante verifica con il palco di scena, gli attori e i registri
 
Parlando di un teatro che guarda alla lingua friulana, bisogna impegnarsi nel lavoro di drammaturgia, poter contare su attori e registri professionisti  di livello e, per la produzione e distribuzione degli spettacoli, occorre fare riferimento a un possibile mercato di sbocco. Sono tutte valutazioni ancora all'ordine del giorno.
 
Durante questi quattro anni sono stati rivisti numerosi meccanismi per il finanziamento del settore e trasversalmente tutti i bandi hanno previsto incentivi sia per la produzione che per la distribuzione di teatro in lingua minoritaria, risorse che si vanno ad aggiungere ai consueti canali di finanziamento previsti dalla legge di tutela.
 
Sebbene gli strumenti siano stati messi in campo come forse prima non era mai stato fatto, il bilancio non era all'altezza delle aspettative, tanto che su alcuni bandi  non è stata presentata nemmeno una domanda progettuale.
 
Sarà mia cura stimolare al più presto gli incontri per concretizzare intanto una progettualità che nella prossima stagione porti a una produzione forte e attrattiva ma perché l'ambizione di rafforzare e esportare il teatro in lingua friulana sia soddisfatta occorre la sinergia di intenti tra istituzioni, mondo del teatro, professionisti e pubblico.
 
 
GIANNI TORRENTI  - Assessore regionale alla Cultura.
 

Commento della Redazione del Blog
alla replica dell'assessore Torrenti.

Nella replica sulla stampa locale dell'Assessore regionale alla cultura Gianni Torrenti, alla lettera dell'amico Bepi Agostinis,  non c'è neppure un minimo cenno ai diritti linguistici della minoranza linguistica friulana. 

Che l'assessore ignori la Costituzione italiana (art. 6 e 3), la legge 482/99, la l.r. 29/2007 e i trattati internazionali europei che tutelano anche la minoranza linguistica friulana?

Un Teatro stabile è fondamentale per aumentare lo status della lingua friulana e per dare alla produzione teatrale in lingua friulana "continuità" senza dover sempre attendere i fondi regionali - per altro sempre scarsi e rari! - per ogni singolo spettacolo, come oggi invece avviene. E la garanzia di una produzione di alta qualità non può che darla un Teatro Stabile che preveda una struttura di produzione che operi in via continuativa nel tempo!

Invece nella replica si straparla di "un possibile mercato di sbocco", "di promozione fuori dei confini regionali", come se il teatro in lingua di minoranza e i diritti linguistici fossero  solo una questione di business e non invece una questione di "diritti umani".  Perché questi concetti "economici" Torrenti non li applica anche al teatro lirico Verdi di Trieste i cui spaventosi debiti di bilancio sono già stati ripianati  dai cittadini di tutta la regione?

Ricordiamo all'assessore Torrenti, e a chi ci sta leggendo, che - immaginiamo su proposta dello stesso Torrenti notoriamente sempre molto vicino alle istituzioni teatrali triestine -  il teatro lirico Verdi di Trieste è finanziato dalla Regione -  ai sensi dell'art. 15 della L.R. nr.16/2014 - perfino per la "circuitazione in regione" dell'opere liriche prodotte dal Verdi  stesso.


Così grazie a un "contributo regionale" - previsto con norma di legge -  al teatro lirico Verdi di Trieste viene garantito un "mercato interno regionale" pagato da tutti, anche da chi non va mai a teatro. Un privilegio non da poco! Non bastavano i già pluri-milionari finanziamenti regionali e i ricchi fondi statali? Ma per il teatro icona della "propria" città, si fa questo e altro, vero assessore Torrenti?

Il teatro in lingua friulana, come ha ben precisato Bepi Agostinis nel suo intervento pubblicato sul Messaggero Veneto, "oggi ha drammaturghi e attori e registri professionisti che possono competere con i colleghi in campo nazionale. Quindi persone che potrebbero tranquillamente gestire il tutto".


Ma tutto ciò viene ignorato dall'assessore Torrenti nella sua replica; assessore che pare anche dimenticare che alla tutela della lingua friulana - inclusi i progetti teatrali - sono stati assegnati una miseria di finanziamenti durante i quattro anni e mezzo di amministrazione della Giunta regionale di cui fa parte e ciò in perfetta continuità con la precedente Giunta regionale di Renzo Tondo.

Il motivo reale per cui non si vuole istituire un Teatro Stabile friulano?

Al di là di un chiarissimo disinteresse politico per la tutela della lingua friulana da parte dell'assessore Torrenti, finanziare  un  Teatro  Stabile  in lingua friulana significherebbe  per le  istituzioni teatrali triestine che fanno produzione teatrale "dividere la torta anche con i Furlani!". Insomma per usare un gergo triestino : NO SE POL!!!  

 
LA REDAZIONE DEL BLOG 
 
 
...................
 

LEGGE REGIONALE
 
11 AGOSTO 2014. N. 16
 
Norme regionali in materia di attività culturali

articolo 15

 (Circuitazione opere liriche)


1. Nell'ambito dell'azione di promozione dello sviluppo e diffusione della cultura musicale nel territorio, l'Amministrazione regionale sostiene con speciali finanziamenti le iniziative delle istituzioni teatrali che inseriscono nella programmazione delle rispettive stagioni musicali manifestazioni lirico-operistiche prodotte dalla Fondazione Teatro lirico Giuseppe Verdi di Trieste. Ai fini dell'erogazione dei contributi di cui al presente articolo, ripartiti con norma di legge finanziaria tra le varie istituzioni teatrali ospitanti, la documentazione delle spese a tal fine sostenute da ciascuna di esse è accompagnata da una relazione illustrativa dell'iniziativa. I contributi di cui al presente articolo sono concessi e liquidati in un'unica soluzione anticipata. 
 

sabato 5 agosto 2017

REGIONE - CCIAA UNICA - LA VERITA' SVELATA DALL'ASSESSORE REGIONALE GIANNI TORRENTI


REGIONE FRIULI-VG

CAMERA DI COMMERCIO UNICA

LA VERITA' DI
GIANNI TORRENTI

Assessore regionale
della Giunta Serracchiani
 

Per l'Assessore regionale “super triestino” Gianni Torrenti – da dichiarazione stampa riportata virgolettata - la Cciaa unica regionale serve a “supportare” la debolezza della Cciaa di Trieste (solo 14mila aziende)!!!

Ossia – traducendo la verità svelata dall'Assessore Torrenti - la Giunta regionale Serracchiani vuole imporre la soppressione della Cciaa di Udine (44 mila aziende, il 50% dell'intera regione!) per favorire la piccolissima Cciaa triestina che così non sarà più in regione la Cenerentola di oggi!!

I friulani della Provincia di Udine ringraziano!!

Se poi la sede di questa fantomatica Cciaa unica fosse posta a Trieste, "Cenerentola” comanderebbe su tutta la regione pur essendo piccolissima la sua Camera di commercio.

Ma la Cciaa triestina non è contraria a questo progetto perchè teme di essere schiacciata dal resto della regione?
 
Di chi è dunque – a Trieste – questo progetto della Cciaa unica?


Dal sito di FRIULI.IT




"Riteniamo che questa sia un'opportunità sprecata, anche in considerazione della debolezza della Camera della Venezia Giulia rispetto a quella del Friuli. In ogni caso, sia pur nei tempi necessari alla predisposizione di una norma ad hoc, l'accorpamento rimane sullo sfondo. E dunque confidiamo che l'obiettivo di un'unica Camera di commercio in Friuli Venezia Giulia possa essere comunque raggiunto". Lo ha evidenziato l'assessore regionale Gianni Torrenti, all'indomani della decisione del Governo di costituire due Enti camerali in Friuli Venezia Giulia, sottolineando come un soggetto unico "è anche coerente con l'assetto istituzionale della Regione e con l'ipotesi di una Regione sempre più forte e sempre più unita assieme". (...)

.............

sabato 28 gennaio 2017

REGIONE FRIULI - LETTERA APERTA ALL'ASSESSORE TORRENTI


 
 
 


Lettera aperta
all'assessore Torrenti


Summum ius, summa iniuria

Il regolamento per la distribuzione dei contributi regionali alla cultura è preciso, dettagliato e, all'apparenza equo ma, summus ius, summa iniuria, come diceva Cicerone, realizza una vera ingiustizia!

Notiamo che:
  • a Trieste va il 37% dei finanziamenti con il 19% di popolazione;
  • a Udine va il 23% col 44% della popolazione.

Che si scriva che "la fetta più grossa va a Udine" pare una visione un po' particolare della matematica. In pratica ogni istituzione culturale triestina riceve quasi il doppio di quanto gli spetterebbe se si usasse il criterio di una ripartizione proporzionale sul territorio mentre quelle udinesi (e provincia) ricevono la metà.

Alla faccia dell'equa divisione delle risorse!

Il regolamento regionale è sicuramente bellissimo, caro assessore, ma assolutamente ingiusto
 
....e triestinocentrico!



per il Comitato per l'Autonomia
e il Rilancio del Friuli

il presidente

Paolo Fontanelli

 

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Il Comunicato stampa è stato pubblicato mercoledì 1 febbraio 2017 sul settimanale della Arcidiocesi di Udine, LA VITA CATTOLICA, rubrica “Giornale aperto” con il significativo titolo “Cultura, a ogni triestino il doppio che un friulano”.


lunedì 29 febbraio 2016

REGIONE - PER L'ASSESSORE REGIONALE GIANNI TORRENTI, IL MONDO FINISCE A BARCOLA?

 
REGIONE
 
PER L'ASSESSORE REGIONALE

GIANNI TORRENTI

IL MONDO FINISCE A BARCOLA (Ts)?
 
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Dal quotidiano Il Messaggero Veneto (Ud):

Il sistema bibliotecario

con 18 comuni

è a rischio chiusura


La legge sui beni culturali lo vincola ai confini dell’Uti Friuli centrale. Sindaci e assessori sollecitano la Regione a modificare la norma

di Giacomina Pellizzari

28 febbraio 2016


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UNA DOMANDA

al "triestino" Gianni Torrenti,
 
assessore regionale alla Cultura.
 
 

Scusi assessore Torrenti,
 
ma Lei lo sa com'è organizzata la regione oltre Barcola (Ts)?
 
O forse, da buon "triestinissimo",  conosce, come sospettiamo, solo ed esclusivamente la realtà triestina e su questa realtà “MISURA” tutte le riforme "REGIONALI" che sta attuando?

Tutto quello che va bene per Trieste deve andare bene a tutta la regione? Guarda tu il caso.......l'UTI triestina corrisponde perfettamente alla Provincia di Trieste!!!

E le contestatissime UTI (Unioni Territoriali Intercomunali), sono forse una nuova "unità di misura" internazionale su cui calibrare tutte le future riforme regionali? Non vi è bastato il caos amministrativo che avete già creato con questa riforma degli enti locali (legge regionale 26/2014) mal nata e peggio ancora "imposta"?
 
La Redazione del Blog
 
 

sabato 20 febbraio 2016

REGIONE - RIFORMA ENTI LOCALI: "IL RE E' NUDO" ESCLAMO' L'ASSESSORE REGIONALE GIANNI TORRENTI!

 
 
 
 
REGIONE
Riforma enti locali

Cancellazione Province e 
Unioni Territoriali Intercomunali 


"IL RE E' NUDO!!!",
 
esclamò l'assessore regionale Gianni Torrenti, esaltando  la riforma regionale degli enti locali. Era vero, "il Re era nudo", lo sapevano tutti in Giunta regionale, ma non  si doveva dire la verità ad alta voce....


 (Libera  interpretazione da "I vestiti dell'imperatore", una celebre fiaba di Hans Christian Andersen) 

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Dal sito on-line del settimanale
dell'Arcidiocesi di Udine
LA VITA CATTOLICA

18.02.2016 



Esaltando sul «Piccolo» l'istituzione delle Uti, l'assessore ne «confessa» l'intima essenza.
 
Torrenti: «Via i capoluoghi provinciali, Trieste unico riferimento anche per il Friuli»

«C’è una sottovalutazione della riforma degli enti locali con la quale Trieste resta l’unico capoluogo della Regione visto che scampaiono i capoluoghi di Provincia. E questo non viene percepito. È la prima volta nella storia che Trieste è l’unico capoluogo del Friuli Venezia Giulia. Sono Pordenone e Udine che si dovrebbero preoccupare». E ancora: «C’è una nuova visione di Trieste come punto di riferimento dell’intera regione. La centralità di Trieste è aumentata in modo esponenziale». Autore di questa clamorosa «gaffe» freudiana, trascinato dal clima rovente della campagna elettorale comunale tergestina, è l'assessore regionale alla Cultura, Gianni Torrenti, che attribuisce una tale risultato al lavoro «in tandem» tra la presidente Debora Serracchiani e il sindaco di Trieste Roberto Cosolini.

Una realtà innegabile, quella detta da Torrenti, e che «la Vita Cattolica» denuncia con forza sin dalla campagna elettorale alle ultime elezioni regionali, quando il progetto di riforma del Centrosinistra ha cominciato a delinearsi. Fa tuttavia specie che a parlare in questo modo sia l'assessore regionale alla Cultura, trascinato nella rissa dal senatore triestino Francesco Russo che ieri, ancora sulle pagine del quotidiano triestino, accusava Serracchiani di non volere l'area metropolitana di Trieste perché condizionata da non meglio precisate «frange friulaniste».
Un opinione molto disinformata, quella del senatore Russo, il cui orizzonte politico non supera probabilmente Barcola e che non si è accorto della battaglia che la gran parte dei movimenti friulanisti sta iniziando per sostenere il referendum propositivo per la creazione di una provincia autonoma del Friuli e di un'area metropolitana autonoma a Trieste.
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martedì 12 maggio 2015

"FRIULANOFOBIA" E' SINONIMO DI "RAZZISMO LINGUISTICO"?







"Friulanofobia" è

sinonimo di
 
"Razzismo linguistico"?


DOSSIER

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TRIESTE

Asssociazioni

degli esuli istriani



Quindicinale

"La nuova VOCE GIULIANA"
 


Il Quindicinale “La nuova VOCE GIULIANA”, è edito dalla “Associazione delle Comunità istriane” di Trieste.

E' UN PERIODICO PUBBLICATO CON IL CONTRIBUTO DELLO STATO ITALIANO EX LEGGE 193/2004.

 
Editoriale pubblicato in prima pagina
 
a firma di Sergio TOMASI
 
il 1 ottobre 2007
"(...)
 
PRESUNZIONE LINGUISTICA

Mai così tanto come recentemente si è sentito parlare di un dialetto che i nostri vicini usano tra di loro, in famiglia o nei bar o nelle fiere paesane e che, per volere di una certa baronia, si vuol far diventare, ope legis, una “lingua” che si definisca veicolare, cioè che si possa usare anche per l'insegnamento di altre discipline.
 
Per accontentare un gruppo di forte sapore campanilistico e per chissà quali accordi sotterranei o per stemperare le smanie di una lobby che sta condizionando la politica nelle stanze dei bottoni, la Regione non può sprecare il denaro dei suoi abitanti per finanziare una legge che consenta a una parlata locale di definirsi “lingua” che, per essere tale, deve avere innanzitutto alle spalle uno Stato che la riconosca e la protegga con le sue regole grammaticali e sintattiche per la formazione del periodo, insomma una sua letteratura.
 
La costruzione di una legge così proposta, di così basso provincialismo indurrebbe più di qualcuno a trascurare la lingua ufficiale della Repubblica dando luogo ad una sorta di analfabetismo per cui uno scolaro non saprebbe scrivere correttamente neppure una lettera a Babbo Natale e sprofonderebbe nell'isolamento culturale dinnanzi ad un prospetto europeo ( o di macroregione).
 
Il friulano è solo un fatto di lessico parlato con diversi accenti in una zona dell'Italia del nord-est, come avviene per l'istro-veneto, il triestino, il veneziano e così via.
 
Non si parlerà mai a Strasburgo, all'ONU, ad incontri internazionali e interregionali in friulano ed in tempi di globalizzazzione diventa grottesco statuire per legge una parlata locale. Oltre a sottrarre tempo e risorse all'apprendimento di lingue che sono ben più utili, come l'inglese, il tedesco, il francese... e magari il cinese e il russo, essa avrebbe un effetto babele nei nostri giovani studenti.
 
Tutto questo sembra invece un mero tentativo di allargare l'influenza friulana nella nostra Regione a danno della componente giuliana.
 
E' meglio, come sempre stato, che i dialetti nel nostro Paese rimangano in famiglia o nella cerchia di amici e conoscenti o tutt'al più negli stadi e si eviti l'etnizzazione della politica regionale e non si mandi il nostro Maestro Dante ad impolverarsi od ingiallirsi in qualche museo nazionale. Chissà chi ha la verità in tasca ? (…)"
 
SERGIO TOMASI
 
(Nota della Redazione del Blog - Il "DIALETTO" a cui fa riferimento Sergio Tomasi è la lingua friulana, tutelata e riconosciuta dalla Repubblica italiana ai sensi dell'art.6 della Carta Costituzionale.
La legge a cui si fa riferimento nell'articolo è la legge regionale 29/2007 che dà attuazione, in regione, alla legge statale 482/99, tutela minoranze linguistiche)
 
..............


REGIONE

Assessorato alla Cultura


La Lingua friulana è
 
ancora una volta

esclusa dai bandi regionali,

progetti culturali!
 
 
VERGOGNA!


Dal sito di EUROFURLAN

30 aprile 2015


LEGGI TUTTO


...........

IL FRIULANO E' UNA LINGUA

Lo ribadisce "nuovamente"
 
 anche la Corte Costituzionale

20 luglio 2013

Dal sito internet di

Cubscuola Udine

 

......................
 
 
 
COMMENTO
 
Evidentemente per i "Friulanofobici" le molteplici sentenze della Corte Costituzionale a favore della minoranza linguistica friulana, hanno lo stesso valore del giornalino “Topolino”!
 
Evidentemente i "Friulanofobici" disconoscono e negano l'art. 3  e 6 della Costituzione italiana e anche l'art. 2 della Legge 482/99, articolo in cui viene riconosciuta e tutelata la "minoranza linguistica friulana", tutela che è prevista in ogni ambito pubblico e sociale. 
 
O forse siamo in presenza  di una  chiara dimostrazione di "pregiudizio linguistico" che rasenta il "razzismo linguistico", mai sanzionato sul piano politico regionale perché ancor oggi troppi politici (soprattutto quelli che vivono sotto il "Campanile di San Giusto"!) sono "Friulanofobici"?

Meglio sprecare i finanziamenti regionali così,

http://comitat-friul.blogspot.it/2015/03/regione-il-bus-scontato-per-gli-esuli.html

invece di ottemperare agli articoli 3 e 6 della Costituzione italiana, alla legge 482/99 e alla legge regionale 29/2007, tutela lingua friulana?
 
LA REDAZIONE DEL BLOG

sabato 7 giugno 2014

LA POLITICA CULTURALE REGIONALE VA MODIFICATA !




Comitato per l'Autonomia e il Rilancio del Friuli
Udine
 

COMUNICATO STAMPA
 

LA POLITICA CULTURALE REGIONALE
VA MODIFICATA!
 
"Noi crediamo che il criterio più corretto per ripartire i fondi debba essere quello della qualità e della tutela delle esperienze culturali diffuse sul territorio e non quello dei costi storici di gestione."
 
 
 
Una settimana fa l'assessore Torrenti dichiarava a un noto giornale locale:

Ogni settore economico e sociale candida qualcuno – aggiunge l’assessore – e il settore della cultura di Trieste ha puntato su di me. Tutti i settori economici hanno rapporti con le pubbliche amministrazioni ed è normale che, nel rispetto dalla legge, le campagne elettorali vengano finanziate da qualcuno e che quel qualcuno siano le persone e le realtà più vicine al candidato (…)
Certamente non vi è nulla di male (forse) se una cooperativa triestina decide di dare un contributo di ben 10 mila euro per la campagna elettorale regionale del Presidente del teatro di cui cura la gestione. Ognuno gioca le sue carte ed avere come consigliere regionale il proprio ex-Presidente, dunque un sicuro amico nell'arena politica, potrebbe ritornare utile. Se poi questo caro amico, non eletto poi consigliere regionale nel 2013, diventa Assessore regionale alla cultura per scelta tecnica della Presidente Debora Serracchiani, e la cooperativa riceve dalla Regione un finanziamento di ben 440 mila euro, allora la dichiarazione sopra riportata pone interrogativi e sorgono spontanee alcune domande:
  • lo Statuto regionale dice, all'art.16 che “I consiglieri regionali rappresentano la intera Regione senza vincolo di mandato” Verrebbe da immaginarsi che anche gli assessori debbano seguire la stessa norma; a Torrenti è sfuggita? Perchè a vedere i criteri usati per distribuire i finanziamenti dell'assessorato regionale alla cultura, sembra proprio che l'assessore operi con un preciso “vincolo di mandato”! E non è casuale che gli attuali criteri seguiti dall'assessore Torrenti corrispondano esattamente a quanto da lui dichiarato nella sua veste di Presidente del teatro triestino Miela il 4 di novembre 2012 ad un giornalista del Piccolo di Trieste. Così infatti si leggeva “virgolettato” il 4 di Novembre 2012, sul quotidiano Il Piccolo di Trieste: «Chiederemo - spiega Torrenti - che in finanziaria si sostengano chi ha un’attività vincolata come i teatri stabili. In modo da tutelare il lavoro».

    http://ilpiccolo.gelocal.it/cronaca/2012/11/04/news/teatri-chiusi-con-i-fondi-dimezzati-1.5974215


    Ossia chiedeva che venisse finanziata e privilegiata la cultura triestina, basata prevalentemente su enti con dipendenti, diversamente da quella friulana dove invece è il volontariato a predominare. Giusto difendere il lavoro, ma perchè a farne le spese deve essere il Friuli? Noi crediamo che il criterio più corretto per ripartire i fondi debba essere quello della qualità e della tutela delle esperienze culturali diffuse sul territorio e non quello dei costi storici di gestione.
  • L'assessore non cita gli indubbi meriti della cooperativa culturale Bonawentura. Forse bastava quello per spiegare il motivo del finanziamento, invece è il fatto che “Trieste ha puntato su di me” a costituire la motivazione e la giustificazione del finanziamento. E' accettabile? E quindi sono accettabili le evidenti sperequazioni nella distribuzione delle risorse della cultura sul territorio regionale?
  • ogni settore economico e sociale candida qualcuno” In realtà sono i partiti che candidano, dice la Costituzione. Forse Torrenti vuol rilegittimare una qualche norma relativa alla Camera dei Fasci e delle Corporazioni? O forse vuole dirci che anche gli altri assessori rappresentano precisi settori economici? E qui i casi sono due: o smentiscono o spiegano al popolo friulano e triestino chi li ha candidati e perchè.
E dobbiamo ricordare anche che, come si legge nel bando per i finanziamenti regionali 
 

All'Art. 5 – ESCLUSI Non sono considerati i progetti finalizzati ad iniziative aventi ad oggetto:
a) valorizzazione delle lingue minoritarie

Forse che per l'assessore non è cultura quella fatta nelle tre lingue minoritarie regionali ghettizzate nei pochissimi e miserevoli finanziamenti che la regione eroga per la “politica linguistica di tutela” ?
 
A noi sembra che si sia passato il segno e che sia ora di una diversa idea di politica culturale in Regione e per il Friuli!
 
31 maggio 2014
 
Paolo Fontanelli

Presidente
Comitato per l'autonomia e il rilancio del Friuli
 
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Il Comunicato Stampa sopra riportato è stato pubblicato sul settimanale della Arcidiocesi di Udine, La Vita Cattolica,  giovedì  5 giugno 2014, con il significativo titolo di "ASSESSORE NEL NOME DI CHI?"