mercoledì 27 giugno 2018

LA CONTRO-RIFORMA DELLE UTI: DUE DOMANDE ALLA GIUNTA FEDRIGA


La contro-riforma

delle UTI

(Unioni Territoriali Intercomunali)


ALCUNE DOMANDE

ALLA GIUNTA REGIONALE

DELLA REGIONE

FRIULI-V.G.

………..

 
PONIAMO ALCUNE DOMANDE

ALLA NUOVA GIUNTA REGIONALE


Nella cancellazione/modifica/controriforma delle UTI che la Giunta regionale Fedriga si appresta ad effettuare, giustamente considerato il mare di problemi  creati ai Comuni da questa legge regionale di riforma enti locali targata Panontin/Serracchiani, l'assenza di democrazia nel percorso legislativo delle legge istitutiva delle UTI, la necessità di rimediare ai troppi ricatti e penalizzazioni posti in essere a danno dei Comuni che non hanno aderito alle UTI la necessità di rispettare l'art. 5 della Costituzione italiana, poniamo due domande alla Giunta Fedriga:

  1. come pensa di rispettare la sentenza della Corte Costituzionale nr. 50 del 2015 con cui la Consulta ha precisato che “le Unioni di Comuni NON SONO ENTI LOCALI” e neppure "UN ENTE TERRITORIALE ULTERIORE E DIVERSO RISPETTO ALL'ENTE COMUNE"?

    Alla luce di questa sentenza, come può una “associazione tra Comuni”, per sua natura giuridica subordinata ai Comuni stessi che l'hanno generata, essere a elezione diretta e dunque a gestione autonoma rispetto ai Comuni stessi?

  2. nel modificare la riforma enti locali approvata dalla Giunta Serracchiani,  si terrà conto finalmente anche della Ordinanza del TAR del Lazio  di rinvio alla Corte Costituzionale (Ordinanza pubblicata il 20 gennaio 2017) e più specificatamente del punto in cui i magistrati del TAR del Lazio ritengono  “rilevante e non manifestamente infondata" la dubbia costituzionalità "dell'esercizio obbligatorio in forma associata delle funzioni, mediante unioni o convenzioni, da parte dei Comuni"?

    http://comitat-friul.blogspot.it/2017/03/per-il-tar-del-lazio-la-gestione.html

    Stranamente sia la politica regionale che la stampa locale hanno sempre ignorato questa importante Ordinanza di rinvio alla Corte Costituzionale del TAR del Lazio nonostante la sua lettura ponga molti interrogativi sulla costituzionalità della normativa, anche regionale, sulle  "Unioni di Comuni" (UTI da noi in regione) e soprattutto sull' "obbligatorietà dell'esercizio in forma associata delle funzioni comunali" e il ricorso al TAR del Lazio sia stato sottoscritto da ben 2.200 Comuni italiani….


LA REDAZIONE DEL BLOG

 

domenica 24 giugno 2018

"IL GENOCIDIO DIMENTICATO: PERSECUZIONE DI ROM E SINTI" DI JOVANA KUZMAN

 
Dal sito
 
 
………………..
 
APPROFONDIMENTI
 
Il genocidio dimenticato:
persecuzione di Rom e Sinti
 
di Jovana Kuzman
 
22 giugno 2018
 

(…) Il 16 maggio 1940 iniziò la deportazione organizzata delle famiglie Sinti e Rom dal territorio del Reich. Il 29 gennaio del 1943 venne disposto dall’Ufficio centrale per la sicurezza Nazionale la selezione secondo precisi criteri di “tutti gli zingari di sangue misto, gli zingari rom e gli zingari appartenenti a tribù zingare di sangue non tedesco di origine balcanica” e l’invio dei gruppi di famiglie verso il campo di concentramento di Auschwitz, dove furono sottoposti a terribili esperimenti pseudopsichiatrici coordinati dal medico del campo, Mengele.

Nel 1944 l’intero “campo-zingari” fu liquidato. Il genocidio non venne compiuto solo ad Auschwitz, ma anche a Chelmno, Kulmhof, Treblinka, Majdanek e tramite esecuzioni di massa in Croazia, Polonia, territori del Mar Baltico, Serbia, Ucraina e Crimea. Le stime affermano che circa mezzo milione di Sinti e Rom persero la vita."
 
 
 
 
LEGGI TUTTO IL TESTO
 
 
 
 
 
 

martedì 12 giugno 2018

MINORANZA LINGUISTICA SLOVENA: CONOSCONO LA COSTITUZIONE ITALIANA E LE SENTENZE DELLA CORTE COSTITUZIONALE? PARE PROPRIO DI NO!





MINORANZA LINGUISTICA SLOVENA

LA COSTITUZIONE ITALIANA
E LE SENTENZE DELLA
CORTE COSTITUZIONALE?
 

SCONOSCIUTE

ALLA SENATRICE PD, TATJANA ROJC,
E AL PRESIDENTE FEDRIGA? 

PARE PROPRIO DI “SI'” !!

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Dal quotidiano
Friulisera.it
 
 
http://friulisera.it/sloveni-rojc-scopriamo-pensiero-di-fedriga-da-giornali-sloveni/

Sloveni: Rojc, scopriamo pensiero di Fedriga da giornali sloveni

di Redazione · 11 giugno 2018

"Abbiamo fatto una scoperta interessante sul pensiero del presidente Fedriga in merito alla minoranza slovena in Friuli Venezia Giulia. Peccato aver dovuto aspettare di leggere il Delo di Lubiana, per sapere che Fedriga è a favore di una rappresentanza garantita al Parlamento italiano, esattamente come è stato auspicato nei mesi scorsi dal Pd del Friuli Venezia Giulia e recentemente anche da me a colloquio con il presidente Pahor.

Lo ha affermato la senatrice del Pd Tatjana Rojc, commentando l'intervista rilasciata dal presidente della regione Massimiliano Fedriga al quotidiano “Delo” di Lubiana. Rojc osserva che “della rappresentanza politica garantita per gli sloveni non aveva mai parlato, né prima quando si è votata la legge elettorale, né poi in campagna elettorale, anzi della comunità slovena non c'è traccia nel suo programma elettorale.

Se intende fare sul serio e portare le istanze degli sloveni a Roma, Fedriga sappia che su questo argomento siamo abbastanza preparati, e disponibili a dare una mano”.

“Interessante poi approfondire – aggiunge Rojc - il tema della rappresentanza garantita anche a livello regionale, menzionata nell'intervista, e capire come intenderebbe procedere verso una riforma in tal senso. Forse si prevede un censimento? O forse non sarebbe intanto buona cosa impegnarsi per la completa applicazione della legge 38/2001? Sarebbe già sistemato molto – conclude - di quello che ancora resta aperto”.

............



COMMENTO

della redazione del Blog


Ricordiamo alla senatrice
(di lingua slovena) del Pd Tatjana Rojc,  e al Presidente di Regione Fedriga:

 
1) La nostra Costituzione, l’Europa e le leggi della Repubblica tutelano le minoranze linguistiche senza nessuna differenza normativa tra le minoranze stesse. La Corte Costituzionale è già intervenuta dichiarando incostituzionali eventuali differenze nella tutela.

Un esempio? Dal sito del Comitato 482:
Anche per la Consulta i friulani non sono una minoranza di serie B



2) La Costituzione slovena prevede un seggio in Parlamento per OGNI minoranza linguistica riconosciuta dalla Slovenia. Inoltre "la Costituzione slovena" non discrimina tra minoranze linguistiche e per tutte – con o senza Stato – prevede la rappresentanza in Parlamento. Ossia, giusto per esplicitare meglio il concetto giuridico, se la minoranza linguistica friulana fosse per ipotesi riconosciuta in Slovenia, avrebbe diritto ad un seggio garantito in Parlamento esattamente come la minoranza linguistica italiana che vive in questo Stato.
Nella Costituzione italiana non esiste pari norma costituzionale, e sia la senatrice del Pd Tatjana Rojc che il Presidente di Regione Massimiliano Fedriga LO SANNO PERFETTAMENTE!! 

3) La minoranza linguistica slovena la smetta dunque di richiedere norme “a suo esclusivo favore” non previste dalla Costituzione italiana.

4) Se intende fare sul serio e portare le istanze dei FRIULANOFONI a Roma, Fedriga sappia che su questo argomento siamo abbastanza preparati, e disponibili a dare una mano.

Presidente Fedriga,  in attesa di portare le  istanze FRIULANOFONE  a Roma,  si attivi per dare attuazione alla L.r. Friuli-vg nr.  29/2007 (tutela lingua friulana), ancora in gran parte non attuata: sarebbe già un gran passo avanti…


La Redazione del Blog



sabato 9 giugno 2018

UTI E LO SPEZZATINO DEL FRIULI - QUALE FUTURO?


 

 

COMUNICATO STAMPA

UTI e lo spezzatino del Friuli



 
Non sembra cambiato molto l'atteggiamento della politica regionale verso il Friuli! A suo tempo denunciavamo che uno dei problemi principali della legge che istituiva le UTI abolendo le Provincie era quello di privare il Friuli di forme unitarie di rappresentanza istituzionale mentre Trieste manteneva inalterata la propria provincia, continuando ovviamente a svolgere il ruolo di capitale regionale.
 
Con la legge sulle UTI il Friuli ha subito e sembra che debba continuare a subire la cancellazione della propria identità dissolta, da un lato nell'indigesto friulveneziagiulianismo e dall'altro nel frazionamento delle proprie forme di rappresentanza istituzionale.
 
Ora si ridiscutono tempi e metodi di funzionamento delle UTI ma il problema dello spezzatino del Friuli resta inalterato poichè il termine “cantoni” (in sovrapposizione alle UTI?) proposto dal Presidente Fedriga per quattro enti sembra precostituire una autonomia diversificata tra gli stessi violando il principio che una minoranza linguistica, e i friulani lo sono, dovrebbe aver diritto ad una forma unitaria di rappresentanza amministrativa.
 
I molti consiglieri che hanno giurato in friulano non ritengono che, al di là della giusta valorizzazione della loro lingua madre, vada affrontato il tema?
 

Udine, 9 giugno 2018


per il Comitato per l'Autonomia
 
e il Rilancio del Friuli
 
il presidente
Paolo Fontanelli
 
 

domenica 3 giugno 2018

LA PROVA DEL NOVE CHE LA SANITA' TRIESTINA ERA SOVRAFINANZIATA



LA PROVA DEL NOVE

CHE LA SANITA' TRIESTINA

ERA SOVRAFINANZIATA!!

………

Il passaggio dal finanziamento regionale in base al "costo storico" al finanziamento in base al "costo standard" ora mette in luce il notevole sovrafinanziamento di cui per decenni ha goduto la sanità triestina e da anni denunciatoinutilmente - dai friulani!

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Dal quotidiano IL PICCOLO
di Trieste

il caso

“Rosso” da 20 milioni
nella sanità del Fvg


Il buco nei conti delle Aziende di Trieste e Udine per effetto del nuovo metodo di finanziamento basato sui costi standard.
Il nodo dell’assestamento di bilancio

di Diego D’Amelio

26 maggio 2018

(…) fino all’introduzione della riforma, le Aziende sanitarie ricevevano infatti i fondi sulla base di quanto speso negli anni precedenti, non ricavandone dunque l’impulso alla contrazione delle uscite superflue o abnormi. Il nuovo calcolo si basa sull’analisi di quanto speso da una serie di Regioni italiane virtuose, parametrato alla loro popolazione di riferimento. Ne deriva un costo per abitante che le strutture sanitarie sono chiamate a rispettare (…) I costi standard sono il sistema voluto a livello ministeriale e applicato dunque anche nell’ambito della riforma regionale (…) la situazione si è fatta più complessa per l’Azienda triestina, che nel 2016 ha segnato un passivo di poco meno di un milione, diventato di oltre 12 nell’anno appena concluso. (….)

Leggi tutto l'articolo:



 

mercoledì 30 maggio 2018

"Quando l'Europa dimezzò i debiti di guerra alla Germania": una storia dimenticata dalla Germania e dalla coppia Merkel-Schaeuble


Quando l’Europa dimezzò

i debiti di guerra

alla Germania


DAL BLOG di FELICE BESOSTRI 

 
30 maggio 2018

(Un pó di storia)
 
L’ex ministro degli Esteri tedesco Joschka Fischer nel suo libro, appena pubblicato scrive:
 
"è «sorprendente» che la Germania abbia dimenticato la storica Conferenza di Londra del 1953, quando l’Europa le cancellò buona parte dei debiti di guerra. «Senza quel regalo – scrive l’ex ministro tedesco nel suo libro – non avremmo riconquistato la credibilità e l’accesso ai mercati. La Germania non si sarebbe ripresa e non avremmo avuto il miracolo economico».
 
La cura di austerità imposta dalla coppia Merkel-Schaeuble, secondo l’ex ministro tedesco, è stata «devastante» perché ha imposto ai Paesi del Sud Europa «una deflazione dei salari e dei prezzi» impossibile da superare con il peso del rigore; «alla trappola della spirale dei debiti», che condanna questi Paesi a non uscire dalla crisi con il pretesto del risanamento dei conti.
 
Fischer, in definitiva, accusa la Germania della signora Merkel e della sua grande coalizione di «euroegoismo» e di avere la memoria troppo corta. «Se la Bce non avesse seguito le decisioni di Draghi ma le obiezioni dei tedeschi a quest’ora l’euro non esisterebbe più. Il più grande pericolo per l’Europa – conclude il politico tedesco - attualmente è la Germania». (….)

           
Tratto da un articolo di Riccardo Barlaam per il Sole 24ore

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mercoledì 23 maggio 2018

GRAZIADIO ISAIA ASCOLI ha inventato il nome "VENEZIA GIULIA" e non il nome "FRIULI VENEZIA"!!!


Il grande glottologo friulano 

GRAZIADIO ISAIA ASCOLI

ha inventano il nome VENEZIA GIULIA

e non il nome FRIULI VENEZIA!!!

.....

Alla cortese attenzione

Presidente di regione

MASSIMILIANO FEDRIGA



UN CARTELLO STRADALE

DA MODIFICARE AL PIU' PRESTO!

 
Foto di Roberta Michieli
scattata ai confini tra la Regione Veneto e
l'inizio del comune di Sacile (prov. Pn)
 
 
 
 
Foto di Roberta Michieli 
scattata ai confini tra la Regione Veneto e
l'inizio del comune di Sacile (prov. Pn) 
 
 

Promemoria per Il Presidente della regione Friuli-Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga
 
 
1) Il grande glottologo friulano Graziadio Isaia Ascoli, il 23 agosto 1863, a Milano, inventò il nome "Venezia Giulia" e non il nome "Friuli Venezia"
 
 
 
2) I vocaboli "Friuli" e "Giulia", sul piano tipografico occupano lo stesso spazio essendo formati entrambi da SEI LETTERE.
 
Perché dunque nel cartello stradale  non è stato scritto correttamente
 

FRIULI
VENEZIA GIULIA?
 
 
Oltre tutto scrivendo così il nome della nostra regione se ne rispetta la storia e la geografia; si rispetta la Costituzione italiana (art. 131 = elenco delle regioni); si rispetta il Parlamento italiano e la Corte Costituzionale che "SEMPRE" scrivono il nome della nostra regione con il trattino tra Friuli e Venezia Giulia sia nelle leggi e decreti, che nelle sentenze.
 
http://comitat-friul.blogspot.it/2014/06/regione-il-trattino-ce-ancora.html
 
 
Signor Presidente
 
che sia il caso di dare disposizioni scritte agli assessorati regionali su come va scritto il nome dalla nostra regione nei dépliant, tabelloni e insegne pubblici,  e cartelli stradali?
 
O in Friuli, per correggere questo plateale errore per altro già inutilmente segnalato,  dobbiamo ritornare agli anni 50 e al "fai da te"? Non è questo che vogliamo.
 
Sappiamo che è molto impegnato, ma cerchi ugualmente di trovare 10 minuti per rimediare a tanta ignoranza storica e geografica. Grazie!! 
 
 
 
LA REDAZIONE DEL BLOG 
 
……….
 
Il "Comitato per l'autonomia e il rilancio del Friuli", ringrazia la Redazione di UDINETODAY per aver riportato la nostra richiesta al Presidente Massimiliano Fedriga sul loro sito giornalistico, in data 23 maggio 2018.
 
 
Il problema non è banale ma di GRANDE sostanza perché non si può "negare" la storia e la geografia del Friuli e di Trieste, storpiando - volutamente - il nome della nostra regione.
 
Se fosse un problema banale perché c'è chi difende "ostinatamente" la eliminazione del trattino?
 
Perché la Regione  non  si adegua al Parlamento italiano e alla Corte Costituzionale che SEMPRE nelle leggi e decreti e sentenze costituzionali, il trattino tra Friuli e Venezia Giulia lo scrivono?
 


lunedì 21 maggio 2018

REGIONE FRIULI-VG: LETTERA APERTA AI CONSIGLIERI REGIONALI DELLA 12^ LEGISLATURA


Comitât pe Autonomie
e pal Rilanç dal Friûl

Ai Consiglieri regionali della 12^ legislatura
alla Giunta regionale
e, p.c. agli organi di stampa

Il Comitato per l'autonomia e il rilancio del Friuli ha rilevato con soddisfazione che molte forze politiche che si sono presentate alle recenti elezioni regionali hanno fatto propri temi ed aspettative autonomiste ovvero argomenti diretti alla difesa dell'autonomia speciale del Friuli – Venezia Giulia.
 
L'uso generale in campagna elettorale di simboli e bandiere friulane, presenti nella stragrande maggioranza degli schieramenti, ci permette di ricordare a tutti che, per coerenza, le politiche regionali dovranno essere più attente che in passato alla difesa e sviluppo della lingua friulana e degli organismi istituiti per la sua tutela.
Ci permettiamo anche di segnalare il mai risolto problema della sperequazione nel finanziamento degli atenei regionali, a danno di quello del Friuli, in un più generale quadro di equa ripartizione territoriale delle risorse.

Nell'augurare buon lavoro al nuovo Consiglio regionale questo Comitato auspica inoltre che Giunta e Consiglio riescano a recuperare interamente le risorse dovute dallo Stato, allineandosi alle altre Regioni a statuto speciale, con eventuali nuovi meccanismi di calcolo che tengano conto della prospettata revisione dei criteri di tassazione a carico dei cittadini.

17.05.2018

per il Comitato per l'Autonomia e il Rilancio del Friuli
il presidente
dott. Paolo Fontanelli

mercoledì 9 maggio 2018

ASSESSORI REGIONALI ALLA CULTURA E ALL'ISTRUZIONE? PER SALVARE LA SPECIALITA', PROIBITO NOMINARE "PATRIOTI ITALIANISSIMI"


 
REGIONE FRIULI-VG

I NUOVI ASSESSORI

ALLA CULTURA E ALL'ISTRUZIONE?

PER TUTELARE LA SPECIALITA'

PROIBITO NOMINARE

"PATRIOTI   ITALIANISSIMI"


NOTA

PER MASSIMILIANO FEDRIGA



In una regione in cui il 60% della popolazione è minoranza linguistica storica riconosciuta e tutelata dalla Repubblica italiana ai sensi dell'art. 6 della Costituzione italiana, gli Assessorati che si occupano anche di tutela delle tre minoranze linguistiche che vivono in regione (friulani, sloveni e tedeschi) finanziando e programmando la tutela stessa, non potranno che avere a capo un Assessore competente e sensibile anche nel campo della tutela di queste tre minoranze linguistiche.

Il che significa la esclusione a priori di chi nel suo DNA non ha notoriamente questa sensibilità politica.

Ricordiamo al neo Presidente di regione Massimiliano Fedriga, che l'unico motivo di specialità della nostra regione è la presenza massiccia di minoranze linguistiche storiche.

Tutelarle in maniera seria significa tutelare l'autonomia speciale della nostra regione.

Ricordiamo anche che “tutela” non è sinonimo di “folclorizzazione” dei diritti linguistici.


LA REDAZIONE DEL BLOG
 
 

mercoledì 2 maggio 2018

REGIONE FRIULI-VG - ELEZIONI REGIONALI DEL 29 APRILE 2018: HA VINTO CHI HA PERSO DI MENO


REGIONE FRIULI-VG

ELEZIONI REGIONALI

DEL 29 APRILE 2018

COM'E' ANDATA?
 


I risultati

Dal quotidiano il Messaggero Veneto (Ud)


Commenti

1) Dal quotidiano Friulisera.it – articolo a firma di Fabio Folisi pubblicato il 30 aprile 2018
 

 
"Onestà intellettuale e politica vorrebbe che fossero gli stessi partiti a spiegarlo, ma siccome siamo certi non verrà fatto né da vincitori né da vinti, allora lo facciamo noi. Diciamo subito che in democrazia i numeri hanno un significato e, nascondere la realtà dietro a forvianti percentuali, non è certo la maniera migliore per riconquistare le persone alla passione per la politica e per la gestione della cosa pubblica. Ed allora scopriamo che in totale i voti validi sono stati 537.950 su un corpo elettorale di 1.107.415. Questo vuol dire che 569.465 elettori non hanno votato (…)

2) Salvo il movimento “Patto per l'autonomia” che ha triplicato i voti rispetto alle elezioni politiche del 4 marzo e a cui facciamo i complimenti, il 29 aprile ha vinto chi ha perso di meno rispetto alle elezioni politiche del 4 marzo.
 
Da facebook “Rinascita triestina” i calcoli di chi ha “PERSO DI MENO” a Trieste

Cosi si può leggere su facebook “Rinascita triestina” a commento della analisi del voto del 29 aprile 2018:

19 h ·
#OsservatorioElettorale - REGIONALI 2018 - LA MATEMATICA DICE CHE E' STATA UNA GARA A CHI HA PERSO MENO VOTI RISPETTO ALLE POLITICHE DEL 4 MARZO - Solo il Patto per l' Autonomia aumenta, più che triplicando i voti.
 
 Esaminando i risultati elettorali con il criterio dei voti assoluti e non delle percentuali, che spesso sono fuorvianti, si scopre che TUTTI, a Trieste come in Regione, hanno perso migliaia di voti rispetto alle politiche di due mesi prima.
 
E' stata una gara a chi perdeva meno consensi propiziata dalla scelta antidemocratica della Giunta precedente di piazzare le elezioni in un ponte per favorire l' astensionismo.
 
Dal momento che alle Regionali ha votato il 24,5% in meno degli aventi diritto (rispetto alle elezioni politiche del 4 marzo n.d.r.) chi perdeva di meno risultava avere paradossalmente una percentuale in crescita.
  
Osserviamo cosi che a Trieste il PD e Forza Italia dati per stabili hanno perso rispettivamente il 32,4% e il 35,2% dei propri elettori alle politiche.
I Fratelli d'Italia annoverati tra i vincitori hanno perso il 39,6% dei consensi che avevano due mesi prima.
 
La Lega, indubbia trionfatrice, ha invece perso solo il 22,5% dei voti assoluti.
 
Un assoluto disastro invece quello dei 5 Stelle che perdono in due mesi l' 81,2% dei consensi triestini con gravi danni sulle trattative per il governo nazionale. (…)


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LA REDAZIONE DEL BLOG



venerdì 27 aprile 2018

ELEZIONI REGIONALI DEL 29 APRILE 2018: INVITO AL VOTO/COMUNICATO STAMPA

 
 
 
Comitât pe Autonomie e pal Rilanç dal Friûl

Comunicato stampa
 
27 aprile 2018

Invito al voto
 
Il Comitato per l'Autonomia e il rilancio del Friuli ha seguito con attenzione gli sviluppi della politica regionale di questi anni ed ha molto apprezzato il lavoro di analisi e di ricerca fatto da un gruppo di amministratori di piccoli Comuni e semplici cittadini sul tema dell'Autonomia, delle risorse, dello sviluppo economico e sociale. Il loro lavoro si è concretizzato politicamente nel PATTO per L'AUTONOMIA con una lista rappresentativa delle diverse anime dell'autonomismo friulano e crediamo che un voto per questi candidati che hanno chiesto al prof. Sergio Cecotti di rappresentarli, sia il modo migliore per sostenere la voce di chi intende rappresentare in Regione le istanze di questo territorio, la sua storia, il suo diritto ad un futuro.

per il Comitato per l'Autonomia e il Rilancio del Friuli
il presidente
Paolo Fontanelli


mercoledì 25 aprile 2018

ELEZIONI REGIONALI - MINORANZE LINGUISTICHE: COMUNICATO STAMPA DEL COMITATO 482


Elezioni regionali - minoranze linguistiche

Dal Blog
del Comitato 482 

 
24/04/18

Comunicato stampa: Elezioni regionali 2018,
cresce l'attenzione dei candidati
verso la tutela delle minoranze linguistiche


Solo Bolzonello, Cecotti e Fraleoni Morgera 
rispondono
al  Comitât / Odbor / Komitaat / Comitato 482

Presentati oggi a Udine i riscontri al documento 
sulle politiche linguistiche sottoposto
a leader e coalizioni

I candidati alla Presidenza della Regione condividono una certa consapevolezza sull'importanza della tutela delle minoranze linguistiche come fondamento dell'autonomia speciale del Friuli-Venezia Giulia e sulla rilevanza delle politiche linguistiche, anche se mostrano livelli di attenzione e di competenza alquanto diversificati sugli specifici aspetti della questione. È quanto emerge dalle risposte fornite al Comitât / Odbor / Komitaat / Comitato 482 – che aggrega oltre una ventina di realtà espressione delle comunità friulana, slovena e germanica della nostra regione – a seguito di un documento riguardante queste tematiche posto alla loro attenzione.

L'iniziativa aveva una duplice finalità: verificare l'attenzione su questi temi di chi aspira a governare la Regione e, poiché si tratta di una questione di pubblico interesse, dare adeguata informazione ai cittadini in merito alle diverse posizioni al riguardo. Il documento di sintesi è stato così sottoposto ai quattro candidati alla Presidenza della Regione e ai rappresentanti delle liste che li sostengono lo scorso 13 aprile con l'invito a rispondere nell'arco di una decina di giorni.

Il testo, elaborato a partire dai contenuti presenti nelle relazioni finali predisposte dai quattro gruppi di lavoro coinvolti nella Conferenza regionale di verifica e proposta sulla lingua friulana, organizzata lo scorso dicembre dal Consiglio regionale, propone diciassette questioni, che vanno dalla necessità di rafforzare il ruolo della Regione in questo campo con apposite norme di attuazione dello Statuto ad una serie di interventi nei settori dell'istruzione, dei media e dell'uso pubblico delle lingue minoritarie.

Il più alto livello di convergenza tra i candidati-presidente che hanno risposto (Sergio Bolzonello per il centrosinistra, Sergio Cecotti per il Patto per l'Autonomia e Alessandro Fraleoni Morgera per il M5s, mentre non ha fornito alcun riscontro Massimiliano Fedriga per il centrodestra) riguarda proprio il rafforzamento delle competenze regionali in materia di tutela delle minoranze  e di promozione  delle  loro lingue, l'attribuzione alla Regione di competenze e risorse nel campo dell'istruzione, la certificazione e la valorizzazione delle competenze dei docenti di friulano, la formazione nelle lingue minoritarie per i dipendenti della pubblica amministrazione e la competenza linguistica in friulano, sloveno e tedesco quanto meno come requisito accessorio per l'accesso all'impiego pubblico.

I tre sono sostanzialmente d'accordo anche sulla possibilità di disporre della carta d'identità bilingue italiano/friulano mentre le loro posizioni divergono sulla necessità di disporre di una struttura di programmazione Rai autonoma per il friulano: su questo punto Bolzonello appare piuttosto timido, Fraleoni Morgera invoca parità di diritto e di trattamento per tutte le minoranze e Cecotti condivide concretamente la proposta formulata nel documento, sottolineando le inadempienze del governo statale in questo ambito («una Regione seria - scrive - lo avrebbe già portato in tribunale»).

Su scuola e politica linguistica si possono cogliere significative differenze, legate soprattutto a diversi livelli di competenza ed attenzione.





 Allegati:
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 La redazione del Blog nel ringraziare il Comitato 482 per la sua iniziativa, concorda con l'analisi espressa nel Comunicato stampa del Comitato 482.
 
Dicono, secondo noi sbagliando,  che noi friulani non siamo spiritosi ed ironici. Non è vero, anzi.
 
Dal profilo facebook  satirico "Patto matto" riportiamo questo splendido fotomontaggio satirico che smentisce chi vorrebbe i friulani solamente "grandi lavoratori". Complimenti a chi ha composto il fotomontaggio.

Dall'album "Lezioni di Friulano" di "Patto Matto":
 
 
LA REDAZIONE DEL BLOG