martedì 23 maggio 2017

REGIONE FRIULI-VG: L'AQUILA "REGIONALE" E' UN SIMBOLO DI SOTTOMISSIONE A ROMA!

 
REGIONE FRIULI-VG
 
L'AQUILA DELLA BANDIERA
DELLA REGIONE?
 
E' UN SIMBOLO DI SOTTOMISSIONE 
A ROMA (secolo 238 d.C)
CHE NON HA NULLA
A CHE SPARTIRE CON
L'AQUILA FRIULANA
FILOIMPERIALE!!!
 
MA A TRIESTE PARE
NON LO SAPPIANO!
 
e a quanto pare, non lo sanno
neppure i giornalisti locali
e i politici di casa nostra!!!
 
  
Dal quotidiano
 IL MESSAGGERO VENETO
 
18 MAGGIO 2017

http://messaggeroveneto.gelocal.it/udine/cronaca/2017/05/18/news/torna-l-alabarda-sui-cappelli-dei-vigili-scacciata-l-aquila-friulana-1.15355849


COMMENTO
DELLA REDAZIONE DEL BLOG

Scacciata l'aquila friulana dai cappelli dei vigili urbani di Trieste? Ma se non c'è mai stata!!! 
..................


Bandiera ufficiale della regione
Friuli -Venezia Giulia,
inventata nel 1964.

(l'aquila simboleggia l'Aquileia romana
- del secolo 238 d.C. -  
che si genuflette devotamente a Roma!!!)

..........


 
 
 Bandiera storica della "Patria del Friuli"

(l'aquila rappresenta una precisa scelta di
campo filoimperiale
dei  Patriarchi di Aquileia)

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L'aquila FRIULANA nel logo
della "Università del Friuli"

Udine è la capitale storica
della millenaria regione Friuli
.................
 

In un articolo pubblicato il 18 luglio 2008 dal quotidiano IL MESSAGGERO VENETO, il dott. Maurizio Buora, all'epoca  Conservatore del castello di Udine, ci racconta come nel 1964 fu inventata la bandiera ufficiale della regione Friuli - Venezia Giulia e come l'aquila di questa bandiera  regionale non abbia nulla a che spartire con l'aquila della bandiera del Patriarcato d'Aquileia e della "Patrie dal Friûl", OSSIA......C'E' AQUILA E AQUILA!!

Peccato che sia la politica triestina che i media locali paiano ignorare la genesi del "pastrocchio"  datato 1964 che è stato ufficializzato con legge come bandiera regionale....

Dall'archivio internet del quotidiano IL MESSAGGERO VENETO:
 
 
 
Buora : «Ma quella della Regione è l'aquila dei sotans»
                                
«Un'interessante discussione sull'aquila simbolo della Regione. Credo sia opportuno che i lettori siano informati di alcuni fatti, forse non a tutti noti». E' questo l'esordio della lunga disamina del Conservatore del castello di Udine, Maurizio Buora che piomba sulla polemica di questi giorni.

L'aquila detta del beato Bertrando – spiega Buora – compare non solo su una parte delle preziose vesti con cui fu seppellito, nel 1350 (oggi conservate nel bel Museo del Duomo di Udine), ma anche nelle monete da lui coniate. Tale aquila è diversa da quella usata da altri suoi predecessori, come Gregorio di Montelongo (1251 – 1269), Raimondo della Torre (1273 – 1298) e altri (Pietro Gera e via dicendo). L'aquila – insiste – comparve per la prima volta nelle monete della Sicilia, sotto il regno di Enrico VII e di Costanza (1195) come insegna dell'impero d'Occidente. Con Federico II e i suoi successori troviamo indifferentemente la testa volta a destra o a sinistra. Quindi la scelta dell'aquila per le monete aquileiesi, oltre a rispondere all'etimologia popolare che fa derivare il nome dell'antica Aquileia da un'aquila che sarebbe apparsa in cielo al momento della sua fondazione, indica originariamente una precisa scelta di campo filoimperiale, anche se questa poi poté passare in secondo piano.  

«Anche l'aquila scelta a simbolo della Regione ha un'origine aquileiese. Come mi disse Laura Ruaro Loseri, essa fu da lei scelta nel 1964 – quand'era direttrice dei Civici Musei di Trieste – traendo spunto dal fianco di un'iscrizione rinvenuta ad Aquileia – argomenta ancora Buora , pubblicata più volte dal Brusin e conservata nel Museo archeologico locale. L'iscrizione si riferisce al così detto bellum Aquileiense ovvero alla lotta che vide opposte le truppe di Massimino il Trace e gli abitanti della città, che impedì all'imperatore legalmente in trono di entrare e di proseguire verso Roma. La vicenda potrebbe prestarsi a diverse letture: di fatto fu un episodio di guerra civile, in cui una parte della popolazione scelse di rimanere fedele al senato e non all'imperatore. Ciò accadeva nel 238 d.C.».

Nel 238 d.C., dunque, a ricordo della vittoriosa resistenza degli Aquileiesi – insiste il Conservatore – fu predisposta per volontà del senato locale (= ordo decurionum) una base onoraria che mostra, come si è detto, su un lato la personificazione della città di Aquileia, in ginocchio dinanzi a Roma maestosamente seduta in trono. Di fatto è un interessante rovesciamento della situazione: come si è detto furono gli Aquileiesi a salvare il senato, mentre il messaggio trasmesso dall'immagine vuol far credere che gli Aquileiesi ringrazino la città di Roma, e il potere centrale in essa residente, per l'aiuto ricevuto in quest'occasione. Proprio sopra il capo di Aquileia volteggia quell'aquila che vediamo raffigurata nello stemma della Regione. Simbolo dunque di genuflessa devozione. Cent'anni dopo, nel IV sec. d. C., alcuni miliari posti lungo le strade del Friuli – si avvia a conludere – avrebbero riportato la dicitura devota Venetia, riproponendo lo stesso concetto di devota sottomissione. «C'è dunque aquila e aquila. C'è l'aquila imperiale e l'aquila per così dire regionale.

L'aquila della Regione, lungi dal rappresentare un simbolo di autonomia, appare, a chi sappia leggere il significato delle immagini – e oggi da più parti si dice che viviamo nella civiltà delle immagini -, come un appropriato emblema dei "sotans"».
 

 
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COMMENTO
 
La bandiera ufficiale della regione Friuli-Venezia Giulia è notoriamente un simbolo in cui i cittadini di questa regione non si sono mai riconosciuti essendo un simbolo del tutto inventato nel 1964 partendo da una iscrizione romana del 238 d.C trovata ad Aquileia.
 
Oltretutto la millenaria regione storica Friuli e la città di Trieste  le loro bandiere storiche e identitarie le avevano già....
 
Noi friulani ci teniamo ben stretta la "nostra" aquila  filoimperiale che non ha nulla da spartire con l'aquila ufficiale regionale, oltretutto un simbolo quest'ultima, come ha ben spiegato il dott. Maurizio Buora, di "genuflessa devozione" a Roma (simbolo perfetto - sic! - per una regione ad autonomia speciale! Soprattutto oggi che pare farsi scippare da Roma ogni autonomia...).

A questo punto è giusto e legittimo che anche i vigili urbani dei Comuni friulani pretendano anche loro sul cappello il simbolo della loro identità storica, ossia l'aquila friulana filo imperiale, dal momento che l'aquila regionale non li rappresenta sul piano identitario!
O solo i vigili urbani di Trieste hanno diritto al riconoscimento identitario e a mettere l'alabarda sui loro cappelli?

Questo privilegio concesso SOLO a Trieste è un piccolo fatto di nessuna importanza?  No, è un fatto molto grave perché rappresenta la cartina di tornasole di come funziona la gestione politica amministrativa regionale....

 
LA REDAZIONE DEL BLOG 
 
 

venerdì 19 maggio 2017

CONVEGNO-DIBATTITO 22 MAGGIO 2017: "CON QUALE LEGGE ELETTORALE VOTEREMO?" - RELATORE AVV. FELICE CARLO BESOSTRI

 
I cittadini elettori friulanofoni
ricorrenti anti-italicum
invitano tutti i cittadini elettori,
tutti i comitati, movimenti, partiti,
al seguente 
 
CONVEGNO - DIBATTITO
 

CON QUALE LEGGE ELETTORALE VOTEREMO?
 
UNA TERZA LEGGE ELETTORALE INCOSTITUZIONALE ?!?
 
BASTA PREMI DI MAGGIORANZA, BASTA LISTE  BLOCCATE, BASTA MINORANZE LINGUISTICHE DI SERIE A E DI SERIE C !!!
 

Salone d’Onore

del Consiglio Provinciale di Udine

Piazza Patriarcato n. 3 - UDINE

 
Lunedì 22 Maggio 2017

alle ore 17.00 

Relatore

Avv. Felice Carlo Besostri


PROGRAMMA

 

PARTE GENERALE: Una nuova legge elettorale rispettosa della Costituzione  - (Avv. Felice Carlo Besostri)

PARTE SPECIALE: Le questioni linguistiche nella Reg. Aut. Friuli – Venezia Giulia - (Avv. Luca Campanotto)


SALUTO

On. Pietro Fontanini, Presidente della Provincia di Udine

INTERVERRANNO


RELATORE - Avv. Felice Carlo Besostri

Avvocato Costituzionalista del Foro di Milano, relatore al Senato della L. 482/99, referente dei pool legali anti PORCELLUM, EUROPORCELLUM e ITALICUM 

Federico Simeoni, cons. provinciale Patrie Furlane

ricorrente anti EUROPORCELLUM e ITALICUM

Paolo Fontanelli, presidente Comitât pe Autonomie e pal Rilanç dal Friûl

ricorrente anti EUROPORCELLUM e ITALICUM

 
Avv. Luca Campanotto 

ricorrente e legale anti-ITALICUM, referente distrettuale anti-EUROPORCELLUM e anti-ITALICUM
 

I Comitati Friulani per il NO al referendum costituzionale 04/12/2016

.................

NUOVA LEGGE ELETTORALE:

QUALE RAPPRESENTANZA PER I FRIULANI?
 

 Dopo l'esito popolare del referendum costituzionale del 4/12/2016 e la bocciatura della legge elettorale “Italicum” da parte della Corte Costituzionale e dopo l'ennesimo sollecito da parte del Presidente Mattarella, in questi giorni in Parlamento si è riaperto il confronto su quale legge elettorale dare al Paese.  

Il dibattito si è incagliato nuovamente su premio di maggioranza, liste bloccate, collegi elettorali misti e soglie di sbarramento a fisarmonica.Il rischio concreto è che le parti politiche, in barba alla volontà popolare espressa a dicembre ed ai dettami della Consulta, imbastiscano nuovamente un testo pasticciato, contraddittorio e ancora una volta incostituzionale. 

Rimangono inoltre sospese e invariate tutte le questioni discriminatorie nei confronti del gruppo di minoranza linguistica friulana (minoranza riconosciuta dalla L. 482/99 e dalle convenzioni internazionali sottoscritte dalla Repubblica Italiana) ovvero la differenza di trattamento tra i deputati riservati solo alla minoranza linguistica tedesca del Sud Tirolo, la soglia di sbarramento eccessivamente alta (20%) per i rappresentanti dei gruppi linguistici friulano e sloveno e la suddivisione del Collegio del Friuli in due circoscrizioni elettorali di cui una sproporzionatamente sbilanciata a favore della città di Trieste a scapito dell' elezione di deputati friulani. Questioni queste che hanno portato un gruppo composto da vari esponenti del mondo politico ed intellettuale friulano, come Federico Simeoni (Cons. Prov. Patrie Furlane) e Paolo Fontanelli (Comitato Rilancio Autonomia Friuli) ad insistere nel opporre un ricorso elettorale contro l’ITALICUM coordinati dall’avv. prof. on. Felice Carlo Besostri di Milano e dal l’avv. Luca Campanotto di Udine. 

Lunedì 22/5/2017 alle ore 17,00 presso il salone del Consiglio della Provincia di Udine, con relatore d'eccezione il prof. Besostri e l'intervento dei Comitati friulani per il NO alla riforma costituzionale, ci sarà l' occasione per fare il punto della situazione e ribadire la volontà degli elettori friulani di voler essere rappresentati da una legge elettorale che tenga veramente conto delle volontà dei cittadini e delle espressioni dei territori.  

L'invito è stato esteso a tutti gli attori politici (parlamentari, senatori, consiglieri regionali e sindaci) del Friuli da cui ci attendiamo una ferma rivendicazione dell' Autonomia di questa Regione.

Con preghiera di diffusione. 
 

Cordiali saluti 

Paolo Fontanelli 

Comitato per l' Autonomia e lo Sviluppo del Friuli
 

(Documento condiviso con Federico Simeoni)



lunedì 15 maggio 2017

TRIESTE E L'IMPERO DI MARIA TERESA D'AUSTRIA


 
TRIESTE
E L'IMPERO DI
MARIA TERESA D'AUSTRIA
 
 

Trieste deve tutto a l'imperatrice Maria Teresa d'Austria: prima che l'Austria nel 1700 decidesse di costruirsi uno sbocco al mare, Trieste era una piccola cittadina di pescatori e contadini....

Maria Teresa d'Austria fu una imperatrice che seppe ben governare l'Impero d'Austria e i popoli che ne facevano parte anche se la storiografia italiana e il nazionalismo italiano  continuano ancor oggi a rappresentare l'Impero d'Austria come un Impero oppressore.....

L'unico rimprovero che noi friulani possiamo fare a Maria Teresa  è quello di essere stata la responsabile (assieme alla Repubblica di Venezia!!) della cancellazione del Patriarcato di Aquileia, la "seconda dignità dopo quella romana": fu infatti  Maria Teresa d'Austria a chiedere ed ottenere dal papa la soppressione di questa millenaria istituzione e la creazione di due Arcidiocesi, Gorizia (1752) e Udine (1753).

Rimane comunque il fatto positivo che  a Trieste "finalmente" ricordino chi ha creato questa città....

....anche se tutto ciò mette in grande imbarazzo il nazionalismo italiano!
 
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Dal quotidiano IL PICCOLO – Trieste

13 maggio 2017 

"Ritratto di Maria Teresa", tutto esaurito per la lectio magistralis di Paolo Mieli

di Pietro Spirito
 

http://ilpiccolo.gelocal.it/tempo-libero/2017/05/13/news/ritratto-di-maria-teresa-lectio-magistralis-di-paolo-mieli-per-la-madre-di-trieste-e-dell-europa-1.15330498?ref=hfpitsec-1



" (...) Eppure a Trieste di Maria Teresa rimane una memoria sotto traccia, privilegiando piuttosto figure come Massimiliano e Sissi. «Questo si spiega facilmente - osserva Mieli -: per noi italiani, quando siamo diventati una nazione ci è sembrato che ricordare Maria Teresa fosse semplicemente un cedimento alle ragioni del Risorgimento, che è sempre stato presentato come movimento di popoli che si liberavano di regimi demoniaci per unirsi in un destino unitario meraviglioso: per cui la demonizzazione degli Stati preunitari ha portato a dimenticare, a mettere da parte una figura come quella di Maria Teresa». «Massimiliano e Sissi - aggiunge lo storico - sono figure più oleografiche che non comportano una valutazione politica, mentre Maria Teresa porta a un serie di valutazioni politiche e storiche fondamentali, che rimettono in discussione, pur senza rinnegarli, i presupposti della nostra storia unitaria». (...)"
 
......................
 
 
COMMENTO
 
Stesso destino di Maria Teresa d'Austria  l'ha subito in regione e in Italia la grande pluri-millenaria realtà storica del Patriarcato di Aquileia che non ha mai trovato spazio in nessun libro di storia su cui studiano a scuola i friulani e gli italiani....
 
La stessa città di Aquileia è oggi chiamata  dai media eslusivamente  "la città romana"  cancellando così l'Aquileia patriarcale la cui grande e importante storia  ebbe inizio nei primi secoli dopo Cristo e fine solo nel  1751: oltre 1500 anni di grande civiltà europea!

Una grande millenaria storia europea  che il Risorgimento italiano non potendola usare per finalità propagandistiche nazional/patriottiche,   ha  nascosto  o  minimizzato..... 



Per saperne di più:
 
Dal sito di "Forumeditrice"

dell'Università di Udine  

http://www.forumeditrice.it/cirf-didattica-online/storia-patriarcato-aquileia.html
 
 
La redazione del Blog
 
 

mercoledì 10 maggio 2017

E' NOSTRO DIRITTO VOTARE, FINALMENTE, CON UNA LEGGE ELETTORALE COSTITUZIONALE!


 
E' NOSTRO DIRITTO

VOTARE, FINALMENTE,

CON UNA LEGGE ELETTORALE

COSTITUZIONALE!


 
Dal Blog di Felice Besostri

13 marzo 2017
 



"(…) La recente sentenza della Corte Costituzionale n.35/2017, ha infatti dichiarato incostituzionale buona parte dell’Italicum. Il professor D’Alimonte, il principale sostenitore, in ambito giuridico e scientifico, dell’Italicum, ha detto che la sentenza ha colpito al cuore la “sua” legge. A chi, con insofferenza e delusione, dice “quello che la cittadinanza dice o fa, non conta niente”, facciamo notare che nel corso di dieci anni il popolo sovrano ha detto NO a due controriforme della Costituzione e fermato due leggi elettorali incostituzionali.

Ci pare poco? Direi che è molto.

(...) Cosa ci attende, ora? L’auspicio è che il Parlamento faccia una nuova legge elettorale priva di elementi di incostituzionalità, come i capilista bloccati, ancora presenti in ciò che resta dell’Italicum. Esperti come Besostri saprebbero individuare eventuali nuovi vulnus alla Costituzione, portando noi resistenti a ricorsi, richieste di referendum, altro. I capilista bloccati significano due terzi di parlamentari non scelti da noi. Di chi sarebbero rappresentanti? Delle segreterie dei partiti, non del popolo sovrano. (…)

Non faccio questione di partito, in questo caso. L’importanza che in Parlamento ci siano rappresentanti che sappiano avvalersi di giuristi rispettosi della Costituzione, ci è confermata da una informazione avuta da Besostri. Solo sguardi acuti e sapienti si accorsero che, nella “riforma” che abbiamo bocciato, ci fu il tentativo, sventato, di “costituzionalizzare” i vitalizi ai parlamentari. Tentativo voluto da chi, oggi, dice “andiamo presto al voto, prima che scattino, a settembre, i vitalizi”. Controllo la mia indignazione, che mi farebbe dire che vergogna!

Per concludere.

Se il Parlamento non riesce a fare una nuova legge elettorale condivisa e costituzionale, come Mattarella auspica, con quale legge andremo votare, quando sarà il momento, nel 2018, a scadenza naturale (mio personale auspicio)? Se il Parlamento non conclude – dice Besostri -, e se la Corte invalida tutto l’Italicum, si voterà con ciò che resta del Porcellum, il cosiddetto Consultellum, un imperfetto proporzionale. Speriamo, invece, in uno scatto di dignità e responsabilità di chi abita l’attuale Parlamento, nonostante sia stato eletto con una legge incostituzionale. Altrimenti dovremmo concludere che il fantasma di Weimar si annida nel Parlamento, non nella quasi sempre disprezzata “cittadinanza attiva”."

Maria Paola Patuelli

Coordinamento per la democrazia costituzionale



domenica 7 maggio 2017

CANCELLAZIONE PROVINCE: TUTTO O.K.?



REGIONE FRIULI - VG
CANCELLAZIONE PROVINCE:

TUTTO O.K.?

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Questi  i punti salienti
dello studio della Cgia di Mestre

presentato il 15 ottobre 2014

sui costi della cancellazione
delle province nella nostra regione.

http://www.upinet.it/4384/istituzioni_e_riforme/province_friuli_venezia_giulia_presentato_studio_cgia_mestre/
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Relativamente alla cancellazione delle province, oltre ai costi di questa operazione sia in termini finanziari che organizzativi analizzati dalla Cgia di Mestre nel 2014, c'è un ulteriore problema che pare non essere stato valutato dalla Giunta regionale di Debora Serracchiani  che con grandissima probabilità dava per scontata la vittoria del "Sì" al referendum costituzionale del 4 dicembre 2016 e conseguentemente la cancellazione delle Province dalla Costituzione italiana....

Con la cancellazione delle province nel 2016 (poco prima del referendum costituzionale del 4 dicembre 2016 che con la vittoria del NO ha mantenuto le province in Costituzione!!) dallo Statuto di autonomia speciale, oggi la regione Friuli - VG è disallineata con il resto del territorio italiano che conserva le province quale ente locale "costituzionalizzato" di area vasta. Un disallineamento che non potrà che creare problemi.....

Un esempio?

Come la mettiamo con le prefetture (ufficio territoriale del governo centrale) che sono previste per ogni provincia italiana ora che da noi in regione le province non esistono più?

Non essendoci più le province nella nostra regione eliminiamo anche le prefetture?

Creiamo un'unica prefettura "centralizzata"  a Trieste con un Friuli (95% del territorio regionale) ridotto a periferia di Trieste?

Copiamo la soluzione adottata nel 1945 in Valle d'Aosta (in tutto solo 126.935 abitanti!!) dove, con la cancellazione della provincia,  i poteri della Prefettura furono attribuiti al Presidente di regione?

Nessuno ne parla, ma non per questo il problema del "disallineamento" non esiste!

Ed esiste anche una soluzione.

Creare due distinte e autonome aree amministrative di area vasta, il Friuli e Trieste, con una regione unitaria "leggera" che si occupa solo di legislazione: esattamente come aveva proposto il padre della nostra regione, il senatore Tiziano Tessitori!

La Redazione del Blog

 

giovedì 4 maggio 2017

CONFERENZA-CONCERTO di Piero Purini - La Grande guerra dalla parte di chi cercò di evitarla




La Grande guerra

le vicende poco note di coloro
che provarono ad evitare
la guerra

Spettacolo storico-musicale
di Piero Purini
storico e musicista

sabato 6 maggio 2017
ore 20.30
Piazza della Libertà
Turriacco (Go)


A ingresso gratuito

La rappresentazione si terrà
anche in caso di pioggia.







Rifiuto la guerra

Pacifisti, renitenti, disertori, ammutinati:
la grande guerra dalla parte di chi
cercò di evitarla

Spettacolo storico-musicale di e con Piero Purini (voce narrante e sax)

e con

Paolo Venier (voce),

Aljoša Starc – Cada (pianoforte, fisarmonica, clarinetto),

Olivia Scarpa (fagotto)

Migliaia e migliaia di uomini provarono ad evitare la guerra: chi cercando di resistere alla montante esaltazione patriottica e alla propaganda bellicista, chi cercando semplicemente di sfuggire al fronte attraverso la diserzione o la renitenza, chi ancora rifiutando di eseguire gli ordini ed ammutinandosi. E' una storia poco conosciuta e nascosta, come nascosti dalla propaganda dell'epoca furono le terribili condizioni dei giovani che vennero mandati a morire nelle trincee, gli episodi di fraternizzazione tra nemici, le rese di massa, le decimazioni e le esecuzioni “pour l'exemple”, il destino postbellico dei mutilati e degli “scemi di guerra”.

Rifiuto la guerra è uno spettacolo storico in cui si raccontano queste vicende poco note, accompagnate dalle canzoni di protesta e di rivolta che i soldati di tutte le nazioni coinvolte intonarono come atto di dissenso contro il conflitto. Accanto alla narrazione e alle musiche vengono proiettate immagini e filmati d'epoca in cui fotografie, manifesti, documenti originali, vignette satiriche mostrano quella che fu la vera faccia della guerra, in contrasto con la rappresentazione edulcorata ed eroica che ne diede la propaganda bellica.

Un doveroso omaggio a chi soffrì e morì in quell'immenso mattatoio che fu la grande guerra.

Programma

Kimegyek a doberdói harctérre (T. Cseh, P. Péterdi) – Ungheria

I didn't raise my boy to be a soldier (A. Bryan, A. Piantadosi) – Stati Uniti d'America

Hanging on the old barbed wire (anonimo) – Inghilterra

Stille nacht – Holy night – Douce nuit (J. Mohr, F. Gruber)

Oj Doberdob, slovenskih fantov grob (anonimo) – Slovenia

Le deserteur (B. Vian)

O Gorizia tu sei maledetta (anonimo) – Italia

La chanson de Craonne (anonimo) – Francia

Ich bin Soldat, doch bin ich es nicht gerne (anonimo) - Germania

La ballata dell'eroe (F. De Andrè)

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Piero Purini (Trieste, 1968)

Storico:
si è laureato in storia contemporanea all’Università di Trieste sotto la guida del prof. Jože Pirjevec. Ha poi frequentato corsi di perfezionamento post laurea presso l’Università di Lubiana e quindi ha conseguito il dottorato di ricerca presso l’Università di Klagenfurt sotto la guida del prof. Karl Stuhlpfarrer. Si occupa principalmente di movimenti migratori, di spostamenti di popolazione e di questioni legate all’identità e all’appartenenza nazionale; negli ultimi tempi si è dedicato a queste tematiche nel contesto del primo conflitto mondiale. Ha pubblicato “Trieste 1954-1963. Dal Governo Militare Alleato alla Regione Friuli-Venezia Giulia” (Circolo Virgil Šček, Trieste, 1995) e “Metamorfosi etniche: i cambiamenti di popolazione a Trieste, Gorizia, Fiume e in Istria. 1914-1975 (KappaVu, Udine, 2010), oltre a numerosi articoli e contributi su riviste e pubblicazioni italiane, slovene, austriache, croate e svedesi. È collaboratore di Giap, il blog della Wu Ming Foundation.

Musicista:
dopo gli studi classici di violino sotto la guida di Federico Agostini si è dedicato al saxofono, studiando con Edy Meola, Nevio Zaninotto e Gabriele Centis. Ha seguito corsi di perfezionamento e masterclass a Siena, Nova Gorica, Innsbruck e Capodistria tenuti da Gianluigi Trovesi, Amedeo Tommasi, Robert Bonisolo, Florian Bramböck, il Quartetto Accademia e Peter Epstein. Ha collaborato con musicisti della scena italiana ed internazionale quali Vlado Kreslin, Severina, Tamara Obrovac, Sami Hawat, Brenda Rattray, Claudio Cojaniz, Goran Krmac, Fabio Mini e con i gruppi Dej Še'n Litro, Serenade Ensemble, Red Star Big Band, Big Band Kras, Mr. Pampada, Extra3, Kraški Ovčarji, Tržaški Partizanski Pevski Zbor Pinko Tomažič, Elvis Jackson, ecc. Suona stabilmente con Aleksander Ipavec e Matej Špacapan nell'Etnoploč Trio, con la brass band slovena Donald TrumpeT, con la Niente Band del Pupkin Kabarett di Trieste, con la Trieste Early Jazz Orchestra e con l’Orchestra Civica di fiati “Città di Gorizia”.
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domenica 30 aprile 2017

I VIDEO IN LENGHE FURLANE di Vigji Dal Piçul/Luigi Del Piccolo


 
I VIDEO IN LENGHE FURLANE

di

Vigji Dal Piçul

(Luigi Del Piccolo)

......

Cun plasê o presentìn

i video in lenghe furlane


di Vigji Dal Piçul 
 

za in rêt: 

1-La gleseute di Sant Antoni a Flambri (categorie: storiche)


2-La Fieste dal Friûl a Sapade/Plodn (categorie: cronache politiche)


3-Al è il diaul tal temporâl (categorie: conte fantastiche)



prossime presentazion
di altris video in lenghe furlane
di Vigji Dal Piçul


sabide ai 6 di Mai oris 8 e mieze sore sere 
(sabato 6 maggio alle ore 20.30) 
 
li de  (presso)

Villa Dora a Sant Zorç di Noiâr

(Province di Udin)


DOCUMENTARIS PAR FURLAN

di Vigji Dal Piçul

 

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....e ancjemò une trentine di video in lenghe furlane
di Vigji Dal Piçul
a son biel in spiete di jessi metûts in rêt
e presentâts al public!

Compliments Vigji!!


La Redazion dal Blog
 
 

venerdì 28 aprile 2017

L'OFFENSIVA CONTRO L'ITALICUM RIPARTE DALLA TUTELA DELLE MINORANZE LINGUISTICHE


 
L’offensiva contro l’Italicum

riparte

dalla tutela

delle minoranze linguistiche

.......

Dal Blog

di Felice Besostri


Pool di avvocati ogliastrini contro l’Italicum 


Pubblicato da: Felice Besostri 22 aprile 2017 


L’offensiva contro l’Italicum riparte dalla tutela delle minoranze linguistiche. A portarla avanti, un pool di avvocati ogliastrini che domani (oggi 22 aprile 2017 ndr.) si presenterà di fronte al giudice ordinario del Tribunale di Cagliari per chiedere che vengano sollevate alcune questioni di leggittimità davanti alla Corte costituzionale, la stessa che aveva già bocciato la legge elettorale in alcune parti. Marcella Lepori e Katia Cerulli, avvocate di Tortoli del Foro di Lanusei e il loro collega di Villagrande, Gabriele Sette, che lavora nel capoluogo, saranno supportati da Felice Besostri, esperto e combattivo giurista non nuovo ad imprese di questo genere e conosciuto per aver affossato il tanto vituperato Porcellum.

In punto di diritto, dovranno convincere il giudice Ignazio Tamponi di rimettere alla Consulta il provvedimento.

La strada è già segnata. «Sono stati proposti 20 ricorsi davanti ad altrettanti tribunali italiani – spiega l’avvocata Lepori – gli schemi sono pressoché uguali perché redatti da Besostri ed altri giuristi del coordinamento nazionale degli avvocati anti-Italicum. In alcune regioni italiane sono state aggiunte le eccezioni di legittimità relative alle minoranze linguistiche». E questo è ciò che accaduto in Sardegna. «Nella nostra isola e in Friuli Venezia Giulia esistono minoranze linguistiche riconosciute dalla legge nazionale e regionale che, a nostro giudizio vengono discriminate rispetto alle altre minoranze linguistiche supertutelate della Valle d’Aosta e del Trentino Alto Adige». osserva il legale. (….)

 
Leggi tutto l'articolo

Fonte: “LA NUOVA SARDEGNA

lunedì 24 aprile 2017

La minoranza linguistica friulana? Maltrattata, discriminata e portatrice di voti a favore del collegio elettorale triestino!





REGIONE FRIULI-VG

LA MINORANZA
LINGUISTICA FRIULANA?

MALTRATTATA, DISCRIMINATA,
E PORTATRICE DI VOTI A FAVORE DEL
COLLEGIO ELETTORALE TRIESTINO!!

V O N D E / B A S T A !
......

dal quotidiano

IL PICCOLO di Trieste

22 aprile 2017



Seggio per gli sloveni, pressing sul Colle.

di Marco Ballico

TRIESTE. Tamara Blazina ha già fatto sapere che lascerà il Parlamento a fine legislatura. Ma non ha alcuna intenzione di andarsene senza aver prima blindato il seggio della minoranza slovena. Assieme a lei, per quell’unico, ma non irrilevante posto in una delle due Camere, si batte Lodovico Sonego (…)

.............


COMMENTO 

La minoranza linguistica friulana (solo 600 mila friulanofoni!) non può essere discriminata e considerata una minoranza linguistica di serie B: lo ha stabilito la Corte Costituzionale in diverse sentenze!!

Come già denunciato più volte, con i nuovi collegi elettorali (legge Italicum) la minoranza friulanofona sarà portatrice di voti a favore dei candidati triestini, candidati   notoriamente "minimalisti" e poco sensibili - se non perfino ostili -  ai diritti linguistici di questa minoranza oltre che, ovviamente,  essere pesantemente triestinocentrici.

On.le Blazina, senatore Sonego,  vogliamo rimediare a questa norma incostituzionale che penalizza moltissimo la seconda minoranza (in termini numerici) che vive in Italia?

O per voi esistono in regione solo i diritti linguistici dei circa 50.000 sloveni? Pare proprio di Sì....

http://comitat-friul.blogspot.it/2015/07/italicum-collegi-elettorali-minoranza.html

Ricordiamo che la Costituzione slovena prevede il "posto garantito in Parlamento"  per "tutte" le minoranze linguistiche che vivono in Slovenia e non discrimina tra minoranze: chissà se questo piccolo "particolare", Blazina e Sonego lo hanno precisato  al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella...


Basta discriminare
la minoranza
linguistica friulana!

NON E' UNA MINORANZA
DI SERIE B!

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