giovedì 24 gennaio 2019

27 GENNAIO 2019 - GIORNATA DELLA MEMORIA - di Laura Matelda Puppini


 
 
27 GENNAIO 2019

GIORNATA DELLA MEMORIA

Per non dimenticare quella tempesta devastante

che fu la shoah, che tante vite travolse.

Dal sito “non solocarnia”

da un articolo a firma di

Laura Matelda Puppini



" (…) il 27 gennaio 1945 si aprivano i cancelli di Auschwitz, il più grande centro di sterminio umano, dell'epoca.
 
Per quanto riguarda i campi di sterminio nazisti, detti “Lager”, essi ebbero un ruolo fondamentale nella “macchina di annientamento e di sterminio di massa” condotta dai nazifascisti.

Ma contro chi si mosse questa macchina?

Contro gli ebrei, gli oppositori politici e quindi anche i partigiani della guerra di Liberazione, i disabili fisici e psichici, gli zingari, gli omosessuali, i Testimoni di Geova che rifiutavano di prestare servizio militare, ed altri ancora.
Dopo l’8 settembre 1943, quando gli italiani vennero considerati dai Tedeschi non più alleati ma nemici, finirono nei Lager nazisti anche soldati ed ufficiali italiani, internati perché appartenenti a truppe nemiche. Le loro condizioni di vita e di lavoro erano tali che spesso morivano per la fatica e gli stenti.

Tutti coloro che, catturati in diversi paesi d’Europa, non potevano venir utilizzati come manodopera e quindi non degni di “partecipare al grande sforzo bellico del Reich”, cioè vecchi, malati, bambini, donne, ragazzette, erano destinati all’eliminazione nelle camere a gas.

Auschwitz funzionò per circa quattro anni e mezzo con una media di 710 morti al giorno.

Il 27 gennaio 1945 l’esercito russo, come da accordi, raggiunse Auschwitz e donò ai pochi sopravvissuti la libertà. Furono gli uomini dalla stella rossa che avanzarono da est liberando dai nazisti le terre occupate, mentre Inglesi ed americani avanzavano da ovest. E sia i russi che gli alleati contarono migliaia di morti in quel procedere verso la liberazione dal nazismo, appoggiati dai partigiani, appoggiati da parte della popolazione. Fu uno sforzo immane. Poi lo storico incontro a Torgau, sull’Elba, tra l’esercito russo e quello americano, il 27 aprile 1945, ed il comunicato congiunto anglo-americano e russo. Sognavano tutti la fine della guerra, il ritorno a casa, la fidanzata … la fine di tutto quell’orrore, di tutto quel terrore che aveva insanguinato l’Europa.

Ed il fascismo era a fianco del nazismo.

(…) Le leggi razziali, in Italia, ridussero gli ebrei in povertà, li sottoposero ad umiliazioni ed al pubblico ludibrio, impedì loro luoghi, attività, impieghi.

E nonostante molti italiani aiutassero gli ebrei a nascondersi, le cifre della Shoah in Italia furono tragiche: i deportati furono 8500. I morti furono circa 7.500 quasi tutti ad Auschwitz. Si salvarono quindi 1000 persone. A questi 7500 dobbiamo aggiungere i morti delle Ardeatine, di Meina, della Risiera. In totale furono 7750. Ed è sconvolgente il dato dei bambini e adolescenti morti: i morti da zero a 20 anni ammontarono a 1288 persone, tra questi i bimbi da zero a tre anni furono 483 e quelli con pochi mesi di vita 72. E dei 33mila ebrei italiani in fuga dopo l’8 settembre 1943, la percentuale degli uccisi fu del 20%, cioè 1 su 5. (6). 6 milioni di ebrei morirono per quella tempesta devastante, che non poterono scongiurare… e non furono i soli; milioni di persone morirono nella seconda guerra mondiale. (...)"



Laura Matelda Puppini



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La Redazione del blog ringrazia Laura Matelda Puppini per averle concesso la pubblicazione del suo articolo.

mercoledì 9 gennaio 2019

"Un senatore in più al Trentino e uno in più all'Alto Adige" - Comunicato Stampa


 
 
 
 


Comunicato stampa

9.1.2019


Un senatore in più al Trentino

e uno in più all'Alto Adige



Fa poco clamore la riforma per ridurre il numero di senatori che si sta discutendo in Senato.

Eppure in Friuli dovrebbe far saltare sulla sedia i nostri politici poiché già col sistema elettorale attuale il Friuli, e Udine in particolare, è sotto rappresentato in Parlamento rispetto all'area triestina; con questa riforma resterà qualcosa?

La SVP sta riuscendo a mantenere l'attuale livello di presenza (ed un rafforzamento dell'autonomia provinciale e regionale) e quindi, rispetto alla riforma in preparazione, un senatore in più al Trentino e uno in più all'Alto Adige grazie al proprio peso politico, ai voti che raccoglie, alla forza con cui difende i diritti della propria minoranza che già gode di consistenti tutele extra-costituzionali grazie a clausole contenute in trattati internazionali imposti all’Italia dopo la sconfitta nella seconda guerra mondiale e pur essendo una minoranza numericamente inferiore alle minoranze friulana e sarda (rispettivamente 314.000 tedeschi in provincia di Bolzano, circa 650.000 friulani e un milione di sardi).

In Regione non siamo riusciti a ricontrattare con Roma i fondi taglieggiati da Berlusconi, Renzi, ed ora Conte, non si sta procedendo con la richiesta di nuove competenze, ed ora perderemo peso politico in Senato. A scapito del Friuli, ben s'intende!

per il Comitato per l'Autonomia e il Rilancio del Friuli

il presidente
Paolo Fontanelli