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lunedì 28 gennaio 2019

I SINDACI PROTESTANO: "LA RAI RISPETTI I DIRITTI DELLA MINORANZA LINGUISTICA FRIULANA"



I SINDACI PROTESTANO:
 
LA RAI  RISPETTI I DIRITTI
 DELLA
MINORANZA LINGUISTICA FRIULANA 

 
 
 
Fotografia inviataci da Diego Navarria
che ringraziamo.
 
 

Assemblee
de Comunitât Linguistiche Furlane

Li de/presso l’ARLeF Agjenzie Regjonâl pe Lenghe Furlane 
Via/Vie Prefettura, 13 -33100 Udine/Udin
Tel. 0432 555870 e-mail clif@regione.fvg.it


Udine, 26 gennaio 2019

 
COMUNICATO STAMPA

I sindaci friulani chiedono
a Governo e Rai
trasmissioni televisive in lingua friulana
e i fondi necessari per garantirne l’avvio.
In mancanza, annunciano azioni legali



L’immediato avvio delle trasmissioni televisive in lingua friulana sulla Rai regionale mediante una specifica disposizione nella prossima convenzione inerente alla Regione Friuli-Venezia Giulia, sottoscritta fra la Presidenza del Consiglio dei Ministri e la Rai, da stipularsi, a rigor di norma, entro il mese di aprile 2019, e lo stanziamento dei fondi necessari a garantire le trasmissioni televisive, nel corso del quadriennio 2019-2022, con un numero di ore e di risorse non inferiori a quelle previste per la lingua slovena. È quanto chiedono al Governo e alla Rai i sindaci dell’Assemblea della Comunità linguistica friulana, che, sabato 26 gennaio, hanno ribadito le loro istanze agli amministratori regionali e ai parlamentari del Friuli-Venezia Giulia nel corso di una conferenza stampa nella sede della Regione a Udine.

In mancanza, «sin da subito – ha comunicato il presidente dell’Assemblea della Comunità Linguistica Friulana Diego Navarria – saranno fatti valere nelle opportune sedi, anche presso l’Autorità Giudiziaria, i legittimi interessi dei cittadini di lingua friulana previsti dalla normativa vigente (compreso il Contratto di servizio RAI attualmente in vigore), allo stato palesemente violati per ciò che concerne le trasmissioni televisive e sottodimensionati per ciò che concerne quelle radiofoniche».

Le gravi inadempienze del servizio pubblico radiotelevisivo erano già state denunciate in una lettera ai vertici della Rai sottoscritta, il 23 ottobre 2018, da 76 sindaci aderenti alla Comunità Linguistica Friulana che aderivano ai contenuti della mozione approvata all’unanimità dal Consiglio regionale il 26 luglio 2018, relativa alla necessità di un importante impegno per il rafforzamento e la valorizzazione dell’informazione e delle strutture a tutela delle minoranze linguistiche regionali. La mozione impegnava la Giunta regionale a dare attuazione alle previsioni normative relative alla promozione delle culture e alla tutela delle minoranze linguistiche presenti in regione, e a potenziare e valorizzare la sede redazionale di Udine e la sede di corrispondenza di Pordenone al fine di garantire trasmissioni radiofoniche e televisive in lingua friulana per una programmazione oraria almeno pari a quella riconosciuta alla lingua slovena. L’azione dei primi cittadini nasceva dal fatto che la Rai regionale del Friuli-Venezia Giulia non aveva dato alcun segno di condivisione di tali contenuti e impegni, pur chiaramente definiti dalle norme. Anzi, all’avvio della programmazione radiotelevisiva autunnale, si osservava una immutata carenza di contenuti in lingua friulana e in lingua tedesca e un indebolimento dei servizi del telegiornale regionale dedicati alle notizie relative ai territori di Udine, Gorizia e Pordenone. A tre mesi dalla lettera, non constatando alcuna variazione della situazione né da parte della Rai né degli organi politici e amministrativi informati della stessa (fatta eccezione per un’ulteriore mozione in Consiglio regionale, primo firmatario Bernardis), i primi cittadini hanno sollecitato, dunque, con forza azioni concrete a tutela del diritto al servizio pubblico di comunicazione radiotelevisiva da parte delle minoranze.

Navarria ha ricordato, nel corso della conferenza stampa, come il contratto di servizio Rai in vigore (2018-2022) preveda già l’obbligo di “garantire la produzione e distribuzione di trasmissioni radiofoniche e televisive in lingua friulana”, disposizione al momento violata. Attualmente sono previste soltanto 90 ore di trasmissioni radiofoniche in lingua friulana all’anno e nessuna trasmissione televisiva (a fronte delle 4.517 radiofoniche e 208 televisive in lingua slovena, che può contare anche su una propria sede dedicata). Ha evidenziato che trova assolutamente corretto che la minoranza slovena sia tutelata e che nulla va tolto alla stessa. Va solo garantito il diritto nella stessa misura per la consistente minoranza friulana.

Erano presenti 21 sindaci o loro delegati (molti con la fascia tricolore), i consiglieri regionali Diego Bernardis e Massimo Moretuzzo che sono intervenuti con dichiarazioni. Il presidente Navarria ha letto le mail di disponibilità al confronto e al sostegno dei Senatori Mario Pittoni e Tatiana Rojc e dei deputati Aurelia Bubisutti e Guido Germano Pettarin.

Con cortese preghiera di pubblicazione/diffusione
 

Per informazioni:

Diego Navarria
 
 
…………………………. 
 
Regione Friuli-VG 
Comuni di Lingua friulana
ai sensi dell'art. 3 della legge 482/99
 
 
PROVINCIA DI PORDENONE  su un totale di 50 Comuni:
 
 
ANDREIS, ARBA, ARZENE, AVIANO, BARCIS, BUDOIA, CASARSA DELLA DELIZIA, CASTELNOVO DEL FRIULI, CAVASSO NUOVO, CLAUT, CLAUZETTO, CORDENONS, CORDOVADO, FANNA, FONTANAFREDDA, FRISANCO, MANIAGO, MEDUNO, MONTEREALE VALCELLINA, MORSANO AL TAGLIAMENTO, PINZANO AL TAGLIAMENTO, POLCENIGO, PORDENONE,  SAN GIORGIO DELLA RICHINVELDA, SAN MARTINO AL TAGLIAMENTO, SAN QUIRINO, SAN VITO AL TAGLIAMENTO, SEQUALS, SESTO AL REGHENA, SPILIMBERGO,  TRAMONTI DI SOPRA, TRAMONTI DI SOTTO, TRAVESIO, VALVASONE, VITO D'ASIO, VIVARO, ZOPPOLA.

PROVINCIA DI UDINE su un totale di 134 Comuni:
 
AIELLO DEL FRIULI, AMARO, AMPEZZO, AQUILEIA, ARTA TERME, ARTEGNA, ATTIMIS, BAGNARIA ARSA, BASILIANO, BERTIOLO, BICINICCO, BORDANO, BUIA, BUTTRIO, CAMINO AL TAGLIAMENTO, CAMPOFORMIDO, CAMPOLONGO TAPOGLIANO, CARLINO, CASSACCO, CASTIONS DI STRADA, CAVAZZO CARNICO, CERCIVENTO, CERVIGNANO DEL FRIULI, CHIOPRIS-VISCONE, CHIUSAFORTE, CIVIDALE DEL FRIULI, CODROIPO, COLLOREDO DI MONTE ALBANO, COMEGLIANS, CORNO DI ROSAZZO, COSEANO, DIGNANO, DOGNA, ENEMONZO, FAEDIS, FAGAGNA, FIUMICELLO, FLAIBANO, FORGARIA NEL FRIULI, FORNI AVOLTRI, FORNI DI SOPRA, FORNI DI SOTTO, GEMONA DEL FRIULI, GONARS, LATISANA, LAUCO, LESTIZZA, LIGNANO SABBIADORO, LIGOSULLO, MAGNANO IN RIVIERA, MAJANO, MALBORGHETTO-VALBRUNA, MANZANO, MARTIGNACCO, MERETO DI TOMBA, MOGGIO UDINESE, MOIMACCO, MONTENARS, MORTEGLIANO, MORUZZO, MUZZANA DEL TURGNANO, NIMIS, OSOPPO, OVARO, PAGNACCO, PALAZZOLO DELLO STELLA, PALMANOVA, PALUZZA, PASIAN DI PRATO, PAULARO, PAVIA DI UDINE, POCENIA, PONTEBBA, PORPETTO, POVOLETTO, POZZUOLO DEL FRIULI, PRADAMANO, PRATO CARNICO, PRECENICCO, PREMARIACCO, PREONE, PREPOTTO, RAGOGNA, RAVASCLETTO, RAVEO, REANA DEL ROIALE, REMANZACCO, RESIUTTA, RIGOLATO, RIVE D'ARCANO, RIVIGNANO, RONCHIS, RUDA, SAN DANIELE DEL FRIULI, SAN GIORGIO DI NOGARO, SAN GIOVANNI AL NATISONE, SANTA MARIA LA LONGA, SAN VITO AL TORRE, SAN VITO DI FAGAGNA, SAURIS, SEDEGLIANO, SOCCHIEVE, SUTRIO, TALMASSONS, TARCENTO, TARVISIO, TAVAGNACCO, TEOR, TERZO D'AQUILEIA, TOLMEZZO, TORREANO, TORVISCOSA, TRASAGHIS, TREPPO CARNICO, TREPPO GRANDE, TRICESIMO, TRIVIGNANO UDINESE, UDINE, VARMO, VENZONE, VERZEGNIS, VILLA SANTINA, VILLA VICENTINA, VISCO, ZUGLIO.

PROVINCIA DI GORIZIA su un totale di 25 Comuni:
 
CAPRIVA DEL FRIULI, CORMONS, DOLEGNA DEL COLLIO, FARRA D'ISONZO, GORIZIA, GRADISCA D'ISONZO, MARIANO DEL FRIULI, MEDEA, MONFALCONE, MORARO, MOSSA, ROMANS D'ISONZO, SAGRADO, SAN LORENZO ISONTINO, VILLESSE. 
 
 
CHI LO DICE ALLA SEDE RAI DI TRIESTE
E ALLA POLITICA REGIONALE?

…………..

 
Il Comitato per l'autonomia e il rilancio del Friuli appoggia in toto  la denuncia e sollecita a sua volta una forte risposta politica regionale, nei fatti e non solo a parole,  alla grave violazione, da parte della RAI, dei diritti linguistici della minoranza linguistica friulana previsti all'art. 12 della L. 482/99.
 
Sollecita inoltre Rai Trieste ad una più puntale informazione giornalistica dei TG regionali, in particolare il TG delle 19.30, troppo esclusivamente incentrati sulla città di Trieste.
 
Il Direttivo 
 

mercoledì 28 novembre 2018

"SUNS EUROPE" 4a Edizione a Udine del Festival europeo delle arti in lingua minoritaria



4a  EDIZIONE A UDINE


del Festival europeo delle arti
in lingua minoritaria
 
 
"SUNS EUROPE" 
dal 29 novembre al 2 dicembre 2018
 

 
Da un articolo a firma di Marco Stolfo pubblicato il 15 novembre 2018 sul quotidiano IL MESSAGGERO VENETO (Udine)
 
 
 
"Quattro giorni all’insegna della diversità linguistica da ascoltare, da vedere, da leggere, da rivendicare, da valorizzare e da vivere. Dal 29 novembre al 2 dicembre il Friuli sarà di nuovo il cuore pulsante dell’Europa della creatività nelle lingue di minoranza, con la quarta edizione di Suns Europe, il festival europeo organizzato da Informazione Friulana / Radio Onde Furlane col sostegno finanziario dell'Arlef (Agjenzie Regjonâl pe Lenghe Furlane), della Regione, del Comune di Udine e della Fondazione Friuli e con il patrocinio del Consiglio d'Europa e della Rete europea per la promozione della diversità linguistica (Npld). (…)
 
Per saperne di più: www.sunseurope.com
 
……………………
 

 DAL SITO DELL'ARLeF
(Agenzia regionale per la lingua friulana)

SUNS EUROPE 2018

http://www.arlef.it/iniziativis/suns-europe-2018

…………………….

Cjale ancje:

Facebook Suns Europe Festival
 

Program

https://www.facebook.com/SunsEuropeFestival/?eid=ARDCibKpXjEz0KfyJjrfgoIpcXHz5LMzsSQ2cBp8JVRfjqdbXTx2vR5jkCT9UFTD_0qzga7xkDFyYwt1&fref=tag


 


lunedì 26 novembre 2018

Chi sono i TRE VISITORS che hanno presentato in Senato il disegno di legge costituzionale di modifica dell'art. 13 del nostro Statuto di autonomia?


Regione Friuli-VG
 
POLITICA REGIONALE
E VISITORS
 
Chi sono i TRE VISITORS che hanno presentato in Commissione Senato il disegno di legge Costituzionale nr. 36, anno 2018, di modifica dell'articolo 13 del nostro Statuto di autonomia?
 
Dal sito del Senato della Repubblica italiana
 

1) Scheda del senatore JULIA UNTERBERGER
 
2) Scheda del senatore MEINHARD DURNWALDER
 
 
3) Scheda del senatore DIETER STEGER

Tutti e tre questi senatori risultano eletti in  provincia di Bolzano nelle file del partito SVP. Non sono dunque stati eletti nella regione Friuli-Venezia Giulia.

 
DOMANDE


Chi  ha chiesto a questi tre Visitors del SVP di presentare il disegno di legge (in)costituzionale di modifica dell'art. 13 del “nostro” Statuto di autonomia? La minoranza slovena? La Giunta regionale di Fedriga? Lo sanno questi tre senatori eletti in provincia di Bolzano che in Friuli-Venezia Giulia le minoranze linguistiche riconosciute e tutelate dalla Repubblica italiana sono TRE (friulani, germanici e sloveni) e  non una sola (gli sloveni)? Lo sanno che la Corte Costituzionale italiana, al pari del Consiglio d'Europa, nelle sue sentenze ha più volte  precisato che sono vietate le discriminazioni tra le 12 minoranze linguistiche riconosciute dalla Repubblica italiana?  

Ricordiamo che  nella regione Trentino-Alto Adige (province autonome di Trento e Bolzano)  né la minoranza tedesca, né la minoranza ladina hanno il seggio garantito in Parlamento, nei Consigli provinciali di Trento e Bolzano e neppure nei Comuni di queste due province……ma i tre Visitors "pretendono" il seggio garantito in Consiglio regionale per la minoranza slovena che vive in Friuli-VG!! 




per saperne di più su questo disegno di legge (in)costituzionale presentato da tre senatori eletti in provincia di Bolzano nelle file del partito SVP:




mercoledì 21 novembre 2018

Modifica dell'art. 13 dello statuto di autonomia della regione Friuli-VG. E le minoranze linguistiche friulana e germanica? Ricordiamo che la costituzione italiana non ammette discriminazione tra minoranze linguistiche!


 
MINORANZE LINGUISTICHE

Modifica art. 13
Statuto di autonomia speciale

 
NELLA REGIONE FRIULI-VG

NON C'E' SOLO

LA MINORANZA LINGUISTICA SLOVENA!!

.................

Dal sito ufficiale del Consiglio regionale

“(…) Il disegno di legge costituzionale di iniziativa parlamentare n. 36 modifica, invece, l'articolo 13 dello Statuto del FVG con lo scopo di garantire alla minoranza slovena il diritto a essere comunque rappresentata nel Consiglio regionale. Con la modifica suggerita - ha spiegato ancora Bernardis - si intende introdurre una prerogativa specifica per i partiti della minoranza slovena, prevedendo almeno un seggio assicurato in Consiglio regionale, indipendentemente dal numero di voti raggiunto.

Dopo l'intervento di Gabrovec, che ha portato ad esempio quanto previsto dalla Slovenia per i cittadini di minoranza italiana ed ha parlato di principio di reciprocità, nonché le richieste di approfondimento giunte da più consiglieri, la Commissione ha deciso all'unanimità di rinviare il parere a quando saranno organizzate delle audizioni su una tematica ritenuta tanto delicata quanto importante per tutta la Regione. (…)”

http://www.consiglio.regione.fvg.it/pagine/comunicazione/comunicatistampa.asp?comunicatoStampaId=609949.

........................

Statuto di Autonomia Speciale
della Regione Friuli-Venezia Giulia

(...)

ART. 13

Il Consiglio regionale è eletto a suffragio universale diretto, uguale e segreto. 
Il numero dei consiglieri regionali è determinato in ragione di uno ogni 25.000 abitanti o frazione superiore a 10.000 abitanti, secondo i dati desunti dall'ultima rilevazione dell'Istat Movimento e calcolo della popolazione residente annuale antecedente il decreto di convocazione dei comizi elettorali.

........................

RICORDIAMO CHE:

Questa è una vecchia battaglia della minoranza linguistica slovena che vive in regione, palesemente incostituzionale,  perché  prevedendo una norma elettorale che va a vantaggio della sola minoranza linguistica slovena, discrimina le minoranze linguistiche friulana e germanica: discriminazione VIETATA dalla nostra Costituzione e dal Consiglio d'Europa.
 
Ma in regione, nel "silenzio tombale" degli eletti friulani in Consiglio regionale e in Parlamento, la minoranza linguistica slovena "pretende" di discriminare le altre due minoranze linguistiche (friulani e germanici) con una norma posta solo a suo vantaggio nello Statuto di autonomia, ossia in una legge di rango costituzionale. Norma poi modificabile in futuro solo con il lungo percorso previsto per le leggi costituzionali e contro cui non è possibile ricorrere perchè di rango costituzionale.  

Ricordiamo ancora una volta che la Corte Costituzionale italiana più volte nelle sue sentenze ha precisato che è VIETATA la discriminazione tra minoranze linguistiche e scritto in sentenza che tutte le minoranze linguistiche hanno pari diritti. Inclusi, ovviamente,  i diritti elettorali!!

Perchè mai la minoranza germanica e la minoranza friulana della nostra regione non possono anche loro avere "GARANTITO" un loro rappresentante in consiglio regionale al pari della minoranza slovena, "indipendentemente dal numero di voti raggiunto"?

E' vero che attualmente non esiste un partito etnico  regionale friulano  e/o germanico (ma è esistito in passato!!) mentre esiste oggi più di un partito etnico regionale della minoranza slovena, ma nulla vieta che in futuro si ricostituisca.

Non è stato sufficiente – strumentalizzando la tutela della minoranza slovena - aver creato un collegio triestino extra-large che danneggia pesantemente la minoranza linguistica friulana? Si vuole continuare su questa strada, penalizzando questa minoranza nel  negarle gli stessi diritti elettorali  richiesti dalla minoranza linguistica slovena? Perché è in questa direzione che va la modifica proposta dell'art. 13 dello statuto di autonomia.
 
L'art. 13 dello Statuto di autonomia della regione se viene modificato, DEVE prevedere un pari diritto di rappresentanza in Consiglio regionale anche per le altre due minoranze regionali, la friulana e la germanica. In Italia e in Europa non sono ammesse discriminazioni tra minoranze (i due termini giuridici “nazionali - linguistiche” sono equivalenti e rappresentano la stessa identica fattispecie giuridica).

Il principio di reciprocità richiamato dal consigliere Gabrovec, non è un principio costituzionale e neppure un principio del diritto internazionale. Al massimo è "buona creanza", ma si sa che questa nei rapporti tra Stati è scarsamente presente….

Oltre al fatto che la Costituzione slovena - ma ci risulta che ciò non venga precisato dal consigliere regionale di lingua slovena Gabrovec - garantisce un seggio in Parlamento, non solo alla minoranza italiana, ma a TUTTE le minoranze linguistiche riconosciute dalla Slovenia. Non esiste pari norma nella Costituzione italiana. E se fosse posta in Costituzione, dovrebbe essere estesa a tutte le 12 minoranze linguistiche riconosciute dalla Repubblica italiana, esattamente come prevede la Costituzione slovena. 

Sia per la Costituzione slovena che per quella italiana, non esistono minoranze linguistiche di serie A e minoranze linguistiche di serie B, tutte le minoranze hanno PARI diritti, inclusi i privilegi…. elettorali! 
 
 ………………………….
 
 
E questo il nostro precedente POST del 12 giugno 2018
 
Buona lettura!
 
 
 
 


lunedì 19 novembre 2018

MINORANZA LINGUISTICA FRIULANA - L'INSEGNAMENTO DELLA STORIA E DELLA GEOGRAFIA DEL FRIULI E' UN DIRITTO DEI FRIULANI ! - Lettera inviata dall'Assemblea della Comunità linguistica friulana al Ministro dell'Istruzione Marco Bussetti e al Presidente della regione Friuli-VG, Massimiliano Fedriga.

 

MINORANZA LINGUISTICA
FRIULANA
 

L'insegnamento della storia
e della geografia dei Friuli

è un diritto dei friulani
…………………..
 
 
RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO
 

 una lettera inviata dalla "Assemblee de Comunitât Linguistiche  Friulane" al Ministro dell'Istruzione Marco Bussetti, al Presidente della Regione autonoma Friuli-Venezia Giulia Massimiliano Fedriga,  e per conoscenza ad altri nominativi che non pubblichiamo per motivi di spazio:
 
 
Assemblee de
 
Comunitât Linguistiche Furlane

Sede presso il Comune di Carlino
P. San Rocco 24  - tel. 0432-555787 

Oggetto: Insegnamento della storia e della geografia del Friuli.

Carlino, li 19 ottobre 2018

Signor Ministro dell’Istruzione
 
Marco Bussetti
 
Signor Presidente della Regione Autonoma Friuli – Venezia Giulia
 
Massimilano Fedriga

L’art. 4 della legge n. 482/99 “Norme in materia delle minoranze linguistiche storiche”, in attuazione dell’art. 6 della Costituzione, recita: “Nelle scuole materne […] l'educazione linguistica prevede, accanto all'uso della lingua italiana, anche l'uso della lingua della minoranza per lo svolgimento delle attività educative. Nelle scuole elementari e nelle scuole secondarie di primo grado é previsto l'uso anche della lingua della minoranza come strumento di insegnamento”.
 
Fra i temi già individuati come prioritari dal gruppo di regia costituito da Regione Autonoma Friuli – Venezia Giulia, Ministero della Pubblica istruzione - Ufficio Scolastico Regionale F-VG, Università degli Studi del Friuli – Facoltà di Scienze della Formazione, vi sono la storia e la geografia del Friuli. Tali materie sono quelle che forse meglio consentono di lavorare in e per la lingua minoritaria, friulana nel caso in parola, perché permettono agli allevi di arricchire la proprie conoscenze del luogo in cui vivono e la proprie abilità, proprio partendo dal contesto locale territoriale.

Ad oggi, nonostante un corpus normativo statale e regionale che dovrebbe ampiamente garantire i diritti linguistici della minoranza nella scuola, l’insegnamento manifesta, pur in presenza di alcuni punti di forza, anche notevoli punti di debolezza. Tra questi vi è proprio l’insegnamento della storia e della geografia del Friuli che trova troppo poco spazio nei libri di testo progettati per l’intera Repubblica. Al di là di frequenti strafalcioni, i libri di testo, proprio per la loro impostazione italiana, non colgono la complessità storica, geografica, culturale e linguistica di un territorio di confine come il Friuli, ricco di una bimillenaria identità plurale e , nel contempo, di una propria individualità, anche politica, che travalica l’area latina e italiana per ricomprendere anche il mondo slavo e quello germanico. Talvolta i manuali ripropongono addirittura, sia pure in forma edulcorata e dissimulata rispetto ad un non lontano passato, i luoghi comuni della retorica nazionalista escludente delle diversità.
 

Dato atto che quanto premesso lede gravemente i diritti della minoranza friulana (e delle altre presenti nella Regione) e i diritti individuali dei suoi appartenenti, garantiti dalla Costituzione e dalle leggi, in qualità di presidente dell’Assemblea della Comunità Linguistica Friulana, organo istituzionale cui aderiscono 114 Comuni, chiedo fortemente l’avvio di un percorso collaborativo tra Regione e Ministero in indirizzo volto alla sottoscrizione di un protocollo di intesa per l’insegnamento della storia e della geografia del Friuli, a partire dalla terza classe della scuola primaria e fino al termine della scuola secondaria di secondo grado.

Ritengo di conseguenza necessario giungere alla predisposizione di un fascicolo di storia del Friuli in aggiunta ai testi ministeriali che contenga, in linea con il percorso ministeriale corrispondente ad ogni singolo anno, i contenuti curricolari che interessano la storia locale.

 
Parimenti ritengo necessario redigere un fascicolo di geografia in aggiunta ai testi ministeriali a partire dalla terza classe della scuola primaria che contenga, in linea con il percorso ministeriale corrispondente ad ogni singolo anno, i contenuti curricolari che interessano la geografia locale.
 
Pare ovvio che il fascicolo debba essere bilingue, da un lato in friulano e dall’altro in italiano. La finalità infatti non è solo la conoscenza della storia e della geografia del Friuli ma anche l‘utilizzo della lingua minoritaria come veicolo per l ‘insegnamento della stessa. (CLIL). Parimenti è necessario il testo in italiano perché la storia del Friuli è un elemento distintivo di un territorio da sempre inclusivo dove, accanto alla prevalente lingua friulana, hanno convissuto e convivono la lingua slovena, la tedesca e varie parlate venete.
 
La necessità di creare materiali didattici per la promozione di una migliore educazione scolastica di base e per il conseguimento di una reale tutela delle lingue e culture minoritarie è inoltre coerente con i contenuti della circolare ministeriale n. 730/06 “la scuola dell’autonomia è chiamata a recepire le istanze formative di cui sono portatori gli alunni, le famiglie e, più in generale il territorio”, diventando “il luogo in cui la diversità sia esaltata come fonte di ricchezza”.
 
Riguardo alle competenze scientifiche ed organizzative all’uopo necessarie, è mia convinzione che siano ampiamente presenti nelle istituzioni cui questa richiesta è inviata per conoscenza, in primis nell’Università del Friuli e nella efficace esperienza di Docuscuele.

Riguardo la fattibilità di quanto richiesto cito, a titolo esemplificativo, la recente sottoscrizione, da parte del ministro Marco Bussetti in indirizzo e del presidente della Regione Veneto Luca Zaia, di un protocollo d’intesa per l’introduzione della storia e della cultura del Veneto nelle scuole di ogni ordine e grado di quella Regione.

 
 Rendendomi disponibile alla massima collaborazione, porgo distinti saluti.
 
Diego Navarria
 
Presidente dell’Assemblea della Comunità Linguistica Friulana
 
 
Segue elenco destinatari della lettera
 
"inclusi i media"
 
………………………. 
 

Il Comitato per l'autonomia e il rilancio del Friuli, ringrazia  il Presidente dell'Assemblea della Comunità Linguistica Friulana, Diego Navarria, per aver concesso la pubblicazione della lettera  sul blog.  

LA REDAZIONE DEL BLOG

 

martedì 13 novembre 2018

MINORANZA LIGUISTICA FRIULANA - Quando "UN LAVORO DI SQUADRA" dei parlamentari eletti in regione a difesa dei diritti linguistici di questa importante minoranza?







MINORANZA LINGUISTICA FRIULANA 

Quando "un lavoro di squadra"
dei parlamentari eletti in regione
a difesa dei diritti linguistici
di questa importante minoranza?


Da un articolo pubblicato sul quotidiano IL PICCOLO di Trieste il 12 novembre 2018 a firma di Marco Ballico

TITOLO - Risorse a zero nella Finanziaria per esuli e minoranza italiana.
Rosato (Pd) lancia l’allarme: fondi soppressi, pronti i nostri emendamenti ma serve gioco di squadra di Marco Ballico

Dal testo dell'articolo:

(...) Nel 2016-18, la maggioranza a guida Pd aveva assicurato per ciascun anno del triennio 2,3 milioni sulla legge 72/01 a sostegno degli esuli e 3,5 milioni sulla 73/01 per la minoranza italiana in Slovenia e Croazia. Tenendo conto che qualche limatura c’è stata a causa dei tagli lineari ministeriali, che hanno per esempio abbassato a circa 2 milioni la quota sulla 72, si trattava di oltre 16 milioni sul triennio. Risorse, ora prosciugate, che le associazioni chiederanno da subito di recuperare. (…) «Abbiamo verificato e i soldi non ci sono – fa sapere Rosato –. Non un bel segnale dopo che con il nostro governo avevamo incrementato quei finanziamenti raggiungendo i livelli degli anni buoni. (…) Ma più che gridare allo scandalo, mi pare corretto chiedere un lavoro di squadra a tutti i parlamentari della regione. (…) ».

...............……

Commento della Redazione del Blog

Parafrasando l'on. Rosato, quando un lavoro di squadra dei parlamentari eletti in regione per PRETENDERE:

  • UN FINANZIAMENTO ADEGUATO DELLA LEGGE 482/99 (tutela delle minoranze linguistiche storiche riconosciute dalla Repubblica italiana ai sensi dell'art. 6 della Costituzione italiana)? Oggi questa legge è finanziata con una miseria indegna di un Paese civile e nei fatti priva di attuazione! Ricordiamo che stiamo parlando di ben 3 milioni di cittadini italiani...

  • UN  ADEGUATO FINANZIAMENTO REGIONALE ALLA MINORANZA LINGUISTICA FRIULANA (600 mila cittadini italiani che vivono nella regione Friuli-Venezia Giulia, ossia oltre il 50% della popolazione regionale); minoranza  a cui  - dalla stessa regione in cui sono storicamente stanziati da millenni - vengono sistematicamente  negati o "concessi  al ribasso" i diritti linguistici a cui ha diritto per legge. Regione che sta perfino negando a questa minoranza il diritto al bilinguismo visivo nei cartelli stradali nelle strade di competenza regionale, obbligo previsto anche dalla legge 482/99 e da trattati internazionali ratificati dall'Italia, ma non imposto dalla Giunta regionale e dal Consiglio regionale, alla società a capitale pubblico "Friuli Venezia Giulia Strade S.p.A." che nei fatti risulta disattendere questo diritto dei friulanofoni. 
 

La Redazione del blog

 
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Dal sito del Comitato 482
 
 
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Cortese attenzione on.le Ettore ROSATO:
 
dal sito ufficiale della regione Friuli-VG

"VISTA la circolare della Presidenza del Consiglio dei Ministri - n. 0002464 dd. 15 febbraio 2016 - recante linee guide per la predisposizione delle richieste di finanziamento da parte delle amministrazioni territoriali e locali a valere sui fondi previsti per l’esercizio 2016 ai sensi degli articoli 9 e 15 della legge 482/1999 che al fine della determinazione della quota da assegnare alla Regione Friuli Venezia Giulia, in attuazione del DLgs 223/2002, individua un importo da destinare alla Regione pari a € 339.354,00, in attesa di successiva conferma.(…)"