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giovedì 28 marzo 2019

"La Via della Seta" non passa per il Friuli - Comunicato stampa del 28 marzo 2019



Comunicato stampa

28 marzo 2019

“La Via della Seta”
non passa per il Friuli

Come si può leggere nel memorandum, il progetto Trihub che l'autorità portuale triestina ha presentato ai cinesi, l'accordo interessa Trieste, Monfalcone, Villa Opicina, interporto di Cervignano e interporto di Cosice in Slovacchia. Basta guardare una cartina geografica per verificare che i treni quasi certamente viaggeranno sulla direttrice Trieste – Lubiana – Budapest – Cosice: certamente una grande opportunità per il capoluogo regionale e le sua attività portuali a cui sono stati asserviti il porto di Monfalcone e l'interporto di Cervignano ma appare evidente che l'area di questo “Trihub” drenerà occupazione (vedi il caso Mangiarotti) risorse, potremmo dire perfino territorio, popolazione e peso politico al Friuli.

E' vero che le principali aziende friulane, da Danieli a Pittini a Cimolai per fare solo tre esempi non esaustivi, hanno spalle abbastanza larghe da valutare in altri termini l'accordo e comunque sono in grado di continuare a fare accordi con tutto il mondo indipendentemente dall’esistenza della “Via della Seta”, ma il problema resta.

La “Via della Seta” pone Trieste al centro di interessi nazionali ed internazionali ma, per quello che ci riguarda, la pone ancora di più al centro della politica economica regionale e finirà col drenare dal Friuli più risorse, competenze, occupazione e peso politico. La “Via della Seta” diventa così sinonimo di Trieste e il Friuli deve chiedere forme di riequilibrio come avvenne, a rovescio, con il terremoto quando un terzo delle risorse per la ricostruzione andarono a Trieste.

Chiediamo che la Regione discuta di forme di compensazione per lo sviluppo del Friuli a partire per esempio da una nuova attenzione all’Università friulana da sempre sottofinanziata, alla Ricerca, alle infrastrutture ferroviarie e stradali praticamente ancora come mezzo secolo fa (salvo la stanca riproposizione della super-strada Sequals-Gemona che, per contro, ci auguriamo non venga mai costruita), a un'area franca tra Udine e Pordenone e più attenzioni per la quasi dimenticata “minoranza linguistica friulana” a cui non bastano certo le celebrazioni del 3 di aprile o le giuste proteste per una bandiera negata.

per il Comitato per l'Autonomia
e il Rilancio del Friuli

il presidente
Paolo Fontanelli

 
 
 

sabato 16 febbraio 2019

IL FRIULI NON E' IL RETROPORTO DI TRIESTE!!


IL FRIULI

E' UNA REGIONE STORICA E GEOGRAFICA

CON MOLTISSIME ECCELLENZE

NON E' IL RETROPORTO TRIESTINO!!


Da un articolo a firma di Giorgio Cavallo

pubblicato sul quotidiano FRIULISERA.IT
 
5 febbraio 2019


(…)

Una logica da rivedere

Esiste una logica perversa che, a mio parere, sembra attualmente prevalere. Le potenzialità del porto di Trieste sono di per sé una opportunità per tutta la Regione, e ciò può essere, e quindi sono le logiche del porto di Trieste a dover dirigere il sistema logistico complessivo e la organizzazione del territorio. Questa conclusione è falsa e va contrastata. (…)

Da alcuni anni la comunicazione del porto di Trieste propaganda la sua leadership italiana in termini di tonnellaggio movimentato, arrivato a 62 milioni di tonnellate nel 2018 (a cui vanno aggiunti i 4,5 milioni del porto di Monfalcone). I 2/3 dei movimenti di Trieste, 41-42 milioni di tonnellate, sono relativi alle rinfuse liquide, cioè al petrolio sbarcato presso il Terminal SIOT di Muggia. Questo petrolio rifornisce in misura massiccia Austria, Germania e Repubblica Ceca. L’oleodotto che lo trasporta va a Ingolstadt in Baviera, con una deviazione per Vienna a Wurmlach (presso Mauthen) e attraversa il F-VG per 145 Km, con 3 stazioni di pompaggio e un impatto territoriale ben gestito ma importante.

Anche i 10.000 treni annuali che attualmente il porto di Trieste ha meritoriamente attivato, eliminando un bel po’ di camion su strada, vanno verso “le Germanie” con la ferrovia Pontebbana e attraversano l’intera Regione.

(…)

Il bisogno assoluto di una “governance” regionale

La Regione intera quindi è coinvolta dai diversi aspetti della logistica delle merci e delle persone. Ne condivide le difficoltà ed i vantaggi per l’economia.

Da tutto questo ne deriva una domanda ed una conclusione: chi tira le fila di questo sistema? L’interesse generale dello Stato Italiano deve superare qualsiasi valutazione del territorio? O forse ogni area interna alla Regione F-VG può giocare le partite che ritiene più interessanti trascendendo dagli altri?

Non esiste oggi una Trieste o una “Venezia Giulia” che si possano auto organizzare con i loro porti per determinarne le radiose prospettive future senza coinvolgere altri nelle conseguenze. (...) Nel sistema logistico, compresi i porti, l’intera Regione F-VG è coinvolta ed è necessario chiarire in quale luogo e con quali strumenti si coordina e si decide l’interlocuzione e i quadri di riferimento.

Non rispondere a questa domanda e pensare che tutto vada bene e lasciare che a decidere siano le “grandi famiglie” di Trieste nella loro brillante alterigia municipale, può avere effetti devastanti. Nulla ci assicura che il buon senso di D’Agostino possa bastare. La Regione non è una nave che si possa guidare da una cabina di comando e non ci possono essere passeggeri di prima, seconda e terza classe. (…)
 

Giorgio Cavallo

LEGGI TUTTO L'ARTICOLO:




venerdì 1 febbraio 2019

ELETTRODOTTI TERNA: NELLA REGIONE VENETO SI "DEVE" INTERRRARE. DA NOI IN REGIONE, AL CONTRARIO, TERNA HA TROVATO UNA CLASSE POLITICA SERVILE E SOTTOMESSA!


 

Lo splendido "panorama" dei piloni
dell'elettrodotto Terna, Redipuglia-Udine Ovest
 

(foto del Comitato per l'autonomia
e il rilancio del Friuli, 10 aprile 2017) 

------------------
 
REGIONE VENETO

Sottoscritto l'accordo

tra Regione e Terna:

elettrodotti interrati

..........



Così si può leggere oggi, gennaio 2019, sulla stampa veneta:

1) 21 gennaio 2019 - da un articolo del quotidiano “Il Gazzettino”: Sottoscritto l'accordo tra Regione  (Veneto n.d.r.) e Terna: elettrodotti interrati


2) “Terna, via cento chilometri di tralicci gli elettrodotti saranno interrati ”. Investimento da 900 milioni per i prossimi cinque anni. Si partirà da Dolo-Camin. «Lo ha chiesto il territorio»

https://nuovavenezia.gelocal.it/venezia/cronaca/2019/01/22/news/terna-via-cento-chilometri-di-tralicci-gli-elettrodotti-saranno-interrati-1.17679966


Così in Piemonte  il 15 luglio 2013:


IN PIEMONTE

da IL MONDO Economia – 15 luglio 2013
TERNA/ Al via nel torinese cantiere elettrodotto Italia-Francia .
Con 190 km interrati, linea più lunga al mondo di questo tipo.

(…) alla presenza dell'amministratore delegato di Terna, Flavio Cattaneo, del presidente di Rte, Dominique Maillard e del ministro dello Sviluppo Economico, Flavio Zanonato. Si tratta di 190 km totalmente interrati, una linea a corrente continua a 320 kw che collega la stazione elettrica di Piossasco (Torino) a quella francese di Grand'Ile in Savoia. Il piu' lungo collegamento al mondo per questa tipologia. Per minimizzare infatti l'impatto paesaggistico ed evitare del tutto il passaggio in aree urbanizzate, la linea e' stata progettata in modo da integrarsi con le infrastrutture stradali e autostradali esistenti, e varchera' la frontiera attraverso la galleria di sicurezza del Frejus in collaborazione con la Sitaf, societa' che gestisce l'A32 Torino-Bardonecchia. (…)
 

E IN FRIULI-VG
regione ad autonomia speciale?  

Abbiamo

UNA CLASSE POLITICA REGIONALE

SERVA DI TERNA!!

Per Tondo e Serracchiani, nel loro ruolo di Presidenti di regione, i cittadini e il territorio friulano "devastato" da Terna, non dovevano essere ascoltati!

In tanti avevamo denunciato pubblicamente il nostro disaccordo, ma la politica regionale “era serva” di Terna e nemica dei cittadini, del territorio e dell'ambiente friulano, e vinse TERNA!

      
PER NON DIMENTICARE

 
1) Cisl e Uil contro l'elettrodotto TERNA
nel 2013
      
http://comitat-friul.blogspot.com/2013/10/elettrodotti-basta-adeguarsi-cio-che.html
 
2) Il "Comitato Friuli rurale” che tanto si è battuto, assieme a sindaci e cittadini, contro il mostro "imposto" da Terna con la “complicità” di Tondo e Serracchiani.

https://www.facebook.com/comitato.friulirurale      

3) il nostro comunicato stampa su l'elettrodotto Terna del 10 aprile 2017

http://comitat-friul.blogspot.com/2017/04/elettrodotto-terna-redipuglia-udine.html

4) e ancora altri protagonisti della battaglia contro "il mostro", che non citiamo per problemi di spazio e con cui ci scusiamo.

5) I numerosi  POST sull'elettrodotto TERNA
 nella Bassa friulana leggibili nel nostro Blog
 
 
LA REDAZIONE DEL BLOG


mercoledì 9 gennaio 2019

"Un senatore in più al Trentino e uno in più all'Alto Adige" - Comunicato Stampa


 
 
 
 


Comunicato stampa

9.1.2019


Un senatore in più al Trentino

e uno in più all'Alto Adige



Fa poco clamore la riforma per ridurre il numero di senatori che si sta discutendo in Senato.

Eppure in Friuli dovrebbe far saltare sulla sedia i nostri politici poiché già col sistema elettorale attuale il Friuli, e Udine in particolare, è sotto rappresentato in Parlamento rispetto all'area triestina; con questa riforma resterà qualcosa?

La SVP sta riuscendo a mantenere l'attuale livello di presenza (ed un rafforzamento dell'autonomia provinciale e regionale) e quindi, rispetto alla riforma in preparazione, un senatore in più al Trentino e uno in più all'Alto Adige grazie al proprio peso politico, ai voti che raccoglie, alla forza con cui difende i diritti della propria minoranza che già gode di consistenti tutele extra-costituzionali grazie a clausole contenute in trattati internazionali imposti all’Italia dopo la sconfitta nella seconda guerra mondiale e pur essendo una minoranza numericamente inferiore alle minoranze friulana e sarda (rispettivamente 314.000 tedeschi in provincia di Bolzano, circa 650.000 friulani e un milione di sardi).

In Regione non siamo riusciti a ricontrattare con Roma i fondi taglieggiati da Berlusconi, Renzi, ed ora Conte, non si sta procedendo con la richiesta di nuove competenze, ed ora perderemo peso politico in Senato. A scapito del Friuli, ben s'intende!

per il Comitato per l'Autonomia e il Rilancio del Friuli

il presidente
Paolo Fontanelli


mercoledì 26 dicembre 2018

L'ASSESSORE REGIONALE ALESSIA ROSOLEN DISCRIMINA E PENALIZZA I PARCHI SCIENTIFICI FRIULANI !


 
 
Regione Friuli-VG

PARCHI SCIENTIFICI E TECNOLOGI

"FRIULI INNOVAZIONE"

CRESCE

MA L'ASSESSORE REGIONALE ROSOLEN

RICONOSCE SOLO SCIENCE PARK!!

........

dal quotidiano IL MATTINO di Padova 

20 dicembre 2018
 
 
 Friuli Innovazione,
più che positivo il bilancio 2018
 
Le previsioni per il prossimo anno sono di un fatturato che sfiorerà i 3 milioni di ricavi, raddoppiati i progetti europei, nuova strategia e team in crescita.


……………….
 

ma per la "super-triestinissima" assessore regionale Alessia Rosolen, Giunta regionale del Friuli–Venezia Giulia, Presidente Massimiliano Fedriga, l'INNOVAZIONE dev'essere un FEUDO TRIESTINO!!
 
 
 
Dal sito del Gruppo Consiliare
 "Patto per l'Autonomia" 

 

Il Friuli tagliato fuori

dalle scelte

della Giunta Fedriga 

 

https://www.pattoperlautonomia.eu/notizie/9-gruppo-consiliare/252-il-friuli-tagliato-fuori-dalle-scelte-della-giunta-fedriga

………….
 
P.S  Agrusti (Pn), questa volta protesterà o resterà zitto come risulta fare sempre quando ad essere favorita è Trieste?

Leggi anche:

http://comitat-friul.blogspot.com/2018/01/friuli-innovazione-protagonista_29.html

La Redazione del Blog


lunedì 10 dicembre 2018

GLI APPETITI DI TRIESTE E LA CANCELLAZIONE DEL FRIULI ORIENTALE


Comitato per l'autonomia
e il rilancio del Friuli

COMUNICATO STAMPA

10 dicembre 2018


Gli appetiti di Trieste
 
e la cancellazione del Friuli orientale


Isontino Giuliana: si chiamerà così l'azienda sanitaria che si occuperà della salute delle ex-province di Trieste e Gorizia.
 
Prossimamente si chiamerà così, crediamo, anche l'ATER mentre già l'aeroporto di Ronchi è diventato “di Trieste”.
 
L'on. Saro, in una recente intervista, parla giustamente della disgregazione del FRIULI-VG per l'abolizione delle province e della crisi (economica ed istituzionale) della Regione. Analisi sicuramente condivisibile, questo Comitato ha denunciato più volte lo spezzatino che si stava compiendo ma con una differenza: lo spezzatino è stato fatto sul Friuli (dal Timavo al Livenza) e non su Trieste la cui UTI è esattamente identica alla vecchia Provincia. Avevamo detto che le UTI erano funzionali a potenziare il ruolo della capitale a scapito delle strutture amministrative del Friuli ma lungo l'Isonzo, allora, nessuno ha voluto prestare attenzione, e poco anche dalle parti del Tagliamento.

Solo adesso Ziberna e Cisint protestano, ma con quali proposte?
 
Sembra molto improbabile un ritorno alle vecchie province, l'allargamento delle ATER, Azienda Sanitaria, Ente Porto ecc. da Trieste su Gorizia e Monfalcone (per non parlare del collegio elettorale) è troppo importante per la capitale e per i suoi appetiti, mentre l'uso sistematico, ossessivo, antistorico e fraudolento del termine “Isontino” al posto di Friuli orientale, è servito a creare una barriera mentale a ovest, verso quel Friuli policentrico che rappresenterebbe l'unica soluzione amministrativa funzionale a Monfalcone, porto del Friuli, ed a Gorizia a cui sarebbe evitato il vassallaggio e la funzione di “donatrice di sangue” verso Trieste.
 
Certo bisognerebbe ripescare la proposta delle due aree autonome, Friuli e Trieste, come bisognerebbe rinegoziare competenze e risorse da Roma. Per ora vediamo solo il proseguire di un piccolo gioco a Risiko locale dalla capitale a danno di pezzi del Friuli.

Nota: per i molti consiglieri regionali che hanno giurato in friulano: si poteva fare almeno un emendamento per chiamare l'azienda sanitaria Trieste-Friuli orientale.

per il “Comitato per l'autonomia e il rilancio del Friuli” 
Il Presidente
Paolo Fontanelli   

 

sabato 8 dicembre 2018

PromoTurismoFVG cancella il FRIULI!


 
PromoTurismoFVG

cancella il FRIULI!!

Nel mentre verrà proposto un brand turistico esclusivo per la città di Trieste, il Friuli con la "sua" identità, la "sua" storia, la "sua" particolare cultura, le "sue" lingue, i "suoi" vini conosciuti in tutto il mondo, il "suo" ricco patrimonio agroalimentare, il "suo" grandissimo patrimonio storico e turistico (castelli, città d'arte, ecc.), la "sua" squadra di calcio in serie A, l'Udinese calcio, diventa tutto FVG!

E lo stadio di calcio in cui gioca l'Udinese si chiama "Stadio Friuli" e non "Dacia Arena"!

BASTA CANCELLARE
IL FRIULI!!

Si crei un brand esclusivo anche
per il Friuli!!
 

E  si utilizzi  nei  messaggi  promozionali   turistici anche la lingua friulana: è un diritto delle minoranze linguistiche sancito dalla legge 482/99 e da trattati internazionali europei ratificati anche dall'Italia.

O forse PromoTurismoFVG non lo sa che i friulani sono minoranza linguistica riconosciuta e tutelata dalla Repubblica italiana ai sensi dell'art. 6 della Costituzione italiana?
………..
 

martedì 20 novembre 2018

UTI E LO SPEZZATINO DEL FRIULI - COMUNICATO STAMPA DEL 20 NOVEMBRE 2018

 
 e pal Rilanç dal Friûl
 
COMUNICATO STAMPA
20.11.2018

UTI e lo spezzatino del Friuli
 

Non sembra cambiato molto l'atteggiamento della politica regionale verso il Friuli! A suo tempo denunciavamo che uno dei problemi principali della legge che istituiva le UTI abolendo le Provincie era quello di privare il Friuli di forme unitarie di rappresentanza istituzionale mentre Trieste manteneva inalterata la propria provincia, continuando ovviamente a svolgere il ruolo di capitale regionale.
 
Con la legge sulle UTI il Friuli ha subito e sembra che debba continuare a subire la cancellazione della propria identità, dissolta da un lato nell'indigesto friulveneziagiulianismo e dall'altro nel frazionamento delle proprie forme di rappresentanza istituzionale.

Ora si ridiscutono tempi e metodi di funzionamento delle UTI e di altre iposi su enti di area vasta ma il problema dello spezzatino del Friuli resta inalterato poichè resta inalterata la violazione del principio che una minoranza linguistica, e i friulani lo sono, ha diritto ad una forma unitaria di rappresentanza amministrativa.
 
Dobbiamo ricordare che negli archivi del Consiglio regionale, quasi dimenticate, giacciono proposte di legge per il Friuli risalenti agli anni '80 (Movimento Friuli) agli anni '90 (Londero nel '96 e Cecotti nel '97 con una proposta organica di riforma degli Enti locali) e poi negli anni 2000 con la proposta di questo Comitato per l'istituzione dell'Assemblea delle Provincie del Friuli, e ancora recentemente col referendum del sindaco Anzil per l'istituzione delle due provincie autonome del Friuli e di Trieste. Forse in questa fase di riesame delle UTI varrebbe la pena che il Consiglio si rileggesse le motivazioni e l'articolato di quelle proposte.
 
I molti consiglieri che hanno giurato in friulano non ritengono che, al di là della giusta valorizzazione della loro lingua madre, vada affrontato il tema?

per il Comitato per l'Autonomia
e il Rilancio del Friuli
il presidente
Paolo Fontanelli
 
 







lunedì 19 novembre 2018

MINORANZA LINGUISTICA FRIULANA - L'INSEGNAMENTO DELLA STORIA E DELLA GEOGRAFIA DEL FRIULI E' UN DIRITTO DEI FRIULANI ! - Lettera inviata dall'Assemblea della Comunità linguistica friulana al Ministro dell'Istruzione Marco Bussetti e al Presidente della regione Friuli-VG, Massimiliano Fedriga.

 

MINORANZA LINGUISTICA
FRIULANA
 

L'insegnamento della storia
e della geografia dei Friuli

è un diritto dei friulani
…………………..
 
 
RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO
 

 una lettera inviata dalla "Assemblee de Comunitât Linguistiche  Friulane" al Ministro dell'Istruzione Marco Bussetti, al Presidente della Regione autonoma Friuli-Venezia Giulia Massimiliano Fedriga,  e per conoscenza ad altri nominativi che non pubblichiamo per motivi di spazio:
 
 
Assemblee de
 
Comunitât Linguistiche Furlane

Sede presso il Comune di Carlino
P. San Rocco 24  - tel. 0432-555787 

Oggetto: Insegnamento della storia e della geografia del Friuli.

Carlino, li 19 ottobre 2018

Signor Ministro dell’Istruzione
 
Marco Bussetti
 
Signor Presidente della Regione Autonoma Friuli – Venezia Giulia
 
Massimilano Fedriga

L’art. 4 della legge n. 482/99 “Norme in materia delle minoranze linguistiche storiche”, in attuazione dell’art. 6 della Costituzione, recita: “Nelle scuole materne […] l'educazione linguistica prevede, accanto all'uso della lingua italiana, anche l'uso della lingua della minoranza per lo svolgimento delle attività educative. Nelle scuole elementari e nelle scuole secondarie di primo grado é previsto l'uso anche della lingua della minoranza come strumento di insegnamento”.
 
Fra i temi già individuati come prioritari dal gruppo di regia costituito da Regione Autonoma Friuli – Venezia Giulia, Ministero della Pubblica istruzione - Ufficio Scolastico Regionale F-VG, Università degli Studi del Friuli – Facoltà di Scienze della Formazione, vi sono la storia e la geografia del Friuli. Tali materie sono quelle che forse meglio consentono di lavorare in e per la lingua minoritaria, friulana nel caso in parola, perché permettono agli allevi di arricchire la proprie conoscenze del luogo in cui vivono e la proprie abilità, proprio partendo dal contesto locale territoriale.

Ad oggi, nonostante un corpus normativo statale e regionale che dovrebbe ampiamente garantire i diritti linguistici della minoranza nella scuola, l’insegnamento manifesta, pur in presenza di alcuni punti di forza, anche notevoli punti di debolezza. Tra questi vi è proprio l’insegnamento della storia e della geografia del Friuli che trova troppo poco spazio nei libri di testo progettati per l’intera Repubblica. Al di là di frequenti strafalcioni, i libri di testo, proprio per la loro impostazione italiana, non colgono la complessità storica, geografica, culturale e linguistica di un territorio di confine come il Friuli, ricco di una bimillenaria identità plurale e , nel contempo, di una propria individualità, anche politica, che travalica l’area latina e italiana per ricomprendere anche il mondo slavo e quello germanico. Talvolta i manuali ripropongono addirittura, sia pure in forma edulcorata e dissimulata rispetto ad un non lontano passato, i luoghi comuni della retorica nazionalista escludente delle diversità.
 

Dato atto che quanto premesso lede gravemente i diritti della minoranza friulana (e delle altre presenti nella Regione) e i diritti individuali dei suoi appartenenti, garantiti dalla Costituzione e dalle leggi, in qualità di presidente dell’Assemblea della Comunità Linguistica Friulana, organo istituzionale cui aderiscono 114 Comuni, chiedo fortemente l’avvio di un percorso collaborativo tra Regione e Ministero in indirizzo volto alla sottoscrizione di un protocollo di intesa per l’insegnamento della storia e della geografia del Friuli, a partire dalla terza classe della scuola primaria e fino al termine della scuola secondaria di secondo grado.

Ritengo di conseguenza necessario giungere alla predisposizione di un fascicolo di storia del Friuli in aggiunta ai testi ministeriali che contenga, in linea con il percorso ministeriale corrispondente ad ogni singolo anno, i contenuti curricolari che interessano la storia locale.

 
Parimenti ritengo necessario redigere un fascicolo di geografia in aggiunta ai testi ministeriali a partire dalla terza classe della scuola primaria che contenga, in linea con il percorso ministeriale corrispondente ad ogni singolo anno, i contenuti curricolari che interessano la geografia locale.
 
Pare ovvio che il fascicolo debba essere bilingue, da un lato in friulano e dall’altro in italiano. La finalità infatti non è solo la conoscenza della storia e della geografia del Friuli ma anche l‘utilizzo della lingua minoritaria come veicolo per l ‘insegnamento della stessa. (CLIL). Parimenti è necessario il testo in italiano perché la storia del Friuli è un elemento distintivo di un territorio da sempre inclusivo dove, accanto alla prevalente lingua friulana, hanno convissuto e convivono la lingua slovena, la tedesca e varie parlate venete.
 
La necessità di creare materiali didattici per la promozione di una migliore educazione scolastica di base e per il conseguimento di una reale tutela delle lingue e culture minoritarie è inoltre coerente con i contenuti della circolare ministeriale n. 730/06 “la scuola dell’autonomia è chiamata a recepire le istanze formative di cui sono portatori gli alunni, le famiglie e, più in generale il territorio”, diventando “il luogo in cui la diversità sia esaltata come fonte di ricchezza”.
 
Riguardo alle competenze scientifiche ed organizzative all’uopo necessarie, è mia convinzione che siano ampiamente presenti nelle istituzioni cui questa richiesta è inviata per conoscenza, in primis nell’Università del Friuli e nella efficace esperienza di Docuscuele.

Riguardo la fattibilità di quanto richiesto cito, a titolo esemplificativo, la recente sottoscrizione, da parte del ministro Marco Bussetti in indirizzo e del presidente della Regione Veneto Luca Zaia, di un protocollo d’intesa per l’introduzione della storia e della cultura del Veneto nelle scuole di ogni ordine e grado di quella Regione.

 
 Rendendomi disponibile alla massima collaborazione, porgo distinti saluti.
 
Diego Navarria
 
Presidente dell’Assemblea della Comunità Linguistica Friulana
 
 
Segue elenco destinatari della lettera
 
"inclusi i media"
 
………………………. 
 

Il Comitato per l'autonomia e il rilancio del Friuli, ringrazia  il Presidente dell'Assemblea della Comunità Linguistica Friulana, Diego Navarria, per aver concesso la pubblicazione della lettera  sul blog.  

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