Visualizzazione post con etichetta Legge elettorale "Italicum". Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Legge elettorale "Italicum". Mostra tutti i post

venerdì 19 maggio 2017

CONVEGNO-DIBATTITO 22 MAGGIO 2017: "CON QUALE LEGGE ELETTORALE VOTEREMO?" - RELATORE AVV. FELICE CARLO BESOSTRI

 
I cittadini elettori friulanofoni
ricorrenti anti-italicum
invitano tutti i cittadini elettori,
tutti i comitati, movimenti, partiti,
al seguente 
 
CONVEGNO - DIBATTITO
 

CON QUALE LEGGE ELETTORALE VOTEREMO?
 
UNA TERZA LEGGE ELETTORALE INCOSTITUZIONALE ?!?
 
BASTA PREMI DI MAGGIORANZA, BASTA LISTE  BLOCCATE, BASTA MINORANZE LINGUISTICHE DI SERIE A E DI SERIE C !!!
 

Salone d’Onore

del Consiglio Provinciale di Udine

Piazza Patriarcato n. 3 - UDINE

 
Lunedì 22 Maggio 2017

alle ore 17.00 

Relatore

Avv. Felice Carlo Besostri


PROGRAMMA

 

PARTE GENERALE: Una nuova legge elettorale rispettosa della Costituzione  - (Avv. Felice Carlo Besostri)

PARTE SPECIALE: Le questioni linguistiche nella Reg. Aut. Friuli – Venezia Giulia - (Avv. Luca Campanotto)


SALUTO

On. Pietro Fontanini, Presidente della Provincia di Udine

INTERVERRANNO


RELATORE - Avv. Felice Carlo Besostri

Avvocato Costituzionalista del Foro di Milano, relatore al Senato della L. 482/99, referente dei pool legali anti PORCELLUM, EUROPORCELLUM e ITALICUM 

Federico Simeoni, cons. provinciale Patrie Furlane

ricorrente anti EUROPORCELLUM e ITALICUM

Paolo Fontanelli, presidente Comitât pe Autonomie e pal Rilanç dal Friûl

ricorrente anti EUROPORCELLUM e ITALICUM

 
Avv. Luca Campanotto 

ricorrente e legale anti-ITALICUM, referente distrettuale anti-EUROPORCELLUM e anti-ITALICUM
 

I Comitati Friulani per il NO al referendum costituzionale 04/12/2016

.................

NUOVA LEGGE ELETTORALE:

QUALE RAPPRESENTANZA PER I FRIULANI?
 

 Dopo l'esito popolare del referendum costituzionale del 4/12/2016 e la bocciatura della legge elettorale “Italicum” da parte della Corte Costituzionale e dopo l'ennesimo sollecito da parte del Presidente Mattarella, in questi giorni in Parlamento si è riaperto il confronto su quale legge elettorale dare al Paese.  

Il dibattito si è incagliato nuovamente su premio di maggioranza, liste bloccate, collegi elettorali misti e soglie di sbarramento a fisarmonica.Il rischio concreto è che le parti politiche, in barba alla volontà popolare espressa a dicembre ed ai dettami della Consulta, imbastiscano nuovamente un testo pasticciato, contraddittorio e ancora una volta incostituzionale. 

Rimangono inoltre sospese e invariate tutte le questioni discriminatorie nei confronti del gruppo di minoranza linguistica friulana (minoranza riconosciuta dalla L. 482/99 e dalle convenzioni internazionali sottoscritte dalla Repubblica Italiana) ovvero la differenza di trattamento tra i deputati riservati solo alla minoranza linguistica tedesca del Sud Tirolo, la soglia di sbarramento eccessivamente alta (20%) per i rappresentanti dei gruppi linguistici friulano e sloveno e la suddivisione del Collegio del Friuli in due circoscrizioni elettorali di cui una sproporzionatamente sbilanciata a favore della città di Trieste a scapito dell' elezione di deputati friulani. Questioni queste che hanno portato un gruppo composto da vari esponenti del mondo politico ed intellettuale friulano, come Federico Simeoni (Cons. Prov. Patrie Furlane) e Paolo Fontanelli (Comitato Rilancio Autonomia Friuli) ad insistere nel opporre un ricorso elettorale contro l’ITALICUM coordinati dall’avv. prof. on. Felice Carlo Besostri di Milano e dal l’avv. Luca Campanotto di Udine. 

Lunedì 22/5/2017 alle ore 17,00 presso il salone del Consiglio della Provincia di Udine, con relatore d'eccezione il prof. Besostri e l'intervento dei Comitati friulani per il NO alla riforma costituzionale, ci sarà l' occasione per fare il punto della situazione e ribadire la volontà degli elettori friulani di voler essere rappresentati da una legge elettorale che tenga veramente conto delle volontà dei cittadini e delle espressioni dei territori.  

L'invito è stato esteso a tutti gli attori politici (parlamentari, senatori, consiglieri regionali e sindaci) del Friuli da cui ci attendiamo una ferma rivendicazione dell' Autonomia di questa Regione.

Con preghiera di diffusione. 
 

Cordiali saluti 

Paolo Fontanelli 

Comitato per l' Autonomia e lo Sviluppo del Friuli
 

(Documento condiviso con Federico Simeoni)



mercoledì 10 maggio 2017

E' NOSTRO DIRITTO VOTARE, FINALMENTE, CON UNA LEGGE ELETTORALE COSTITUZIONALE!


 
E' NOSTRO DIRITTO

VOTARE, FINALMENTE,

CON UNA LEGGE ELETTORALE

COSTITUZIONALE!


 
Dal Blog di Felice Besostri

13 marzo 2017
 



"(…) La recente sentenza della Corte Costituzionale n.35/2017, ha infatti dichiarato incostituzionale buona parte dell’Italicum. Il professor D’Alimonte, il principale sostenitore, in ambito giuridico e scientifico, dell’Italicum, ha detto che la sentenza ha colpito al cuore la “sua” legge. A chi, con insofferenza e delusione, dice “quello che la cittadinanza dice o fa, non conta niente”, facciamo notare che nel corso di dieci anni il popolo sovrano ha detto NO a due controriforme della Costituzione e fermato due leggi elettorali incostituzionali.

Ci pare poco? Direi che è molto.

(...) Cosa ci attende, ora? L’auspicio è che il Parlamento faccia una nuova legge elettorale priva di elementi di incostituzionalità, come i capilista bloccati, ancora presenti in ciò che resta dell’Italicum. Esperti come Besostri saprebbero individuare eventuali nuovi vulnus alla Costituzione, portando noi resistenti a ricorsi, richieste di referendum, altro. I capilista bloccati significano due terzi di parlamentari non scelti da noi. Di chi sarebbero rappresentanti? Delle segreterie dei partiti, non del popolo sovrano. (…)

Non faccio questione di partito, in questo caso. L’importanza che in Parlamento ci siano rappresentanti che sappiano avvalersi di giuristi rispettosi della Costituzione, ci è confermata da una informazione avuta da Besostri. Solo sguardi acuti e sapienti si accorsero che, nella “riforma” che abbiamo bocciato, ci fu il tentativo, sventato, di “costituzionalizzare” i vitalizi ai parlamentari. Tentativo voluto da chi, oggi, dice “andiamo presto al voto, prima che scattino, a settembre, i vitalizi”. Controllo la mia indignazione, che mi farebbe dire che vergogna!

Per concludere.

Se il Parlamento non riesce a fare una nuova legge elettorale condivisa e costituzionale, come Mattarella auspica, con quale legge andremo votare, quando sarà il momento, nel 2018, a scadenza naturale (mio personale auspicio)? Se il Parlamento non conclude – dice Besostri -, e se la Corte invalida tutto l’Italicum, si voterà con ciò che resta del Porcellum, il cosiddetto Consultellum, un imperfetto proporzionale. Speriamo, invece, in uno scatto di dignità e responsabilità di chi abita l’attuale Parlamento, nonostante sia stato eletto con una legge incostituzionale. Altrimenti dovremmo concludere che il fantasma di Weimar si annida nel Parlamento, non nella quasi sempre disprezzata “cittadinanza attiva”."

Maria Paola Patuelli

Coordinamento per la democrazia costituzionale



venerdì 28 aprile 2017

L'OFFENSIVA CONTRO L'ITALICUM RIPARTE DALLA TUTELA DELLE MINORANZE LINGUISTICHE


 
L’offensiva contro l’Italicum

riparte

dalla tutela

delle minoranze linguistiche

.......

Dal Blog

di Felice Besostri


Pool di avvocati ogliastrini contro l’Italicum 


Pubblicato da: Felice Besostri 22 aprile 2017 


L’offensiva contro l’Italicum riparte dalla tutela delle minoranze linguistiche. A portarla avanti, un pool di avvocati ogliastrini che domani (oggi 22 aprile 2017 ndr.) si presenterà di fronte al giudice ordinario del Tribunale di Cagliari per chiedere che vengano sollevate alcune questioni di leggittimità davanti alla Corte costituzionale, la stessa che aveva già bocciato la legge elettorale in alcune parti. Marcella Lepori e Katia Cerulli, avvocate di Tortoli del Foro di Lanusei e il loro collega di Villagrande, Gabriele Sette, che lavora nel capoluogo, saranno supportati da Felice Besostri, esperto e combattivo giurista non nuovo ad imprese di questo genere e conosciuto per aver affossato il tanto vituperato Porcellum.

In punto di diritto, dovranno convincere il giudice Ignazio Tamponi di rimettere alla Consulta il provvedimento.

La strada è già segnata. «Sono stati proposti 20 ricorsi davanti ad altrettanti tribunali italiani – spiega l’avvocata Lepori – gli schemi sono pressoché uguali perché redatti da Besostri ed altri giuristi del coordinamento nazionale degli avvocati anti-Italicum. In alcune regioni italiane sono state aggiunte le eccezioni di legittimità relative alle minoranze linguistiche». E questo è ciò che accaduto in Sardegna. «Nella nostra isola e in Friuli Venezia Giulia esistono minoranze linguistiche riconosciute dalla legge nazionale e regionale che, a nostro giudizio vengono discriminate rispetto alle altre minoranze linguistiche supertutelate della Valle d’Aosta e del Trentino Alto Adige». osserva il legale. (….)

 
Leggi tutto l'articolo

Fonte: “LA NUOVA SARDEGNA

mercoledì 15 marzo 2017

ITALICUM - COLLEGI ELETTORALI: COMUNICATO STAMPA




Comunicato Stampa
 
14 marzo 2017


ITALICUM

COLLEGI ELETTORALI


Eravamo stati facili profeti, quando venne promulgata la l.r. 26 sulle UTI denunciando che la legge presentava vari aspetti di incostituzionalità e che sarebbe stata inefficiente e costosissima.

Eravamo stati ugualmente critici verso l'Italicum, scrivendo al Presidente Napolitano, ai Presidenti Boldrini e Grasso, oltre che a relatori e parlamentari, spiegando alcuni motivi di incostituzionalità della legge allora in discussione.

Non vi fu alcuna risposta: evidentemente noi, incolti e incompetenti, avevamo disturbato i signori legislatori.

Oggi ci chiediamo come potrà uscire il Friuli - Venezia Giulia (*) dalla costosissima impasse delle UTI, vero punto discriminante per la prossima campagna elettorale regionale.

Ci chiediamo anche perché i friulani debbano sopportare l'ennesima presa in giro che si sta delineando con la proposta di modifica dell' Italicum.

Pare certo che il collegio elettorale triestino, forse parzialmente ridimensionato, potrà avere un collegio uninominale (come Val d'Aosta e Trentino - AltoAdige) per garantire l'elezione di uno sloveno, mentre per il resto della regione F - VG varrà la legge nazionale con sbarramento regionale al 20%, se vi sarà una lista friulana!

Una nuova, incostituzionale, discriminazione tra minoranze linguistiche, una vera bastonata a chi pensava di poter concorrere con una lista "delle minoranze" perché punta a sottrarre i voti sloveni ed a lasciare lo sbarramento.

Ci permettiamo di segnalarlo: per noi è incostituzionale e, se dovesse passare, ricorreremo nuovamente alle aule di tribunale perché i friulani si meritano almeno una legge elettorale equa!

per il Comitato per l'Autonomia
e il Rilancio del Friuli
 
il presidente
Paolo Fontanelli


(*) Nota di colore: nella pregevole mostra fotografica in corso a Trieste "Lampi di immagini sul Friuli - Venezia Giulia negli archivi Alinari" nel titolo viene usato il trattino nel nome della Regione, mentre in tutte le cronache giornalistiche il trattino sparisce.
 
 

 

mercoledì 1 febbraio 2017

LA LEGGE ELETTORALE NON PENALIZZI IL FRIULI di ROBERTO MEROI


 


LA LEGGE ELETTORALE


NON PENALIZZI IL FRIULI
 
di
ROBERTO MEROI

Attualmente in Parlamento siedono quattro deputati di origine triestina, due nati a Roma, uno a Verona, uno a Lecce, uno a Monfalcone, due in provincia di Pordenone e uno solo nato a Udine. Dei sette senatori eletti in Friuli-Venezia Giulia nel 2013, uno è nato in Piemonte e risiede in Toscana, gli altri sono nati due a Trieste, due in provincia di Gorizia, uno in provincia di Pordenone e uno è originario del Belgio. La provincia di Udine, con oltre 530 mila abitanti, non ha a Roma nemmeno un senatore!

Trieste
, oltretutto, ha la straordinaria fortuna di avere attualmente a Roma ben 7 suoi parlamentari residenti in una città di circa 200 mila anime: una sproporzione se si considera che ne rimangono solo 11 a rappresentare il milione di abitanti del resto della regione.

A ciò va aggiunto che sia Ettore Rosato, capogruppo alla Camera per il Pd, sia Massimiliano Fedriga, capogruppo alla Camera per la Lega Nord (oltre ad essere segretario regionale), sia Sandra Savino, coordinatore regionale per Forza Italia, sono di Trieste.

Per l'elezione dei deputati del Friuli-Venezia Giulia, la riforma elettorale che era stata votata dal Governo Renzi («Italicum») prevedeva la suddivisione in due zone dell'intero territorio regionale. Quella ad est, dove avrebbero votato gli elettori della provincia di Trieste, gli elettori di quella di Gorizia e una consistente parte di quelli della provincia di Udine residenti in una fetta di territorio che va da Tarvisio a Latisana. Ovviamente, ad essere favoriti in quel collegio sarebbero stati i candidati della città più popolosa, quindi Trieste. Nella zona ad ovest invece avrebbero votato tutti gli elettori della provincia di Pordenone e solo la parte rimanente di quelli della provincia di Udine. Una simile ripartizione avrebbe condotto all'elezione di un numero di deputati triestini doppio rispetto a quelli eletti nell'intera provincia udinese, che ha più di due volte gli abitanti della provincia di Trieste!

Al Governo Gentiloni e ai partiti di opposizione spetta ora il compito di elaborare una nuova legge elettorale meno penalizzante per il Friuli.
 

Roberto Meroi

...........

La lettera a firma di Roberto Meroi è stata pubblicata sul settimanale della Arcidiocesi di Udine, LA VITA CATTOLICA, mercoledì 11 gennaio 2017, rubrica "Giornale aperto".

La Redazione del Blog ringrazia Roberto Meroi per averle concesso la pubblicazione di questo suo prezioso contributo al dibattito in corso sulla futura legge elettorale che andrà a sostituire l'incostituzionale  "Italicum". 

martedì 20 dicembre 2016

E ORA UNA LEGGE ELETTORALE PIENAMENTE COSTITUZIONALE


E ORA

UNA LEGGE ELETTORALE

PIENAMENTE
 
COSTITUZIONALE!



Chiuso il capitolo Referendum con la stra-vittoria dei NO con ben 20 punti di differenza, ora va mandata in soffitta la legge elettorale ITALICUM (imposta al Parlamento dal Governo di Matteo Renzi, approvata utilizzando anche il voto di fiducia) e sostituita - tenendo conto della futura e vicinissima sentenza della Corte Costituzionale - con una nuova legge rispettosa della Costituzione italiana e della SOVRANITA' popolare (art. 1 della Carta Costituente).

Una legge elettorale che non discrimini più tra minoranze linguistiche come fa invece ora l'ITALICUM!

Una legge elettorale che non obblighi i friulani ad essere "donatori di voti" a favore dei parlamentari triestini grazie ad un collegio elettorale triestino extra-large: a ognuno il suo! 

LA REDAZIONE DEL BLOG

....................
 
 
Dal Blog del senatore

FELICE BESOSTRI

“Ripartire dopo la vittoria del no per una legge elettorale pienamente costituzionale”

 


Pubblicato da: Felice Besostri 18 dicembre 2016



I Comitati direttivi dei Comitati per il No nel referendum costituzionale e contro l’Italicum riuniti congiuntamente il 14 dicembre a Roma hanno espresso un forte ringraziamento alle elettrici e agli elettori che con la loro partecipazione straordinaria, al di sopra di ogni previsione, hanno consentito una vittoria del No, contro le deformazioni della Costituzione del governo Renzi.
 
Lo straordinario risultato nel referendum del 4 dicembre non solo ha bocciato la deformazione della Costituzione proposta dalla Renzi-Boschi ma ha reso inservibile la legge elettorale ipermaggioritaria per la Camera (Italicum), che per di più è in attesa del giudizio della Corte dopo le istanze degli avvocati del nostro Comitato che ne hanno denunciato l’incostituzionalità in punti fondamentali. L’affluenza al voto del 4 dicembre è un fatto politico di grande forza che inverte la tendenza all’astensione e che conferma che elettrici ed elettori hanno ben compreso la posta in gioco e hanno deciso di partecipare al voto bocciando le modifiche costituzionali del governo.

Ha votato il 70% degli aventi diritto, in controtendenza con le recenti consultazioni, confermando che gli elettori quando sanno di poter contribuire a decidere partecipano e votano. Per di più questo conferma che la Costituzione non è affatto lontana dall’attenzione dei cittadini, che invece si sono dimostrati ben consapevoli della sua importanza a garanzia della convivenza civile nel nostro paese, della qualità della nostra democrazia, dell’attuazione effettiva di diritti fondamentali (lavoro, salute, istruzione, ecc.) in essa ben descritti e per la cui attuazione occorrono assetti istituzionali e modalità decisionali coerenti con gli obiettivi. Chi pensava che aumentando il numero dei votanti avrebbe vinto il Si ha sbagliato i suoi conti. Gli elettori hanno votato in tanti per bocciare a stragrande maggioranza la deformazione della Costituzione voluta dalla Renzi- Boschi, smentendo questa predizione, che in sostanza giudicava gli elettori immaturi. Il movimento referendario ha sempre chiesto agli elettori di andare a votare, ritenendo che il voto sia anzitutto una prova di maturità e di democrazia e ha sempre avuto fiducia negli elettori, nella convinzione che convincere astenuti ed indecisi a votare è in sé un contributo importante alla partecipazione democratica. Questo i Comitati referendari lo rivendicano con orgoglio. Il voto non lascia dubbi, il No ha stravinto. Dal 4 dicembre scorso chiunque proporrà modifiche della Costituzione dovrà prestare grande attenzione alla loro coerenza con lo spirito e l’impianto della nostra Carta fondamentale, che non può e non deve essere stravolta nei principi fondamentali. Inoltre in futuro dovranno essere sottoposte agli elettori solo proposte chiare, mettendoli in grado di scegliere, senza i confusi imbrogli contenuti nella deformazione Renzi- Boschi.

Ora occorre continuare non solo con la vigilanza sul rispetto dell’esito del voto, ma anche un impegno a sostegno delle iniziative referendarie promosse sul lavoro. Rivendichiamo il diritto di Comitati come il nostro, che sono rappresentanti dei cittadini e da essi partecipati (oggi sono circa 750 i nostri comitati territoriali) di essere ascoltati e messi in condizione di fare circolare le loro opinioni. I direttivi proporranno alla prossima assemblea nazionale dei comitati locali che si svolgerà il 21 dicembre a Roma di mantenere attivo e vitale il movimento che si è creato durante la campagna referendaria come insieme di cittadini che vogliono fare sentire la loro voce e pesare nelle scelte. Cittadini protagonisti, senza alcuna tentazione di trasformarsi in partito, che hanno l’obiettivo di fare crescere la partecipazione, di contrastare il tentativo di ridurre gli spazi di democrazia di cui lo stravolgimento della Costituzione era un tentativo per fortuna respinto dalla vittoria del No. E’ tuttora in atto un tentativo mediatico strumentale, presente durante tutta la campagna elettorale, di ignorare i Comitati di cittadini, di schiacciare il No sui partiti, perfino quando la loro presenza è stata irrilevante o tardiva nella campagna referendaria. E’ una lettura del referendum e della vittoria del No sbagliata e spesso strumentale che vuole nascondere il ruolo dei cittadini protagonisti del risultato, che ignora il grande ruolo non solo dei Comitati ma anche dell’Anpi, dei sindacati confederali e di base e di altre importanti associazioni e dei giovani delle donne e dei cittadini del Mezzogiorno. Questa lettura ha l’obiettivo di oscurare le rappresentanze dei cittadini come del resto è già stato fatto per mesi, con una vera e propria discriminazione , in assenza di una reazione vera dell’Agcom. Per questo faremo sentire in tutti i modi possibili la nostra opinione sul futuro della legge elettorale, che deve essere una svolta di sostanza rispetto non solo al Porcellum ma anche all’Italicum che ne è l’erede.

L’Italicum è una legge elettorale di cui i Comitati referendari hanno promosso l’abolizione e l’incostituzionalità.
 
La nuova legge elettorale deve avere questi capisaldi: rispetto dei principi fondamentali della Costituzione, scelta degli eletti da parte degli elettori, rappresentanza proporzionale perchè il voto dei cittadini deve avere lo stesso peso. Al fine di elaborare una proposta dei Comitati referendari per la legge elettorale, comprendente modifiche al voto degli italiani all’estero e garanzie per una vera parità di accesso all’informazione, i direttivi hanno costituito un gruppo di lavoro. Una legge elettorale coerente per Camera e Senato deve essere approvata rapidamente dal parlamento, che si deve assumere la responsabilità politica di consentire alle italiane e agli italiani di andare a votare appena possibile, per dare vita ad una rappresentanza parlamentare rinnovata e credibile. I direttivi ritengono necessario inoltre che avvalendosi delle competenze di tanti autorevoli costituzionalisti, magistrati, giuristi, cittadini si svolga con i tempi necessari una iniziativa di merito per l’attuazione della Costituzione e per identificare le singole modifiche necessarie a partire dall’articolo 81, la cui versione attuale è inaccettabile.

L’attività dei Comitati che si sono mobilitati per il referendum nei territori e nazionalmente proseguirà, accogliendo la richiesta corale che viene dai territori. Quindi non ci sarà nessun rompete le righe dei nostri Comitati nazionali e territoriali ma il proseguimento vigile, attento e combattivo dell’iniziativa nei prossimi mesi, per questo è convocata il 21 gennaio 2017 a Roma dalle 10 alle 17 l’assemblea nazionale.

a cura dei Comitati per il No


sabato 8 ottobre 2016

ITALICUM - UN VOTO TRIESTINO VARRA' COME DUE VOTI FRIULANI!




Legge elettorale 

ITALICUM

I FRIULANI,


 "DONATORI DI VOTI"


 A FAVORE DI TRIESTE!



E la Presidente Serracchiani

tace ed acconsente!



............




Comitato per l'Autonomia e il Rilancio del Friuli

Udine


COMUNICATO STAMPA


Modificare l'Italicum

e il referendum




Per il Friuli l'Italicum non è solo una legge elettorale con i problemi relativi ai capilista e al ballottaggio: l'Italicum è una legge elettorale che discrimina i friulani e gli sloveni rispetto ai sudtirolesi di lingua tedesca ed ai valdostani; inoltre assegna una consistente parte degli elettori friulani al collegio di Trieste, facendone dei “donatori” di voti.

Con il collegio elettorale triestino diventato extra-large grazie all’Italicum e al senatore Russo, un voto triestino in pratica vale due voti friulani!

Senza un intervento su questi punti l'Italicum resta una legge elettorale inaccettabile per i friulani, per motivi di principio e di metodo.

Pur vero che la legge elettorale e la riforma costituzionale sono cosa diversa, l'effetto di entrambe è una riduzione degli spazi di autonomia e di rappresentanza per il Friuli e per questo va usato l'unico spazio democratico utilizzabile ora: il NO al referendum del 4 dicembre.

per il Comitato per l'Autonomia e il Rilancio del Friuli

il presidente

dott. Paolo Fontanelli


Udine, 3 ottobre 2016


domenica 18 settembre 2016

LE LEGGE ELETTORALE "ITALICUM" ELIMINA IL VOTO PERSONALE E DIRETTO!!

 
 
LEGGE ELETTORALE "ITALICUM"

ELIMINA

IL VOTO PERSONALE E DIRETTO!
 
..........
 
Dal Blog
 
dell'On. Felice Besostri
 


 
 

Lunedì 12 settembre gli avvocati Felice Besostri, coordinatore nazionale dei legali anti-Italicum, e il suo collega Angelo Iannoccone hanno depositato in Corte Costituzionale una memoria a sostegno dell’ordinanza del tribunale di Torino contro la nuova legge elettorale, che sarà discussa dai giudici della Consulta il 4 ottobre.
 
Molte le istanze contenute nella memoria, dove viene sottolineato il “legame perverso” tra legge elettorale e revisione costituzionale, si stigmatizza il rafforzamento dei  poteri del premier a discapito di quelli del Parlamento e del presidente della Repubblica; si mettono in rilievo i meccanismi giudicati incostituzionali del premio di maggioranza, che così com’è costituisce “un’insanabile contraddizione costituzionale”. Tra le altre richieste, nella memoria si fa istanza affinché la Corte allarghi il proprio esame anche ad altre questioni non esplicitamente sollevate dal tribunale di Torino, ma che possono essere con queste connesse. Una richiesta che punta quindi a far sì che la Corte ampli il proprio raggio d’azione e di verifica.

L’iniziativa è stata presentata in una conferenza stampa con lo stesso Besostri e con il costituzionalista Massimo Villone, presidente del Comitato anti-Italicum.
 
Una legge giudicata incostituzionale nel merito ma anche nel metodo. “In commissione Affari costituzionali al Senato – ha detto Besostri – non c’è  stata la fase referente prima dell’Aula. E alla Camera la legge elettorale è passata con il voto di fiducia: un fatto che ha solo due precedenti, nel 1923 con la legge Acerbo e nel 1953 con la cosiddetta legge truffa.
 
L’esito, secondo Besostri, è che “abbiamo una legge molto simile al Porcellum, ma un po’ più furba e un po’ più ipocrita”: con il meccanismo del ballottaggio attribuisce “un premio inversamente proporzionale al consenso elettorale ottenuto”; elimina il “voto personale e diretto”; “rafforza i poteri del premier e diminuisce quelli del Parlamento e del presidente della Repubblica”; crea tre tipi di cittadini: “quelli A di Val d’Aosta e Trentino che scelgono i loro rappresentanti al primo turno, quelli B cioè tutti gli italiani, quelli C, cioè quelli della circoscrizione estero che non partecipano più al ballottaggio”.

Il nesso tra Italicum e riforma costituzionale secondo noi è centrale – ha aggiunto Villone – e il dibattito in corso lo dimostra”, ma “non prendiamo parte ad alcuna guerra, termine che è stato utilizzato in questi giorni, non ci interessa la sorte del governo”.
 
Quello che si vuole sottolineare ancora una volta è la “continuità indiscutibile tra Italicum e Porcellum. Sarebbe grave se la Consulta si sottraesse ad una pronuncia coerente con la sentenza del 2014” (quella che ha dichiarato incostituzionale il Porcellum). “Sappiamo che ci sono sussurri, rumors – ha aggiunto Villone – secondo cui la Corte vorrebbe sottrarsi al giudizio con una pronuncia di inammissibilità: a noi non sembra possibile, siamo fiduciosi che ci sarà una pronuncia in linea con la decisione sul Porcellum”.
 
Quanto al dibattito politico in corso, Villone ha voluto ribadire che in campo ci sono “due modelli alternativi e contrapposti: uno che accentra il potere nelle mani dell’esecutivo; l’altro che valorizza la rappresentanza democratica, la partecipazione e il diritto di voto. Piccole limature o modifiche all’italicum non sono certo un motivo sufficiente per cambiare posizione e per dire sì alla riforma costituzionale”.

Le ordinanze giunte alla Corte dal tribunale di Torino e anche da quello di Messina non esauriscono comunque tutte le questioni di costituzionalità sollevate dagli avvocati anti-Italicum (quasi un centinaio in tutta Italia). Da qui la richiesta che la Corte allarghi l’esame. Una possibilità, visto che la Corte può esaminare alcune norme strettamente connesse con quelle oggetto delle ordinanze: “La legge elettorale, infatti, diversamente dalle altre leggi è un tessuto interconnesso – ha spiegato Villone – Toccare un singolo tassello può comportare contraddizioni nella legge in via consequenziale”.

Ma il 4 ottobre c’è la possibilità di un rinvio visto che è in corso un dibattito politico sulle modifiche all’Italicum?
 
“Un rinvio – ha detto Besostri rispondendo ai giornalisti – sarebbe molto difficile: la motivazione non potrebbe non essere politica”, tanto più che la politica discute di nulla visto che non c’è un testo base sul quale fare delle valutazioni”. Se la Corte costituzionale decidesse un rinvio con questa motivazione “dovremmo preoccuparci per la salute della Repubblica” chiosa Villone, che comunque non crede a questa possibilità: la Consulta deve pur sempre “mantenere una propria immagine di dignità e onorabilità”.

I ricorsi presentati contro l’Italicum sono 23, in altrettanti Tribunali civili delle città capoluogo di distretto. Tre giudici hanno rimesso l’Italicum alla Consulta (Messina il 17 febbraio, Torino il 5 luglio e Perugia il 9 settembre). Tre giudici hanno respinto i ricorsi, due hanno rinviato a dopo il 4 ottobre; di altri 13 non si ha notizia.
 
Fonte: Coordinamentodemocraziacostituzionale

............................
 
 

sabato 9 luglio 2016

CHE FINE HANNO FATTO I RICORSI CONTRO L'ITALIKUM?


Che fine hanno fatto

i ricorsi contro l’ITALIKUM?

 
............................
 

Dal Blog

del senatore Felice Besostri
 
21 giugno 2016

 Intervista a cura di Piero Ricca
 
Pubblicato su: Il fatto Quotidiano
 
 
 
Intervista al senatore Felice Besostri
 

Avvocato Besostri, facciamo il punto della strategia di ricorsi contro l’Italicum.
 
I Tribunali che abbiamo interpellato sono quelli civili di Torino, Genova, Milano, Brescia, Venezia, Bologna, Firenze, Ancona, Perugia, Roma, L’Aquila, Bari, Lecce, Napoli, Potenza, Catanzaro, Messina. A breve Caltanissetta e Cagliari. L’obiettivo è quello di ottenere più ordinanze di rimessione alla Corte Costituzionale sui quattordici motivi di ricorso. Bisognava evitare che per avere un giudizio di costituzionalità si dovesse arrivare in Cassazione, magari dopo aver già votato con l’Italicum.
 
Come sta andando?

Le decisioni finora depositate sono state soltanto due. La prima decisione è stata del Tribunale di Messina che ha sollevato questione incidentale di costituzionalità su sei punti: la discussione in Corte Costituzionale è stata fissata per il 4 ottobre. La seconda del Tribunale di Ancona, che ha respinto il ricorso con una motivazione copiata, compreso un errore di data, 10 luglio invece del 1° luglio come data di applicazione della maggior parte delle norme dell’Italicum, da una sentenza del Tribunale di Milano, resa in un giudizio promosso da altri elettori non associati al nostro Coordinamento per la Democrazia. L’ordinanza di rigetto è già stata impugnata. A Bari un giudice ha messo per iscritto quello che altri stanno facendo senza dirlo: ha rinviato tutto al 7 novembre per conoscere il risultato del referendum e le decisioni della Corte Costituzionale. I giudici che si sono riservati di emettere le ordinanze sono immobili. Il Tribunale di Trieste è in riserva dal 2 febbraio, Torino dal 21 marzo. Dovrebbero depositare in 30 giorni.

 (...)
 
LEGGI TUTTA L'INTERVISTA   


 
...............
 
 
Con il 1° luglio la legge elettorale ITALICUM trova applicazione anche se la stampa (nazionale e regionale) purtroppo si è dimenticata di ricordarlo ai cittadini.
E' una legge elettorale che risulta presentare gli stessi profili di incostituzionalità della legge elettorale PORCELLUM (dichiarata incostituzionale dalla Corte Costituzionale italiana).
 
UN PARLAMENTO DI "NOMINATI" NON RAPPRESENTA I CITTADINI. 
 
Un Parlamento di "NOMINATI" eletti con una legge elettorale (il Porcellum) dichiarata INCOSTITUZIONALE dalla Consulta, si è permesso  di modificare un terzo degli articoli della Costituzione italiana! Una assenza di  rispetto dei cittadini e dell'articolo 1 della Carta Costituzione (la Sovranità appartiene al Popolo!) impressionante.  
 
Modifiche costituzionali per le quali è previsto in ottobre il REFERENDUM CONFERMATIVO.
 
  
PERCHE' L'ITALICUM E' INCOSTITUZIONALE:
DISCRIMINA
LA MINORANZA LINGUISTICA FRIULANA:


http://comitat-friul.blogspot.it/2015/04/litalicum-discrimina-la-minoranza.html


.....................

CON L'ITALIKUM E LA RIFORMA DEL SENATO "IMPOSTI" DA MATTEO RENZI, LA MINORANZA LINGUISTICA FRIULANA SARA' DISCRIMINATA:
 
 
Friuli - Venezia Giulia, Regione autonoma con tre gruppi linguistici riconosciuti (friulano, sloveno , germanico); abitanti 1.218.985 ( cens. 2011).
Deputati  13  eletti  in collegi plurin. (nessuna garanzia di elezione di  sloveni e germanici e i friulanofoni, solo se capolista;  Senatori 2 di cui 1 sindaco)
 
Trentino - Alto Adige, Regione con 2 province autonome 2 gruppi linguistici (tedesco ladino); abitanti 1.029.475  (cens. 2011).
Deputati 8 uninominali +  3 di recupero  (è garantita l'elezione di minimo 4/5 esponenti della minoranza tedesca); Senatori 4  di cui 2 sindaci. Elezione garantita di 2 esponenti della minoranza tedesca.
 
Perché questa disparità
di trattamento?
 
 
Nessun parlamentare eletto in Friuli (province di Udine, Pordenone e Gorizia) pare preoccuparsi di questo grave aspetto di incostituzionalità dell'Italikum e della riforma costituzionale del Senato  "targate" Matteo Renzi, nonostante la Corte Costituzionale nelle sue sentenze abbia più volte ribadito che non è ammesso discriminare tra  le  12  minoranze  linguistiche riconosciute dalla Repubblica italiana ai sensi dell'art. 6 della nostra Carta Costituente. 
 

La Redazione del blog
  
 



sabato 30 gennaio 2016

LEGGE ELETTORALE "ITALICUM": DEPOSITATI I RICORSI ANTI-ITALICUM IN "TUTTI" I TRIBUNALI SEDI DI DISTRETTO DI CORTE D'APPELLO D'ITALIA


 
 

LEGGE ELETTORALE 

"ITALICUM"
 
 
Depositati i ricorsi anti-Italicum in TUTTI i Tribunali sedi di distretto di Corte d'Appello d'Italia. Inclusa la Corte con sede a Trieste. 
 
 
21 dicembre 2015


Dal blog del

Senatore Felice Besostri



COMUNICATO STAMPA

 

 
(…) i ricorsi anti Italicum sono stati depositati in tutti i Tribunali sedi di distretto di Corte d’Appello d’Italia. E’ un fatto storico mai accaduto prima. La legge elettorale varata da pochi mesi è, al pari di quella precedente, incostituzionale. Gli elettori italiani non potranno esercitare il proprio diritto di voto secondo le modalità previste dalla Costituzione in modo uguale, libero e diretto come sancito dalla famosa sentenza della Corte Costituzionale nr. 1/2014.”

Il ricorso – precisa l’Avv. Enrico Colazzo – tende ad impedire che con una legge illegittima costituzionalmente si consenta che una minoranza, anche di entità minima, uscita vincente nel turno di ballottaggio, sia poi posta in grado – con l’attribuzione ad essa di 340 deputati – di controllare da sola il procedimento legislativo e finanche di modificare da sola la Costituzione e di eleggere gli organi di garanzia, dal presidente della Repubblica ai giudici della Corte costituzionale. Nemmeno durante il fascismo si è giunti a tanto.”
 
..............


PERCHE' L'ITALICUM
E' INCOSTITUZIONALE:

http://comitat-friul.blogspot.it/2015/12/perche-litalicum-e-incostituzionale.html

..........................


PERCHE' L'ITALICUM DISCRIMINA
LA MINORANZA LINGUISTICA FRIULANA:

http://comitat-friul.blogspot.it/2015/04/litalicum-discrimina-la-minoranza.html