REGIONE FRIULI-VG
UNIONI TERRITORIALI INTERCOMUNALI (UTI)
E' DEMOCRATICO, ETICO
E COSTITUZIONALE
RICATTARE I COMUNI?
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Dalla stampa della
minoranza linguistica slovena
della Provincia di Udine
minoranza linguistica slovena
della Provincia di Udine
DOM – 15 gennaio 2017 - pag. 8
Servizio di
Luciano Lister
1) I comuni delle Valli
si sono arresi
tutti nell'Unione del Natisone
Alla fine, nella nuova Uti del Natisone ci sono dovuti entrare tutti. Le parole del sindaco di San Leonardo/Svet Lienart, Antonio Comugnaro, riassumono bene lo spirito con cui il fronte dei ricorrenti ha compiuto questa scelta. "Abbiamo compiuto questo passo assieme agli altri Comuni ricorrenti perché le risorse a disposizione per attuare i progetti erano limitate. Eravamo già rimasti fuori da riparti che per noi erano fondamentali per poter proseguire (...)".
(…) "si richiedeva la creazione di ambiti omogenei dal punto di vista culturale, economico e storico. L'Uti del Natisone non ha alcuna di queste caratteristiche" (…)
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2) Il lungo percorso
verso l'ingresso
verso l'ingresso
(Il sindaco di San Pietro al Natisone ha ripercorso le principali tappe dei Comuni che hanno fatto ricorso)
Durante la seduta consiliare di approvazione dello statuto dell'Uti del Natisone del 27 dicembre, il sindaco di San Pietro al Natisone, Mariano Zufferli, ha ripercorso in un documento, condiviso nelle recenti sedute di approvazione dello statuto anche a Pulfero, San Leonardo, Drenchia e Grimacco, la strada che ha portato all'adesione al nuovo ente (Uti del Natisone n.d.r.) (….)
Di tutte le 17 Uti costituite, è stata, così, fissata la meno omogenea, che mette insieme pianura e montagna, conformazioni demografiche, sociali, economiche e culturali diverse. Per le regole di funzionamento, è stato subito evidente che i piccoli comuni delle Valli sarebbero stati fagocitati. Le amministrazioni di Drenchia, Grimacco, Pulfero, San Leonardo e Torreano hanno deliberato di impugnare la legge facendo ricorso al Tar. (….)
La Giunta regionale ha, quindi, voluto indurre i comuni ribelli all'adesione per via finanziaria, con penalizzazioni nei trasferimenti dei fondi regionali per i non aderenti. (...)
Nel documento la Giunta viene definita impassibile davanti alla richiesta di delimitazione territoriale (…).
(...) Nel documento è, infine, fissato nero su bianco che l'adesione all'Uti dei cinque comuni ricorrenti parte dal ricatto economico (…)
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DUE DOMANDE
alla Presidente di regione
Debora Serracchiani
e all'Assessore Paolo Panontin
1) Nel Friuli-VG (regione ad autonomia speciale!) viene rispettato l'art. 1 della Costituzione italiana o il popolo che vive in questa regione è stato espropriato del diritto di esercitare il principio costituzionale della "sovranità popolare"?
Chi in regione detiene la maggioranza di governo può "fare come gli pare" per cinque anni senza tener conto del territorio e delle richieste che questo esprime? E' questo che prevede la Carta Costituzionale?
Chi in regione detiene la maggioranza di governo può "fare come gli pare" per cinque anni senza tener conto del territorio e delle richieste che questo esprime? E' questo che prevede la Carta Costituzionale?
2) Da articoli di stampa risulta che l'assessore regionale Paolo Panontin abbia ribadito più volte che "le leggi possono anche non piacere, ma vanno comunque rispettate".
Anche l'art. 1 e l'art. 5 della Costituzione italiana possono non piacere (e infatti non piacevano all'ex-governo di Matteo Renzi che ha tentato di manometterli!), ma vanno comunque rispettati perché sono le fondamenta della democrazia nella Repubblica italiana.
Con la resa i Comuni della Valle del Natisone forse oggi risolvono un loro grave problema finanziario causato esclusivamente dalla politica finanziaria regionale ricattatoria e discriminante, ma si apre però in regione un problema gravissimo: la tragica assenza di democrazia, di etica e di rispetto del territorio da parte di chi ha l'onore e l'onere di governare...
Con i ricatti e le imposizioni non si governa ma si violenta la democrazia e la Carta Costituzionale!
Anche l'art. 1 e l'art. 5 della Costituzione italiana possono non piacere (e infatti non piacevano all'ex-governo di Matteo Renzi che ha tentato di manometterli!), ma vanno comunque rispettati perché sono le fondamenta della democrazia nella Repubblica italiana.
Con la resa i Comuni della Valle del Natisone forse oggi risolvono un loro grave problema finanziario causato esclusivamente dalla politica finanziaria regionale ricattatoria e discriminante, ma si apre però in regione un problema gravissimo: la tragica assenza di democrazia, di etica e di rispetto del territorio da parte di chi ha l'onore e l'onere di governare...
Con i ricatti e le imposizioni non si governa ma si violenta la democrazia e la Carta Costituzionale!
La Redazione del blog
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COSTITUZIONE ITALIANA
PRINCIPI FONDAMENTALI
ART. 1.
L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.
La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.
(...)
ART. 5.
La Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali; attua nei servizi che dipendono dallo Stato il più ampio decentramento amministrativo; adegua i principî ed i metodi della sua legislazione alle esigenze dell’autonomia e del decentramento.
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