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sabato 8 ottobre 2016

ITALICUM - UN VOTO TRIESTINO VARRA' COME DUE VOTI FRIULANI!




Legge elettorale 

ITALICUM

I FRIULANI,


 "DONATORI DI VOTI"


 A FAVORE DI TRIESTE!



E la Presidente Serracchiani

tace ed acconsente!



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Comitato per l'Autonomia e il Rilancio del Friuli

Udine


COMUNICATO STAMPA


Modificare l'Italicum

e il referendum




Per il Friuli l'Italicum non è solo una legge elettorale con i problemi relativi ai capilista e al ballottaggio: l'Italicum è una legge elettorale che discrimina i friulani e gli sloveni rispetto ai sudtirolesi di lingua tedesca ed ai valdostani; inoltre assegna una consistente parte degli elettori friulani al collegio di Trieste, facendone dei “donatori” di voti.

Con il collegio elettorale triestino diventato extra-large grazie all’Italicum e al senatore Russo, un voto triestino in pratica vale due voti friulani!

Senza un intervento su questi punti l'Italicum resta una legge elettorale inaccettabile per i friulani, per motivi di principio e di metodo.

Pur vero che la legge elettorale e la riforma costituzionale sono cosa diversa, l'effetto di entrambe è una riduzione degli spazi di autonomia e di rappresentanza per il Friuli e per questo va usato l'unico spazio democratico utilizzabile ora: il NO al referendum del 4 dicembre.

per il Comitato per l'Autonomia e il Rilancio del Friuli

il presidente

dott. Paolo Fontanelli


Udine, 3 ottobre 2016


giovedì 6 ottobre 2016

SALVARE IL FRIULI DALLA RETROCESSIONE di GIANCARLO CASTELLARIN


 
Salvare il Friuli
 

dalla retrocessione


di

Giancarlo Castellarin


Mentre la Serracchiani è impegnata a Roma a fare riforme non prioritarie o di facciata (dopo quelle in Friuli-V.G.) e con un referendum su modifiche alla Costituzione mirate a ridurre la sovranità del cittadino elettore e pure la tutela delle minoranze linguistiche non ancorate a un accordo Internazionale pre-legge 482/99, cosa succede in regione?

C’è un personaggio a Trieste, l’ineffabile senatore Francesco Russo del Partito Democratico, diventato famoso per aver dirottato duecento mila elettori friulani dalla sera alla mattina nella riserva elettorale triestina del nuovo ipotizzato Parlamento, nella totale indifferenza e silenzio-assenso della Presidente regionale, che pur aveva giurato di rappresentare tutto il Friuli-Venezia Giulia, con l’ovvio consenso del nuovo acquisto del PD regionale cioè il senatore Alessandro Maran da sempre antifriulano.

Bene! Russo ora è ripartito con una campagna per regalare a Trieste cinque miliardi di investimenti nell’ambito di Porto Vecchio.
 
Eppure è noto che l’area in crisi economica in regione, dai monti al mare, non è certo Trieste (dove i pubblici dipendenti abbondano, ci sono anche quelli delle partecipate statali, e dei monopoli assicurativi) ma piuttosto il Friuli, (province di Pn, Ud e Go, con l'eccezione di Monfalcone che tira abbastanza), soprattutto per la grave crisi del manifatturiero.

Nel territorio friulano ormai il declino diventa evidente, soprattutto rispetto alle altre regioni del Nord, facendo imboccare al Friuli la situazione di ritardo e sottosviluppo che ricorda gli anni dei due dopo guerra.

Ma, la “montagna” Giunta regionale, ha partorito il topolino, vale a dire i Por-Fsr per rilanciare il Manifatturiero, con evviva nella stampa locale, per i 23 milioni stanziati. Dico 23 milioni, cioè poco più di quanto ha speso la Giunta regionale per salvare i teatri triestini, oppure gli altri venti milioni circa subito consegnati al Ciclosincrotone  triestino nell’Area di ricerca di Padriciano, da sempre prediletta dalle Giunte Regionali.

Si, c’è anche qualche altro marchingegno di pubblico intervento per sostenere programmi di investimento delle imprese, che però funziona male. Ma non basta, per il PD regionale basta accentrare a Trieste tutti i Consorzi industriali e le Camere di commercio e al compimento di questa campagna di burocratizzazioni, senz’altro l’economia riparte.

Cari consiglieri regionali dopo tanto tempo perso, di quanto e di che contenuti, deve essere un Pacchetto Friuli per il rilancio?

Si tiene fermo il quasi miliardo di capitale che la regione ha in serbo (secondo recenti statistiche pubblicate dalla stampa nazionale come altre regioni virtuose e senza i debiti stile lazial-romani), per le solite redistribuzioni della prossima campagna elettorale? Ma ora tutte queste cose messe assieme ad altre elencabili, ci portano ad affermare senza alcun dubbio che le due ultime giunte regionali (cioè Tondo e soprattutto Serracchiani) sono condotte da forze inequivocabilmente politicamente indifferenti e ostili alla complessa realtà friulana e non sono in grado di formulare un piano che ci comprende.

Ricordiamo la battuta emersa dalla sala riunioni della Giunta regionale Serracchiani che diceva: Triestini non avete capito che abbiamo destrutturato il Friuli?

Dice Giorgio Matassi su Facebook: Trieste consuma 1/3 delle risorse regionali con meno di un 1/4 della popolazione... (poi, dico io, è esattamente un quinto come territorio, con la provincia) e tutti i tentativi di riequilibrio fatti negli ultimi 20 anni non hanno prodotto nulla....anzi ulteriori asservimenti. Ma per il PD regionale e Serracchiani, sono i piccoli comuni, che dissipano.

Se l’emergenza di rappresentanza politica del Friuli scende a questi livelli, ogni iniziativa per invertire l’attuale direzione di marcia va bene, come quella dei referendum regionali, bocciati per un voto dal consiglio regionale.

Dopo questa ennesima battuta di arresto dobbiamo riorganizzare le forze per far uscire il Friuli dal percorso della retrocessione e da nuove e vecchie sudditanze.



Giancarlo Castellarin

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Il documento a firma di Giancarlo Castellarin è stato pubblicato sul settimanale della Arcidiocesi di Udine, LA VITA CATTOLICA, mercoledì 28 settembre 2016 – rubrica “Giornale aperto”.


venerdì 4 marzo 2016

CITTA' METROPOLITANA DI TRIESTE? VONDE MONADIS!!


Bandiera di guerra dello
Stato Patriarchino friulano

 
 
CITTA' METROPOLITANA

DI TRIESTE?

VONDE MONADIS!!!

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Dal quotidiano Il Messaggero Veneto (UD)

del 3 marzo 2016



Russo: "Voglio la città metropolitana, significa maggiori risorse da distribuire su tutto il Fvg"


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Commento

Per l'iper campanilismo triestino evidentemente o non esiste il limite del ridicolo o considera tutti i cittadini regionali che vivono oltre Barcola (Ts), degli emeriti “DEFICENTI”!!

La città metropolitana triestina in una situazione amministrativa regionale in cui non esistono più le province ed è stata approvata una legge di riforma regionale degli enti locali (legge 26/2014) che definirla “orrida e incostituzionale” è essere buoni, darebbe a Trieste dei privilegi incredibili rispetto al resto della regione.
 
Privilegi che saranno solo ed esclusivamente triestini. Ricordiamo che Trieste conserva il ruolo istituzionale di capoluogo della regione, il che significa tanti, tantissimi posti di lavoro pubblici in un momento di grave crisi occupazionale.
 
E Francesco Russo lo sa benissimo tutto ciò ma è talmente SPUDORATO da “sparare” “FESSERIE INCREDIBILI” dando indirettamente del “CRETINO” a chi legge le sue esternazioni...

La città metropolitana è un ente locale riconosciuto dalla Costituzione italiana e che gode di ampia autonomia costituzionale; le UTI, al contrario, non sono enti locali (sentenza della Corte costituzionale) ma una “catastrofe” che svuota totalmente i Comuni facendoli diventare delle marionette” nelle mani della Giunta regionale di turno in totale violazione dell'art. 5 della Costituzione italiana (principio autonomistico).

Degni di un regime dittatoriale sono i continui ricatti dell'assessore Panontin (e della Giunta Serracchiani!!) al 40% dei comuni regionali contrari alle UTI.

Ricordiamo infine che Trieste con i suoi 200 mila abitanti è meno di un quartiere di Milano e che i Comuni che confinano con Trieste e fanno parte della provincia triestina, risulta si siano già dichiarati CONTRARI alla città metropolitana. E non si sognino i triestini di all'allargarsi sul Friuli goriziano....
 
E' vero che nel 2016 si vota per eleggere il sindaco di Trieste, ma forse sarebbe il caso che i vari candidati evitassero sparate che superano abbondantemente il limite del ridicolo....


COSTITUZIONE ITALIANA
 


PRINCIPI FONDAMENTALI
 


ART. 1.

L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.

La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.

ART. 5.

La Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali; attua nei servizi che dipendono dallo Stato il più ampio decentramento amministrativo; adegua i principi ed i metodi della sua legislazione alle esigenze dell’autonomia e del decentramento.

TITOLO V

LE REGIONI, LE PROVINCIE, I COMUNI

 
ART. 114.

La Repubblica è costituita dai Comuni, dalle Province, dalle Città metropolitane, dalle Regioni e dallo Stato.

I Comuni, le Province, le Città metropolitane e le Regioni sono enti autonomi con propri statuti, poteri e funzioni secondo i princìpi fissati dalla Costituzione.

Roma è la capitale della Repubblica. La legge dello Stato disciplina il suo ordinamento.

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PUO' BASTARE?

LA REDAZIONE DEL BLOG
 

giovedì 3 settembre 2015

LA CLASSE POLITICA FRIULANA? E' LA "BRUTTA ADDORMENTATA"!



 


LA CLASSE POLITICA FRIULANA?


E' LA “BRUTTA ADDORMENTATA”!

 
 
 
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La “Brutta addormentata”.





La classe politica eletta in Friuli? E' la “Brutta addormentata” persa per i corridoi del Parlamento e del Consiglio Regionale.

Nessuna sua forte reazione di denuncia a difesa del Friuli (Provincie di Udine, Pordenone e Gorizia) di fronte all'incredibile e non accettabile blitz triestino “Russo/Blazina/Rosato - con la Presidente Serracchiani in silenzio stampa - che garantirà alla città di Trieste, grazie ad un collegio elettorale triestino extra large e il capolista bloccato e pluricandidato, la elezione del 40% dei deputati previsti per la nostra regione a fronte del 18% di abitanti della provincia triestina. Tutti d'accordo nel far valere un voto triestino come tre voti friulani? Pare proprio di sì.

Ma non bastasse ciò, ha anche fatta sua la incredibile frottola che il collegio triestino “taglia XXL” è stato creato in funzione della tutela della minoranza linguistica slovena. Una balla semplicemente spudorata e a denunciarlo è la stessa minoranza slovena. Lo scopo reale del blitz è esclusivamente quello di aumentare il potere politico triestino alla Camera a discapito del 90% del resto del territorio regionale. Ma la classe politica eletta in Friuli pare non esserne turbata.

Qualcuno ha già garantito la sua rielezione se non protesta a difesa del Friuli?

Risulta non si sia neppure accorta – né a Roma, né a Trieste in Consiglio regionale - che nella recente riforma della RAI le minoranze linguistiche regionali, friulane e germaniche, non sono neppure nominate. In Sardegna invece se ne sono accorti, eccome che se ne sono accorti, e parlamentari e consiglieri regionali sardi “hanno fatto il diavolo a quattro”. A dire il vero inutilmente perché il Partito Democratico ha stoppato tutte le richieste sarde (ma c'è ancora qualcosa di democratico in questo partito?) . Ma almeno ci hanno provato. I politici eletti in Friuli non si sono neppure accorti del problema! Ma dov'erano? A dormire su qualche sofà del Parlamento e del Consiglio regionale?

Incredibile poi che di fronte alla possibilità inserita nella modifica statutaria con un blitz dal super-campanilista triestino Francesco Russo, di creare l'area metropolitana della città di Trieste, l'unica reazione dei politici friulani (sic!) sia la preoccupazione che la comunità friulana giustamente “pretenda” pari autonomia della città metropolitana triestina mettendo così a rischio ciò che loro giudicano intoccabile: l'unità regionale sotto il tallone triestino. Da non credere!

Ma lo sanno che il Friuli (Provincie di Udine, Pordenone e Gorizia) è stato frantumato in ben 17 UTI prive di potere contrattuale e con i Sindaci spossessati dei loro diritti costituzionali?

Gli eletti in Friuli si risvegliano dal loro lungo letargo solo davanti al pericolo che i friulani legittimamente protestino: allora si attivano.... ma contro il Friuli!

Meno male che ci restano i Sindaci che non ubbidiscono agli ordini dei partiti nazionali e i Comitati popolari.....

Roberta Michieli - Tavagnacco
 
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La lettera è stata pubblicata mercoledì 26 agosto 2015 sul quotidiano IL GAZZETTINO (edizione di Pordenone) a pagina 23 con il titolo "Legge elettorale - Un voto triestino varrà come tre friulani" .

La lettera è stata pubblicata il 27 agosto 2015 sul quotidiano IL MESSAGGERO VENETO (Ud) con il titolo "La Brutta addormentata".
 

giovedì 9 luglio 2015

IL CAMPANILISMO TRIESTINO UMILIA E PREVARICA IL CONSIGLIO REGIONALE!


 
REGIONE

FRIULI – VG

 
IL CAMPANILISMO TRIESTINO

UMILIA E PREVARICA

IL CONSIGLIO REGIONALE!


 
Presidente Debora Serracchini

tutto O.K., nulla da dichiarare?

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"Così il senatore Francesco Russo (Pd) sul suo profilo Facebook dopo il voto favorevole al Senato sulla legge che cancella le province in Friuli-Venezia Giulia e prevede, grazie a un suo emendamento, la possibile costituzione della città metropolitana di Trieste."

 
http://www.triesteprima.it/politica/trieste-citta-metropolitana-arriva-il-si-del-senato.html


PECCATO CHE IL CONSIGLIO REGIONALE

AVESSE DELIBERATO PER BEN DUE VOLTE

IN SENSO CONTRARIO!



Comunicati Agenzia Consiglio Notizie

Pd/Ssk: Gabrovec, Trieste città metropolitana non rispetta autonomia
8 Luglio 2015, ore 10:51


(ACON) Trieste, 8 lug - COM/AB - "Se è vero che il Consiglio regionale del FVG si era espresso quasi unanimemente per la soppressione delle Province, lo stesso non vale certo per la questione della Città metropolitana. L'inserimento della previsione della Città metropolitana tra le modifiche allo Statuto del FVG, dopo che il Consiglio regionale ha per ben due volte votato e ribadito il rifiuto categorico del nuovo Ente, è un atto quanto meno di scortesia istituzionale se non già di arroganza politica da parte del legislatore nazionale nei confronti dell'Assemblea regionale del Friuli Venezia Giulia".
 
Il commento è del consigliere regionale del Pd/Slovenska skupnost (Unione slovena) Igor Gabrovec dopo che il Senato ha approvato martedì le proposte di modifica statutaria, aggiungendo motu proprio alle richieste votate dal Consiglio regionale anche la previsione della Città metropolitana.
 
"Tralasciando la questione dell'opportunità o meno di prevedere un nuovo ente metropolitano (con ogni probabilità a Trieste dove già la sola istituzione di un'unica Uti Giuliana sta provocando non pochi mal di pancia) - conclude Gabrovec - si ripropone il problema di come garantire l'autonomia dei piccoli comuni bilingui, tutelati ai sensi dei trattati internazionali. È chiaro che i comuni del Carso non ambiscono a farsi fagocitare dal capoluogo. Imponendo da Roma alla nostra Regione importanti scelte strategiche inerenti gli enti locali, che dovrebbe invece essere principale prerogativa dello Statuto, viene inoltre leso il principio di rispetto della nostra autonomia in un momento particolarmente delicato, quando nell'ambito di revisione della Costituzione gli stessi statuti speciali sono oggetto di fameliche attenzioni neo centralistiche e quindi tutt'altro che generose".

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Comunicati Agenzia Consiglio Notizie

 
 



M5S: Bianchi, colpo di mano in Senato su modifiche statuto FVG
8 Luglio 2015, ore 18:06

   
(ACON) Trieste, 8 lug - COM/AB - "Un atto di inaudita violenza".

È perentorio il commento della portavoce del Movimento 5 Stelle in Consiglio regionale Elena Bianchi sulle modifiche allo statuto della Regione FVG proposte dal parlamentare del Partito democratico Francesco Russo e approvate martedì dal Senato.

"Si è trattato di un colpo di mano realizzato nel più totale silenzio da parte del Pd del Friuli Venezia Giulia - attacca Bianchi. Con un vero e proprio blitz è stato modificato, infatti, lo statuto della Regione, rivisto nel 2013 in maniera unanime - è bene ribadirlo - dal Consiglio regionale. Quindi espressione popolare di tutti i cittadini del Friuli Venezia Giulia".

"Visto che il Senato ha voluto emendare a livello sostanziale lo statuto della Regione, come minimo sarebbe stato corretto chiedere un nuovo parere al Consiglio regionale - sostiene la portavoce del M5S. Invece il senatore Russo ha preferito tramare a livello nazionale per evitare che la discussione in Consiglio regionale mettesse in evidenza tutte le contraddizioni pronte a esplodere all'interno del Partito democratico del Friuli Venezia Giulia e all'interno della maggioranza che sostiene Debora Serracchiani".

"I portavoce del Movimento 5 Stelle in Senato, che ritengono gravemente offensivo fare carta straccia di una chiara presa di posizione approvata all'unanimità dal Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, hanno quindi votato convintamente contro le modifiche sostanziali introdotte da Francesco Russo. Un rispetto dei ruoli e un modo di intendere la politica - conclude Bianchi - purtroppo alieni ai partiti che governano a Roma e a Trieste

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giovedì 7 maggio 2015

REGIONE FRIULI? COME LA PROVINCIA DI BOLZANO!


 
 
 
TRIESTE

CITTA' METROPOLITANA?

LA REGIONE FRIULI
(UDINE, PORDENONE E GORIZIA)

COME LA PROVINCIA DI BOLZANO!

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Da il quotidiano

IL PICCOLO (Ts)

 

Roma accelera sulla città metropolitana 


Approvato in commissione Affari costituzionali del Senato l’emendamento Russo inserito nella legge “taglia Province”

di Giuseppe Palladini

7 maggio 2015 
  
Nuovo passo avanti sulla strada della creazione di Trieste città metropolitana. La discussa possibilità, nata da un emendamento del senatore Francesco Russo (TRIESTINO.DOC! n.d.r.) che ha sollevato non pochi “mal di pancia” nel centrosinistra, è inserita nel disegno di legge sull’abolizione delle Province approvato ieri dalla commissione Affari costituzionali del Senato, a larga maggioranza. A favore hanno votato Pd, Scelta Civica, Autonomie. Per il sì si sono espressi anche M5S e Lega, mentre era assente Sel. (…)

«È stato superato lo scoglio più duro», commenta Russo, che interpreta questa prima approvazione come «un contributo al dibattito già aperto dalla riforma Serracchiani-Panontin sulle autonomie locali. Spero che questa norma - aggiunge - ci aiuti a ragionare assieme sulle potenzialità di tutto (SIC! n.d.r.) il territorio regionale (???? n.d.r.). L’unico modo per guardare il futuro è superare i campanilismi (???? n.d.r.) - ed è responsabilità di tutta la classe dirigente regionale non giocare sulle divisioni». (…)
 
La stessa segreteria dem non aveva accolto con favore l’eventualità di una norma sulla città metropolitana. E l’assessore alle Autonomie locali, Paolo Panontin, si era detto perplesso in quanto «le dimensioni di una città metropolitana sono ben altre. A Trieste credo che queste caratteristiche manchino, e i benefici finanziari che ne potrebbero derivare non sono certi». (…)
 
Dal vicepresidente del Consiglio regionale Igor Barvoce, esponente della Slovenska Skupnost, era giunta una secca bocciatura: «L’aula si è già espressa in modo contrario. Un organismo del genere mina la rappresentanza politica del Comuni minori e della minoranza slovena». (…)
 
Battista ribadisce che «la forma della città metropolitana valorizza le potenzialità economiche, tecnologiche, culturali e sociali del territorio, intervenendo sullo sviluppo economico, sui flussi di merci e di persone, nonché sulla pianificazione territoriale». E aggiunge: «Ciò significa un maggiore grado di controllo amministrativo e finanziario, unito a una capacità rafforzata di gestione autonoma delle politiche del territorio. Spero che anche Trieste possa intraprendere presto il percorso della città metropolitana, che significherebbe un nuovo corso economico, culturale e politico». (anche la regione storica e geografica FRIULI – Pn, Go e Ud – ambisce a pari opportunità e invece la legge Panontin della riforma degli enti locali, l'ha frantumata  in ben 16 UTI  (Unioni territoriali intercomunali)!  - n.d.r.) 
 
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Le note “n.d.r.” in colore blu,

sono della Redazione del Blog