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venerdì 1 febbraio 2019

ELETTRODOTTI TERNA: NELLA REGIONE VENETO SI "DEVE" INTERRRARE. DA NOI IN REGIONE, AL CONTRARIO, TERNA HA TROVATO UNA CLASSE POLITICA SERVILE E SOTTOMESSA!


 

Lo splendido "panorama" dei piloni
dell'elettrodotto Terna, Redipuglia-Udine Ovest
 

(foto del Comitato per l'autonomia
e il rilancio del Friuli, 10 aprile 2017) 

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REGIONE VENETO

Sottoscritto l'accordo

tra Regione e Terna:

elettrodotti interrati

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Così si può leggere oggi, gennaio 2019, sulla stampa veneta:

1) 21 gennaio 2019 - da un articolo del quotidiano “Il Gazzettino”: Sottoscritto l'accordo tra Regione  (Veneto n.d.r.) e Terna: elettrodotti interrati


2) “Terna, via cento chilometri di tralicci gli elettrodotti saranno interrati ”. Investimento da 900 milioni per i prossimi cinque anni. Si partirà da Dolo-Camin. «Lo ha chiesto il territorio»

https://nuovavenezia.gelocal.it/venezia/cronaca/2019/01/22/news/terna-via-cento-chilometri-di-tralicci-gli-elettrodotti-saranno-interrati-1.17679966


Così in Piemonte  il 15 luglio 2013:


IN PIEMONTE

da IL MONDO Economia 15 luglio 2013
TERNA/ Al via nel torinese cantiere elettrodotto Italia-Francia .
Con 190 km interrati, linea più lunga al mondo di questo tipo.

(…) alla presenza dell'amministratore delegato di Terna, Flavio Cattaneo, del presidente di Rte, Dominique Maillard e del ministro dello Sviluppo Economico, Flavio Zanonato. Si tratta di 190 km totalmente interrati, una linea a corrente continua a 320 kw che collega la stazione elettrica di Piossasco (Torino) a quella francese di Grand'Ile in Savoia. Il piu' lungo collegamento al mondo per questa tipologia. Per minimizzare infatti l'impatto paesaggistico ed evitare del tutto il passaggio in aree urbanizzate, la linea e' stata progettata in modo da integrarsi con le infrastrutture stradali e autostradali esistenti, e varchera' la frontiera attraverso la galleria di sicurezza del Frejus in collaborazione con la Sitaf, societa' che gestisce l'A32 Torino-Bardonecchia. (…)
 

E IN FRIULI-VG
regione ad autonomia speciale?  

Abbiamo

UNA CLASSE POLITICA REGIONALE

SERVA DI TERNA!!

Per Tondo e Serracchiani, nel loro ruolo di Presidenti di regione, i cittadini e il territorio friulano "devastato" da Terna, non dovevano essere ascoltati!

In tanti avevamo denunciato pubblicamente il nostro disaccordo, ma la politica regionale “era serva” di Terna e nemica dei cittadini, del territorio e dell'ambiente friulano, e vinse TERNA!

      
PER NON DIMENTICARE

 
1) Cisl e Uil contro l'elettrodotto TERNA
nel 2013
      
http://comitat-friul.blogspot.com/2013/10/elettrodotti-basta-adeguarsi-cio-che.html
 
2) Il "Comitato Friuli rurale” che tanto si è battuto, assieme a sindaci e cittadini, contro il mostro "imposto" da Terna con la “complicità” di Tondo e Serracchiani.

https://www.facebook.com/comitato.friulirurale      

3) il nostro comunicato stampa su l'elettrodotto Terna del 10 aprile 2017

http://comitat-friul.blogspot.com/2017/04/elettrodotto-terna-redipuglia-udine.html

4) e ancora altri protagonisti della battaglia contro "il mostro", che non citiamo per problemi di spazio e con cui ci scusiamo.

5) I numerosi  POST sull'elettrodotto TERNA
 nella Bassa friulana leggibili nel nostro Blog
 
 
LA REDAZIONE DEL BLOG


venerdì 7 febbraio 2014

REGIONE FRIULI - IL PARADOSSO: TANTA ENERGIA, TANTI BLACKOUT



Riceviamo e ringraziando

pubblichiamo

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REGIONE FRIULI



Il paradosso:

tanta energia, tanti blackout

di

Franceschino Barazzutti



Che in montagna d’inverno nevichi dovrebbe essere noto a tutti, in particolare a coloro che gestiscono servizi essenziali.

Che tali nevicate possano essere anche particolarmente intense e prolungate dovrebbe pure essere noto. Conseguentemente, buon senso richiederebbe che i gestori di tali servizi assumano adeguati provvedimenti durante e dopo le nevicate, ma principalmente provvedimenti di prevenzione.

Quello che è successo nella nostra montagna a seguito delle recenti nevicate con diffuse e protratte interruzioni dell’energia elettrica, dei collegamenti telefonici ed isolamento di abitati è inaccettabile. Pertanto giusta è la rabbia dei cittadini e dei sindaci. Giusta è la promozione di una class-action verso i gestori della rete elettrica. Ma tutto questo non basta, tanto più che così si corre il rischio di non individuare le cause profonde di tali disservizi e le possibilità che si ripetano.

Andiamo al concreto. Con tutto il rispetto per i disagi subiti dagli abitanti di altri territori, concentriamo la nostra attenzione su due realtà: gli abitati della Val Degano e quelli della valle del But, Ravascletto compreso.

Ebbene, nella Valle del But i disagi sono stati minimi, invece sono stati pesanti e protratti nella Val Degano.


Poniamoci la domanda: perché?


Nella Valle del But l’energia elettrica è fornita dalla Società Elettrica Cooperativa Alto But (Secab), la quale, oltre ad un forte sconto sul prezzo agli utenti, presenta le seguenti caratteristiche: le sue (sei) centrali idroelettriche di produzione stanno su quel terrirorio, le condotte di convogliamento sono, quindi, brevi e, importante, di sua proprietà e non di Terna o dell’Enel, le reti di distribuzione sono pure di sua preprietà, alcune condotte e reti sono interrate, garantisce autonomia energetica alla sua valle, cede energia alla rete nazionale, la sua base societaria è costituita dagli abitanti e dai Comuni locali, i suoi dirigenti e dipendenti sono espressi dallo stesso territorio. E’ l’insieme di questi fattori che hanno fatto sì che i disagi conseguenti alle recenti nevicate siano stati minimi nella Valle del But.

Esaminiamo invece la situazione nella Val Degano, dove i disagi sono stati pesanti e protratti nonostante la presenza delle centrali Avanza1 e Avanza2 (società Monte Cucco), Degano, Fulin e Sostasio (Comunità Montana), Vaglina-Degano (Secab), Luincis (Edipower), Cartiera (Serel-Mera).

Nella Val Degano si assiste al paradosso: tanta prodozione di energia elettrica da un lato, tanti e protratti black out dall’altro lato. La spiegazione sta nel fatto che i produttori consegnano l’energia ad Enel e Terna che la convogliano, su condotte e reti di loro proprietà, dove maggiormente conviene loro, trascurando la Val Degano, che così dà molto mentre riceve nulla.

Occorre quindi andare ben oltre le pur giuste proteste e class-action e porre in essere provvedimenti ed iniziative che incidano sulle cause oggettive oltre che soggettive del disservizio e garantiscano la normalità nei paesi della nostra montagna.

E’ evidente che il “modello Secab” è il più adeguato alla montagna. Quindi va adottato e diffuso. Di questo devono farsi carico i montanari, i Comuni, la Comunità Montana, la Regione, la politica.

I Sindaci devono capire che non fanno l’interesse delle loro comunità dando parere positivo a centrali private per qualche compensazione. La Regione deve capire che deve acquisire le concessioni via via in scadenza e non deve rilasciare concessioni idroelettriche a dritta ed a manca a privati, frequentemente “foresti”, ma prioritariamente ai Comuni aiutandoli finanziariamente a realizzare le centrali con uno speciale fondo di rotazione ad essi destinato a tasso minimo.

S’informino gli amministratori regionali di come la Provincia Autonoma di Trento gestisce l’idroelettrico ed imparino.

Decisivo è per la nostra montagna che Comuni, Comunità Montana, Secab, Cosint, produttori idroelettrici privati si riuniscano in un unico polo di produzione e distribuzione di elettricità secondo il modello Secab.

Alla Regione il compito di favorire il raggiungimento di tale obiettivo e di liberare la montagna dall’ingombrante presenza dei grandi gruppi energetici (Edipower, Enel, Terna) che sfruttano le nostre acque per portare altrove l’energia ed i profitti, mentre usano le nostre valli per farci transitare i loro mega elettrodotti.

4 febbraio 2014


Franceschino Barazzutti

già presidente del Consorzio BIM Tagliamento


giovedì 17 ottobre 2013

ELETTRODOTTI - BASTA ADEGUARSI A CIO' CHE SERVE A TERNA !



ELETTRODOTTI
BASTA ADEGUARSI
A CIO’ CHE SERVE A TERNA !

Il Gazzettino – Udine – 15 ottobre 2013 – L’intervento.
ELETTRODOTTO – LA PARTITA NON E’ FINITA

(…) La seconda, legata alla supposta valenza strategica di quest’opera per il Friuli, riproponeva in chiave più moderna, un’antica ferita: quella delle servitù addossate a noi per interessi di caratteri ben più ampio. Che l’elettrodotto Redipuglia-Udine Ovest si faccia per mettere in sicurezza i fabbisogni energetici della nostra “Piccola Patria”, accontenta gli adolescenti e i puri di spirito. L’opera ha valore assoluto per Terna, per il suo progetto di leadership europea, per la rete di connessioni che congiungerebbe l’Est, produttore di energia, con il resto della Comunità, che energia domanda  (…)

FERDINANDO CESCHIA  -
Segretario provinciale della UIL di Udine

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Cisl e Uil: «Elettrodotto? Così non va»

I segretari Muradore e Ceschia invitano la Serracchiani «a rimettere tutto in gioco e ripensare al tracciato vicino all’A4»
di Maura Delle Case

(…) E perché no, interrato. Per Muradore e Ceschia infatti non solo si può. Si deve. «A costo di farlo pagare un centesimo in più sulla bolletta, con una tassa di scopo vera, perché – denuncia il segretario di Cisl Udine - tanto per non dimenticarcelo, l’elettrodotto con i piloni alti 80 metri lo pagheremo comunque noi in bolletta». La richiesta del sindacato, da sempre ostile alla maxi opera ritenuta inutile ai fini energetici e dannosa dal punto di vista ambientale e paesaggistico, è dunque chiara: se l’elettrodotto dev’essere realizzato, almeno lo si faccia vicino all’autostrada. La sfida alla presidente Serracchiani, «che ci aveva promesso un metodo diverso», è lanciata. La parola d’ordine, per il sindacato, è partecipazione. (…)

Primo il fabbisogno energetico. «Bisognerebbe però dire che non si tratta di quello del Fvg dove di energia ne abbiamo a sufficienza, come dimostrano gli stessi dati in possesso di Terna, e dove oggi, complice la crisi, le necessità sono anzi decresciute». Abs? «Basterebbe una linea interrata di 6 chilometri per garantire il sito dal rischio di uno stop produttivo», taglia corto Muradore.

D’altro canto ci sono pesanti costi per il territorio. «Piloni alti 80 metri...non vengano a raccontarci che sono poco impattanti – concludono i sindacalisti -. A rimetterci è la bellezza del nostro territorio che non è solo una banale questione estetica, ma costituisce un’importante occasione economica.
Chi dice che l’elettrodotto non sarà impattante sa di dire una mostruosità».

Messaggero Veneto – 13 ottobre 2013

LEGGI TUTTO L’ARTICOLO:
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L’eletttrodotto
dai troppi perché
ancora sospesi

di Andrea Valcic

IL GAZZETTINO – domenica 13 ottobre 2013  - LA CJACARADE

Il punto interrogativo verrà posto alla fine come l'incipit che consiste in un unico perché. Così deve essere dopo la firma apposta dalla presidente Serracchiani alla convenzione con Terna per la realizzazione dell'elettrodotto Redipuglia-Udine ovest, visti i tanti dubbi che tale opera continua a suscitare tra popolazione e amministratori locali. Cominciamo dalla constatazione che invece il rigassificatore di Zaule, non si farà. La Regione ha fatto marcia indietro, rimangiandosi il ruolo strategico dell'impianto.

I dietro front si danno solo per Trieste, per il Friuli gli ordini non si discutono. Nessun dubbio nemmeno per la richiesta di interramento della linea: si sono prese per oro colato le argomentazioni di Terna, mentre la stessa, in Piemonte, ha accettato la condizione per un tratto ben più lungo.

Una diversa "pesatura" anche da parte di Ww/e Legambiente, la cui "lotta continua" riguarda sempre e comunque strategie energetiche di tante società ad esclusione di Terna.

Infine gli industriali friulani disposti a minacciare delocalizazioni devastanti se non si fosse realizzato l'elettrodotto: è possibile avere la quota esatta di quanta energia verrà utilizzata in loco e quale sarà il suo costo? Alla fine dunque arriva il grande punto interrogativo: questi tralicci che vantaggi porteranno al Friuli e a che prezzo per ambiente e agricoltura ?

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sabato 30 giugno 2012

DOSSIER - ELETTRODOTTO TERNA "REDIPUGLIA-UDINE OVEST E DINTORNI": LA CGIL REGIONALE SPOSA E FA SUA UNA BATTAGLIA SINDACALE DI RETROGUARDIA



"DOSSIER"
ELETTRODOTTO “AEREO”
TERNA
“Redipuglia-Udine ovest e dintorni”
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IL “TRIESTINO” FRANCO BELCI
SEGRETARIO REGIONALE CGIL
SPOSA E FA SUA
UNA BATTAGLIA SINDACALE DI RETROGUARDIA

Franco Belci, nato a Trieste nel 1951,
laureato in lettere.
Segretario generale dal maggio 2008
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IL FRONTE SINDACALE

CISL E UIL
CHIEDONO
GARANZIE AMBIENTALI
“IL PROGETTO PUO’
 ESSERE MODIFICATO”

Udine, la posizione della CGIL diverge dal CISL e UIL su un punto fondamentale: quello relativo alla possibilità di adeguare il progetto Terna, tenendo conto delle riserve espresse dai sindaci dei paesi interessati dalla presenza dei tralicci. In poche parole la possibilità di interramento della linea o, ed è la proposta che sta prendendo maggiormente piede, quella del potenziamento di quella già esistente.
ROBERTO MURADORE (CISL) parla di una ministra preparata senza dirci gli ingredienti e adesso vorrebbero farcela mangiare. No Grazie”.
FERDINANDO CESCHIA (UIL) ricorda l’opposizione del sindacato alle proposte dell’ex assessore “illiano” Sonego riguardo al cementificio di Torviscosa: anche allora si disse che non c’erano possibilità. O così o la disoccupazione. Non è vero, le alternative ci sono, basta volerle.

Articolo pubblicato su il Gazzettino (Udine)
sabato 30 giugno 2012
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L’ELETTRODOTTO
“AEREO” TERNA
 IN VENETO

Il prossimo 7 giugno 2012, tutta la cittadinanza è invitata alla conferenza “Super elettrodotto Terna: facciamo il punto della situazione” che si terrà a Quinto di Treviso alle ore 20.45, presso il centro congressi dell’hotel BHR, in Via Postumia Castellana n. 2. (…)

Il dibattito riguarderà il super elettrodotto da 380.000 volt che Terna ha intenzione di costruire tra i Comuni di Scorzè (VE) e Volpago del Montello (TV), per un percorso complessivo di circa 35 km di cavi ad altissima tensione, che attraverseranno i Comuni di Venezia, Scorzè, Martellago, Zero Branco, Morgano, Quinto di Treviso, Paese, Trevignano e Volpago del Montello.

Si tratta di un’opera che i cittadini dei Comuni interessati non vogliono nel modo più assoluto, tanto è vero che già nel 2010 sono state raccolte più di 6.000 firme tramite una petizione per dire “No all’elettrodotto”. Ora, anche a Volpago (TV) i comitati locali hanno raccolto più di 1.000 firme per ostacolarne la realizzazione. (…)

 Per la realizzazione del suo progetto, Terna da tempo lavora col fiato sul collo degli Amministratori Locali e delle altre Autorità. Sappiano i Sindaci che non sono soli in questa battaglia, ma hanno tutto il mio appoggio ed il mio sostegno. Li invito, quindi, a partecipare alla conferenza”.

Ricordo che l’unica alternativa possibile e accettabile, che riduce l’impatto sul territorio e sulla salute dei cittadini, è quella di realizzare un elettrodotto interrato e lontano dai centri abitati, ovvero lungo l’autostrada A27.

Ufficio Stampa On. Andrea Zanoni
(europarlamentare IDV del Gruppo ALDE)


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IL MONDO POLITICO REGIONALE

(…) il segretario regionale della Lega Nord, Matteo Piasente, detta le (sue) regole per l’elettrodotto Udine-Redipuglia dalla cui realizzazione, ricordiamolo, dipende il futuro dell’aziende di Cargnacco: «L’elettrodotto dovrà affiancare l’autostrada e passare sottoterra».



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CAMERA DEI DEPUTATI
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/11838
Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 471 del 04/05/2011
Firmatari
Primo firmatario: STRIZZOLO IVANO
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 04/05/2011

(…) il consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, nel corso del 2010, decideva di condividere la proposta di un elettrodotto interrato, quale universalmente veniva invocato, assegnando al presidente Tondo, il mandato di sostenere in ogni modo possibile l'interramento della linea;


(…) anziché attenersi scrupolosamente al mandato conferitogli dall'assemblea nella citata seduta del 4 febbraio 2010 e alle sovrane decisioni delle amministrazioni locali, la regione Friuli Venezia Giulia si è posta a sostegno della soluzione aerea voluta dalla Terna e, anzi cercava di presentarla come ineluttabile nel corso di un incontro avutosi con i primi cittadini dei territori attraversati e i presidenti delle due province contermini; (…)

LEGGI TUTTO IL TESTO DELL’INTERROGAZIONE PARLAMENTARE



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LA “INT” FURLANE DE BASSE

COMUNICATO STAMPA
N. 117 - 29/6/2012
Elettrodotto Redipuglia-Udine ovest e dintorni

L’ELETTRODOTTO
E LA VACA DE PIRAGNA
ossia
UNA BATTAGLIA SINDACALE DI RETROGUARDIA

Dal punto di vista dell’impatto ambientale ci sembra che nel progetto di TERNA i benefici superino i disagi. Disagi che comprendiamo e che speriamo possano trovare una risposta, per quanto possibile, nel progetto esecutivo…
Si direbbero le parole opportuniste del solito Ciriani che pur nella sua disarmante incompetenza, ha l’alibi di dover tenere alto il vessillo berlusconiano piantato nel monopolio dell’energia. Invece, a parlare in questi termini è il segretario della CGIL regionale, che alibi non ha, per essere stato informato di tutto, che sembra arroccato all’interno della cittadella e, vittima della sindrome di Stoccolma, si è messo a parteggiare per chi ha il coltello dalla parte del manico e lo tiene in ostaggio con il ricatto occupazionale. 
Eppure il Comitato non aveva esitato ad incontrare i vertici del sindacato, confidando sul fatto che erano depositari di una tradizione di pratica democratica e difensori di chi non rinuncia a vivere da uomo libero anche una volta rincasato dalla fabbrica.
Ebbene, se i rappresentanti di CISL e UIL hanno subito manifestato la loro coerenza in dichiarazioni pubbliche, la CGIL ha preferito cedere la pelle dell’orso senza nulla chiedere in cambio, se non una generica e timida richiesta a non ridurre il personale e ad investire in regione…
La CGIL si è dunque spogliata dei suoi panni per vestire quelli del giudice ambientale e dare un via libera ad un opera… a prescindere. Cioè, senza sapere, nè voler sapere, quale fosse il reale fabbisogno energetico della ABS, né entro quando doverne disporre, né il prezzo che l’azienda sarebbe disposta a pagare per reggere la concorrenza con il mercato. A prescindere, lasciando alla mitologia il piano industriale, occupazionale… A prescindere dal fatto che l’Elettrodotto della Terna altro non è che una merchant line, al pari di quella della Carnia, e come tale può trasportare sulle nostre teste una quantità di energia che supera di gran lunga il fabbisogno del Friuli ed ogni iperbolica previsione di futuro sviluppo industriale.
A prescindere infine dal fatto che quella linea non è fatta per interagire con il territorio e che rappresenta nient’altro che un consolidamento di un monopolio centralista, sempre più soffocante e che non comporta alcuna riduzione della bolletta.
Al pari del Vicepresidente Ciriani che, una volta bacchettato dalla TERNA, continua ad occultare la possibilità di riabilitare e potenziare la linea esistente a 220 kV, Belci ignora la possibilità di accontentare ogni energivoro desiderio della ABS con la soluzione di gran lunga la meno costosa ed immediata.
La riunione indetta in Regione i giorni scorsi ha visto Tondo, Ciriani, Seganti e la super esperta in energia elettrica Brandi blandire i rappresentanti sindacali con ogni sorta di accattivanti prospettive e certificati di buona condotta: qualcuno c’è cascato, altri si sono sentiti presi in giro.    
Eppure, di tutto ciò la CGIL era stata edotta e, allora, a maggior ragione suona ancora più patetico l’invito ponziopilatesco a ricorrere per il futuro ad una autorità terza che dirima ogni contrasto. Un sollecito a futura memoria, ben sapendo che in un’Italia che non redige il Piano Energetico Nazionale non c’è nessun tecnico e nessuna autorità terza disposta a mettersi di traverso al monopolio imperante: tanto meno i burocrati della regione, troppo asserviti ai voleri dell’esecutivo di turno che li ha insediati; tutto ciò in un paese dove le morti dovute all’amianto o all’elettromagnetismo, per ben che vada, impiegano decenni per venire a galla, e con buona pace di tutti.   
Eppure, qualora la CGIL si volesse regalare una qualche certezza, potrebbe sempre fare ricorso alle memorie dei superesperti ingaggiati con i soldi pubblici della Regione, i quali, una volta incalzati da un semplice comitato di contadini, infine hanno dovuto testimoniare la fattibilità dell’interramento: il prof Barbesino e il prof. Iliceto; senza poi contare le evidenze internazionali e il parere fornito dalla più antica e prestigiosa società operante in campo mondiale sin dal 1898, giunta in regione su invito del Comitato già nel 2009.
Altro che autorità terze! In una regione dove si trova sempre una vacca a perdere disposta ad entrare nel guado, così da distogliere la residua legalità dal vigilare sul transito della mandria dell’affarismo!

Aldevis Tibaldi
Comitato per la Vita del Friuli Rurale
Via A. Volta 10 Porpetto UD cap 33050 (tel.330998268)

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venerdì 22 giugno 2012

ELETTRODOTTO REDIPUGLIA-UDINE OVEST E DINTORNI - COMUNICATO STAMPA DEL "COMITATO PER LA VITA DEL FRIULI RURALE"



Comitato

per la Vita del Friuli Rurale


Elettrodotto


Redipuglia-Udine ovest

e dintorni


COMUNICATO STAMPA
N. 115 del 15/6/2012


LA BELLA ADDORMENTATA

E I SETTE NANI


Una presidenza disposta a mangiare mele avvelenate per potersi addormentare e, poi, lasciarsi andare con ogni principe di passaggio, e intanto la giunta dei sette nani ne combina di cotte e di crude,  pronta a soddisfare ogni suo desiderio.

La vicenda dell’elettrodotto, o per meglio dire degli elettrodotti, più che di una fiaba, ha le sembianze di una farsa. Una farsa che può anche suscitare l’ilarità, ma che di fatto logora la fiducia nelle istituzioni e toglie ogni residua credibilità ad una Regione che, perdendo la faccia, ha rinunciato a farsi valere e, insieme, alla sua natura di Regione autonoma a statuto speciale.

Con tali presupposti ciascuno ha potuto constatare la incoerenza del Vicepresidente Ciriani alle prese con i dictat della Danieli.

Ebbene, dopo essersi inutilmente sprecato a trovare una soluzione capace di dividere il fronte dei sindaci e aver tirato fuori dal cilindro un supertecnico su cui scaricare l’incombenza della scelta, ha dovuto prendere atto non solo delle possibili alternative e della fattibilità dell’interramento, ma di un costo di istallazione di gran lunga inferiore a quanto sinora dichiarato.

Poi, una volta messo sull’attenti dalla società proponente che ha dimostrato di non accettare limitazioni di sorta, ha finito per tenere nascosta la relazione del supertecnico.

Ma ciò che è peggio, si è subito messo agli ordini della Danieli, senza se e senza ma: cioè dichiarando di voler provvedere alla immediata realizzazione dell’elettrodotto Redipuglia Udine ovest, senza con ciò sapere, né quanto era il fabbisogno, né quando doverne disporre né il prezzo disposti a pagarla.

Dopo tre giorni qualcuno deve avergli ricordato che da anni la TERNA non aveva mai voluto dare seguito alle prescrizioni imposte dalla Regione e da questa ritenute pregiudizievoli alla possibile approvazione. Poco male! Il nostro con una disinvoltura degna di miglior causa, si è subito detto certo di avere il tutto nella giornata di martedì, e allora c’è poco da fare, perché non c’è istruttoria tecnica che tenga, quando lui ha già deciso… a prescindere!

Ma al patetico agire dal servizievole esecutivo, fa subito eco il paradossale silenzio della minoranza. Anzi, ecco ricomparire quel Lodovico Sonego che con la sua “disinvoltura” fu il vero artefice della batosta elettorale subita da Illy .

Fu lui a sostenere ad ogni costo e con ogni sorta di pressione le più contestate e spregiudicate iniziative: il cementificio di Torviscosa, la TAV, l’autostrada Mauria-Amaro, la Cimpello-Gemona, gli elettrodotti Somplago-Wurmlach, il Redipuglia-Udine ovest…

Il redivivo si è fatto sponsor della TERNA sulla stampa locale e, se tanto mi da tanto, con lui nelle liste il PD si candida ad una nuova sonora sconfitta elettorale.

Aldevis Tibaldi
Comitato per la Vita del Friuli Rurale
Via A. Volta 10 Porpetto UD cap 33050 (tel.330998268)