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martedì 30 ottobre 2018

RAI TRIESTE E MINORANZE LINGUISTICHE - I SINDACI PROTESTANO E SCRIVONO AL PRESIDENTE E AL DIRETTORE GENERALE DELLA RAI


RAI TRIESTE e
MINORANZE LINGUISTICHE
 
QUANDO RAI TRIESTE RISPETTERA'
L'ART. 6
 DELLA COSTITUZIONE ITALIANA?
 
QUANDO L'INFORMAZIONE
ANDRA' OLTRE BARCOLA (TRIESTE)
E SARA' TERRITORIALMENTE EQUILIBRATA?


 
………….
 
 
RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO:
 
 
 
Assemblee de Comunitât
Linguistiche Furlane

lì dal Comun di Cjarlins - Place S. Roc, 24 – 33050 Cjarlins.

Prot. 5187

Carlino, li 23 ottobre 2018



Al Presidente della RAI
Marcello Foa

Al Direttore Generale della RAI
Fabrizio Salini

Alla RAI — Sede Regionale
per il Friuli - Venezia Giulia
Direttore Guido Corso

e, per conoscenza,

al Presidente della Regione
Friuli - Venezia Giulia
Massimiliano Fedriga

alla Giunta regionale

ai Consiglieri regionali

Ai Senatori e Deputati
del Friuli — Venezia Giulia

 

Oggetto: Sedi RAI regionale: impegno nel rafforzamento e nella valorizzazione dell'informazione e delle strutture a tutela delle minoranze linguistiche regionali.

Con la presente il sottoscritto Presidente della Comunità linguistica friulana e i sottoscritti sindaci aderenti alla Comunità medesima rappresentano la loro adesione ai contenuti della mozione approvata dal Consiglio regionale all'unanimità lo scorso 26 luglio relativa alla necessità di un importante impegno per il rafforzamento e la valorizzazione dell'informazione e delle strutture a tutela delle minoranze linguistiche regionali.

Con suddetta mozione il Consiglio regionale ha impegnato la Giunta regionale, da un lato, a dare attuazione alle previsioni normative relative alla promozione delle culture e alla tutela delle minoranze linguistiche presenti in regione, dall'altro, a potenziare e valorizzare la sede redazionale di Udine e la sede di corrispondenza di Pordenone, al fine di garantire trasmissioni radiofoniche e televisive in lingua friulana per una programmazione oraria almeno pari a quella riconosciuta alla lingua slovena.

Pur tuttavia spiace constatare che, a fronte di un importante e apprezzato impegno portato avanti dal Consiglio regionale in modo compatto, la Rai regionale non abbia ancora dato alcun apprezzabile segno di condivisione di tali contenuti e impegni che, comunque, nascono e si muovono all'interno di un quadro normativo articolato e ben strutturato.

Infatti, all'avvio della programmazione radio-televisiva autunnale, non si constata alcuna variazione e, al contrario, si ravvisa una immutata carenza di contenuti in lingua friulana e in lingua tedesca e un indebolimento dei servizi del telegiornale regionale dedicati alle notizie relative ai territori di Udine, Gorizia e Pordenone.

I firmatari della presente, in attesa dell'aggiornamento e della successiva sottoscrizione della Convenzione tra Stato e RAI, chiedono alla RAI regionale di garantire, fin da subito, una serie di azioni concrete a dimostrazione di un impegno fattivo per la tutela e valorizzazione della lingua friulana e tedesca, nonché di garantire un'informazione teleradiogiornalistica equilibrata rispetto a tutti i territori della regione.


Diego Navarria

Sindaco di Carlino

Presidente dell'Assemblea della Comunità Linguistica Friulana



Hanno espressamente comunicato la sottoscrizione al presente documento i seguenti sindaci:

Pietro Fontanini - Sindaco di Udine
Daniele Sergon - Sindaco di Capriva del Friuli
Daniele Chiarvesio - Sindaco di Fagagna
Geremia Gomboso - Sindaco di Lestizza
Sergio Michelin - Sindaco di Varmo
Francesco Del Bianco - Sindaco di S. Martino al Tagliamento
Aldo Daici - Sindaco di Artegna
Roberto Fasan - Sindaco di Torviscosa
Pietro Gerometta - Sindaco di Vito d'Asio
Giorgio Baiutti -  Sindaco di Tricesimo
Ivan Donati - Sindaco di Sedegliano
Andrea De Nicolò - Sindaco di Precenicco
Ermes Petris - Sindaco di Sauris
Monica Bertolini -Sindaco di Campoformido
Roberto Mattiussi - Sindaco di S. Giorgio di Nogaro
Gianluca Casali - Sindaco di Martignacco
Roberto Trentin - Sindaco di Premariacco
Andrea Bellavite - Sindaco di Aiello del Friuli
Antonio Ferrarin - Sindaco di Arba
Raffaella Perusin - Sindaco di Chiopris Viscone
Massimo Mentil - Sindaco di Paluzza
Enrico Odorico - Sindaco di Sequals
Stefano De Antoni - Sindaco di Comeglians
Simone Peruzzi - Sindaco di Dogna
Valter Braida - Sindaco di S. Giovanni al Natisone
Marco Del Negro - Sindaco di Basiliano
Marco Vittori - Sindaco di Sagrado
Flavio Del Missier - Sindaco di Clauzetto
Giacomo Urban - Sindaco di Tramonti di Sopra
Giuseppe D'Antoni - Sindaco di Mereto di Tomba
Daniele Di Gleria - Sindaco di Paularo
Igor Godeas - Sindaco di Medea
Pietro Valent - Sindaco di S. Daniele del Friuli
Riccardo Zuccolo - Sindaco di Dignano
Umberto Colombo - Sindaco di Moraro
Valerio Del Negro - Sindaco di Coseano
Luca Ovan - Sindaco di Colloredo di Monte Albano
Roberto Pirrò - Sindaco di Moruzzo
Laura Sgubin - Sindaco di Fiumicello Villa Vicentina
Juri Del Toso - Sindaco di Castelnovo del Friuli
Francesca Papais - Sindaco di Zoppola
Sandro Rovedo - Sindaco di Frisanco
Luigi Gonano - Sindaco di Arta Terme
Gabriele Spanghero - Sindaco di Aquileia
Enrico Basaldella - Sindaco di Moimacco
Augusto Picco - Sindaco di Trasaghis
Renzo Lunazzi - Sindaco di Verzegnis
Cristina Masutto - Sindaco di Campolongo Tapogliano
Gianluca Maiarelli - Sindaco di Tavagnacco
Marcello Del Zotto - Sindaco di Sesto al Reghena
Andrea Dri - Sindaco di Porpetto
Gianni Giucovaz - Sindaco di S. Quirino
Franco D'Altilia - Sindaco di Palazzolo dello Stella
Mauro Steccati - Sindaco di Tarcento
Markus Maurmair - Sindaco di Valvasone Arzene
Rosetta Facchin - Sindaco di Tramonti di Sotto
Lavinia Clarotto - Sindaco di Casarsa della Delizia
Luca Picco - Sindaco di Flaibano
Giorgio Sincerotto - Sindaco di Buttrio
Battista Molinari - Sindaco di Zuglio
Andrea Carli - Sindaco di Maniago
Cristina D'Angelo - Sindaco di Rive d' Arcano
Mario Anzil - Sindaco di Rivignano Teor
Bruno Razza - Sindaco di S. Lorenzo Isontino
Giovanni Battista Bossi - Sindaco di Bicinicco
Enzo Giardini - Sindaco di Dolegna del Collio
Franco Lenarduzzi - Sindaco di Ruda
Manuela Celotti - Sindaco di Treppo Grande
Manfredi Michelutto - Sindaco di Ronchis
Daniela Briz - Sindaco di Remanzacco
Roberto Felcaro - Sindaco di Cormons
Eleonora Viscardis - Sindaco di Bertiolo
Cristina Visintin - Sindaco di Mariano del Friuli
Oreste Vanin - Sindaco di Meduno
Davide Furlan - Sindaco di Romans d'Isonzo
 
…………….
 
Il "Comitato per l'autonomia  e  il  rilancio del Friuli"  appoggia  le legittime proteste dell'Assemblea della Comunità linguistica friulana e ringrazia il suo Presidente - Diego Navarria - per averci concesso la pubblicazione del documento inviato sia a Roma che a Trieste.
 
 

sabato 8 settembre 2018

IL 13 E IL 14 SETTEMBRE 2018, UDINE CAPITALE DELLE "POLITICHE LINGUISTICHE EUROPEE"


 
IL 13 E IL 14 SETTEMBRE

UDINE CAPITALE

DELLE POLITICHE

LINGUISTICHE EUROPEE

.......

RICEVIAMO DALL'ARLEF

E PUBBLICHIAMO


COMUNICÂT STAMPE

ARLeF: per due giorni, Udine capitale delle lingue europee
 
 
L’NPLD ha scelto il capoluogo friulano per lanciare la Summer University. Il 13 e 14 settembre, tanti importanti momenti di incontro, di alto livello, sul tema della promozione delle lingue minoritarie 

Per due giorni, il 13 e il 14 settembre, Udine sarà la capitale delle politiche linguistiche europee. Nella città, infatti, si terrà un importante momento d’incontro voluto dal Network delle minoranze d’Europa (NPLD – Network to promote linguistic diversity), su proposta dell’ARLeF (Agjenzie Regionâl per lenghe furlane) e con il patrocinio della Fondazione Coppieters di Bruxelles, specializzata in federalismo e politiche linguistiche.

«Sarà un’opportunità unica per la nostra Regione – spiega il direttore dell’Agenzia, William Cisilino – in quanto inaugureremo proprio qui la Summer University che l’NPLD ha deciso di avviare a partire da quest’anno. In tal modo, avremo l’occasione di ospitare in Friuli i più importanti docenti ed esperti a livello mondiale sulle politiche linguistiche. Il Network è un’occasione unica di confronto – prosegue Cisilino – che ci permette di capire come altre realtà europee siano riuscite a garantire un futuro alla propria lingua attraverso politiche linguistiche efficaci». 

All’apertura della Summer University, ospitata dall’Università del Friuli presso Palazzo Garzolini di Toppo Wassermann, saranno presenti l’assessore regionale con delega alle lingue minoritarie, Pierpaolo Roberti; il Sindaco di Udine, Pietro Fontanini; il direttore dell’ARLeF, William Cisilino e Fabiana Fusco in rappresentanza dell’Ateneo friulano che ha collaborato all’organizzazione del prestigioso appuntamento internazionale grazie al CIRF Centro interdipartimentale per lo sviluppo della lingua e della cultura del Friuli.

Le relazioni tecniche, a seguire, saranno tenute da Francesc Xavier Vila i Moreno, dell’Università di Barcellona (“Multilinguismo, globalizzazione e sostenibilità linguistica”); Vesna Crnić-Grotić, dell’Università di Rijeka (“I diritti linguistici”); Sixto Molina, del Consiglio d’Europa (“La Carta europea per le lingue regionali o minoritarie”); Gabriele Iannàccaro, dell’Università di Milano-Bicocca che, nel suo doppio intervento, approfondirà i temi legati alle basi sociolinguistiche per la pianificazione delle lingue.

Il giorno seguente François Grin, dell’Università di Ginevra, interverrà su: “Economia e linguaggio: storia, approcci generali e interazioni fra linguisti e linguistica”; Michele Gazzola, dell’Università di Lugano, approfondirà la questione del: “Monitoraggio della politica linguistica: strumenti politici e indicatori”; la relazione tra costi e benefici delle politiche linguistiche sarà trattata da François Vaillancourt, professore emerito presso il Dipartimento di economia dell’Università di Montréal.

L’appuntamento avverrà a porte chiuse in quanto la Summer University dell’NPLD è rivolta ai soli membri del Network che rappresentano una ventina di governi regionali e statali europei ove insistono minoranze linguistiche. L’iniziativa friulana vedrà anche la partecipazione di rappresentanti del Consiglio d’Europa che avranno così l’occasione di conoscere meglio la nostra regione e immergersi nell’appassionante clima enogastronomico di Friuli Doc.

............

 
QUESITO

Chissà se la Sede RAI di Trieste riuscirà a trovare nel telegiornale regionale serale delle 19.30 lo spazio ADEGUATO anche per questa importante iniziativa europea e internazionale?

O lo spazio giornalistico, se ci sarà...., sarà di pochissimi secondi come accade ogniqualvolta che una notizia non riguarda la città di Trieste, il suo porto o Villa Miramar?

In fin dei conti le minoranze linguistiche che vivono in regione costituiscono solo la “MAGGIORANZA” della popolazione regionale....e dunque una notizia come questa è del tutto marginale….mentre la "semplice" presentazione al palasport di Chiarbola (Trieste) di una squadra di pallamano è una notizia fondamentale e di interesse regionale!!!


LA REDAZIONE DEL BLOG
 
 

martedì 26 settembre 2017

RAI TRIESTE - UN SERVIZIO PUBBLICO RADIOTELEVISIVO CON TROPPI DIFETTI!


 
E' GIUSTO DARE AL FRIULI
QUEL CHE E' DEL FRIULI
E NON E' CAMPANILISMO

di Alessandro Pian
 

Alcuni giorni fa, per la precisione il 23 agosto, l'edizione del mattino del radiogiornale regionale ha dato la notizia di numerosi incendi in Dalmazia, dovuti alla perdurante siccità ed all'opera dei piromani; due di questi individui, di nazionalità serba, erano stati arrestati nella zona di Sebenico.
 
Con tutto il rispetto per il martoriato ambiente della Dalmazia e per i dalmati, mi sono chiesto: "Una notizia del genere che ci azzecca con la nostra regione? Forse, in Friuli e a Trieste non è accaduto nulla che sia degno di attenzione da parte della Rai e devono riempire il radiogiornale con notizie dall'estero? Mah".
 
Il giorno seguente, sempre durante l'edizione del mattino, la giornalista di turno informava i radioascoltatori che la "Scuola mosaicisti del Friuli Venezia Giulia... ecc.".

"Ma come - mi sono detto - hanno cambiato nome pure a quella?". La risposta arrivava dopo alcuni secondi con l'intervista al rappresentante di quella bella realtà che, correttamente, la definiva "Scuola mosaicisti del Friuli". Allora è proprio vero che il lupo non perde il vizio. 

Confrontandomi con altri cittadini di questa regione mi sono convinto che uno dei maggiori, se non il peggiore, dei difetti del servizio pubblico radiotelevisivo regionale, e sottolineo "pubblico" in quanto pagato con i soldi dei contribuenti, sia quello di alterare i nomi dei territori e delle località: esempio il termine "Isontino" per "Friuli orientale o Goriziano", "Destra Tagliamento" al posto di "Friuli occidentale", Còmeglians invece di Comegliàns ecc. Ricordate la "Bleif di Mortean" per indicare la famosa "Blave"? 
Per non parlare dei cognomi delle persone e del "vizio" di aggiungere ovunque il fantomatico "Venezia Giulia" a tutto ciò che invece attiene solamente il Friuli, di fornire notizie che nulla hanno a che vedere con la nostra realtà regionale ovvero di fornirne di banalissime (le varie brezze di Piazza Unità d'Italia o Piazza Oberdan) e via di questo passo.

Non è campanilismo il mio, ma voglia di avere un servizio pubblico degno di tale nome. I cittadini di questa regione, Friulani e Triestini, se lo meritano.

E' chiedere troppo? Che sia possibile in una regione dove lo stesso omonimo ente riduce l'identità dei territori nel triste acronimo Fvg nel quale l'intero Friuli è ridotto al singolo grafema "F"?

ALESSANDRO PIAN – Chiopris Viscone

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La lettera a firma di Alessandro Pian è stata pubblicata sul quotidiano IL MESSAGGERO VENETO (Udine) domenica 3 settembre 2017 – pagina 37 - rubrica IDEE.

La Redazione del Blog ringrazia Alessandro Pian per averle concesso la pubblicazione della sua lettera.
 

lunedì 9 giugno 2014

IL GOVERNO DI MATTEO RENZI NON RISPETTA L'ART. 6 DELLA COSTITUZIONE ITALIANA NEL SETTORE RADIOTELEVISIVO!


IL GOVERNO DI
MATTEO RENZI

 
Non rispetta
l'art. 6 della Costituzione italiana
nel settore radiotelevisivo.


Sentenza della Corte Costituzionale
nr. 215 del 2013

Un optional?
 
 
Con la sentenza numero 215, depositata il 18 luglio 2013, la Corte Costituzionale precisa che non è ammessa discriminazione tra le 12 minoranze linguistiche riconosciute ai sensi dell'art. 6 della Costituzione.
.........


Dal sito internet

del settimanale
dell'Arcidiocesi di Udine
 
LA VITA CATTOLICA




 
5.06.2014
«La sede Rai di Trieste proseguirà il suo lavoro mantenendo l'autonomia finanziaria e contabile». Lo conferma il senatore Lodovico Sonego (Partito Democratico). «L'originaria versione del decreto legge 1465 in corso di conversione - afferma in una nota - prevedeva la possibilità che ciascuna delle sedi regionali Rai potesse essere soppressa nel quadro di una ristrutturazione del servizio pubblico. Gli emendamenti, confermati con il voto di fiducia, garantiscono in ogni Regione o Provincia Autonoma la presenza Rai con propria redazione e strutture adeguate alle specifiche produzioni. Nel caso di Friuli-Venezia Giulia, Trentino-Alto Adige e Valle d'Aosta non ci si limita tuttavia alla redazione. È stato infatti ulteriormente disposto che le sedi che garantiscono trasmissioni in lingue minoritarie, è il caso della sede del Friuli Venezia Giulia per lo sloveno, mantengono anche la loro autonomia finanziaria e contabile. È ragionevole ipotizzare - conclude Sonego - che le norme non verranno modificate dalla Camera».

Le parole di Sonego confermano che per «minoranze» non si intendono tutte le lingue minoritarie tutelate dalla legge 482, ma solo quelle tutelate da trattati internazionali con Stati esteri (i Sudtriolesi dall'Austria e i valdostani dalla Francia in virtù degli accordi post-bellici, gli sloveni di Gorizia e Trieste dalla Slovenia col Trattato di Osimo).
L'applicazione dell'art. 6 della Costituzione nel settore radiotelevisivo, insomma, è ancora lontana.
................. 

giovedì 29 maggio 2014

VIVA LA RAI FRIULI-VG E ABBASSO TELE BARCOLA !


 
Dal Sito internet del settimanale

dell'Arcidiocesi di Udine

La Vita Cattolica”



(...) assessore regionale alla Cultura, il triestino Gianni Torrenti: «Le sedi regionali della Rai sono parte di un patrimonio di conoscenza e di cultura per tutto il Paese, ma per il Friuli-Venezia Giulia e le sue comunità linguistiche l'informazione regionale rappresenta un presidio addirittura essenziale e irrinunciabile».
 
Come al solito, si usa l'unico motivo per cui siamo una regione speciale, ma lo si fa come una «foglia di fico» di cui ci si sbarazza, senza vergogna, passato il momento di pericolo. (...)
 
Roberto Pensa
 
Direttore Responsabile
del settimanale
"La Vita Cattolica" 
 
...........


Viva la Rai Friuli-VG

e

abbasso Tele Barcola
 


di

Roberto Pensa

23 maggio 2014


(…) Pochi giorni fa, il direttore generale della Rai, Luigi Gubitosi, rispondendo alle critiche ha detto che «le sedi regionali sono fondamentali, ma la critica che posso fare è che stiamo troppo in redazione e poco sul territorio».

Giornalisti Rai pigri? Non so come vanno le cose nel resto d'Italia, ma rapportato alla sede del Friuli-V.G. questo giudizio appare largamente ingeneroso. I colleghi friulani e giuliani del servizio pubblico non se ne stanno in redazione, anzi, e lo dimostra l'ottimo livello di ascolti dei vari notiziari.

C'è invece un altro profilo rispetto al quale la critica appare fondata. Se rileggiamo la frase di Gubitosi da un punto di vista dell'organizzazione aziendale, come «meno risorse giornalistiche accentrate nelle sedi e nelle loro vicinanze» a vantaggio di forme di presenza più «agili» sul territorio, la critica appare affatto peregrina.
 
In regione le risorse giornalistiche e tecniche sono fortemente accentrate a Trieste. La sede di Udine non è mai riuscita ad avere la stessa dignità di quella giuliana, pur avendo un bacino in cui vive larga maggioranza della popolazione regionale. 
 
 Non serve tornare ai tempi in cui proprio «la Vita Cattolica» raccolse decine e decine di migliaia di firme a favore del potenziamento della sede Rai di Udine (quella volta, ovviamente, dopo tante promesse, non se ne fece nulla).

Più di recente abbiamo offerto sul settimanale diocesano dei monitoraggi dell'informazione della Rai dimostrando quello che i telespettatori friulani già sanno: c'è un sensibile squilibrio a favore di Trieste e una tendenza alla «scomparsa» di Pordenone e soprattutto di Gorizia.

Voglio commentare una tra le tante reazioni di questi giorni, che mi sembra significativa. È dell'assessore regionale alla Cultura, il triestino Gianni Torrenti: «Le sedi regionali della Rai sono parte di un patrimonio di conoscenza e di cultura per tutto il Paese, ma per il Friuli-Venezia Giulia e le sue comunità linguistiche l'informazione regionale rappresenta un presidio addirittura essenziale e irrinunciabile».

Un discorso condivisibile, quello di Torrenti, riguardo l'informazione in lingua slovena, ma non certo per quella friulana (il cui utilizzo televisivo, può essere magnanimamente definito «assolutamente sporadico»; un po' meglio, ma lo stesso insufficiente, a livello radiofonico, perché esclude totalmente l'informazione) e tantomeno per quella tedesca (totalmente ignorate le parlate di Sauris, Timau e della Valcanale). 

Come al solito, si usa l'unico motivo per cui siamo una regione speciale, ma lo si fa come una «foglia di fico» di cui ci si sbarazza, senza vergogna, passato il momento di pericolo.

In sintesi? Sì alla solidarietà ai colleghi e a tutte le maestranze della Rai regionale, ma unita alla forte richiesta di un riequilibrio dell'informazione (che significa spostamento di risorse giornalistiche e tecniche) a favore del Friuli.

Roberto Pensa


domenica 16 febbraio 2014

LA RAI PARLA SOLO TRIESTINO: FRIULI NON PERVENUTO !


 



RAI, FRIULI e LINGUA FRIULANA

PRESIDENTE

DEBORA SERRACCHIANI

NON ESISTE SOLO TRIESTE !

V E R G O G N A !!!

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Dal sito internet del settimanale

LA VITA CATTOLICA
 

LA RAI

PARLA SOLO TRIESTINO

 
FRIULI NON PERVENUTO
 
La sede Rai del Friuli-Venezia Giulia, ed il suo centro di produzioni, «con il loro riconosciuto ed apprezzato patrimonio di cultura e di conoscenza», come ha ricordato la presidente Debora Serracchiani, saranno adeguati ed ammodernati. Lo ha confermato venerdì 14 febbraio a Trieste alla stessa presidente del Friuli-Venezia Giulia il direttore generale della Rai Luigi Gubitosi, che ha ribadito l'impegno dei vertici radiotelevisivi per la sede regionale del Friuli-Venezia Giulia nell'ambito del processo di digitalizzazione che Rai sta sviluppando a livello nazionale e che si concluderà nell'arco del triennio.


Nel comunicato stampa della presidenza si parla della «sede Rai del Friuli-V.G.», ma si dovrebbe in realtà parlare «della sede di Trieste», perché della sede di Udine e più in generale del Friuli non vi è traccia, nonostante i problemi aperti più gravi riguardano la marginalità informativa di quest'area e il mancato rispetto della legge 482/1999 riguardo alla presenza delle lingue minoritarie sui mass media.

La presidente Serracchiani, prosegue il comunicato, «ha inoltre richiesto al direttore Gubitosi che la Rai "accompagni" la funzione internazionale del Friuli-Venezia Giulia nel Centro-Est Europa, in particolare nell'area balcanica. Alcune iniziative comuni saranno inoltre proposte e concordate nel corso del prossimo autunno per ricordare il ritorno di Trieste all'Italia (26 ottobre 1954) e per festeggiare i 50 anni della sede Rai di Trieste, inaugurata nel 1964 dall'allora presidente del Consiglio Aldo Moro».

Questi e gli altri temi di reciproco interesse di Regione e Rai saranno discussi ed approfonditi in quel «tavolo di confronto» bilaterale che - è stato deciso venerdì 14 febbraio tra Serracchiani e Gubitosi - sarà convocato entro poche settimane. Il «tavolo», è stato ricordato, non si riunisce dall'ottobre 2009.

Visto che i temi emersi nel colloquio con Gubitosi riguardano esclusivamente la città di Trieste, già iper rappresentata nei minutaggi dell'informazione regionale, gli abbonati friulani si chiedono se a questo «tavolo» ci saranno anche le loro richieste, in primo luogo riguardo alla presenza televisiva della lingua friulana e ad un maggiore equilibrio dell'informazione che oggi penalizza il Friuli, e in particolare Gorizia e Pordenone.
 

giovedì 2 gennaio 2014

RAI TRIEST E MINORANCE FURLANE: LINO A STÂ ANCJE NÔ IN LADINIE?



in Ladinie e in Friûl
dal Blog di
William Cisilino


Ai furlans ur àn volûts passe 13 agns par otignî de RAI chel scjaput di minûts di trasmissions in lenghe furlane che si sintin ogni tant ae radio: 25 in dì, dal lunis al vinars, par sei precîs. Une miserie, massime se si considere che la leç 482/99 no fevele dome di radio, ma ancje di television publiche, dulà che il furlan al è inesistent.

E o sin daûr a cjacarâ di programs, e no di informazion. Al samee, di fat, che dome ipotizâ un Gr o un Tg par furlan al fasi vignî il mâl de urtie a chei di Viale Mazzini. Segnâi de politiche sul teme (cumò, come prime)? Zero. De cuistion no i free nuie a di nissun. Come ancje no i free a di nissun dal ridimensionament continuât che e subìs la sede RAI di Udin.
Dute une altre musiche, invecit, chê che si scolte des frecuencis radiofonichis e televisivis de RAI Ladine di Bolzan. Lis gnovis positivis a son fintremai dôs. La prime e je epocâl: la redazion ladine, metude adun di 9 di lôr (sì, o vês let just!), e varà un so cjâf redatôr, tant che lis redazions taliane e todescje. Cun di plui i ladins a doplein la lôr presince inte informazion televisive, cuntun gnûf Tg cuotidian di 10 minûts, che al sarà metût in onde aes 10 di sere. Chest si zontarà al Tg che al va in onde ogni dì tor lis vot di sere. Cun di plui e sarà insiorade ancje la part di programs televisîfs.
Ladins UFO, in sumis? Sì, tal sens che i politics tirolês a lavorin pardabon. Pai nestris, invecit, la peraule si scuen scrivile in piçul: “a ufo”.
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Dal sito ufficiale della Provincia autonoma di Trento

RAI Ladina
Dal 4 novembre un nuovo palinsesto per la programmazione TV in lingua ladina con un secondo notiziario di informazione serale
A partire dai primi giorni di novembre, accanto alla consueta edizione del telegiornale delle 19.55 (il tradizionale TRAIL) è prevista un'ulteriore edizione quotidiana di dieci minuti alle ore 22. La nuova pianificazione è garantita dalla nuova linfa approdata in redazione, rappresentata dalla nomina di un caporedattore e dall'incremento del numero di giornalisti passati da sei a nove componenti, tre della Val Gardena, tre della Val Badia e tre della Val di Fassa.

Dal 14 ottobre, inoltre, sarà potenziata la trasmissione Paladina aumentando la durata di 30 minuti e con la messa in onda tre volte alla settimana.
(10 ottobre 2013)
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martedì 25 giugno 2013

RAI REGIONALE: CUMO' VONDE FEVELÂ DOME DI TRIEST !




RAI 3
REGIONALE
Cumò vonde fevelâ
dome di Triest !
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Geopolitica
del piccolo schermo


QUEL GIORNO IN FRIULI
E’ ACCADUTO SOLTANTO
LO SCANDALO


TG RAI,
 in Friuli non accade nulla


di Roberto Meroi


Non credo. Non ci credo proprio che le notizie che ha diramato il TG Regione alle ore 14.00 di sabato scorso (22 giugno n.d.r.) fossero soltanto quelle a disposizione della redazione della sede Rai di Trieste.

Non può essere possibile che in una regione con oltre un milione e duecento mila abitanti, anche se ad inizio estate, fino a quella tarda mattinata non sia successo nulla, e nemmeno il giorno prima.

Basterebbe avere dato un rapido sguardo ai quotidiani, per accorgersi che di fatti ne erano accaduti.

Dalla veglia per Tatiana Tulissi a Villanova del Judrio al funerale di Irma Hadaj assassinata a San Giovanni al Natisone. Dalla classifica dei redditi dei consiglieri regionali al riparto dei contributi della Regione alle associazioni sportive. Dall'assemblea per la nascita di una nuova lista civica a Udine all'incontro pubblico per la costruzione di un autodromo a Lavariano. Dalla tre giorni di bancarelle europee a Lignano alla partenza, sempre dalla spiaggia friulana, della “Goletta Verde” di Lega Ambiente. Dalla serie di concerti di Udin&Jazz al carnico Wild Life Rockfest. E poi, qua e là: gravi incidenti stradali, arresti per droga e per furti.

Solo alcuni esempi riguardanti la provincia udinese, non parlando poi di quella pordenonese e di quella goriziana.

Per la Rai triestina, invece, l'unico argomento extra urbano è stato l'inchiesta sul latte tossico proveniente dal Friuli. C'è stato anche un brevissimo collegamento con la redazione di Udine che ha proposto la Festa delle magnolie in via Roma.

Tutti gli altri servizi televisivi mandati in onda hanno riguardato la città di Trieste.

Si è cominciato con l'annoso problema della ferriera di Servola, poi si è passati al dibattito in corso nel comune alabardato riguardante il piano del traffico cittadino. Servizi pure per l'Istituto di oceanografia e geofisica sperimentale (con tanto di interviste sia alla direttrice dell'Ogs sia al rettore dell'Università di Trieste) e per il polo museale di Porto Vecchio. Non è mancata una capatina al Salone degli incanti dove si teneva la rassegna vinicola Vitovska. Altri servizi: uno sulla ristrutturazione del palazzo Giustinelli, un altro sul festival di musica e cultura celtica Triskell, un altro sulla rappresentazione lirica “Attila” prodotta dal Teatro Verdi di Trieste. In chiusura, la notizia dello spettacolo musicale di Simona Molinari al Cantera Social Club di Sistiana.

Tutti servizi su Trieste, dunque.

E' mancato solo un cenno al calcio ma, con la Triestina ancora delusa dalla mancata promozione in serie D e con lo stadio Rocco in attesa di sistemazione... forse non c'era più spazio.

Roberto Meroi

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L’articolo a firma di Roberto Meroi è stato pubblicato in prima pagina e seguito a pagina XXIII, sul quotidiano IL GAZZETTINO di Udine, martedì 25 giugno 2013.

giovedì 29 marzo 2012

SOLO TRIESTE NEI TG REGIONALI, FRIULI OSCURATO !




LA VITA CATTOLICA

GIOVEDÌ 22 MARZO 2012

pagina 15



RILEVAMENTO DELLA «VITA CATTOLICA» SULLA PRESENZA DELLE QUATTRO PROVINCE NEI TELEGIORNALI DELLA RAI REGIONALE.
IL CAPOLUOGO GIULIANO LA FA DA PADRONE


Solo Trieste nei Tg,

Friuli oscurato


Il 40,5% dei minuti andati in onda nei notiziari tra il 29 febbraio e il 13 marzo è relativo a un territorio dove risiede solo un quinto della popolazione regionale. Gorizia, come sempre, cenerentola

POSSIBILE CHE TRIESTE, la provincia che conta poco più di 236 mila abitanti (Udine ne ha 541 mila; Pordenone 315 mila e Gorizia 142 mila), si prenda la metà dello spazio, lasciando il restante milione di abitanti del Friuli-Venezia Giulia a spartirsi i pochi minuti rimanenti?

La domanda sorge spontanea leggendo i dati del rilevamento che «la Vita Cattolica» ha effettuato analizzando la presenza delle quattro province nei telegiornali della Rai regionale delle 14, 19.30 e della notte, nel periodo 29 febbraio - 13 marzo. Ebbene, da esso è emerso che le notizie della sola provincia di Trieste occupano il 40,45% dell’intero minutaggio, mentre le restanti tre province si dividono il 47,23%.

Fatti due conti, il territorio più bistrattato dalla Rai regionale è quello goriziano. I servizi dedicati al capoluogo isontino coprono appena il 10,07% del totale. Poco spazio in più è riservato a Pordenone (12,20%) e accade addirittura che vi siano dei Tg nei quali le due province non vengono nemmeno citate.

Nei brevi Tg della notte è quasi una consuetudine: il capoluogo isontino, in particolare, compare meno della metà delle volte. La rilevazione effettuata evidenzia che 8 Tg su 14 lo ignorano completamente. Simile trattamento è stato riservato a Udine, in 6 notiziari, e a Pordenone, in 4.

Neanche a dirlo, Trieste resta, invece, sempre protagonista. Una predominanza che diventa letteralmente incontrastata nei telegiornali trasmessi a tarda ora, con addirittura 20 minuti di servizi, sommando il totale delle due settimane poste sotto osservazione, contro i 7’46’’ di Udine, i 7’20’’ di Pordenone e gli appena 6’11’’ di Gorizia.

Clamoroso l’episodio di lunedì 12 marzo, con Trieste che monopolizza il Tg, accaparrandosi il 76,60% del tempo. Di Udine e Gorizia nessuna traccia. Quasi tutti per Trieste anche i titoli e i servizi di apertura.

Salvo rari casi, generalmente legati a episodi di cronaca o sport (incidente mortale sul lavoro a Lestizza, 5 marzo; omicidio a Monfalcone, 6 marzo; indagine al Cie di Gradisca, 8 marzo; sconfitta dell’Udinese, 9 marzo...) le prime notizie dei Tg sono sempre riferite a Trieste.

Dall’analisi giorno per giorno emergono episodi eclatanti, come quello del notiziario delle 14 di venerdì 9 marzo, quando il capoluogo giuliano si prende addirittura tutti i primi 9 minuti del telegiornale, tra cronaca, sanità ed economia, e la prima notizia dal Friuli arriva appena al 10° minuto.

Simile gerarchia delle notizie lunedì 12 marzo, nel Tg delle 14: per i primi 6’05’’ si parla solo di Trieste (cronaca, aree inquinate e un convegno). Il Friuli, relegato nella cronaca e nello sport, è escluso dai temi più complessi e importanti. E identico copione anche per il Tg della sera. I primi 4 servizi importanti, tutti con immagini filmate, sono dedicati al capoluogo giuliano, con la sola interruzione di 55’’per la visita di Tondo a Belgrado. Il risultato? Da sola, Trieste, occupa quasi lo stesso spazio del resto del Friuli. E, dal rimanente territorio, in primo piano solo cronaca nera e «curiosità», come un convegno di cuochi.

Avranno «recuperato» il giorno successivo? Macché.

Nel Tg delle 19.30 di martedì 13 Trieste si prende il doppio del tempo del resto del Friuli e nemmeno le partite dell’Udinese in Europa riescono ad elevare il minutaggio. Nella pagina sportiva, il caporedattore Marzini «scende in campo» con una lunghissima intervista all’allenatore della Triestina, Galderisi. I bianconeri due giorni dopo devono affronare l’Alkmarr per gli ottavi di Europa League, ma non meritano nemmeno un secondo...
Addirittura un servizio nazionale (la presentazione della Giornate del Fai a Roma,senza alcun riferimento locale) ha, da solo, più spazio dell’intera provincia di Udine.

Due pesi e due misure anche quando si affrontano temi di interesse regionale, che vengono trattati il più delle volte con servizi, immagini e interviste da Trieste, come la festa delle donne «triestine», giovedì 8 marzo, o la scelta dei giovani tra liceo e istituti tecnici, martedì 13 marzo. O, ancora, lo stesso giorno, la presenza di Bonanni in regione: al mattino a San Giovanni al Natisone, il pomeriggio a Trieste. La parte friulana della visita viene trattata così, in soli 10 secondi: «Il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, oggi in visita in Friuli-Venezia Giulia. Dopo aver partecipato al mattino ad una riunione sindacale a San Giovanni al Natisone, nel pomeriggio è arrivato a Trieste...». Segue 1’30’’ di servizio, naturalmente sulla seconda parte della giornata.

Ancora, la notizia di apertura del Tg delle 19.30 di giovedì 8 marzo, sul nuovo fondo di previdenza integrativo lanciato dalla Regione, diventa l’ennesima occasione per parlare del rigassificatore di Trieste (protagonista di una decina di servizi, da mercoledì 29 febbraio a mercoledì 13 marzo) con le dichiarazioni di Tondo a margine del convegno goriziano sulle pensioni... del quale, infine, si parla, ma solo dopo 1’17’’ di rigassificatore.

E la cultura? Per il Friuli si fanno recensioni, ma per le tematiche «politicamente» importanti si parla, guarda a caso, solo di Trieste.
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Quanti ettoPascal a Tolmezzo?

Chissà quanti millibar ci saranno oggi a Udine o a Tolmezzo? E quanti ettoPascal? È una cosa che, effettivamente, molto probabilmente a pochissimi interessa, ma è altrettanto sicuro che la curiosità sorge quando si ascolta il Giornale radio Rai regionale delle 7.20.

Già perché da sempre il «Gazzettino giuliano» che risveglia tantissimi friulani ci informa puntualmente delle condizioni del tempo in tutta la regione, ma per Trieste la puntualità ha veramente dell’incredibile.

Molti anni fa, per leggere temperature e raccontare il tempo in Friuli c’era un collegamento da Udine, poi è stato abolito ed ora tutto viene letto da Trieste.

Così, velocemente si passano in rassegna temperature di Udine, Gorizia, Pordenone, Tolmezzo, Forni di Sopra, Zoncolan, Tarvisio.

Poi, cambio di voce e si comincia con Trieste: temperatura dell’aria, temperatura del mare, velocità del vento in km/h, percentuale di umidità dell’aria e naturalmente la pressione, giustamente misurata sia in millibar che in ettoPascal (la nuova unità di misura stabilita dal Sistema internazionale delle grandezze fisiche).

Certo, forse ai non appassionati di meteorologia, la precisazione può sembrare un po’ pleonastica, visto che 1 ettoPascal corrisponde a 1 millibar, per cui il dato numerico non cambia.

Ma l’importante è la completezza di informazione. Per Trieste.

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