domenica 27 marzo 2016

FRIULI - RIFORMA SANITA' REGIONALE E SQUILIBRI TERRITORIALI


FRIULI

RIFORMA SANITA' REGIONALE

E

SQUILIBRI TERRITORIALI

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ANNO 2011


LA VITA CATTOLICA

settimanale dell'Arcidiocesi di Udine

28 gennaio 2011

editoriale del Direttore Roberto Pensa

ATTENTI AI FINTI CACCIATORI DI SPRECHI.

"(…) Particolare attenzione merita, senz'altro, una proposta già avanzata a suo tempo dalla precedente giunta regionale guidata da Riccardo Illy, ma che mantiene tutt'ora un'ampia gamma politicamente trasversale di sostenitori: la creazione di un'unica azienda socio-sanitaria per tutto il Friuli-Venezia Giulia. (…). A prima vista è una proposta accattivante (…). C'è però qualcosa che non quadra. Innanzitutto sappiamo che esiste oggi un forte squilibrio nella ripartizione dei fondi, che la giunta Tondo si è impegnata a riequilibrare (anche se su tempi molto lunghi).  Per un cittadino triestino, si spendono all'anno per la sanità 2550 euro. Chi risiede in provincia di Udine ne ha a disposizione solo 1933, e peggio ancora va a Pordenone (1724 euro) e soprattutto a Gorizia (1628). Dalla Venezia Giulia si difendono dicendo che lì, la popolazione è più anziana e ha maggiori necessità. Ma si capisce che il motivo di fondo è un eccessivo accentramento storico di servizi a Trieste; al quale non si riesce (o non si vuole) porre rimedio. (...)" 

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ANNO 2016
 

DUE DOMANDE
 ALLA PRESIDENTE
DEBORA SERRACCHIANI


1) Con la “SUA” riforma sanitaria è stato preso in considerazione il problema del pesantissimo squilibrio nella ripartizione dei fondi che ancor oggi risulta favorire la sanità triestina a discapito del resto della regione?

Che fine ha fatto il progetto di riequilibrare (in 10 anni!!!) i finanziamenti alla sanità  regionale?


2) Perchè Trieste - al di là della furbata di inventare il nome "Ospedali Riuniti" - ha ben DUE OSPEDALI (Maggiore e Cattinara) continuamente ristrutturati/potenziati e finanziati con fondi pubblici regionali, nel mentre nel resto della regione (Friuli) si stanno eliminando posti letto/reparti e chiudendo ospedali, tra proteste popolari e istituzionali, e  minacce di ricorsi al TAR?


GRAZIE DELLE RISPOSTE

LA REDAZIONE DEL BLOG
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MINI DOSSIER
per saperne di più

 
  1) Cattinara congela il taglio dei posti letto 
Il commissario Delli Quadri rassicura: «Nel 2016 non tocco nulla. Priorità alla ristrutturazione. Undici assunzioni in arrivo»


4 marzo 2016
 
TRIESTE L’Azienda ospedaliera e sanitaria annuncia nuove assunzioni, undici in tutto tra infermieri, tecnici di Radiologia, anestesisti e Oss, e rimanda a data da destinarsi i tagli ai posti letto.(...)
 
2) 24 marzo 2016
 
Latisana scende in piazza: "il punto nascita non si tocca".
 
Oltre 1.300 persone alla fiaccolata per difendere il presidio sanitario. Tanti gli amministratori che hanno sfilato in mezzo alla folla fra gli striscioni 


 


 


 
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8 commenti:

  1. Quando a Trieste fu deciso di costruire l'ospedale nuovo "Cattinara", l'ospedale "vecchio" triestino "il Maggiore" ci risulta che era stato deciso che sarebbe stato dismesso...

    Così invece non è stato, ma al contrario con finanziamenti pubblici molto consistenti il vecchio ospedale "Il Maggiore" è stato ristrutturato e potenziato.

    Poi la furbata di inventare il nome "OSPEDALI RIUNITI" giusto per far credere ai gonzi friulani che a Trieste c'è un SOLO ospedale e non DUE....

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  2. Non dobbiamo dimenticare poi il Burlo triestino, dove molti bambini friulani quando hanno problemi sono COSTRETTI a nascere per mancanza di alternative, facendo così "sballare" tutti i dati statistici sulle nascite, sfavorendo il Friuli e avvantaggiando Trieste...

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    1. SNAIT, stai dimenticando che in Friuli ci sono ottime alternative al BURLO, in particolare all'ospedale civile di Udine dove c'è un ottimo reparto di pediatria e neonatologia dove vengono accolti i neonati con gravi problemi, e dove c'è anche una ottima "facoltà universitaria di medicina", una delle migliori facoltà di medicina in Italia.

      Che la politica regionale sia triestinocentrica è vero, ma è anche vero che il Friuli ha molte eccellenze, anche in campo medico...

      E stai anche dimenticando che il BURLO è stato commissariato per diversi anni....

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    2. Mi ricordo anche che la Nonino pochi anni fa ha pagato una pagina intera sui quotidiani locali per invitare i Friulani a fare DONAZIONI a favore del Burlo, dimenticando appunto le eccellenze friulane, come del resto fa sempre la RAI...

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    3. PER SNAIT

      Dal quotidiano IL PICCOLO di Trieste – 24 marzo 2015

      TITOLO - La grande crisi del Burlo: perso il 9% di pazienti

      Visite e ricoveri in picchiata dal 2009 al 2014 all'ospedale infantile triestino. Chirurgia plastica e nefrologia “ko” La riduzione non risparmia il day hospital. Bimbi residenti in flessione del 15%

      di Gianpaolo Sarti

      http://ilpiccolo.gelocal.it/trieste/cronaca/2015/03/24/news/la-grande-fuga-dal-burlo-perso-il-9-di-pazienti-1.11107385

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  3. E il piano emergenze previsto dalla riforma sanitaria targata "Giunta Serracchiani"? Sommerso da un mare di critiche!!!

    Dal quotidiano IL MESSAGGERO VENETO
    (Ud)

    "(...) rapporto tra autoambulanze e superficie regionale.

    «A Trieste ce n’è una ogni 44 chilometri quadrati, a Gorizia ogni 77, a Pordenone ogni 206 e a Udine ogni 307. Ma a Trieste – ha sottolineato Pustetto – non c’è la neve che c’è in montagna. Ci sono invece ben 182 uscite delle auto-mediche per codici bianchi in un anno, contro le quattro di Pordenone e le 20 di Udine. E anche qui il piano non apporta alcun correttivo».(...)"

    11 marzo 2016 - articolo a firma di Maura Delle Case

    http://messaggeroveneto.gelocal.it/udine/cronaca/2016/03/11/news/la-riforma-non-decolla-tensioni-sul-piano-del-118-1.13107298

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  4. Dal sito on-line del settimanale “IL FRIULI”

    http://www.ilfriuli.it/articolo/Cronaca/Latisana_sulle_barricate/2/153449

    Titolo - Latisana sulle barricate

    Sottotitolo - Chiusura punto nascite - Ormai è scontro aperto tra Comune e Regione dopo la sospensione del punto nascite. Il sindaco Salvatore Benigno chiama a raccolta i cittadini per una manifestazione di protesta

    di Alessandro Di Giusto

    27/03/2016

    Se a Gemona protestano per la chiusura del Pronto soccorso, a Latisana non ridono. Anzi, salgono sulle barricate, in risposta al provvedimento di sospensione, deciso dal direttore generale Giovanni Pilati,  divenuto operativo il 17 marzo, motivato dalla carenza di carenza di pediatri, tale da non poter garantire adeguati standard di sicurezza.

    La polemica in corso da mesi tra l’amministrazione comunale latisanese assieme alle associazioni che si battono per mantenere aperto il servizio e la Giunta regionale, è diventata rovente, tanto da spingere il sindaco Salvatore Benigno a usare toni decisamente molto duri verso l’assessore regionale alla Sanità, Maria Sandra Telesca, dopo il suo rifiuto di partecipare a un Consiglio comunale indetto per parlare della questione.

    SGARBO ISTITUZIONALE

    “La sospensione è una decisione assurda – ribadisce Benigno – dato che il 23 marzo – si terrà il bando per stabilizzare i nuovi pediatri. Come si fa a sospendere un reparto che continua a registrare trend positivi perchè mancano medici prima di averli assunti? Abbiamo chiesto subito a Telesca di presenziare al Consiglio comunale, per spiegare questa decisione e informarci sul Piano delle emergenze, provvedimento altrettanto contestato, ma ha negato la sua presenza compiendo un gesto di sgarbo istituzionale senza precedenti, trincerandosi dietro la scusa che si tratta di un provvedimento tecnico e non politico”.

    “Ciò che è peggio - prosegue il sindaco - oltre alla sospensione del punto nascite, cessa anche di operare il servizio di emergenza pediatrica e chi avrà bisogno di cure urgenti dovrà sobbarcarsi un trasferimento fino a Palmanova o, peggio, fino a Udine.  Hanno ignorato apertamente la nostra posizione geografica, il fatto che siamo un territorio vocato ai servizi, tanto più che serve una delle più importanti località turistiche della regione”.

    “Hanno ignorato perfino i dati che parlano di accessi alla pediatria superiori del 30% a quelli registrati a Palmanova. Che di mezzo ci sia la politica mi pare fin troppo chiaro. Ecco perché abbiamo deciso - sottolinea benigno - di scendere in piazza. Mercoledì 23 marzo è stata organizzata una manifestazione popolare di protesta alla quale hanno parteciperanno anche le associazioni che da tempo si battono per difendere l’ospedale e le categorie economiche, decisi a contrastare lo sfregio a un intero territorio”.

    ALESSANDRO DI GIUSTO
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  5. Latisana è l'ospedale di Lignano e Bibione: ossia non meno di 200 mila abitanti d'estate a Lignano e altrettanti a Bibione!

    I bambini in vacanza al mare a Lignano e a Bibione li mandiamo tutti a Palmanova, ossia a 50 chilometri di distanza da Lignano e Bibione?

    O forse l'assessore alla sanità regionale non tiene conto del turismo marino di Lignano e Bibione e di quanto pesano in termini di PIL i soli 200 mila turisti di Lignano?

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