martedì 15 marzo 2011

CONFERENCE STAMPE SUL FURLAN A SCUELE, INTES EMITENTIS PRIVADIS E IN RAI: CEMÛT ISE LADE?



CONFERENCE STAMPE
SUL FURLAN A SCUELE,
INTES EMITENTIS PRIVADIS
E IN RAI

CEMÛT  ISE  LADE?
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Conferenza stampa del 15 marzo 2011
Palazzo della Regione - Udine


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 In zonte doi documents consegnâts ae Stampe

DOCUMENT NR. 1


Comitato 482

Comitato per l’autonomia e per il rilancio del Friuli
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FRIULANO A SCUOLA:

BASTA RINVII


La Giunta regionale, dopo lunga riflessione durata tre anni, ci ha edotti nei giorni scorsi circa i suoi piani riguardo all’insegnamento della lingua friulana. Ma quali i tempi reali di attuazione? La Legge regionale sul friulano prevedeva l’approvazione dei regolamenti sulla scuola entro il mese di giugno del 2008; data ovviamente disattesa perché “bisognava riflettere bene”. Dopo un anno e più di inerzia, nel settembre 2009, la Giunta regionale ha approvato degli obiettivi “epocali” sulla lingua friulana: l’approvazione del regolamento per l’insegnamento della lingua friulana, l’istituzione della “Commissione per l’uso sociale del friulano”, la ridefinizione dei contenuti della convenzione con la RAI e l’approvazione del Piano generale di politica linguistica. Nemmeno uno di tali obiettivi è stato raggiunto compiutamente.
In questi giorni, con perfetta nonchalance, la Giunta regionale ci ha presentato un suo nuovo “piano di azione” sull’insegnamento del friulano a scuola, informando però che il regolamento di attuazione (in ritardo di tre anni) “è ancora in fase di definizione”. Ma come, ci chiediamo, visto che la Giunta ha deciso, proprio un anno fa, di costituire una apposita Commissione permanente per l’insegnamento della lingua friulana che già nel luglio scorso aveva formulato una proposta compiuta? Lo abbiamo già chiesto, ma lo ripetiamo: perché esso è stato tenuto nei cassetti? Ormai, peraltro, pare evidente il rischio di saltare anche il prossimo anno scolastico, e sarà il quarto consecutivo.

Veniamo ora ai contenuti del piano di azione prospettato dalla Giunta. Secondo l’Assessore Molinaro, per realizzare l’insegnamento del friulano a scuola servono 2,5 milioni di euro l’anno, una cifra ridicola rispetto, per esempio, a quanto spendono ogni anno la Regione e i suoi tanti satelliti in consulenze. Almeno l’assessore si è preso la briga di mettere i colleghi di fronte a dei numeri concreti e di questo gli va dato merito. Ciò che ci preoccupa, tuttavia, è la risposta della giunta regionale, vale a dire: i soldi non deve metterli solo la Regione, ma anche il Ministero dell’Istruzione. Il che significa che nei prossimi mesi ed anni assisteremo ad un continuo rimpallo di responsabilità fra Regione e Stato su chi e come deve fare che cosa, mentre di friulano a scuola si continuerà a vederne sempre meno. In realtà, la Regione, con apposita legge, si è presa l’impegno di coordinare l’insegnamento della lingua friulana nelle scuole e quindi è chiamata anche a stanziare le rispettive risorse. Se poi ne arriveranno altre da Roma, tanto meglio, ma vogliamo dire molto chiaramente che l’unica responsabilità politica su tale settore è e resterà sempre della sola Regione.

Siamo, quindi, molto amareggiati nel vedere come la politica nostrana sta bistrattando la cultura di un popolo e prendendo in giro i friulani. Siamo anche preoccupati per i nostri bambini e per i nostri genitori che si vedono negato un diritto umano fondamentale, riconosciuto dopo anni di battaglie (50, per la precisione) anche dallo Stato italiano. Non dimentichino i nostri politici che la questione è molto sentita dai silenziosi (ma fino a quando?) friulani: esiste una continua domanda da parte degli istituti scolatici, dovuta alle numerose richieste dei genitori che si attestano – in media – sul 60% delle famiglie, come dimostrano i recenti dati dell’Ufficio scolastico regionale.

Un’ultima domanda, sempre sul settore scuola: che fine ha fatto quella bozza di “norma di attuazione” dello Statuto speciale di cui, in apposito incontro con la Commissione Paritetica, ci era stata assicurata l’approvazione in tempi brevi? Qualcuno ci sta ancora “riflettendo” a Roma o a Trieste? Eppure essa avrebbe risolto molti problemi legati alle competenze regionali sull’insegnamento delle lingue minoritarie nelle scuole. Possibile che questa Regione, in nome dell’autonomia speciale, sia solo in grado di farsi portare via risorse da Roma, anziché vedersi trasferite competenze e risorse?

Comitato per l’autonomia e il rilancio del Friuli
Prof. Gianfranco D’Aronco

Comitato 482
Carli Pup


DOCUMENT NR. 2


Comitato 482

Comitato per l’autonomia e per il rilancio del Friuli
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Radiotelevisione

in friulano:

ennesima violazione

 della 482/99



I mezzi di comunicazione, in particolare radio e televisioni, rappresentano uno degli strumenti principali per la promozione di una lingua, ancor di più quando si tratta di una lingua minoritaria. È per questo che non possiamo nascondere la nostra preoccupazione per la situazione che il friulano sta vivendo in questo settore.
Le ultime notizie relative alla tutela della lingua friulana nel servizio radiotelevisivo pubblico ci pongono di fronte all’ennesima violazione della legge statale 482/99. Il primo comma dell’articolo 12 della 482 dice che Nella convenzione tra il Ministero delle comunicazioni e la società concessionaria del servizio pubblico radiotelevisivo e nel conseguente contratto di servizio sono assicurate le condizioni per la tutela delle minoranze linguistiche nelle zone di appartenenza. Assicurare le condizioni per la tutela significa garantire, oltre a quanto esplicitamente indicato dal decreto di attuazione della legge, anche le risorse necessarie per attuarla. Tali risorse vanno reperite all’interno della copertura finanziaria prevista dal contratto RAI – Ministero. Nel contratto di servizio firmato agli inizi di febbraio non solo non ci sono queste risorse finanziarie, ma nemmeno le condizioni minime di tutela richieste dal regolamento attuativo della 482. È dunque evidente che, nonostante la previsione di un’apposita convenzione per le trasmissioni in lingua friulana sia un passo avanti positivo, anche il nuovo contratto di servizio costituisce una nuova violazione della legge 482/99.

Inoltre, in riferimento alle modalità suggerite dall’amministrazione regionale per reperire i fondi per il friulano nella radiotelevisione pubblica, ribadiamo che tali risorse non possono essere sottratte dai già scarsi fondi che la nostra Regione riceve per l’attuazione della 482 sul proprio territorio, ma devono essere assicurate dal Governo italiano e dalla RAI attraverso il contratto di servizio o con apposite convenzioni tra questi due soggetti.

Nel frattempo è fondamentale che la Regione sostenga chi veramente in questi anni ha svolto un ruolo di supplenza del servizio pubblico, cioè le emittenti private che con il loro lavoro hanno garantito la quasi totalità della programmazione radiotelevisiva in lingua friulana. Per farlo servono soprattutto due azioni: predisporre i regolamenti attuativi della legge regionale 29/07 dando così attuazione al provvedimento, e ripristinare le risorse per le emittenti private. L’amministrazione regionale, infatti, ha azzerato i fondi a disposizione per tali emittenti: un provvedimento messo in atto con la legge finanziaria per il 2010 e confermato, nonostante le promesse, anche per il 2011. Ci auguriamo dunque che sia dia attuazione senza ulteriori ritardi alla legge regionale sul friulano e che, come promesso dall’assessore Elio De Anna, si garantiscano nel più breve tempo possibile le risorse adeguate per le convenzioni con le emittenti private. L’alternativa sarebbe un colpo mortale a quanti in questi anni hanno garantito con i fatti un servizio radiotelevisivo di pubblica utilità in lingua friulana.

Comitato per l’autonomia e il rilancio del Friuli
Prof. Gianfranco D’Aronco

Comitato 482
Carli Pup

 
                                                              
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lunedì 14 marzo 2011

ERA IL 22 MARZO 2010, UN ANNO FA.....




ERA  IL 22 MARZO 2010,
UN ANNO FA…

In attesa della Conferenza stampa indetta per domani 15 marzo 2011 dal “Comitato per l’autonomia e il rilancio del Friuli” e dal “Comitato 482


CONFERENZA STAMPA

MARTEDI' 15 MARZO

ORE 14.30

SEDE REGIONE (SALA KUGY)

VIA SABBADINI – UDINE

vi riproponiamo un articolo pubblicato sul settimanale "La Vita Cattolica" il 22 marzo 2010, esattamente un anno fa!


Più tutela per la lingua friulana
La Vita Cattolica UDINE (22 marzo 2010)

Presentata la proposta del Comitato per l'autonomia e il rilancio del Friuli

La Corte costituzionale con una sentenza del 2009 ha riconosciuto che la lingua friulana è un elemento di identità individuale e collettiva di importanza basilare. Partendo da questo riconoscimento, il Comitato per l’autonomia e il rilancio del Friuli ha elaborato una proposta, senza alcuna richiesta di fondi – è stato ribadito – per una crescita della tutela della lingua friulana che passi attraverso lo statuto di autonomia.

La proposta, contenuta in un documento che il Comitato consegnerà alla Commissione paritetica Stato-Regione, è stata illustrata oggi a Udine (nella foto un momento dell'incontro) dai rappresentanti del Comitato, Arnaldo Baracetti e Gianfranco D'Aronco, insieme ai referenti degli enti e delle istituzioni che l’hanno sottoscritta: tra queste il Comune, l'Università e la Provincia di Udine e l’Arcidiocesi. Presenti anche i parlamentari Carlo Pegorer (Pd), Mario Pittoni (Lega Nord) e Ferruccio Saro (Pdl) e Pietro Fontanini, presidente della Provincia di Udine e componente della Commissione paritetica.

Una delle richieste contenute nel documento è la realizzazione di una carta d'identità bilingue italiano-friulano da rilasciare, su richiesta, ai residenti nei comuni friulanofoni del Friuli-Venezia Giulia. Alla Commissione il Comitato chiede inoltre l'impegno per le norme di attuazione dello statuto speciale della Regione riguardanti le disposizioni di tutela della lingua friulana e che la disciplina dell'insegnamento curricolare del friulano sia demandata alla Regione, sentito l'Ufficio scolastico regionale. Inoltre, è stato chiesto che nelle località friulanofone si attribuisca la precedenza agli insegnanti che abbiano dimostrato la conoscenza della lingua e della cultura friulana davanti ad un'apposita commissione regionale. Una precedenza chiesta anche per i dipendenti pubblici che conoscono il friulano, specie per le funzioni di «front office».
«Si tratta di passare attraverso le norme che attuano l’autonomia regionale, come suggerisce la stessa Consulta», ha spiegato in conferenza stampa William Cisilino, dell’Istitût pre Checo Placerean. «Non si cercano fondi in più si chiede solamente di poter utilizzare al meglio le risorse già a disposizione per esercitare come Regione autonoma un'autonomia sulla tematica dell'insegnamento e, in parte, su quella degli uffici pubblici».
Ora dunque l’impegno passa alla Commissione paritetica, presieduta dall’europarlamentare Giovanni Collino.

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venerdì 11 marzo 2011

FRIULANO A SCUOLA, BASTA RINVII: CONFERENZA STAMPA



COMITATO PER L'AUTONOMIA ED IL RILANCIO DEL FRIULI


Udine, 11 marzo 2011

Alla cortese attenzione
degli organi di informazione



INVITO

alla

CONFERENZA STAMPA


MARTEDI'


15 MARZO ORE 14.30


SEDE REGIONE

 (SALA KUGY)

VIA SABBADINI – UDINE -
 


indetta dal Comitato per l'Autonomia ed il Rilancio del Friuli

 e dal Comitato 482 sul tema:



“FRIULANO A SCUOLA:

BASTA RINVII”


            Verranno affrontati anche i temi che attengono alle trasmissioni RAI in lingua friulana, al sostegno alla emittenza privata per i programmi in friulano, alla emanazione di nuove norme di attuazione dello Statuto regionale finalizzate all'insegnamento delle lingue minoritarie nelle scuole.

         Gli argomenti che saranno trattati continuano ad essere di viva attualità data l'assenza di concrete soluzioni.

         Grazie per la presenza della Testata che Lei dirige e tanta cordialità.


Prof.Gianfranco D'Aronco
Presidente

                                                                                                                                                                                                              
Note
            Una delle ragioni che supportano oggi la “specialità” della Regione è data dalla presenza di ben tre minoranze: slovena, friulana, tedesca.

            Per difendere la “specialità” non è certo sufficiente declamarla; occorre sviluppare politiche adeguate con riguardo anche ai settori che contribuiscono a rendere “differenziata” la nostra autonomia.

            La tutela e la valorizzazione delle nostre minoranze torna quindi a vantaggio di tutta la comunità regionale.

            Notiamo invece che:

-      la legge regionale che prevede l'insegnamento del friulano nelle scuole (l.r.n. 29/2007) è ancora in attesa dopo anni dei regolamenti di attuazione

-      che l'emittenza privata non ha finanziamenti regionali per i programmi in lingua friulana

-       che l'emittenza pubblica RAI non cura (cessata la fase coperta da contributi della Regione) trasmissioni in friulano nonostante la previsione della legge 482/1999

-       che nulla viene avanti dalla Commissione Paritetica Stato – Regione circa l'emanazione di una norma di attuazione, suggerita dalla stessa Corte Costituzionale, dello Statuto Regionale per una più avanzata e moderna tutela delle lingue minoritarie

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mercoledì 9 marzo 2011

L. R. 2/2011 - Finanziamenti al sistema universitario regionale - Commento




L. R. 17 FEBBRAIO 2011, N. 2

FINANZIAMENTI
AL SISTEMA UNIVERSITARIO REGIONALE

Bollettino ufficiale regionale
del 23/2/2011 n.008
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LETTERA INVIATA

ALLA STAMPA

dal

COMITATO PER L’AUTONOMIA

E IL RILANCIO DEL FRIULI

MARZO 2011


L'Università


         Con voto di larga maggioranza, il Consiglio Regionale ha approvato, dopo un lungo iter iniziato un anno fa, la legge per le Università e per i Conservatori della Regione.
         Anche il Comitato per l'Autonomia ed il Rilancio del Friuli ha dato, a più riprese (a partire dall'udienza conoscitiva in Commissione consiliare), un contributo critico – costruttivo e propositivo, volto a migliorare il testo inizialmente presentato.
         E' positivo l'aver previsto che per l'assegnazione dei fondi regionali si debba tener conto, in aggiunta ad altri requisiti, anche di “criteri perequativi” a parziale compensazione delle mancate o limitate erogazioni statali. E' l'antica questione del “sottofinanziamento” che oggi riguarda Udine e che domani potrebbe riguardare Trieste, questione che la Regione non può sanare ma che non può neppure ignorare.
         Va dato atto agli esponenti di tutti i Gruppi Consiliari, relatori ed Assessore in particolare, di essersi impegnati nella ricerca di soluzioni rispettose della realtà regionale, anche se, come spesso accade, restano aperti alcuni problemi.
         Quanto alla “Conferenza del sistema universitario regionale”, organo piuttosto affollato, speriamo possa svolgere nel concreto e con visione di prospettiva gli importanti compiti che la legge ad essa attribuisce.
         Va rilevato che rispetto a mesi fa è certamente cambiato il “clima” del dibattito sulla questione Università in Regione.
         Allora si parlava spesso di “Fondazione” pubblico – privata come strumento di raccolta di fondi a sostegno dell'Università e di gestione degli stessi. Oggi non si parla di questo. Ed è un bene anche perchè non basta creare un nuovo contenitore per ottenere nuovi mezzi specie in periodi di difficoltà economica come gli attuali.
         E' bene parlare di “premialità”, di “sistema universitario regionale” nel quale coesistano la cooperazione e la competizione tra Atenei quale presupposto importante per risultati di “qualità” che sono nell'interesse della comunità regionale.
         Questa è la strada giusta da seguire, non già quella che di tanto in tanto taluno evidenzia, della Università unica. Le ragioni sono tante e ben note.
         E' la Regione che, nel rispetto di “specificità” e “identità” di ciascuna Università, deve sviluppare politiche attente, equilibrate, organiche. Un ruolo questo che richiede pure mezzi finanziari. E' apprezzabile lo stanziamento aggiuntivo inserito in legge non solo per il 2012 ma anche per il 2013. Serve però  continuità nel tempo e integrazione dello stesso.
         Una valutazione complessiva sulla legge? Francamente non ha la caratura di  una grande legge di riforma né, penso, avesse l'ambizione di esserlo. E' una “buona legge” di funzionamento con taluni spunti innovativi anche se, come già rilevato, non esaustiva sulle questioni aperte.
         Qui si innesta un ulteriore argomento, forse il più rilevante guardando soprattutto alla prospettiva: l'attribuzione alla Regione, in nome del federalismo, delle competenze, che ora non ha, in materia di Università. Chi crede nell'autonomismo non può che essere per principio a favore del trasferimento di sempre maggiori competenze dallo Stato alla Regione. Bisogna però vedere come ed a quali condizioni. Con un incremento della compartecipazione regionale ai tributi incassati dallo Stato sul territorio regionale? Con il semplice trasferimento dei fondi che ora lo Stato assegna in entità sperequata e comunque insufficiente alle Università di Trieste e di Udine? Sono temi da approfondire, da valutare attentamente sul versante degli “oneri” per non trovarsi “scoperti”. L'esempio del Trentino, realtà diversa dalla nostra, non va invocato acriticamente, ma va seriamente “pesato”. Se nuove competenze si vogliono invocare si comincia dal basso con la materia “istruzione”.
         Sarebbe poi utile che la Regione facesse uno studio serio su ciò che l'acquisizione della competenza “Università” comporta nel medio lungo periodo.
         Stiamo sempre attenti a non dar vita ad operazioni che gioverebbero si allo Stato ma che potrebbero non giovare alla Regione.
         Un'ultima questione con specifico riguardo alla elaborazione del nuovo statuto dell'Università del Friuli.
         Senza entrare nel merito di quella che sarà la “strumentazione statutaria” è da sottolineare positivamente il richiamo del Rettore alla “funzione”, in un certo senso particolare, dell'Ateneo Friulano che è quella, come dice il tante volte citato articolo 26 della legge 546 del 1977 (legge sulla ricostruzione e istitutiva dell'Università), di “contribuire al progresso civile, sociale e alla rinascita economica del Friuli e di divenire organico strumento di sviluppo e di rinnovamento dei filoni originali della cultura, della lingua, delle tradizioni e della storia del Friuli.”
         Questo per esplicitare nell'atto fondamentale, quella che è la “mission” del nostro Ateneo

Roberto Dominici
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La lettera è stata pubblicata

 il 4 marzo 2011

sul Settimanale

LA VITA CATTOLICA  - Udine






domenica 6 marzo 2011

LETERATURE PAI FRUTS: AL RIVE "GNOGNOSAURS 2" !


LETERATURE PAI FRUTS



Miercus ai 9 di Març
a partî des cinc sotsere (17.00),
DREE VENIER

al presente il secont dai siei «Gnognosaurs» dentri dal spazi «L’Ora delle Storie», organizât de Sezion Fruts de Biblioteche Civiche  “V. Joppi”  pai fruts dai 4 ai 8 agns. Jentrade provisorie bande Place Marconi 8
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Mercoledì 9 marzo, dalle 17.00, presso la Sezione Ragazzi della Biblioteca civica “V.Joppi” di Udine, ingresso provvisorio da Piazza Marconi, 8, l’autore Andrea Venier presenterà il suo libro a fumetti: "GNOGNOSAURS 2"
L’Ora delle Storie, l’appuntamento settimanale di narrazione del mercoledì organizzato dalla Sezione Ragazzi della Biblioteca Civica “V. Joppi” per i bambini dai 4 agli 8 anni, propone ogni mercoledì del mese, nel segmento “Storie con gli occhiali” l’esplorazione di un albo illustrato con focus su autore, editore, illustratore, titoli collegati: un approfondimento con la lente, insomma, per conoscere meglio i più apprezzati lavori dell’editoria per l’infanzia





giovedì 3 marzo 2011

UDINÊS, IDENTITÂT E LENGHE FURLANE


UDINÊS , IDENTITÂT
E LENGHE FURLANE

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“Udine, ha il suo carattere, la sua forza,
il suo orgoglio, la sua identità.
E la sua lingua
Alessandro Zanni (rugby)
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LA GAZZETTA DELLO SPORT
Joibe il 3 di Març
Pagjine 13

UDINE, BELLA LA VITA
Arte, cultura, cucina: qui tutto è da Champions

Dal nostro inviato MARCO PASTONESI
UDINE - Qui i kiwi sono più sa­poriti che in Nuova Zelanda. Qui la raccolta differenziata è da Champions League. Qui il prosciutto di San Daniele sta come la Ferrari a Maranello e nel mondo. Qui - Udine e l'Udi­nese, non nel senso della squa­dra, ma della zona - è uno dei luoghi dove, in Italia, si vive bene, anzi, meglio.
Qualità della vita
Nell'ultimo anno, secondo un'indagine condotta da «Italia Oggi» con l'Università La Sapienza di  Ro­ma, ha stabilito il record italia­no di salto in alto: dal 46° al­l'11° posto. «Udine è a misura d'uomo: proporzionata, misu­rata, equilibrata - spiega Edi Orioli, quattro vittorie alla Parigi-Dakar, settore moto -. Al­trove si va sempre a manetta, qui alla fine si fanno le stesse cose ma con i tempi, e le pau­se, giuste».
Vicina a tutto
«Udine è ideale anche vista dall'alto: a un mi­nuto dal mare, a un minuto dalle montagne - conferma Marco Lan, comandante delle Frecce Tricolori, di base a Rivolto, a una ventina di km dal capoluogo -. E a una mezzoret­ta in macchina». «E la gente è fatta così: solida, tranquilla, sana, con la cultura del lavoro - sostiene Paolo Vidoz, boxeur, già bronzo olimpico e campione europeo, peso mas­simo friulano ma di Lucinico -. Sarà per questo che i calcia­tori dell'Udinese si saranno adeguati. E ci mancherebbe: "cun ducj i becs che e cjapin", che in friulano vuole dire «con tutti i soldi che prendono». «Udine - dice Gigi De Agosti­ni, sei anni nell'Udinese, poi Verona, Juve e Inter - ti la­scia i tuoi spazi, non mette pressioni, non fa senti­re diversi».

Arte e cultura

II bello di Udine, per Giorgio Celiberti, pittore e scultore, che è stato il più gio­vane artista di sempre invita­to alla Biennale di Venezia, «è che la puoi girare a piedi o in bici, perché è una città pulita e pedalabile, è che se vai in un'osteria difficilmente sbagli, e che c'è una conti­nua attività cultura­le, adesso soprattutto nella Villa Manin di Passariano». Il bello di Udine, per Elio De Anna, assessore regionale allo Sport, «è la semplicità, la spontaneità, la genuinità. Magari la gente può sembrare chiusa, ma se conquisti la sua  fiducia, poi ti dà l'anima». Il bello di Udine, per Alessandro Zanni, terza linea del Benetton Treviso e della Nazionale italiana di rugby, «è il suo ca­rattere, la sua forza, il suo or­goglio, insomma la sua identi­tà. A cominciare dalla lingua. Lingua, non dialetto. Con papà di Reggio Emilia, mamma friulana di Castions, e io di Udine, sono cresciuto bilin­gue».
Non solo calcio
E la vita non è poi solo casa-e-lavoro come tanti la dipingono. Perché Udi­ne è base di partenza per sci e -volendo - sci nautico, per cam­minate e biciclettate. Perché Udine è punto di passaggio dei tour europei, da Madonna a Bruce Springsteen, dagli AC/DC a Bon Jovi. Perché Udi­ne è il centro di festival come «Far East» (cinema asiatico) e «Vicino lontano» (incontri, conferenze e dibattiti con auto­ri internazionali). E a Udine un cinema come il «Visiona­rio» e un teatro come il «Con­tatto» fanno tendenza, a volte anche storia.
A tempo pieno
Udine ha un ter­mometro: si chiama «Onde Furlane», radio privata comu­nitaria nata nel 1980, 24 ore su 24, che all'80 per cento tra­smette in lingua friulana. Bel punto di riferimento per tutti i movimenti - sociali e cultura­li, ma anche sportivi - del terri­torio. Mattina informazione, pomeriggio cultura, sera musi­ca. E due programmi sportivi di Enrico Turloni, il lunedì de­dicato a tutte le discipline («Schiribicilu», più o meno: finta e scartalo), il giovedì so­lo calcistico («II balon al è di ducj», il calcio - ma anche il pallone - è di tutti), soltanto in friulano. Una miniera di idee e iniziative. Tant'è che «Onde Furlane» sta promuovendo, per celebrare la festa naziona­le del Friuli, anche la lettura no-stop della Bibbia in friulano, dal 3 al 9 aprile, 1.300 let­tori. E lo spot radiofonico è sta­to fatto, in perfetta lingua au­toctona, da un friulano doc: Bruno Pizzul.