mercoledì 22 novembre 2017

IL COMUNE DI SAPPADA RITORNA A CASA!


Il COMUNE DI SAPPADA
"PLODN"
RITORNA A CASA!

BENTORNÂT
INTE PATRIE DAL FRIÛL!!


 
dal sito il FRIULI.it

articolo a firma di Hubert Londero e Silvia De Michielis

http://www.ilfriuli.it/articolo/Politica/Sappada_ritorna_in_Friuli/3/173575


Il Comune di Sappada torna a casa. Oggi alle 13.54 la Camera dei Deputati ha approvato, dopo un intenso dibattito durato tutta la mattinata, il passaggio del Comune dolomitico al Friuli Venezia Giulia. A votare a favore sono stati Partito Democratico, Lega Nord, Fratelli d'Italia, Movimento 5 Stelle, Alternativa popolare e Sinistra Italiana. Si sono astenuti, invece, il Movimento democratico progressista e Forza Italia, che hanno eccepito sulle conseguenze del voto e sulla correttezza dell'iter legislativo. Diversi deputati eletti in Veneto hanno votato in maniera contraria rispetto alle dichiarazioni di voto dei propri partiti d'appartenenza.(...)

Navarria: adesso è il momento della festa

"Ho messo il cuore a Sappada - dichiara Diego Navarria sindaco di Carlino e presidente della Comunità Linguistica Friulana – e ora è giusto far festa. Tutto il Friuli deve far festa per il voto favorevole della Camera che ha approvato il ritorno di Sappada. Ho sostenuto la causa di Sappada in occasione della Festa della Patria del 3 aprile 2016 a Gradisca. Da lì è partito un movimento di opinione, sostenuto dall’Assemblea dei sindaci friulani, che ha fatto pressione sulla politica perché decida. Ma non lo dico per prendere meriti – e spero che nessuno se li intesti – perché il merito del risultato è tutto e solo dei sappadini che hanno avuto la convinzione, la costanza, direi la testardaggine di 'tignî dûr', di resistere per 10 lunghi anni di fronte aì mille trabocchetti della politica e della burocrazia. 'Siamo friulani – han detto - e lo vogliamo essere anche dal punto di vista amministrativo'. Ora, per accoglierli degnamente in Friuli, serve il Friuli! Ma questa è un’altra battaglia. Ora facciamo festa".(...)


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Dal sito Sappada.info


LA STORIA DI SAPPADA

L’ipotesi più probabile sulle origini Sappada sostiente che i primi abitanti arrivassero da una valle vicina, più a nord, nell’attuale Austria

Si pensa che la località da cui partirono i primi Sappadini sia Innervilgratten, vista l’analogia della parlata e delle usanze. Il periodo in questione è il secolo undicesimo, quando su quella zona dell’Austria dominavano gli Heimfels. Forse fu per la prepotenza di questi regnanti che un gruppo di persone decise di avventurarsi verso un luogo più tranquillo.

La valle che raggiunsero era coperta da boschi e ricca di selvaggina. Venne chiesto il permesso di occupare la zona al patriarca di Aquileia e questo fu concesso in cambio di un modesto compenso annuale e della fedeltà verso di lui. I nuovi abitanti della valle iniziarono allora il disboscamento della zona per fare posto a prati per il pascolo e alle abitazioni sul versante nord, al sole.

(...) nel 1350 Sappada passò dalla giurisdizione del Cadore a quella della Carnia (Friuli n.d.r.).

Nel 1852 Sappada passava dalla provincia di Udine a quella di Belluno che a sua volta, qualche anno dopo, veniva annessa all’Italia (1866). (…)

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lunedì 20 novembre 2017

RIFORMA ENTI LOCALI E DICHIARAZIONI PRE-ELETTORALI DELL'ASSESSORE PAOLO PANONTIN


RIFORMA ENTI LOCALI

MENTRE L'ENTE REGIONE RIDE
E I COMUNI PIANGONO
LACRIME AMARE

L'ASSESSORE PANONTIN
FA DICHIARAZIONI
PRE-ELETTORALI
TUTTE DA DIMOSTRARE!

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dal sito del settimanale IL FRIULI

Abolizione delle Province: oltre 31 milioni di euro i risparmi

Lo ha reso noto l'assessore regionale alle Autonomie locali e coordinamento delle riforme, Paolo Panontin

 16 novembre 2017


"Ad oggi ammontano a oltre 31 milioni di euro i risparmi annui certificati derivanti dal superamento delle Province del Friuli Venezia Giulia.
Lo ha reso noto l'assessore regionale alle Autonomie locali e coordinamento delle riforme, Paolo Panontin, precisando che questi risparmi di spesa sono riportati nella legge di stabilità approvata dalla Giunta. (...)

La seconda tranche della somma dei risparmi (20.173.472 euro) afferisce proprio ai costi per i dipendenti. Anche in questo caso il taglio della spesa è al netto, nel senso che la somma deriva dal raffronto algebrico tra i minori costi delle Province e quelli che avrebbero dovuto essere i maggiori costi per la Regione, che è l'unico Ente al quale è stato trasferito il personale provinciale nel periodo che va dal 2014 al 2016.
 
Nel dettaglio, infatti, a seguito dei commissariamenti e del progressivo svuotamento di funzioni, corrisponde a 28 milioni di euro al 31 dicembre del 2016 il minor costo per il personale delle Province rispetto alla stessa data del 2013. In via teorica, conseguentemente a questo processo, le spese dell'amministrazione regionale avrebbero dovuto registrare un analogo aumento dei costi, che invece sono saliti non di 28 ma di soli 8 milioni: da 170.462.641 a 178.652.650 euro. Questo in primo luogo in virtù di una procedura di assorbimento dei dipendenti provinciali che ha portato a una rimodulazione dei ruoli, delle funzioni e degli incarichi dirigenziali del personale interessato. Oltre a ciò e al blocco del turnover, il risparmio è frutto di una riorganizzazione strutturale a livello regionale che, ad esempio, ha ridotto i contratti interinali e quelli a tempo determinato e che ha concentrato gli uffici mantenendo comunque i presidi territoriali. (…)

LEGGI TUTTO L'ARTICOLO
 


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COMMENTO
 
DELLA REDAZIONE DEL BLOG

Posto che le funzioni svolte dall'Ente Provincia SONO TRANSITATE ad altri  (e quindi  qualcuno le sta esercitando con annessi costi di gestione e di personale e - soprattutto - la cui efficienza è tutta da dimostrare) e che nessun dipendente provinciale è stato licenziato, poniamo alcune domande alla Giunta regionale di Debora Serracchiani:
 
1) che fine hanno fatto i dipendenti provinciali diventati dipendenti regionali con uno stipendio di gran lunga maggiore di quello loro accreditato quando erano dipendenti provinciali? E il dato fornito dall'Assessore Panontin contabilizza tra i costi della regione "TUTTI" i dipendenti provinciali transitati in regione o solo una parte come denunciato dal movimento "Patto per l'Autonomia"?

2) e con quale selezione interna gli ex-dipendenti provinciali hanno sostituito i dipendenti regionali andati in quiescenza? Sono stati usati come "tappa buchi" senza tener conto del loro precedente ruolo e professionalità? Intanto i nostri ragazzi friulani e triestini emigrano all'estero per mancanza di lavoro in regione... 
 
3) gli ex-dipendenti provinciali hanno sostituito dipendenti regionali che avevano un contratto di lavoro a tempo determinato che non è stato loro rinnovato (creando così ulteriore disoccupazione in regione)? Pare proprio di sì....
 
 4) Posto che le funzioni provinciali sono tutte o quasi transitate all'ente regione, quanti ex-dipendenti provinciali continuano a svolgere le stesse mansioni di prima ma "a stipendio aumentato"?  E nel calcolo algebrico fatto da Panontin,  il costo dei dipendenti provinciali che ora lavorano nella società regionale FVG STRADE spa, a chi è stato attribuito? Alla regione o alla società regionale FVG STRADE spa?

5) L'elemento "EFFICIENZA del servizio svolto" è stato valutato da Panontin o viene dato per scontato che l'ente regione è più efficiente dell'ex-ente provincia che aveva ormai rodati i servizi svolti? Ricordiamo che "la inefficienza costituisce un costo" pesante per il cittadino e dunque non può essere ignorata limitandosi solo ad un "calcolo algebrico" di costi retributivi.... 

Nel frattempo ci permettiamo di ricordare che i Comuni sono alla “canna del gas” e che hanno grossissimi problemi di carenza di personale:
 
 
DOMANDA:

Quanti dipendenti provinciali sono stati assegnati ai Comuni?

RISPOSTA:

Con grandissima probabilità "NESSUNO"!

E infatti i Comuni, quasi tutti "alla canna del gas" e stremati a causa della fortissima carenza di personale,  recentemente  sono stati autorizzati dalla Giunta regionale Serracchiani a indire concorsi pubblici per la assunzione di personale in sostituzione dei dipendenti andati in quiescenza. Futuri dipendenti che ovviamente  e giustamente non lavoreranno gratis.... 

Per altro, con il solito "criterio del ricatto" usato da Panontin per imporre le Uti, i Comuni non aderenti alle Uti potranno sostituire SOLO il 50% dei dipendenti andati in quiescenza contro il 100% concesso ai Comuni aderenti alle Uti.

 

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DAL SITO DEL MOVIMENTO

"PATTO PER L'AUTONOMIA" 
 
 
Panontin: tutto è lecito
in campagna elettorale,
ma un po’ di modestia non guasterebbe
 
 

"L’assessore Panontin ha “certificato” che con l’abolizione delle Province e la nuova politica accentratrice dei servizi verso la Regione sono stati risparmiati nel 2016 circa 30 milioni di euro. Una prima tranche, pari a 10 milioni, sarebbero provenienti dal taglio della struttura di base delle Province: organi politici, gestione di sedi, riscaldamenti, cancelleria, macchine di rappresentanza e di servizi e altro ancora. I conti sono probabilmente giusti ma, a parte gli organi politici, cosa è successo alle sedi provinciali e alle altre strutture? Sono forse state smantellate o vendute, o magari in molti casi esistono ancora, in parte, al servizio di qualcosa d’altro, pesano su qualche capitolo pubblico comunque?
 
Ma la cosa più interessante riguarda il personale, tutto passato alla Regione. Qui le indicazioni numeriche sono molto precise: 20 milioni di euro risparmiati per i dipendenti provinciali diventati regionali, il che corrisponde, al netto della rimodulazione di ruoli, funzioni e incarichi dirigenziali, ad almeno 400 dipendenti in meno frutto del blocco della sostituzione dei pensionati e del mancato rinnovo dei contratti a termine con il poco apprezzabile risultato di aver creato dei nuovi disoccupati.
In realtà abbiamo molti dubbi che questo corrisponda al vero e, con ogni probabilità, le cifre riportate nascono dal fatto che molto personale provinciale è arrivato in Regione a 2016 inoltrato e la contabilizzazione è piuttosto parziale.

E Panontin dovrebbe chiarire soprattutto se le funzioni prima svolte dalle Provincie esistono ancora, come funzionano o chi le svolge e quali sono i loro costi.

Da quanto si percepisce circolando lungo le ex strade provinciali, guardando i cigli stradali, entrando nei centri per l’impiego, le cui sedi sono state ridimensionate, oppure chiedendo un’autorizzazione per l’attraversamento di una strada regionale o per un trasporto speciale, ma ancora nell’organizzare eventi culturali o sportivi prima finanziati dalle province, la realtà dei servizi resi è di un drammatico stato di abbandono e un assordante assenza di risposte.
 
E magari la giunta regionale e, in primis il neo candidato presidente Sergio Bolzonello, dovrebbe raccontare come mai con tutti questi esuberi di personale e i conseguenti risparmi non sono stati in  grado di lenire la disperata domanda di personale da parte di Comuni, ormai svuotati e impediti a svolgere funzioni essenziali.

Senza dimenticare che si omette di fare una comparazione su quanto stanno costando le UTI, le 18 piccole province, la cui potenziale spesa di funzionamento è tutta ancora da conteggiare, e che dai primi passi, tra direttori generali, assunzioni di personale di staff e costi di avvio, paiono mangiarsi ampiamente tutte le somme risparmiate.

 La logica della eliminazione delle Province non può rispondere solo a un astratto concetto di risparmio, attuato con tagli lineari conseguenza del mancato turn over, ma deve dimostrare di svolgere meglio e con più efficienza le precedenti funzioni. Non pare proprio sia così.

 E infine, enorme contraddizione, non ci si può vantare di risparmiare 20 milioni di euro frantumando prassi rodate e nel contempo regalare allo Stato centrale 1,5 miliardi di euro all’anno del bilancio regionale per risanare una finanza di cui gli enti locali del Friuli Venezia Giulia non solo per nulla responsabili.
 
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sabato 18 novembre 2017

"UTI: IL PROBLEMA IRRISOLTO" - COMUNICATO STAMPA



Comitât pe Autonomie
e pal Rilanç dal Friûl

Comunicato stampa
18/11/2017
 

UTI: il problema irrisolto
 
Al di là degli aspetti costituzionali e giuridici riportati nel nostro blog
l'istituzione delle UTI e l'abolizione delle Provincie ha portato allo spezzatino del Friuli in 17 piccoli dipartimenti nei quali la stessa parola “Friuli” scompare (solo in sei casi la denominazione della UTI fa riferimento al Friuli, per non parlare dell'incerto e frammentario uso del plurilinguismo).

Dicevamo a suo tempo che per il Friuli ed i friulani questa è una riforma indigeribile, a meno che non abbia come controparte geopolitica il trasferimento della capitale regionale a Udine, lasciando a Trieste una sua specifica autonomia.

Riconfermiamo anche oggi che l'unica mediazione possibile per accettare le UTI (debitamente rimodellate dal basso; restituendo ai Comuni tutte le Funzioni fondamentali ed eliminando l’obbligatorietà ad aderire alle Uti) e l'abolizione delle province che davano rappresentanza amministrativa al territorio e alle sue identità è quella di ridare dignità al Friuli e portare la capitale regionale a Udine (ipotesi che comporterà per il proponente pene ben più gravi di quanto previsto per Puidgemont...)!

Solo per una possibile mediazione si potrebbe chiedere che l'Assemblea della Comunità linguistica friulana assuma compiti di coordinamento e gestione di ADEGUATE risorse per le politiche culturali, sportive, scolastiche ecc. con propria sede e personale in Udine.

Oppure che si realizzi una Assemblea delle UTI di tutti i Comuni delle ex-provincie di Udine, Pordenone e Gorizia che riproponga una pari dignità tra i territori rappresentati, ricostruendo un Friuli policentrico, con compiti di gestione della relativa area vasta con funzione di “provincia autonoma”. Un nuovo Parlamento del Friuli!

Le forze politiche che si apprestano a candidarsi alla guida della Regione sapranno dirci prima cosa intendono fare e quali progetti hanno per il Friuli?


Udine, 18.11.2017

il presidente

dott. Paolo Fontanelli


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Il Comunicato Stampa è stato pubblicato il 18.11.2017 sul quotidiano FRIULISERA.IT

http://friulisera.it/anche-comitato-lautonomia-rilancio-del-friuli-problema-uti-irrisolto/
  


mercoledì 15 novembre 2017

L'ITALIA E' ANCORA UNA REPUBBLICA PARLAMENTARE?


 
L'TALIA E' ANCORA
UNA REPUBBLICA
PARLAMENTARE?

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COSTITUZIONE ITALIANA

Il potere legislativo appartiene
al PARLAMENTO

il potere esecutivo appartiene
al GOVERNO

E' ANCORA COSI?


"(…) Intervento anche dell'On. Serena Pellegrino di Sinistra Italiana che ha raccontato la sua esperienza, relativa all'approvazione del Rosatellum, vista dall'Aula della Camera, ma soprattutto ha raccontato come già oggi il lavoro Parlamentare sia stato espropriato, in massima parte, dall'uso smodato della decretazione d'urgenza e dalla pratica del “voto di fiducia” che mortifica la stessa natura del lavoro di deputati e senatori chiamati solo alla “ratifica” di atti del Governo.
 
Insomma già oggi, ha spiegato Pellegrino, lo spirito della Carta costituzionale non è rispettato, domani con il Rosatellum il rischio è che la situazione peggiori. (…)" FF

Tratto dall'articolo di Redazione pubblicato sul quotidiano “FRIULISERA”:

Rosatellum: fosse un vino sarebbe una bevanda sofisticata e dannosa per la salute del Paese  

di Redazione · Pubblicato 15 novembre 2017 · Aggiornato 15 novembre 2017

sabato 11 novembre 2017

UNIVERSITA' DEL FRIULI - INAUGURAZIONE ANNO ACCADEMICO 2017/2018. IL PRESIDENTE SERGIO MATTARELLA SARA' SALUTATO ANCHE NELLE LINGUE DELLE MINORANZE?


Università del Friuli

13 novembre 2017

INAUGURAZIONE
ANNO ACCADEMICO 2017/2018

alla presenza del Presidente

della Repubblica Italiana

Sergio Mattarella

 

«Sâr President, benvignût in Friûl. Gospod Predsednik, dobrodošli v Furlaniji. Sehr geehrter Herr Präsident, willkommen in Friaul».

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Il Presidente Sergio Mattarella
sarà salutato dalle autorità
anche nelle altre
tre lingue della regione
(friulano, sloveno e tedesco)?
 
O il peggior provincialismo imporrà
il monolinguismo italiano?



L’Università degli Studi di Udine è stata, fin dall’inizio, fondata sul legame profondo con il territorio in quanto: espressa dalla volontà popolare, istituita con la legge 8 agosto 1977 n. 546allo scopo di contribuire al progresso civile, sociale e alla rinascita economica del Friuli e di divenire organico strumento di sviluppo e di rinnovamento dei filoni originali della cultura, della lingua, delle tradizioni e della storia del Friuli (art. 26)

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Dal Blog LIDRÎS E BUTUI


Lunis ai 13 Mattarella

al sarà in Friûl.

 

Cualchidun i daràjal il benvignût ancje par furlan, par sloven e par todesc?


10 novembre 2017

Lunis ai 13 di Novembar si scree il cuarantesim an academic de Universitât dal Friûl e al sarà presint anche il President de Republiche Taliane, Sergio Mattarella.

Al sarès biel che cualchidun dai sorestants dal Friûl – il Retôr de Universitât, la Presidente de Regjon, il Sindic di Udin… – i des il benvignût tes cuatri lenghis dal Friûl e cussì i disès ancje:


Cualchi an indaûr al jere sucedût. Cemût che si lei culì, il Sindic di Faedis di in chê volte, Cristiano Shaurli, jal   veve   dit  al  President  de  Republiche  di   in  volte, Giorgio Napolitano, e i veve ancje consegnât un document, prontât dal Comitât/Odbor/Komitaat/Comitato 482, che al domandave propit l’intervent dal President, tant che “garant de Costituzion”, a pro de metude in vore ad in plen des leçs di tutele e duncje a pro de garanzie plene di chei dirits ricognossûts in tiermin formâi de Leç fondamentâl de Republiche e di ches altris normis specifichis, cemût che a domandin ancje in Europe. (…)



 

 
 

sabato 4 novembre 2017

LA MINORANZA LINGUISTICA FRIULANA PER L'EUROPA E' "MINORANZA NAZIONALE"


LIS PERAULIS A SON IMPUARTANTIS

LA MINORANZA LINGUISTICA FRIULANA?

PER L'EUROPA
E' MINORANZA NAZIONALE
ESATTAMENTE COME GLI SLOVENOFONI
CHE VIVONO IN REGIONE!!

PER LA NOSTRA COSTITUZIONE
ESISTONO SOLO
"MINORANZE LINGUISTICHE"

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Sul settimanale locale IL FRIULI, in uscita ieri venerdì 3 novembre 2017, troviamo pubblicato un articolo a pagina 9 in cui si distingue tra “minoranze nazionali” e “minoranze linguistiche”,  dividendo così le minoranze in due distinte categorie.

Nella prima categoria, secondo il giornalista del settimanale IL FRIULI, troviamo gli slovenofoni della nostra regione, nella seconda i friulanofoni.

Scrive infatti nell'articolo il giornalista: "(...) La minoranza slovena non ha un seggio garantito in Parlamento (come accade invece per la minoranza italiana in Slovenia), tantomeno quella tedesca e friulana. E' vero, quest'ultima non rientra nella definizione di 'minoranza nazionale' (...)" 
 
 
RICORDIAMO PER L'ENNESIMA VOLTA:
 

1) “Minoranza nazionale” non significa affatto “minoranza linguistica con Stato”. E' un termine giuridico equivalente al termine giuridico “minoranza linguistica”. E' un termine utilizzato dal Consiglio d'Europa e anche dalla Costituzione slovena con riferimento a TUTTE le minoranze linguistiche, con o senza Stato.
 

2) Nel sistema giuridico italiano e nella Costituzione italiana,  esistono SOLO “minoranze linguistiche”; nel sistema giuridico sloveno e nella Costituzione slovena, esistono SOLO “minoranze nazionali”: i due termini giuridici rappresentano la stessa identica fattispecie giuridica senza alcuna differenza tra loro. Cambia solo il sistema giuridico in cui vengono utilizzati.

La "prova del nove" che noi friulanofoni per l'Europa siamo “minoranza nazionale” esattamente come gli slovenofoni della nostra regione, pur non esistendo uno Stato che ha come lingua ufficiale la lingua friulana? 
 
 
ECCOLA
 
CONVENZIONE QUADRO PER LA PROTEZIONE DELLE MINORANZE NAZIONALI (1995)

(ratificata dall'Italia il 3 novembre 1997 – entrata in vigore in Italia il 1 marzo 1998)

 
In applicazione di questo trattato internazionale in vigore in Italia dal 1998, ossia, ripetiamo nuovamente, la "Convenzione quadro per la protezione delle minoranze nazionali", un Comitato del Consiglio d'Europa verifica periodicamente se lo Stato italiano tutela adeguatamente le minoranze nazionali che vivono in Italia e, ma guarda tu chi lo avrebbe mai detto! verifica anche il livello di tutela goduto in Italia dai friulanofoni che dunque a pieno diritto - per il sistema giuridico europeo - possono definirsi "minoranza nazionale" esattamente come gli slovenofoni e i tedescofoni della nostra regione!

Questo trattato internazionale trova infatti piena applicazione anche a favore della minoranza linguistica friulana anche se la politica regionale e i giornalisti di casa nostra spesso non lo sanno (e allora è il caso che si informino!) o "fingono di non saperlo" per poter continuare a discriminare i friulanofoni considerandoli una minoranza di serie B.
 
Dal sito del comitato 482:
 
Relazione del Comitato (Consiglio d'Europa) di verifica della attuazione della "Convenzione quadro per la protezione delle minoranze nazionali" nello Stato italiano.

Strasburgo 30 maggio 2011

http://com482.altervista.org/documents/legjislazion/FCPNM_3rd_OP_Italy_eng.pdf   

Al punto 144 di questo documento del Consiglio d'Europa – anno 2011 - si legge:

144. With regard to Friulian, it has been reported that, despite the agreement concluded between the region and RAI in this connection, the resources needed to implement it have still not been made available by the central government. This has resulted in considerable delays in implementing the guarantees laid down in the legislation on radio and television broadcasting in this language. The Advisory Committee welcomes the fact that the region has used special subsidies to support radio and television broadcasts in Friulian by RAI/private broadcasters. It nevertheless notes that, for television in particular, these are irregular broadcasts at off-peak times. Greater central- government support for the Friulian print media is also expected.

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Di seguito pubblichiamo  il link del Post pubblicato sul Blog di EUROFURLAN nel giugno scorso.
 
 
Questa la parte finale del Post di EUROFURLAN che ben spiega la questione sul piano legislativo, costituzionale e dei trattati internazionali europei ratificati anche dall'Italia:
 
"(...) La etichete «minorancis linguistichis” (cu la zonte di “storichis”, daûr de Leç 482/1999) e vâl par dutis lis popolazions ricognossudis tal articul 2 di chê stesse Leç (che a sedin defininidis cuntun agjetîf etnic o tant che «parlanti» une des lenghis che a son elencadis nol cambie nuie), daûr dal principi di fonde proferît cul articul 6 de Costituzion. A son dutis «minorancis linguistichis», e vonde.

Se impen si va daûr de Convenzion cuadri pe protezion des minorancis nazionâls dal Consei de Europe, che e je stade ratificade de bande dal Stât talian ancjemò tal 1997, dutis chês comunitâts (cu la zonte di rom e sinti, dismenteâts fin cumò de normative taliane) a son calcoladis tant che «minorancis nazionâls» e la lôr tutele (di dutis, no dome di chês che a fevelin chê stesse lenghe che dilà dal clap e je chê dominante e uficiâl) al è l’impegn che la Republiche taliane e à cjapât sù propit cu la ratifiche fate daûr de Leç 302/1997 e che magari cussì no e à manignût une vore pôc, massim cun riferiment aes comunitâts furlane e sarde.

Lis peraulis a son impuartantis. Si à di fâ atenzion. Soredut se si à chê di di promovi la lenghe, la culture e i dirits dai furlans.

Se di no, par dîle ancjemò cun Nanni Moretti: «Continuiamo così, facciamoci del male». "
 EUROFURLAN
 

La Redazione del blog

 

giovedì 2 novembre 2017

ELETTRODOTTO SOMPLAGO-WURMLACH SARA' INTERAMENTE INTERRATO



ELETTRODOTTO SOMPLAGO-WURMLACH
SARA' INTERAMENTE INTERRATO
Una grande vittoria dei Comitati,
della Carnia e della Carinzia!

I nemici da sconfiggere?
Quelli di sempre:
la politica regionale e gli intrallazzi romani.

31 ottobre 2017
...............
dal sito internet del settimanale ilFriuli.it
 

I rappresentanti delle società Alpe Adria energia e Alpen Adria Energy Line hanno illustrato all'assessore all'Ambiente ed Energia del Friuli Venezia Giulia, Sara Vito, il nuovo progetto dell'elettrodotto Somplago-Wurmlach (con transito dal passo di Monte Croce Carnico), che supera le proposte passate con un unico progetto totalmente interrato, il quale rientrerà tra quelli di interesse comunitario (Pic) e che, data la sua valenza transfrontaliera, potrà concorrere ai piani di finanziamento europei.

Vito ha sottolineato che "la Regione esprime grande soddisfazione per il raggiungimento di questi importante obiettivo che attua appieno quanto indicato nel Piano energetico regionale (Per). Come volevamo, la linea sarà completamente interrata con un evidente minore impatto ambientale e paesaggistico. Questo è il risultato della ferma decisione dell'amministrazione regionale e dell'ascolto del territorio".(...)

da:
 
 
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NOTA DELLA REDAZIONE DEL BLOG 

"(...) Assessore Sara VITO: Questo è il risultato della ferma decisione dell'amministrazione regionale e dell'ascolto del territorio" (...)"

?????? 

Carissimo assessore regionale Sara Vito,

senza la grande battaglia della Carnia, dei Comitati
e del No della Carinzia,l’elettrodotto Somplago-Wurmlach sarebbe stato aereo
perchè le due ultime Giunte regionali
(Tondo - Serracchiani)
sono sempre state dalla parte della speculazione
e contro l'ambiente e i comitati dei cittadini!
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Per non dimenticare 
la realtà dei fatti
  

Carnia: la protesta in Piazza il 15 gennaio 2011

4.000 cittadini sfilano
con la bandiera del Friuli in mano!!

Queste le fotografie da mostrare in futuro,
con orgoglio, ai propri nipoti, dicendo

"IO C'ERO!"


E questo il comunicato stampa
dei Comitati di data 21 novembre 2016


contro la "narrazione" della politica regionale

"A CIASCUNO IL SUO!"


 http://comitat-friul.blogspot.it/2016/11/friuli-elettrodotto-wurmlach-somplago.html 


La redazione del Blog