domenica 22 dicembre 2013

REGIONE - BASTA SANARE SOLO I DEBITI DEI TEATRI TRIESTINI !




REGIONE
BASTA SANARE
SOLO I DEBITI
DEI TEATRI TRIESTINI !

“Un pinocchio gigante accoglierà questo pomeriggio, alle 17, al teatro nuovo Giovanni da Udine, gli invitati al concerto di Natale offerto, gratuitamente, dai 40 musicisti dell’Orchestra sinfonica del Friuli rimasti senza lavoro.

Saranno proprio loro a posizionare il burattino all’esterno del teatrone in segno di protesta contro la Regione rea di aver sanato con 14 milioni di euro solo le criticità di bilancio del teatro Verdi di Trieste, e di non aver voluto affrontare la situazione dell’Orchestra sinfonica regionale chiusa nel 2009 quando i musicisti avevano maturato i requisiti per l’assunzione a tempo indeterminato.

Quegli stessi musicisti, oggi, sono senza contratto e per questo anche dal palco del teatrone richiameranno i politici agli impegni assunti in campagna elettorale quando tutti promettevano un futuro diverso agli orchestrali (…)

(…) in un pomeriggio sono stati trovati 14 milioni per il Verdi (…)

Convinti che si tratti di un problema politico, i musicisti invitano gli amministratori locali e regionali a ripartire dal 2009 per riprendere in mano un progetto che non è in contraddizione con il Verdi: «Noi lavoriamo sul territorio, copriamo spazi che il Verdi non copre». E così oggi, in teatro, i protagonisti saranno i professori d’orchestra che si esibiranno senza direttore. L’ingresso è libero.

Dal quotidiano IL MESSAGGERO VENETO – Ud
Articolo a firma di Giacomina Pellizzari
22 dicembre 2013

……………

Dal Messaggero Veneto – 23 dicembre 2013
 
LE FOTOGRAFIE DELLA PROTESTA

(Foto Petrussi - riproduzione riservata)
 

giovedì 19 dicembre 2013

MINORANZE LINGUISTICHE - A IMBRATTARE TABELLE SI RISCHIA IL CARCERE


MINORANZE LINGUISTICHE

A imbrattare tabelle
si rischia il carcere

Il Tribunale di Trieste ha prefigurato il reato di «intolleranza etnica»

Avvertimento importante per coloro che hanno il brutto vezzo di imbrattare o danneggiare i cartelli stradali bilingui: rischiate il carcere.

Nel procedimento, in corso al Tribunale di Trieste, contro due persone accusate di aver coperto con della vernice le scritte in sloveno sulle tabelle di San Giovanni in Tuba/OEtivan, il pubblico ministero Antonio Miggiani ha chiesto e ottenuto dal giudice per le indagini preliminari Marco Casasvecchia di aggiungere al reato di danneggiamento della pubblica proprietà quello ben più grave di intolleranza etnica.

La pena va dai 9 mesi ai 4 anni e mezzo di reclusione. È proprio la legge statale di tutela della minoranza slovena, la 38 del 2001, a stabilire che la convenzione internazionale sull’eliminazione di tutte le forme di discriminazione razziale (legge 645/75) e il decreto in materia di discriminazione razziale, etnica e religiosa (legge 205/93) «si applicano anche ai fini di prevenzione e di repressione dei fenomeni di intolleranza e di violenza nei confronti degli appartenenti alle minoranze linguistiche» (art. 23).

È la prima volta che quell’articolo viene applicato.

Di conseguenza, oltre al Comune di Duino Aurisina proprietario dei cartelli stradali danneggiati, al processo sono stati ammessi quali parti danneggiate, anche il cicolo sloveno «Timava» e le due organizzazioni più rappresentative della minoranza slovena, lo Sso e la Skgz.

Anche nella Slavia i cartelli bilingui sono stati più volte imbratti. La vicenda più recente è quella della tabella sulla statale all’ingresso di S. Pietro, ripulita da volontari marzo, dopo che la scritta in sloveno era rimasta coperta per qualche anno, ma risporcata dopo poche settimane. L’autore o gli autori del reato non sono stati mai scoperti.

Di certo dopo le decisioni del Tribunale di Trieste dormono sonni meno tranquilli.
M. Z.
(Dom, 15. 10. 2013)
Da SLOVIT 
Anno XV n° 10 del 31 ottobre 2013
http://www.dom.it/wp-content/uploads/slovit-10-2013.pdf
................

Legge 38/2001
Art. 23.
(Integrazioni alla legge 15 dicembre 1999,
n. 482, in materia di tutela penale delle
minoranze linguistiche)

1. Dopo l'articolo 18 della legge 15 dicembre 1999, n. 482, è inserito il seguente:
«Art. 18-bis. - 1. Le disposizioni di cui all'articolo 3 della legge 13 ottobre 1975, n. 654, e successive modificazioni, ed al decreto-legge 26 aprile 1993, n. 122, convertito, con modificazioni, dalla legge 25 giugno 1993, n. 205, si applicano anche ai fini di prevenzione e di repressione dei fenomeni di intolleranza e di violenza nei confronti degli appartenenti alle minoranze linguistiche».
 

martedì 17 dicembre 2013

FINANZIARIA REGIONALE 2014 - REGALATI 14 MILIONI DI EURO AL TEATRO LIRICO DI TRIESTE - VERGOGNA ! !



GIUNTA REGIONALE
SERRACCHIANI

UNICA PRIORITA’
SALVARE DAL FALLIMENTO
IL TEATRO LIRICO VERDI
DI TRIESTE ?

V E R GO G N A !

 

“ Senza l’imbarazzo di alcuno e nella comprensibile gioia di molti il Consiglio regionale ha cancellato un debito di 14 milioni di euro che il teatro Verdi di Trieste avrebbe dovuto restituire in rate annue di un milione ciascuna. Quattordici milioni quattordici. (…)”

15 dicembre 2013

Ma quale la realtà del teatro lirico Verdi di Trieste, salvato dal fallimento con i soldi di tutti i corregionali?

(…) Senza nulla togliere al quinto posto del Verdi, LA SITUAZIONE CAMBIA PARECCHIO SE SI ANALIZZANO LE ALZATE DI SIPARIO: 161 quelle di Trieste con 13 opere contro le 283 del Regio Torino (con 11 opere) e le 183 di Bologna (con 8 opere). NOTTE FONDA INSOMMA.

NON VA MEGLIO CON IL PUBBLICO PAGANTE: 70.553 presenze nel 2012, la metà di Torino, Napoli e Venezia. Il Verdi è superato persino da Cagliari (79.213), Genova (93.741) e Palermo (90.063).

TRIESTE, DEL RESTO, RISULTA (dati 2012) TRA I TEATRI PIU’ COSTOSI NEL RAPPORTO TRA ALZATE DI SIPARIO E COSTO DEL LAVORO: 117mila euro contro i 39mila della Fenice che è la più economica. Il Verdi è anche il teatro che vanta tra i più bassi contributi dei privati: 600mila euro conto gli oltre 3 milioni di Venezia e Torino. (…)

18 maggio 2013
-----------

A CHI E’ STATO TOLTO
PER REGALARE 14 MILIONI
AL LIRICO DI TRIESTE ?


Briciole al Fondo montagna:
da 6,5 milioni a 840 mila euro

I sindaci già in rivolta: da riserva indiana diventeremo area desertica
di  Alessandro Cesare

TOLMEZZO. La Regione chiude i rubinetti e la montagna resta a secco. Con l’approvazione della Finanziaria, i fondi per le “terre alte” del Fvg calano bruscamente, passando dai 6,3 milioni del 2013 agli 840 mila del 2014. Una decisione a cui non ha potuto opporsi nemmeno il consigliere regionale del Pd Enzo Marsilio, e che fa infuriare i sindaci dell’Alto Friuli. Anche perché i fondi tagliati sono quelli destinati a Comuni e Comunità montane per investimenti (per progetti di sviluppo o per il sostegno ai piccoli esercizi commerciali). (…)

………………..

Tutela lingua friulana
(…) Che sia in virtù di tale sensibilità che lo stanziamento per l’insegnamento della lingua friulana è passato dai 950.000 euro della giunta Tondo ai 450 della giunta Serracchiani?(…)
……………….

SCUOLE PUBBLICHE
A GESTIONE PRIVATA  (SCUOLE PARITARIE)
Azzerati i fondi
nella legge Finanziaria regionale 2014
MENO 800 MILA EURO !

12.12.2013 Nelle votazioni per la legge Finanziaria 2014 in corso oggi in Consiglio regionale, all'articolo 7, il consigliere Giovanni Barillari (Gruppo Misto) ha presentato un emendamento per ripristinare i fondi, pari a 800 mila euro, a favore delle scuole paritarie. La maggioranza lo ha respinto nonostante le numerose proteste e prese di posizione di molte famiglie del Friuli-V.G. (…)
«È bene ricordare - aggiunge Barillari - che la legge 62/2000 prevede che la scuola paritaria svolga un servizio pubblico nell'interesse del bene comune al pari delle scuole statali, (…) ».
Costituzione italiana
Art. 3

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

…………..



Musicisti di Udine senza contratto.
«Ma al Verdi 14 milioni»

La rabbia dei 40 componenti dell’Orchestra sinfonica: solo promesse disattese «Dopo 13 anni siamo ancora dipendenti precari delle associazioni»


…………………

Ospedale di Cividale, 
tagli per tre milioni

L'ipotesi nella bozza del piano regionale di riorganizzazione, l’allarme del sindaco Balloch
CIVIDALE. Déjà vu, certo. Ma non solo: allo spauracchio pronto soccorso - che per l'ennesima volta corre il rischio di una drastica compressione di funzionalità: da 24 ore a 12, solo in fascia diurna - si accostano, adesso, anche le ipotesi di trasferimento dell'intera day surgery a Udine, di chiusura del reparto di degenza per acuti e di revisione della rete di assistenza d'area vasta. Il tutto per consentire un risparmio di 3 milioni di euro rispetto alla situazione in essere.


……………..

PUO’ BASTARE ?

venerdì 13 dicembre 2013

LINGUA FRIULANA - LETTERA APERTA ALL'ASSESSORA REGIONALE ALL'ISTRUZIONE LOREDANA PANARITI





"Pochissimi soldi ai friulani, un sacco agli italiani in Istria"
L’Amministrazione ricorrerà al solito ritornello: “che siamo in tempi di tagli e non ci sono soldi”!
Dovrebbe tuttavia  spiegare ai corregionali come mai, per il mantenimento della comunità italiana di circa 20.000 unità in Slovenia e Croazia, ben piccola rispetto alle centinaia di migliaia di friulani, la nostra Regione aggiunge allo stanziamento dello Stato altri 800.000 euro, 40.000 più dell’anno precedente.


LINGUA FRIULANA 

LETTERA APERTA
ALL’ASSESSORA REGIONALE
ALL’ISTRUZIONE
LOREDANA PANARITI.

Dice l’Assessora all’Istruzione della Regione Loredana Panariti che "L'Amministrazione regionale è impegnata a sostenere e valorizzare le lingue friulana, tedesca e slovena, anche prevedendo nella scuola una dimensione plurilingue della formazione, perché per il Friuli Venezia Giulia le diversità sono un autentico patrimonio", e aggiunge che l’insegnamento della lingua friulana nelle scuole del territorio di lingua friulana è sostenuto finanziariamente con uno stanziamento che nel 2014 sarà pari a 485.000 euro.
Lo dice come se si trattasse di un merito dell’Amministrazione e dimostrasse la sua sensibilità per l’identità linguistica del Friuli oltre che la capacità di cogliere l’opportunità di realizzare nelle scuole, grazie alle lingue storiche del territorio, la più avanzata delle didattiche dell’educazione linguistica, quella del plurilinguismo. Che sia in virtù di tale sensibilità che lo stanziamento per l’insegnamento della lingua friulana è passato dai 950.000 euro della giunta Tondo ai 450 della giunta Serracchiani? Si è chiesta l’Assessora in questione quale genere di attività linguistiche nelle scuole possono coprire tali cifre? In che rapporto si pone quella spesa con l’obiettivo del plurilinguismo tanto apertamente proclamato? Che il taglio deciso dal suo assessorato sia dovuto alla maturata convinzione che la cifra dell’anno precedente bastava e avanzava? Può darsi.
Possiamo ipotizzare che qualcuno abbia informato l’Assessora che per svolgere le insignificanti e marginali attività per la lingua friulana che spesso svolgono le scuole, facendo passare per insegnamento della/nella lingua le più disparate attività che passano per la mente di insegnanti e dirigenti nei vari istituti comprensivi, che nulla ( o ben poco ) c’entrano con la tutela, la valorizzazione e la promozione della lingua e della cultura prevista dalle leggi, che discendono dall’art. 6 della Costituzione, e l’educazione plurilingue, possiamo ipotizzare, dicevamo, che l’assessore abbia pensato che per quelle attività sono già tanti i 450.000 euro stanziati. Ma può darsi semplicemente che il taglio e l’assurda esiguità dei finanziamenti siano fatti perché la lingua friulana in Regione è considerata un fastidio più che una risorsa o un’opportunità per diventare cittadini plurilingui. Forse semplicemente si ignora che per attuare quella educazione linguistica innovativa  con i 42.218 allievi delle scuole su 69.834 totali che hanno optato per il friulano, cioè il 60%, sono ben altre le cifre che si dovrebbero mettere a disposizione, controllando pure rigorosamente che esse vengano spese, nel rispetto dell’autonomia scolastica, per gli obiettivi di legge, e non per altro.
L’Amministrazione ricorrerà al solito ritornello: “che siamo in tempi di tagli e non ci sono soldi”!
Dovrebbe tuttavia  spiegare ai corregionali come mai, per il mantenimento della comunità italiana di circa 20.000 unità in Slovenia e Croazia, ben piccola rispetto alle centinaia di migliaia di friulani, la nostra Regione aggiunge allo stanziamento dello Stato altri 800.000 euro, 40.000 più dell’anno precedente.

COMITATO PER L’AUTONOMIA
E IL RILANCIO DEL FRIULI
Roberta Michieli

Udine, 5 dicembre 2013
.....................


La lettera aperta del "Comitato per l'autonomia e il rilancio del Friuli", è stata pubblicata sul settimanale dell'Arcidiocesi di Udine, LA VITA CATTOLICA, giovedì 12 dicembre 2013


mercoledì 11 dicembre 2013

ATTACCO ALLE REGIONI di PROF. GIANFRANCO D'ARONCO



ATTACCO ALLE REGIONI
di
Prof. Gianfranco D’Aronco
       
Giorni fa un autorevole costituzionalista, Michele Ainis, professore alla Università di Roma III, avvertiva che attualmente sono chiamate in causa, per illegalità di vario genere, 17 Regioni del bel Paese e oltre 300 consiglieri. Dal Piemonte all’Emilia, dal Molise alla Sardegna, dalla Liguria all’Abruzzo, dal Lazio alla Sicilia, tutta l’Italia è Italia. Viene da chiedersi perché il Trentino-Alto Adige e la Valle d’Aosta non entrino nell’elenco delle Regioni inquisite, e siano invece “rari nantes” tra quelle virtuose: ma questo è un altro discorso. Sprechi, intrighi, scandali: non c’è che da scegliere. Quali le illegalità? Amministratori regionali si sono fatti rifondere quelle che i giornali hanno battezzato “spese pazze”. Eccone alcune molto alla rinfusa: conti per ristoranti, coloniali, gioielli, macellerie, spazzolini e dentifrici, sigarette, dvd, cure mediche e veterinarie, valigie, cravatte, mutande, profumi, balocchi, farmaceutici, mangimi, alberghi, massaggi, gelati, piante, bambole, orologi, riparazioni d’auto e auto a noleggio. Troppi guai, si è cominciato a dire con intenzioni salvifiche. Troppi guai con le autonomie: meglio eliminarle. Sarebbe come dire: troppi incidenti con le automobili, meglio proibirle.
         Nota bene. Tutti questi appetiti di amministratori regionali si manifestano, nonostante che i nostri uomini siano già i beneficati da un esborso fisso cospicuo, vario da nord a sud. Ha fatto i conti l’economista Roberto Perotti, professore alla Bocconi. Nel 2012 i Consigli regionali sono costati in tutto – euro su, euro giù – un miliardo di euro, del quale ai consiglieri sono andati 230 milioni, agli ex-consiglieri 170 milioni, ai gruppi consiliari 100 milioni. Tutti esborsi a suon di legge. Nel dettaglio, ogni consigliere della Valle d’Aosta è costato in media 410 mila euro, quello del Trentino-Alto Adige 415 mila, mentre ogni consigliere della Calabria ha richiesto 1 milione e 500 mila euro, e della Sicilia 1 milione e 700 mila. Fatto si è che questi emolumenti a vario titolo sono fissati dagli stessi utilizzatori, cioè con leggi regionali. Nessuno può mettervi il becco: come nelle spese per gli onorevoli  parlamentari. I quali predicano bene: ma sarebbe meglio se dimezzassero i propri introiti (ma qui vige severa la più larga intesa, fatto salvo un partito: indovinala grillo). L’esempio viene dall’alto. Viene giusto a proposito la notizia del giorno: la Corte dei conti ha promosso un ricorso contro il finanziamento dei partiti. Un referendum di venti anni fa aveva stabilito, con il 93 per cento dei “sì”, che tale finanziamento doveva essere eliminato. Passa un anno, passa un altro, ecco il risultato a mezzo di “leggi camuffate” e di “norme monstre” (lo dice la Corte). Cambia la denominazione: non più “finanziamento” ma “rimborsi” e “donativi” in notevole aumento  su base quinquennale, anche a pro di partiti sciolti o non più rappresentati. “Che più ci resta?”, direbbe il poeta.         
Con il 1861 si è creduto di unificare l’Italia, unificando la organizzazione statale di marca piemontese. S’impose l’accentramento, e così si pensò di avere fatto, dopo l’Italia, gli italiani. I savoiardi prima e i fascisti poi ci hanno abituali a un potere accentrato. Tanto che, quando passammo alla Repubblica e optammo per le autonomie regionali (in mancanza del federalismo,  salvo quello fiscale: che ci sia ciascun lo dice), l’impianto concreto si rivelò, nonostante le conclamate buone teorie, di stampo vedi caso accentratore. Almeno della nostra Regione si deve dire così. Per essere chiari, tutto a Trieste: e non occorre spiegarlo ancora una volta. Come rimedio agli sprechi, si pensa ora di abolire le Province: così sarà rafforzato vieppiù l’accentramento del potere in piazza Unità (per intenderci quella con il municipio asburgico). I friulani, notoriamente “sotàns” cioè remissivi, porgeranno ancora una volta la chioma: così rimarranno pelati del tutto.
         Torniamo a bomba. Asseriscono i conservatori-nostalgici-revanscisti: aboliamo le Regioni, almeno quelle piccole. Qua e là si parla, anche a nord-est,  di razionalizzare.  Perché non facciamo tutt’uno con il Veneto (ex Venezia Euganea) e con il Friuli Venezia Giulia (ex Venezia Giulia soltanto)? Saremmo, dicono,  più grandi e più forti. In seguito altre Regioni potrebbero unirsi o meglio fondersi, salvo poi sparire anch’esse. Perché no, già che ci siamo? Torneremmo alla unità, meglio all’accentramento. Così, sparite le Regioni e rifatta l’Italia, rifaremmo finalmente anche gli italiani. Se le Regioni favoriscono i reati, con la unitarietà i pubblici amministratori  sarebbero tutti onesti. Il guaio è che rimarrebbero i furbi, e quelli chi li elimina?
Gianfranco D’Aronco
………

L’articolo a firma del Prof. Gianfranco D’Aronco è stato pubblicato sul quotidiano “Il Messaggero Veneto”  (Ud) – 4 dicembre 2013

lunedì 9 dicembre 2013

SALVIAMO IL LAGO DI CAVAZZO DALL'INTERRAMENTO !





Lago di Cavazzo in estate
(foto di Roberta Michieli )

Una petizione
per salvare il
Lago di Cavazzo
dall'interramento

si chiede alla Regione la «rinaturalizzazione» del più grande specchio d'acqua dolce del Friuli

È stata avviata una petizione on line indirizzata alla presidente della Regione Friuli-Venezia Giulia per chiedere una legge speciale per il Lago di Cavazzo/Tre Comuni.
Il testo della richiesta recita: «Debora Serracchiani, presidente della Regione Friuli-Venezia Giulia: promuova in Consiglio regionale una legge speciale per il ritorno alle originarie condizioni naturalistiche del più grande lago del Friuli-V.G., quello di Cavazzo (o dei Tre Comuni)».
La petizione è lanciata sulla piattaforma www.change.org, una delle più valide e seguite. Essa è stata promossa da Remo Brunetti di Cavazzo e sostenuta dal Blog «Alesso e Dintorni».

La petizione può essere sottoscritta con facilità cliccando su questo link: http://chn.ge/1902Tqh



Leggi tutto l’articolo
sul sito del settimanale
LA VITA CATTOLICA



…………

Il Blog
«Alesso e Dintorni».


giovedì 5 dicembre 2013

LINGUA FRIULANA E SOCIETA' - PRESENTAZION DAL LIBRI DI LINDA PICCO



LINGUA FRIULANA
E SOCIETÀ
Studi sociolinguistici
sul Friuli di oggi

Presentazion dal libri
di Linda Picco
(Forum, Udin 2013)
Lunis
ai 9 di Dicembar dal 2013
aes 17
Sale Florio, Palaç Florio
vie Palladio 8, Udin

Udin, ai 29 di Novembar dal 2013

O vin il plasê di anunziâ che lunis ai 9 di Dicembar, scomençant a lis 5 sot sere, inte Sale Florio in vie Palladio 8 a Udin, al sarà presentât il libri “Lingua friulana e Società: studi sociolinguistici sul Friuli di oggi”, par cure di Linda Picco (Forum Editore Universitarie Udinese, 2013), volum che al fâs part de golaine Quaderni del Centro Interdipartimentale di Ricerca sulla cultura e la lingua del Friuli.*

O trasmetìn in zonte l’invît e il manifest dal event.
Tal confidâ intune gradide partecipazion, o inviìn lis cordialitâts plui vivis.
*Cun cheste golaine, il Centri Interdipartimentâl di Ricercje su la culture e la lenghe dal Friûl al intint documentâ i siei contribûts pe atuazion dal articul 26 de leç istitutive n. 546/77 che e assegne ae Universitât dal Friûl la incarghe di deventâ strument organic di svilup e di rinovament dai filons origjinâi de culture, de lenghe, de storie e des tradizions dal Friûl.
Il Diretôr dal CIRF prof. Paolo Ing. PASCOLO
Universitât dal Friûl
Centri Interdipartimentâl di Ricercje su la culture e la lenghe dal Friûl – CIRF

---------------

Saluti

Paolo Pascolo
Direttore CIRF (Centro Interdipartimentale di Ricerca sulla Cultura e la Lingua del Friuli)

Lorenzo Zanon
Presidente ARLeF (Agenzia Regionale per la Lingua Friulana)

Presentazione del libro

Bruno Tellia
Sociologo dell’Università di Udine

Sarà presente l’autrice

martedì 3 dicembre 2013

PREMI FRIÛL 2013 - CEMÛT ISE LADE?



Premi Friûl 2013
30 di Novembar
ancora musica «furlane»,
«fuarte» e «gnove»

Si spietavisi une serade siore di musiche furlane gnove, fuarte e plurâl, e al è propit ce che si à viodût intant de finâl dal Premi Friûl 2013 che sabide ai 30 di Novembar e à jemplât il teatri Palamostre di int e di suns, di energjie e di passion. (…)

---------------

Riceviamo e pubblichiamo

Bella serata al Palamostre.

Vince Aldo Sbadiglio,
segnalati i Truc


Il concorso organizzato da Onde Furlane continua a promuovere con successo lingue, diritti e creatività

Vincono Aldo Sbadiglio e la Famiglia Ananas in Vacanza a Dresda, ma soprattutto vince un'approccio positivo nei confronti della lingua, come risorsa creativa, mezzo di comunicazione e affermazione positiva di identità. La finale Premi Friûl 2013 ha mantenuto le promesse della vigilia e sabato sera a Udine il teatro Palamostre si è riempito di persone e di suoni, di energia e di passione: ci si attendeva una serata ricca di musica friulana, nuova, forte e plurale e così è stato.

L'evento è stato la degna conclusione dell'edizione di quest'anno, con la sua nuova formula itinerante, della ormai storica manifestazione organizzata da Radio Onde Furlane. Le quattro semifinali dal vivo, che si sono tenute a fine estate a Casarsa, Muzzana, Cormons e Comeglians, infattti, hanno avuto il merito non solo di rafforzare il rapporto tra l'intero Friuli e il suo 'Premi' e quindi di rendere più efficace, in termini immediati e di prospettiva, il suo impatto a favore di musica, lingue, diritti e creatività, ma anche di selezionare e portare al Palamostre sei progetti dotati ciascuno di una propria specifica fisionomia, mostrata in maniera convincente.

È il caso dell'Ensemble d'Anjou, vincitore del 'premi dal public', con la sua proposta che sa di folk e cjançonîrs ma si proietta nel futuro, tra storie, leggende e narrazione. Bene anche i concorrenti più giovani del Premi Friûl 2013 : i Sons of a Gun hanno offerto un saggio di come lo sloveno delle Valli del Natisone può fondersi con successo con dissonanze oblique a cavallo tra postpunk e indierock; i cjargnei Terenzio Blues Band hanno dato buona prova di sé con un gustoso mix di urgenza comunicativa e blues rock innervato di funk e crossover, ed i fragorosi e contundenti Mataleao, che hanno presentato una miscela esplosiva di jazz e hard core.

Dopo di loro Aldo Sbadiglio e la Famiglia Ananas in Vacanza a Dresda e Truc. Entrambi hanno ribadito a Udine le qualità già espresse, rispettivamente, a Cormons e Comeglians, presentando al meglio i loro rispettivi progetti. Questa marcia in più è stata riconosciuta dalla giuria composta da Mojra Bearzot, William Cisilino, Andrea Ioime, Oscar Puntel e Fulvio Romanin, che ha decretato la vittoria proprio di Aldo Sbadiglio e famiglia suonante, riconoscendo a questa formazione la capacità di unire folk, pop e rock, con «una certa ricerca» e un «certo gusto virtuosistico» e l'efficace «presenza scenica ironica e articolata». Motivata e meritata anche la segnalazione speciale per i Truc sia per la loro esibizione che per la naturalezza con cui abbinano lo stoner rock e la lingua friulana.

Naturalezza e ritmo hanno caratterizzato anche la conduzione dei Cjastrons, che hanno saputo accompagnare con snait il pubblico in sala e quanti ascoltavano la serata in diretta sulle frequenze d Onde Furlane. Convincente pure l'atteso ritorno dei Carnicats, che hanno collaudato il loro nuovo spettacolo arricchito dalla presenza di musicisti che suonano dal vivo accanto al soundsystem di Dj Deo, presentandosi nel contempo con basi musicali più robuste ed un approccio più pop.

Alla finale del Premi Friûl 2013, organizzato dalla radio libare dai furlans con il sostegno dell'ARLeF (Agjenzie Regjonâl pe Lenghe Furlane) e del Comune di Udine, erano presenti anche il sindaco di Udine, Furio Honsell, l'assessore comunale ai diritti di cittadinanza, Antonella Nonino, e l'assessore regionale alla cultura, Franco Torrenti. È stata la prima volta in assoluto di un membro della giunta regionale al 'Premi' e per Torrenti in particolare è stato anche il primo incontro con il mondo giovane, vitale e creativo che ruota attorno a Radio Onde Furlane; una realtà che quotidianamente mostra con passione e professionalità che lingue, diritti e creatività costituiscono un patrimonio e una risorsa per tutti.