mercoledì 20 ottobre 2010

D ARONCO E IL FRIULI

Messaggero Veneto — 19 ottobre 2010 pagina 01 sezione: PRIMA
Una vita per il Friuli. È questa la prima immagine che viene alla mente pensando a Gianfranco D’Aronco. Il nostro era in prima fila nella battaglia autonomistica già ai tempi della Costituente, segretario del Movimento popolare friulano, a fianco del senatore Tiziano Tessitori. D’Aronco è ancora oggi l’esponente più attivo e in vista del variegato (e forse un po’ disperso) universo friulanista. Per oltre sessantacinque anni, D’Aronco ha portato avanti la sua battaglia per il Friuli, anzi per una certa idea di Friuli. Credo che, al mondo, soltanto Andreotti possa vantare un impegno politico di pari durata temporale; non credo, però, che il Divo Giulio possa altresì vantare una coerenza e fedeltà ai propri principi pari a quella di D’Aronco. In questo egli resta unico. Una idea di Friuli. Pier Paolo Pasolini, che pure non la condivideva affatto, nei suoi scritti riconosce a D’Aronco una idea coerente di cosa il Friuli debba essere. Un’idea piú pragmatica, meno poetica, di quella del grande casarsese. Ma un’idea così determinata da sostenere un impegno lungo una vita, e un’idea che ancora oggi appare attuale. Forse, paradossalmente, oggi ancora più attuale di allora. Secondo me, l’idea daronchiana di Friuli si fonda su due cardini principali. Il primo è la identità del Friuli, intesa non solo come fatto storico e linguistico, ma come obiettivo politico, nel senso di una identità da restaurare anche in termini istituzionali, con la creazione di una entità territoriale – chiamiamola Regione autonoma o come vogliamo – che esprima l’autogoverno del popolo friulano, anzi l’originalità dell’autogoverno dei friulani. D’Aronco non ha mai considerato l’istituzione della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia (con o senza trattino) come una soluzione del tutto soddisfacente e quindi da considerarsi definitiva.

sabato 16 ottobre 2010

Università, grido d’aiuto

L’appello di rettore e studenti dopo lo stop alla riforma: «Pronti a mobilitarci»
Il Gazzettino - Venerdì 15 Ottobre 2010,

«Il governo non ha una prioritaria e chiara individuazione delle risorse indispensabili per la sostenibilità, prima ancora che per il miglioramento del sistema universitario». È la denuncia che ieri è partita congiuntamente da rettore, Cristiana Compagno, prorettore, rappresentanti dei ricercatori e presidente del Consiglio degli studenti a fronte del rinvio della discussione alla Camera della riforma universitaria targata Gelmini. Uno slittamento, probabilmente di un mese, perché il disegno di legge non ha la copertura finanziaria. A pesare sul conto economico sarebbero le modifiche apportate per dare prospettiva ai ricercatori. Che a Udine sono 294 e svolgono un «ruolo insostituibile».

Una situazione preoccupante, per cui l'ateneo friulano «fa appello a tutte le forze parlamentari, agli attori politico-istituzionali locali e nazionali affinché l'università, la ricerca e l'alta formazione siano posti, una volta per tutte, come priorità dell'agenda politica». Dalle parole ai fatti, Udine «mobiliterà tutta la sua comunità universitaria, 20 mila persone, per far conoscere i gravi problemi di sostenibilità e di sviluppo dell'università italiana».

venerdì 15 ottobre 2010

Il popolo di Onde Furlane

L’utilizzo di toni trionfalistici nel recensire a posteriori piccoli e grandi spettacoli ed eventi cultuali è ormai un clichè assodato. Spesso chi vive queste iniziative da spettatore ha una percezione sostanzialmente diversa rispetto ai numeri e al successo millantato da smaliziati ed abili uffici stampa.
A dispetto di questa tendenza poco edificante, dopo l’happening di sabato scorso a Chiasiellis di Mortegliano, Radio Onde Furlane può orgogliosamente confermare di essere una delle realtà culturali più seguite e apprezzate del panorama locale.
A dimostrarlo sono le millecinquecento persone che hanno riempito l’area di Festintenda a Chiasiellis a partire dalle 17 fino a tarda notte. Poche settimane fa l’emittente radiofonica si era fatta portavoce di una convinta campagna contro l’azzeramento dei fondi regionali per le trasmissioni in lingua friulana, a causa del quale corre il rischio di una forte riduzione del personale e della programmazione. In mancanza di una parte considerevole del già scarso appoggio economico istituzionale, Onde Furlane ha deciso di rimboccarsi le maniche e chiamare a raccolta i propri ascoltatori, ricevendo un inaspettato bagno di folla oltre che innumerevoli attestati di solidarietà da parte di personalità di spicco della cultura friulana, fra cui Pierluigi Cappello, Pierluigi Di Piazza, Gianpaolo Gri e molti altri che hanno deciso di rispondere all’appello lanciato nelle dirette radiofoniche delle scorse settimane.

giovedì 14 ottobre 2010

Incuintri par fâ i augûrs al prof. Gianfranco D’Aronco

COMITÂT PE AUTONOMIE E PAL RILANÇ DAL FRIÛL
PROVINCIE DI UDIN
ISTITÛT LADIN FURLAN “PRE CHECHO PLACEREAN


cun la colaborazion:

Regjon Autonome Friûl Vignesie Julie
Comun di Udin
Universitât dal Friûl
Societât Filologjiche Furlane
Fondazion CRUP
La Patrie dal Friûl

a  INMANEIN

par martars 19 di Otubar a lis 17.30

tal Palaç Belgrât - Sede de Provincie di Udin – Salon dal Consei
l’incuintri par fâ i AUGÛRS al

prof. Gianfranco D’Aronco
“pari” dal autonomisim furlan
pai siei 90 agns

jentrade di
Roberto DOMINICI


a pandaran i lôr auguris :

ELIO DE ANNA Assessôr de Regjon Autonome Friûl Vignesie Julie
PIERI FONTANIN President de Provincie di Udin e de Comunitat des Provinciis Furlanis
FURIO HONSELL Sindic dal Comun di Udin
CRISTIANA COMPAGNO Magnific Retôr de Universitât dal Friûl
LORENZO PELIZZO President de Societât Fiolologjiche Furlane
LIONELLO D’AGOSTINI President de Fondazion CRUP
GEREMIA GOMBOSO Segretari dal Istitût Ladin Furlan “Pre Checo Placerean”

Al moderarà

William CISILINO
Daûr vie al sarà ufiert un ghirindel furlan

domenica 10 ottobre 2010

COMUNICATO STAMPA

Comitât pe autonomie e pal rilanç dal Friûl
In una interrogazione al Presidente Tondo, relativa all’azzeramento dei fondi per le convenzioni con le emittenti radiofoniche e televisive private per la realizzazione di programmi in lingua friulana, presentata a metà settembre, il consigliere regionale della Slovenska skupnost, Igor Gabrovec, ha ribadito che: "l’importanza , - per una lingua come quella friulana, per troppo tempo esclusa dalle scuole e dalle pubbliche amministrazioni – della diffusione tramite i mass media è evidente a tutti ed è riconosciuta anche dalla LR 15/96". Come “Comitato per l’autonomia e il rilancio del Friuli”, non possiamo che concordare con quanto dichiarato dal consigliere Igor Gabrovec e fare nostra la sua interrogazione al Presidente Tondo. Particolarmente grave ci sembra il non aver previsto nel bilancio regionale 2010 fondi a favore delle due più importanti emittenti radiofoniche friulane: Radio Onde Furlane e Radio Spazio 103. Crediamo non sia necessario ricordare il grande numero di ore che queste due emittenti dedicano ogni giorno, per 360 giorni all’anno, alla lingua friulana e soprattutto l’alto livello qualitativo raggiunto da queste due radio.
Esprimiamo la nostra piena solidarietà a Radio Onde Furlane e Radio Spazio 103, confidando nel contempo che la Giunta Tondo ritorni sui suoi passi e riveda il grave azzeramento di questi fondamentali fondi indispensabili per due emittenti (Radio Onde Furlane e Radio Spazio 103) che da sempre sono protagoniste nel panorama dei programmi radiofonici in lingua friulana.

Udin, 6 di Otubar 2010
Comitât pe autonomie e pal rilanç dal Friûl

sabato 9 ottobre 2010

UNIVERSITA’ – NESSUN VANTAGGIO DALL’UNIFICAZIONE di Marzio Strassoldo

7 OTTOBRE 2010 - Quotidiano IL GAZZETTINO – UDINE - L’INTERVENTO
Entrambe le Università della regione rispondono ad una propria missione, marittima e internazionale quella di Trieste, territoriale e proiettata a iniettare elementi di innovazione nel sistema industriale friulano e a dare risposte ad una crescente domanda di istruzione che nasce dalle province friulane, quella di Udine. Le Università sono strutturalmente in competizione, perché devono attrarre studenti, competere per le risorse per la ricerca, acquisire contratti con l'industria, entrare nei processi di mobilità internazionale. Parlare di unificazione significa negare i vantaggi competitivi che nascono da una larga legittimazione popolare, che riguarda soprattutto l'Università di Udine, voluta dal popolo friulano dopo una dura azione per strappare alle classi dirigenti locali e alle rappresentanze parlamentari la istituzione di un nuovo centro di alta formazione e di ricerca.

venerdì 8 ottobre 2010

LETTERA APERTA a ROBERTO MORELLI

Silvana Schiavi Fachin
già docente di Didattica delle Lingue Moderne, Università di Udine

Leggo su Il Piccolo del 19 settembre scorso , edizione di Trieste, l’articolo Due Università, un solo futuro, in cui Lei, giornalista professionista e docente di Teoria e Tecnica del Linguaggio Giornalistico alla Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Trieste, consapevole dello stato gravissimo in cui si trovano gli atenei italiani in conseguenza dei tagli tremontiani e gelminiani , avanza la sua diagnosi dei mali dell’università e propone la sua terapia. La diagnosi si incentra grossolanamente su tre aspetti: a) la voragine della finanza pubblica;b) il consumo eccessivo e sconsiderato delle risorse da parte degli atenei;c) la resistenza anche da parte dei due sistemi universitari regionali verso forme di razionalizzazione e di riorganizzazione.
Cerco di affrontare brevemente i tre punti.

giovedì 7 ottobre 2010

Giulianizzazione o defriulanizzazione di Gorizia

MESSAGGERO VENETO – Posta del Lettori – 4 ottobre 2010

FRIULI - Operazione di snaturalizzazione

Ci è capitato tra le mani il "Dizionario biografico dei giuliani, fiumani e dalmati" pubblicato nel 2009 a Gorizia dall'Anvgd (Associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia) e dalle Edizioni della Laguna. Scorrendolo abbiamo scoperto che tra le file dei "giuliani" sono stati arruolati anche friulani doc come Gian Giuseppe Bosizio (1660-1743), che tradusse l'"Eneide" di Virgilio in friulano; il popolarissimo Pietro Zorutti (1792-1867); il gradiscano Federico de Comelli (1826-1892), che per primo usò la denominazione "Friuli Orientale" per indicare il "Friuli Isontino" e, last but not least, il poeta Celso Macor di Romans d'Isonzo. E poi E. Bearzot, F. Capello, R. Carrara, P. Cocolin, R. Collini, H. Kitzmæller, G. Maghet, J. Mazzon, V. Peri, F. Spessot, M. Strassoldo, L. Tavano, D. Zoff eccetera, tutti inseriti e spudoratamente giulianizzati nell'opera in questione anche con la "benedizione" del professor Fulvio Salimbeni dell'Università di Udine.
Il colmo è che ai tempi di Bosizio e di Zorutti la parola "giuliano", come la si intende oggigiorno, neppure esisteva essendo stata inventata solo nel 1863 al seguito della Venezia Giulia. Evidentemente continua l'operazione di snaturalizzazione di tutto quanto rappresenta il Friuli: nel Friuli Isontino ormai non si può più essere friulani ma solo giuliani, nel restante Friuli solo friulo-giuliani. E fra non molto, di questo passo, scomparirà anche il primo termine di questo binomio.

Gianni Nazzi
Clape Culturâl Aquilee
Udine

martedì 5 ottobre 2010

Commento sull'Università di Arnaldo Baracetti

Vorrei approfondire rapidamente il mio pensiero sulla dichiarazione dell’on. Collino, fatta l’altro giorno a Grado, per una fusione tra l’Università friulana e quella triestina, già seccamente esclusa dalla Rettora Compagno e altri interlocutori del suo stesso schieramento politico. L’ Ateneo friulano è stato voluto e deciso dalla nostra gente e dalle nostre istituzioni, dopo anni e anni di pressioni precedenti contro le resistenze pervicaci triestine, a seguito del terremoto del 1976. La sua legge istitutiva, la 546 del 1977, è la prima delle tre grandi leggi nazionali per la ricostruzione e la rinascita del Friuli. All’art. 26 di tale legge sta scritto testualmente: “L’Università di Udine si pone l’obiettivo di contribuire al progresso civile, sociale e alla rinascita economica del Friuli e di divenire organico strumento di sviluppo e di rinnovamento dei filoni originali della cultura, della lingua, delle tradizioni e della storia del Friuli“. Con una simile chiara e netta missione affidata all’Università friulana, dovrebbe essere evidentissimo a tutti (e lo dovrebbe essere chiaro pure all’on.Collino) che operando una fusione, sarebbero cancellati, in un colpo solo, autonomia e identità del nostro Ateneo. , Sono ancora ogoglioso, come politico friulano, di avere blindato in legge, assieme agli altri parlamentari del Friuli quegli obiettivi. Se ora vogliono sul serio cancellarli, devono con altra legge cancellare l’art. 26 della 546 e, a tal fine, devono trovare i parlamentari friulani disposti a ciò e poter vincere le resistenze popolari e istituzionali che si scatenerebbero in tutto il Friuli! Allora, siamo stati proprio facili profeti nel prevedere che avremmo avuto una vita travagliata per la nostra Università, sempre sotto attacco. Anche, se per i triestini, sempre con la legge 546, abbiamo votato, allora, l’istituzione dell Area di ricerca per Trieste. Il che prova, ancora una volta, che noi friulani non siamo antitriestini. Siamo stati e siamo, soltanto tenaci e agguerriti difensori dei diritti del popolo, della gioventù friulana, del Friuli intero, dal pordenonese, all’udinese, alla Carnia, al goriziano.

Un‘ultima considerazione. Da buoni friulani, si perda l’abitudine, per decidere sul Friuli, di andare a pietire o concordare con Trieste. Su ciò che si deve fare in Fruli, lo si deve decidere in Friuli, valorizzando le istituzioni rappresentative friulane e la già istituita, ancora nel 2007, Comunità delle Province friulane, che non può più essere ignorata dalla Regione che prosegue imperterrita nella sua politica centralistica, malgrado la stessa legge regionale, approvata ancora nel 2006. Ciò deve valere anche per l’autonomia di Trieste che sarà agevolata dalla prevista Area metropolitana triestina. A Collino e ad altri, che la pensano come lui, vorrei ricordare, che due anni fa tutte le rappresentanze culturali, economiche e sociali del Friuli (non solo di Udi ne) hanno firmato solennemente il Patto tra esse e l’Università della nostra terra per la strenua difesa della sua’autonomia e della sua identità. Per tutti, allora, Adriano Luci, Presidente di Confindustria friulana, ebbe giustamente a dire che tali valori sono intoccabili!
Arnaldo Baracetti, dal Comitât pe autonomie e pal rilanç dal Friûl

venerdì 1 ottobre 2010

Compagno: mai la fusione con Trieste

Messaggero Veneto — 28 settembre 2010 pagina 06 sezione: SPECIALI
UDINE. La proposta dell’europarlamentare del Pdl Giovanni Collino sulla fusione delle Università di Udine e Trieste fa discutere: soprattutto in Friuli, anche ieri, la provocazione è stata al centro del dibattito politico. Dal Pdl arrivano posizioni opposte, dal Partito democratico le critiche alla maggioranza, mentre il rettore dell’ateneo di Udine Cristiana Compagno sottolinea l’importanza dell’identità, conferma l’apertura a collaborare ma stoppa qualsiasi fusione. «L’università di Udine - ha detto ieri il rettore, che è in missione in Siria - ha sempre inteso il federalismo come valorizzazione delle individualità territoriali operose e come un possibile sbocco di un rapporto bloccato tra Stato e Università, capace di condurre verso un sistema più equo dei “costi standard”, capace di premiare il merito e la virtuosità. La soluzione - ha aggiunto - non sta, come appare da alcune dichiarazioni, nell’eliminare le identità e nell’accorpare qualche ufficio come se si trattasse di una qualsiasi azienda di servizi semplici».

giovedì 30 settembre 2010

Salviamo LA RADIO

Dall’inserto del settimanale IL FRIULI – spettacoli –appuntamenti – venerdì 17 settembre 2010 – pagina 8

IL CASO – I musicisti locali si mobilitano per ONDE FURLANE dopo il taglio dei contributi regionali: un concertone a Mortegliano per raccogliere fondi
“Salviamo LA RADIO”
“Volevamo festeggiare i 30 anni di attività, rischiamo di fare il funerale dell’emittente”. A parlare è Paolo Cantarutti, presidente della cooperativa Informazione friulana, che dal 1980 gestisce Onde Furlane, la prima radio a trasmettere gran parte dei programmi in marilenghe e a garantire - caso unico -un radiogiornale tutto in lingua minoritaria. Tutta colpa dei tagli dell'amministrazione regionale, che coi suoi contributi aiuta l'emittente, ma quest'anno ha deciso di portare la cifra a zero. Una sorpresa che rischia di vanificare il lavoro di anni e mettere più di qualcuno sulla strada.

martedì 28 settembre 2010

Luciano Morandini, Venerdì 1 ottobre 2010 ore 20:30

In zonte il program pe serade in memorie dal poete Luciano Morandini

Sala Convegni di Villa Dora
Piazza Plebiscito, 2
San Giorgio di Nogaro (UD)


lunedì 27 settembre 2010

Passeggiata sul Lago

Sosteniamo questa importante iniziativa organizzata dai comitati cittadini  in difesa del bellissimo lago di Cavazzo o dei tre comuni. Una passeggiata per la consapevolezza di ciò che abbiamo, di ciò che non dobbiamo perdere, ma soprattutto di ciò che vogliamo.
Domenica 10 ottobre 2010 ore 14:00 partecipa e fai partecipare.


Il comitato PAS Dolomiti è a fianco di chi vuole amare, difendere e valorizzare il lago di Cavazzo, patrimonio del Friuli, patrimonio di TUTTI!"

lunedì 20 settembre 2010

NISSUN NOL PUES CLAMÂSI FÛR

UN POLITIC BON DI NUIE, NO IN STÂT DI GUVIERNÂ IL PRESINT, NOL AME MOSTRÂ LA MUSE DAÛR DES REGULIS DE DEMOCRAZIE: AL À MIÔR TACÂSI TAI PODÊS FUARTS CUL RIMPIN DAL PROGRÈS, LÂ A CJAVAL DI PROGJETS FARAONICS, CENCE VÊ LIS CUALITÂTS PAR STAZÂNDI I EFIETS.

La Costituzion republicane e tutele il paisaç e il patrimoni storic e artistic, tant che oblic morâl viers lis gjenerazions futuris. Invezit, o viodìn une devastazion dramatiche dal teritori e in mieç dal cidin servîl dal burocrat, de reticence dai mieçs di informazion e de viltât dal mont academic, la dignitât e il destin dal Friûl a restin in man di un pugn di contadins. In gracie di lôr e cres la indignazion e la cussience.

VUARDEÂ IL PAISAÇ E CUN LUI LA MEMORIE DI UNGARETTI
Mai tant che cumò la planure furlane e je sot il podê di infrastruturis tecnologjichis a alt impat: prin tra ducj l'eletrodot Redipulie-Udin Ovest, inmaneât dispreseant la antighe Vie Julia Augusta e la centuriazion classiche aquileiese che si pues viodi inmò.

sabato 18 settembre 2010

Insiorìn la biblioteche de Sff

Messaggero Veneto — 07 settembre 2010 pagina 09 sezione: SPECIALI
di LUCIO PERESSI
La Societât Filologjiche Furlane, par davuelzi i siei compits istituzionâi intal mût plui produtîf, no veve in passât une largje disponibilitât economiche, stant che par sigûr no bastavin lis cuotis dai associâts e i limitâts contribûts dai Ents aministratîfs locâi (il Stât al dave alc cul intindiment di «difendere l’italianità nelle regioni di confine»). Cussì massime fin de istituzion de Regjon Autonome. Si che duncje la Societât si è cjatade te necessitât no dome di ridusi i programs prontâts, ma tai prins agns Sessante di cedi parfin une part dal patrimoni librari (fale lis publicazions sociâls) par dâ atuazion ai siei impegns plui urgjents. Si sintì alore un grant vueit, che si procurà di jemplâ un pôc par volte cu lis donazions, i scambis e lis gnovis acuisizions. Il patrimoni cumò al è deventât di grant rilêf stant che al risulte insiorât di plui di 17.000 tescj e di ricueltis di periodics di caratar locâl e di caratar sientific; cun di plui al è disponibil un servizi di consultazion e di prestit. Di resint, cui che al scrîf, rindintsi cont de impuartance di insiorâ chest patrimoni documentari – che al è un patrimoni ancje dal Friûl – al à regalât cualchi sezion de sô biblioteche furlane cun colezions di periodics furlans, si ben che no dal dut completis.

I No Tav: «Occhio alla trivella »

Messaggero Veneto — 17 settembre 2010 pagina 17 sezione: UDINE
SAN GIORGIO DI NOGARO. Con lo slogan “Occhio alla trivella”, i Comitati No Tav mobilitano la popolazione della Bassa Friulana invitandola a monitorare il territorio segnalando l’eventuale presenza di cantieri, in quanto Rfi, sta definendo il progetto preliminare della tratta Alta velocita/Alta capacità Venezia- Trieste, e per la sua redazione ha bisogno dei carotaggi. Intanto sono stati allertati i cittadini dei comuni di Bagnaria Arsa, Torviscosa, San Giorgio di Nogaro, Porpetto, e dei Casali Franceschinis di Muzzana, affinchè «segnalino l’eventuale presenza dei cantieri ai Comitati No Tav (348.7964677- 339.6461540)», in attesa dell’incontro che si terrà a Porpetto il 15 ottobre, con l’assessore regionale alla Viabilità e trasporti, Riccardo Riccardi, e l’europarlamentare, Debora Serrachiani.

venerdì 17 settembre 2010

Oggetto: azzeramento delle risorse per i programmi in lingua friulana nelle emittenti radiotelevisive private

Comitât – Odbor – Komitaat – Comitato 482
c/o “Informazione Friulana” soc. coop. V. Volturno, 29 33100 Udin
Tel.: 0432 530614 Fax: 0432 530801
D.p.e.: com482@gmail.com
Il Comitât – Odbor – Komitaat – Comitato 482 è impegnato ormai da quasi un decennio nella difesa dei diritti linguistici delle comunità del Friuli. Grazie a questa presenza costante possiamo affermare che, se le difficoltà non sono mai mancate, è piuttosto evidente che in questo ultimo periodo ci troviamo di fronte ad una pericolosa involuzione nell’ambito della politica linguistica regionale che potremmo riassumere in tre punti: riduzione delle risorse; assenza di une linea di azione strategica ben delineata; mancata attuazione della legislazione in vigore.
Le azioni di politica linguistica vengono normalmente organizzate in tre grandi aree di intervento: istruzione; pubblica amministraziona; mezzi di comunicazione. Quest’ultimo settore, in particolare attraverso radio e televisione (soprattutto in una realtà come la nostra in cui la lunga esclusione del friulano dalle scuole ha gravemente limitato la capacità dei friulani di scrivere e leggere nella propria lingua), riveste una funzione primaria nella diffusione e nella promozione linguistica. Lo ha ricordato proprio in questi giorni, durante la sua visita in Friuli, anche il professor Tullio De Mauro, uno dei più illustri linguisti italiani, invitando a trasmettere e a diffondere il friulano attraverso i mass media.

Quelli di Surisins

Messaggero Veneto — 17 settembre 2010 pagina 02 sezione: UDINE

di PAOLO MEDEOSSI
Ogni scrittore che si rispetti deve avere una Macondo, ovvero il luogo mitico e immaginario nel quale ambientare le storie dei suoi personaggi. Carlo Sgorlon, a esempio, inventò una serie di straordinarie Macondo, come Malvernis, Ligolais, Jalmis, e così via. Invece si chiamava semplicemente Surisins il favoloso e umile mondo nel quale, agile e disincantato, si muoveva Titute Lalele, al secolo Arturo Feruglio, il più amato degli scrittori friulani nella prima metà del secolo scorso. Ragioniere, editore e scrittore, nato a Udine nel 1895 e morto nel 1967, si era un po' posto sulle orme di Pietro Zorutti, essendo anche lui un impiegato (dipendente della Camera di commercio) e dilettandosi in quella semplice letteratura, in friulano, che aveva grande seguito popolare. A differenza dell'altro, però, Titute Lalele non scrisse poesie, ma espresse la sua abilità in raccontini che poi pubblicava su La Patria del Friuli , con un interesse acceso pure da qualche polemichetta visto che il protagonista delle vicende, titolare di un negozio di alimentari a Surisins, era in contrasto con il suo nemico, il sindaco del paese, cavalier Angelo Basaldella. E c'era naturalmente chi volentieri leggeva in quegli scontri riferimenti alla situazione udinese, tanto più che il tutto accadeva in anni di conformismo sotto il regime fascista.

domenica 12 settembre 2010

Lingua friulana protagonista a Seoul e sugli smartphone

LA CJACARADE
Il gazzettino Domenica 12 Settembre 2010,
Ci sono due notizie interessanti e anche curiose che riguardano la lingua friulana. La prima giunge dall’'Ambasciata d'Italia e dall'Istituto italiano di cultura di Seoul, dove si terrà l'ottava tappa della mostra "Written in Italy": la letteratura italiana tradotta in altre lingue. Come per le altre tappe, anche in Corea del Sud verranno esposti 500 degli oltre 1400 libri che compongono la biblioteca di "Written in Italy": l'allestimento esporrà le traduzioni di almeno 350 autori italiani, in rappresentanza di 12 alfabeti e 43 lingue. Fra di esse anche il friulano.
La seconda tocca il versante tecnologico: da alcuni giorni i possessori di uno smartphone trovano sul piccolo schermo un sms con cui possono aprire una finestrella pubblicitaria. Nel breve filmato l’invito ad abbonarsi a "La Patrie dal Friûl", lo storico mensile scritto esclusivamente in friulano. È il primo esperimento in regione realizzato dalla Tradinvest di Londra.
In sintesi, sembra proprio che la marilenghe viva un periodo di notorietà e successo.
Sarà per questo che la Regione ha deciso di tagliare ulteriormente i fondi alle iniziative che vedono la lingua friulana protagonista.

venerdì 3 settembre 2010

Misteri di Porzûs

Messaggero Veneto — 02 settembre 2010 pagina 02 sezione: UDINE
di PAOLO MEDEOSSI
Dare un nome a una strada o a una piazza è una scelta importante, un po' come accade con i bambini. Solo che per questi ultimi la decisione rispecchia i gusti dei genitori e al massimo dei nonni, mentre la toponomastica di una città chiama in causa ragioni storiche, politiche, culturali, tanto che la lettura complessiva della situazione, sedimentatasi nel tempo, offre inedite chiavi di lettura su quale sia l'anima di un luogo, al di là di chi l'ha amministrato nelle varie epoche. Su Udine si possono trovare notizie interessanti in un testo del professor Gianfranco D'Aronco, Conformismi toponomistici – Rivisitiamo lo stradario udinese , nel quale l'intellettuale autonomista ravvisa, come del resto è accaduto nelle altre città italiane, il generoso spazio dato ai nomi della storia patria, premiando anche chi forse tanto onore non lo avrebbe meritato. «Lo stradario di Udine – dice D'Aronco – ci accompagna per tutta la vita, e costituisce un implacabile mezzo di persuasione occulta per i cittadini, sulla base di nomi, di località, di date.