giovedì 21 maggio 2015

IL FRIULI AUSTRIACO NELLA PRIMA GUERRA MONDIALE 1914 -.1918

 
 
 
Filo spinato e resti di legno
 raccolti nelle trincee di Cima Bocche, a formare una Croce
a ricordo "dell'INUTILE STRAGE" (1914-1918)
che massacrò l'Europa aprendo la strada
al Regime fascista,
al Nazismo e alla Seconda Guerra mondiale.
 
Foto scattata in cima a "Cima Bocche", 
fronte Prima guerra mondiale in Val di Fassa (Trentino).
(Foto di Roberta Michieli -  PROPRIETA' RISERVATA) 
 

PRIMA GUERRA MONDIALE
IN FRIULI
1914 - 1918


La storia “cancellata” di 30 mila friulani
del Friuli austriaco
che combatterono lealmente
in difesa dell'Impero Austroungarico
e in circa 3.000 anche morirono 
 fedeli al loro Imperatore. 
 

Dal quotidiano il Messaggero Veneto – 17 maggio 2015 


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COMUNICATO STAMPA

Comitato per l'Autonomia e il Rilancio del Friuli
Udine

 
Cervignano del Friuli
e la storia del popolo friulano


Scriveva bene prè Checo Placereani che i friulani sono un popolo che non conosce la propria storia!

Quello che sta accadendo a Cervignano del Friuli è difficile da capire: i caduti friulani con la divisa austroungarica non hanno la stessa dignità di quelli caduti in grigioverde!

A essere precisini - e rispettando la storia - i friulani di Cervignano, sudditi di Francesco Giuseppe, dovevano difendere i confini della loro patria, combattendo in Galizia contro gli zaristi o dove veniva loro comandato: erano nel giusto e facevano il loro dovere. E' noto del resto che non è vero – come invece ci racconta il nazionalismo italiano - che i sudditi asburgici, anche se di lingua italiana, non fossero fedeli alla Casa d'Austria e non ne apprezzassero l'amministrazione.

Altri friulani di Cervignano - pochi a dire il vero - combatterono contro l'esercito austroungarico cioè contro l'esercito di quella che era o era stata la loro patria. Erano irredentisti (oggi una cattiva propaganda li chiamerebbe terroristi). O forse solo si trovarono a essere arruolati dallo stato italiano dopo che i confini erano stati spostati a suon di fucilate!

Dobbiamo forse discutere su chi avrebbe più diritto ad essere ricordato nelle piazze?

Chi combatteva per l'impero che governava Cervignano da qualche centinaio d'anni e riconosceva ai friulani il diritto di parlare nella propria lingua o chi accettò o volle combattere per uno stato invasore che si premurò di deportare e anche fucilare chi parlava in friulano?

Friulani caduti per l'impero austroungarico e friulani caduti per l'Italia devono avere la stessa dignità nel ricordo di un sacrificio imposto in quella che Benedetto XV definì l'inutile strage!

Per i cervignanesi che solo oggi scoprono una parte della loro storia (e sì che il loro catasto si chiama ancor oggi ex-austriaco!) l'invito a leggere le storie di quegli uomini, di tutti quegli uomini che caddero su un fronte o sull'altro, secondo il caso, secondo una data, secondo una convinzione che va rispettata e ricordata con uguale dignità!


per il “Comitato per l'Autonomia 
e il Rilancio del Friuli
il Presidente
dott. Paolo Fontanelli


Udine, 18 maggio 2015

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Il Comunicato Stampa è stato pubblicato sul settimanale LA VITA CATTOLICA (UD) - rubrica "Giornale aperto" - giovedì 21 maggio 2015

3 commenti:

  1. E L'IRREDENTISMO A TRIESTE?

    da IL MESSAGGERO VENETO (Ud)

    http://messaggeroveneto.gelocal.it/tempo-libero/2015/05/20/news/sonnino-e-la-rovina-di-trieste-senza-l-austria-1.11458347

    “(…) L’irredentismo fu un fenomeno molto elitario e ristretto (meno del 3% della popolazione, scrisse Mario Alberti, esponente di spicco del movimento e autore di “Irredentismo senza romanticismi”), nel suo complesso, invece, la popolazione apparve al comandante del Distretto Marittimo, barone Koudelka, «dinastica, leale e patriottica».

    Cosí quando l'Italia, alleata degli Imperi centrali nella Triplice Alleanza, ufficializzò quello che molti (a partire da Giovanni Giolitti) chiamarono “tradimento”, vi fu una rivolta che prese di mira i cenacoli irredentisti e i negozi gestiti dagli immigrati dal Regno. (….)”
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  2. L'irrredentismo a Udine fu un fenomeno di "importazione" legato soprattutto ai "fuoriusciti" irredentisti triestini che avevano fatto di Udine la loro base operativa. La comunità friulana rimase sostanzialmente silenziosa e distante dalle teorie irredentiste, oltre che contraria all'entrata in guerra del Regno d'Italia.

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  3. DOMANDA - Quanti triestini combatterono con la divisa austroungarica?

    RISPOSTA - I richiamati alla leva da Trieste furono 35.000 solo nella mobilitazione generale del 1914.
    La città nel corso della prima guerra mondiale perse 90.000 abitanti (su 270.000) sia per l'arruolamento che per la profuganza verso altre parti della monarchia (la maggior parte dei triestini temeva che l'esercito italiano sfondasse sull'Isonzo e che Trieste venisse conquistata manu militari, per cui chi poteva fuggi in Austria o in Ungheria.)
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    Peccato che nessuno lo ricordi e i morti triestini con la divisa austroungarica siano nascosti sotto il tappetino di casa assieme alla polvere...

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