LE REGIONI
A STATUTO SPECIALE
CON LA VITTORIA DEL "SI"
al referendum costituzionale
PRIVE DI RAPPRESENTANTI
IN SENATO!
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Documenti:
1) Dal quotidiano on-line
FRIULI SERA.it
nr. 160 del 4 novembre 2016
Regioni a statuto speciale:con vittoria del sì sarà un mega-pasticcio costituzionale
EDITORIALE
(pag. 1 e seguito a pag.9)
di FABIO FOLISI - 4 novembre 2016
(pag. 1 e seguito a pag.9)
di FABIO FOLISI - 4 novembre 2016
Mettiamo ordine nella vicenda della incompatibilità della carica di Senatore con quella di Consigliere nelle Regioni a statuto speciale.
Diciamo che la “scoperta” della questione, attribuita strumentalmente da molta stampa a Roberto Calderoli, probabilmente nell’intento di sminuirne la portata e credibilità, è invece stata fatta in Sicilia da un comitato per il No ed era relativa allo Statuto di quella Regione. Dalla diffusione di quella notizia, in molti, noi compresi, si sono incuriositi e attivati per capire se il problema fosse relativo solo alle peculiarità siciliane o fosse presente anche in altre Regioni a statuto speciale.
Il controllo è stato tutto sommato semplice, leggere lo statuto della propria Regione.
Così si è visto, che pur con formulazioni lievemente diverse, la questione valeva per tutte le “speciali”. Calderoli ovviamente ha voluto intestarsi la scoperta suscitando l’immediata reazione del Pd che affannosamente ha cercato di metterci una pezza mediatica. Peccato che la risposta del partito di Renzi confermi la realtà dei fatti e soprattutto la verità che la riforma Boschi è tutt’altro che perfetta.
Dice infatti la senatrice Anna Finocchiaro presidente della commissione Affari costituzionali a Palazzo Madama: “A legislazione vigente l’incompatibilità tra le funzioni di consigliere regionale e quella di parlamentare è prevista anche per le Regioni a Statuto ordinario, non solo per quelle a Statuto speciale. Il Senato infatti non è, nella previsione attuale, organo di rappresentanza delle istituzioni territoriali come previsto invece dalla riforma e dunque non è composto da consiglieri regionali e sindaci. Se la riforma costituzionale entrerà in vigore l’incompatibilità verrà ‘spazzata via’ per i consiglieri delle Regioni a Statuto ordinario (visto che è prevista da legge ordinaria), mentre per quelli delle Regioni a Statuto speciale, per le quali l’incompatibilità è prevista dagli Statuti speciali (fonti di rango costituzionale), occorrerà una modifica degli Statuti, che avverrà con legge costituzionale su intesa con le Regioni interessate”.(...)
Al di là dalle considerazioni resta comunque il
fatto che il problema dei senatori incompatibili esiste ed esisterà
per mesi, sempre che, ovviamente prevalga il si al referendum, si
per il quale, più ci si informa e meno viene voglia di votare.
FABIO FOLISI
(Direttore Responsabile
del quotidiano Friuli Sera)
del quotidiano Friuli Sera)
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2) DA FACEBOOK
Cecotti:
«Massacrati dall’ipercentralismo».
5 novembre 2016
"(...) Sergio Cecotti preferisce concentrarsi sulle parole di Anna Finocchiaro, la senatrice Pd «impegnatissima per il Sì, e dunque non sospettabile di piegare verità e diritto per favorire le ragioni del No». Intervenendo sul caso sollevato dal senatore leghista, l'ex presidente della Regione, ricordato che a Finocchiaro, presidente della commissione Affari Costituzionali del Senato, «si deve larga parte del testo sottoposto a referendum», aggiunge: «La senatrice non può sostenere a cuor leggero che in quel testo sono scritte autentiche scemenze: accuserebbe in primo luogo se stessa. Quando afferma che nella riforma vi sono criticità e contraddizioni, io la prendo tremendamente sul serio: sta parlando contro il proprio interesse». Il riferimento è al richiamo di Finocchiaro alla necessità di modifiche statutarie, con doppia lettura parlamentare, per superare l'incompatibilità consigliere regionale-senatore. «Se, Dio non voglia, prevalesse il Sì - osserva ancora Cecotti -, ci troveremmo di fronte due possibili scenari: il primo, più probabile, che non ci sia più il tempo in questa legislatura per una modifica degli statuti, e quindi le Regioni "speciali" semplicemente non sarebbero rappresentate nel nuovo Senato. Un esito devastante: nella prossima legislatura il Senato sarebbe chiamato a riscrivere gli statuti in ottemperanza alla norma transitoria del Renzi-Boschi, e lo farebbe in assenza dai rappresentanti delle stesse Regioni». Il secondo scenario, più improbabile secondo Cecotti, «è che già in questa legislatura il Parlamento riesca a modificare gli statuti speciali». (...)"
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3) E QUESTA LA REPLICA
di ETTORE ROSATO
Capogruppo alla Camera
del Partito Democratico
di ETTORE ROSATO
Capogruppo alla Camera
del Partito Democratico
dal quotidiano
IL MESSAGGERO VENETO (Ud)
sabato 5 novembre 2016 - pag.16
servizio a cura di Maurizio Cescon
ROSATO: "Grande bufala, fronte del NO in affanno"
(...) Rosato affida la spiegazione "tecnica" ai funzionari della Regione, ma osserva: "Abbiamo fatto tutte le verifiche del caso, abbiamo scritto le cose come stanno e ci sentiamo in una botte di ferro". "(...) Anzi, con la nuova Costituzione le Regioni Speciali avranno una tutela massima (...). Rosato ribadisce poi che "una volta in vigore la nuova Carta cambiata dopo l'esito del referendum, si applicherà la modifica implicita degli Statuti delle regioni Autonome (....). La modifica implicita su questo specifico punto evita il complicato iter per la modifica costituzionale dello Statuto, che allungherebbe a dismisura i tempi (...)"
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Commento
della redazione del Blog
Ma il capogruppo del Partito Democratico alla Camera dei deputati, il triestino Ettore Rosato, conosce le dichiarazioni (che ci risultano riportate virgolettate dalla stampa) della senatrice del Partito democratico Anna Finocchiaro, presidente della commissione Affari costituzionali a Palazzo Madama?
Che la senatrice Anna Finocchiaro abbia raccontato una "grande bufala"?
LA REDAZIONE DEL BLOG
Che la senatrice Anna Finocchiaro abbia raccontato una "grande bufala"?
LA REDAZIONE DEL BLOG