martedì 15 febbraio 2011

UN LÛC PAR FEVELÂ DI LETERATURE FURLANE



Un lûc par fevelâ
di leterature furlane



Gjavât fûr dal sît:



Cun chest blog, la Union Scritôrs Furlans e à chê di ufrî un altri lûc là che si puedi fevelâ di leterature in lenghe furlane.

L’implant dal blog al è une vore sempliç. Almancul par tacâ, si à pensât a jessudis setemanâls che, pe plui part, a proponaran recensions sei des gnovis produzions par furlan, sei di oparis classichis de leterature furlane.

Par curâ chest aspiet si à inviât une colaborazion cui periodics “La Patrie dal Friûl” e “Ladins dal Friûl”.

Cun di plui, dilunc vie dal an, si metaran a disposizion ancje un pôcs dai articui publicâts su la riviste de Union, ven a dî “Gnovis Pagjinis Furlanis”.

Ancje achì a cjataran spazi recensions di libris, ma si varan ancje articui dedicâts a personaçs che a àn dât il lôr contribût ae culture furlane.

No mancjaran po segnalazions di apontaments impuartants e altris contignûts che us invidìn a scuvierzi un pôc par volte.

Buine leture a ducj!

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Un lûc par fevelâ
di leterature furlane



Cun chest blog, la Union Scritôrs Furlans e à chê di ufrî un altri lûc là che si puedi fevelâ di leterature in lenghe furlane.

L’implant dal blog al è une vore sempliç. Almancul par tacâ, si à pensât a jessudis setemanâls che, pe plui part, a proponaran recensions sei des gnovis produzions par furlan, sei di oparis classichis de leterature furlane.

Par curâ chest aspiet si à inviât une colaborazion cui periodics “La Patrie dal Friûl” e “Ladins dal Friûl”.

Cun di plui, dilunc vie dal an, si metaran a disposizion ancje un pôcs dai articui publicâts su la riviste de Union, ven a dî “Gnovis Pagjinis Furlanis”.

Ancje achì a cjataran spazi recensions di libris, ma si varan ancje articui dedicâts a personaçs che a àn dât il lôr contribût ae culture furlane.

No mancjaran po segnalazions di apontaments impuartants e altris contignûts che us invidìn a scuvierzi un pôc par volte.

Buine leture a ducj!

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Gjavât fûr dal gnûf sît

domenica 13 febbraio 2011

HANNO VINTO I GRIFONI !



La Vita cattolica
Settimanale del friuli
Venerdì 11 febbraio 2011
pagina 19
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STOP DELLA REGIONE
AL PARCO EOLICO

Da Trieste è stata messa la parola fine a una vicenda che ha messo di fronte i Comuni di Forgaria nel Friuli e Trasaghis


Hanno vinto i grifoni


La Regione, infatti, con un parere di Valutazione impatto ambientale (Via) negativo ha stoppato il progetto di costruzione di un parco eolico nella zona industriale di Trasaghis. Da Trieste è stata, dunque, messa la parola fine a una vicenda che nei mesi scorsi ha creato più di qualche attrito, mettendo di fronte due amministrazioni comunali e le rispettive ragioni. Da un lato la compagine di Trasaghis, guidata dal sindaco Augusto Picco, che avrebbe dovuto affittare il terreno a una ditta privata per consentire la realizzazione dell'impianto, costituito da 5 aerogeneratori. Dall'altro il confinante Comune di Forgaria, con il sindaco Pierluigi Molinaro e il vice Enrico Frucco in prima fila a manifestare nettissima contrarietà alla prospettiva di impiantare le pale eoliche, ritenute troppo pericolose e non garanti di una convivenza pacifica con i grifoni.

I rapaci, infatti,
proprio in questa zona sono ritornati a vivere e, soprattutto, nidificare, grazie a un percorso di reinserimento e ricerca al quale sta lavorando da vent'anni la Riserva naturale del lago di Cornino.

Ma il primo cittadino di Trasaghis, secondo il quale in questa occasione «le posizioni ambientaliste, fuori da qualsiasi logica di giudizio, sono state assolutamente esasperate» e «sconcertato e rammaricato» dalla decisione regionale, in attesa di leggere le motivazioni che hanno spinto a bocciare l'iniziativa, rilancia: «Valuteremo se ci sono passi successivi da intraprendere per non vedere sprecati 3 anni di studi portati avanti dalla ditta che ha individuato nel nostro comune il luogo idoneo per realizzare l'impianto. Nel caso, però, il parere della Regione risulti insuperabile - aggiunge - chiuderemo qui il discorso parco eolico, da noi considerato comunque un valido progetto di sviluppo».

A Forgaria, invece, si tira un respiro di sollievo e si puntualizza: «Non si è trattato di una battaglia politica o di vincere una sfida, nonostante da più parti sia stata innescata una forte polemica - dice Molinaro -. Era nostro dovere tutelare la presenza dei grifoni in zona, anche se si fosse trattato di un unico esemplare. Per questo, riteniamo che la Regione non abbia dato ragione all'una o all'altra opinione, ma abbia piuttosto riconosciuto il giusto valore naturalistico del territorio e del progetto "grifone", visti gli ingenti investimenti fatti in questo ventennio».

E l'habitat friulano appare particolarmente gradito ai grifoni tanto da rappresentare l'unico luogo in tutte le Alpi a ospitare una popolazione nidificante. E se d'inverno si registra la presenza di un'ottantina di esemplari, durante la bella stagione se ne contano circa 140 che arrivano oltre che dai vicini parchi degli Alti Tauri in Austria, del Tricorno in Slovenia e dalla riserva di Cherso in Croazìa, anche da Francia, Grecia, Spagna e Israele.

Monika Pascolo

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Dal sito internet della

RISERVA NATURALE LAGO DI CORNINO

Progetto Grifoni




mercoledì 9 febbraio 2011

Premio "JOIBE GRASSE 1511" a GIANFRANCO D'ARONCO

 

 

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PREMIO

 

JOIBE GRASSE 1511

 

A


GIANFRANCO D’ARONCO



PERCHE’ DEDICARE UN PREMIO AD UNA RIVOLTA CONTADINA?

PERCHE’ A GIANFRANCO D’ARONCO?



Perché all’arrogante e al dissoluto vanno opposti i buoni esempi e i custodi di quei valori che incarnano la friulanità:
la tenacia, l’onestà, la semplicità, ma anche il coraggio di lottare per una vita intera, senza mai recedere dai propri principi.


IL RICONOSCIMENTO SARA’ CONFERITO NELLA GIORNATA DI:
 
 SABATO 12 FEBBRAIO ALLE ORE 16
 
 IN VIA STRINGHER (Piazza  Duomo)
 
 PRESSO IL
POZZO DI SAN GIOVANNI
 
 NEL LUOGO STESSO
DOVE SCOPPIO’ LA RIVOLTA DEL 1511
(segue rinfresco).
 
 
 
Vieni e partecipa a far volare
l’aquila di Bertrando !
 
 
Iniziativa organizzata dal 
Comitato per la Vita del Friuli Rurale
 
 
 

domenica 6 febbraio 2011

CEMÛT FÂ PAR ABONÂSI AE RIVISTE "TIERE FURLANE" ?


  
CEMÛT FÂ PAR ABONÂSI

AE RIVISTE

"TIERE FURLANE" ? 





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Telefonâ al numâr vert

800-149605

dal lunis al vinars

9.00 - 13.00 e 14.30 - 17.30

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E CHESTE LA TRASMISSION RADIO
su
RADIO ONDE FURLANE

Tiere furlane è anche una trasmissione quindicinale in onda il venerdì dalle ore 11.00 e in replica sabato alle ore 17.00 e domenica alle 09.30 in onda sulle frequenze di Radio Onde Furlane (Udine, Gorizia, Bassa Friulana e Medio Friuli: 90.00 mhz FM; Carnia: 90.20 mhz FM; Colonia Caroya Argentina 96.60 Mhz FM)
oppure in streaming su http://www.ondefurlane.eu/
Per ascoltare le puntate in archivio, cliccate su
http://www.ondefurlane.eu/tiere-furlane/

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giovedì 3 febbraio 2011

RAI RADIO UNO - Ritorna "EL CAMPANON" trasmissione radiofonica in dialetto triestino



SERVONO COMMENTI ?
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RAI  RADIO UNO
DOMENICA ORE 11.30
Ritorna “EL CAMPANON”
storica trasmissione radiofonica
in dialetto triestino


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Legge 15 dicembre 1999, n.482
Norme in materia di tutela delle
minoranze linguistiche storiche

La Camera dei deputati ed il Senato
della Repubblica hanno approvato:

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
PROMULGA
la seguente legge:
omissis
Art. 12
1.Nella convenzione tra il Ministero delle comunicazioni e la società concessionaria del servizio pubblico radiotelevisivo e nel conseguente contratto di servizio sono assicurate condizioni per la tutela delle minoranze linguistiche nelle zone di appartenenza.
2.Le regioni interessate possono altresì stipulare apposite convenzioni con la società concessionaria del servizio pubblico radiotelevisivo per trasmissioni giornalistiche o programmi nelle lingue ammesse a tutela, nell'ambito delle programmazioni radiofoniche e televisive regionali della medesima società concessionaria; per le stesse finalità le regioni possono stipulare appositi accordi con committenti locali.
3.La tutela delle minoranze linguistiche nell'ambito del sistema delle comunicazioni di massa è di competenza dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni di cui alla legge 31 luglio 1997, n. 249, fatte salve le funzioni di indirizzo della Commissione parlamentare per l'indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi.
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ART.12 PUNTO 1 : mai attuato per la minoranza linguistica storica friulana
ART.12 PUNTO 2 : Finanziaria 2010 e 2011 - azzerati dalla Giunta Regionale di Renzo Tondo i fondi relativi alla minoranza linguistica storica friulana, destinati alle trasmissioni RAI e delle emittenti private.
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Legge regionale 29/2007

B.U.R. 27/12/2007, N. 52

LEGGE REGIONALE 18/12/2007, N. 029

Norme per la tutela, valorizzazione e promozione della lingua friulana.

Questa legge in particolare prevede:

Capo IV
Interventi nel settore dei mezzi di comunicazione

Art. 20
(Radio e televisione)

1.La Regione sostiene la produzione di materiali audiovisivi in lingua friulana allo scopo di darne massima diffusione.

2.Nel settore televisivo, la Regione sostiene la produzione e l'emissione di programmi in lingua friulana, nelle sue diverse espressioni. Il sostegno e' proporzionato alla copertura territoriale e alle modalità d'inserimento nel palinsesto. I fondi sono impegnati almeno per il 75 per cento per la produzione di cui almeno il 60 per cento e' realizzata da produttori indipendenti.

3.La Regione sostiene le emittenti radiofoniche che trasmettono programmi in lingua friulana. Il sostegno e' proporzionato alla percentuale di programmi trasmessi in lingua friulana e a quelli prodotti in proprio.

4.Nell'ambito delle proprie competenze in ordine al rilascio dei provvedimenti abilitativi, autorizzativi e concessori necessari per l'accesso ai siti previsti dal piano statale di assegnazione delle frequenze e per l'installazione di reti e di impianti per l'emittenza radiotelevisiva, la Regione sostiene e favorisce le emittenti televisive e radiofoniche che utilizzano la lingua friulana in almeno il 25 per cento della propria programmazione.

5.Nei mezzi di comunicazione audiovisivi della Regione e' garantita un'adeguata presenza della lingua friulana.

LA L.R 29/2007
E’ TOTALMENTE
NON ATTUATA
E NON FINANZIATA.
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SERVONO COMMENTI ?




martedì 1 febbraio 2011

ATTENTI AI FINTI CACCIATORI DI SPRECHI




“Chi chiede di accentrare tutto

  non lo fa in realtà per risparmiare,

 ma per spostare

 gli equilibri decisionali vigenti.”

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La VITA CATTOLICA

Settimanale del Friuli
Arcidiocesi di Udine

Venerdì 28 gennaio 2011


ATTENTI AI FINTI

CACCIATORI DI SPRECHI


Editoriale di Roberto Pensa


Per la sanità regionale è arrivato il momento di fare un «tagliando». Lo ha affermato l'assessore regionale alla Salute, Vladimir Kosic, spiegando martedì 25 gennaio ai consiglieri regionali della terza Commissione le linee di gestione per il 2011 di quella rete di servizi che dovrebbe assicurare a tutti prevenzione e cure appropriate. Ormai da 30 anni a questa parte, quando qualcuno si propone di fare un «tagliando» o una revisione della sanità, significa che ci si appresta a tagliare qualcosa. Il problema delle risorse, ha chiarito lo stesso assessore, è centrale: «Ogni 15 anni, c'è bisogno di fare il tagliando, per migliorare un sistema che non può rimanere immobile, perché non si può spendere come 15 anni fa». D'altra parte, i dati parlano chiaro.

Nel 2001 la spesa sanitaria regionale ammontava ad 1 miliardo e 365 milioni di euro. Nel 2010 è arrivata a circa 2 miliardi e 245 milioni. Insomma, manca un soffio al raddoppio, nonostante tutte le misure di contenimento della spesa e della durata delle degenze applicate nel decennio. Ben di più dei tassi di inflazione, segno dei bisogni di salute sempre più complessi di una popolazione che invecchia, ma anche spia di una crescente applicazione di tecnologia che, se da un lato consente risultati di eccellenza, dall'altro assorbe una gran quantità di risorse.

Questa volta l'approccio ai «tagli» sembra essere più soft, ancorché potenzialmente non meno doloroso. Non si usa la «mannaia» per tagliare interi ospedali, come negli anni '80 e '90, ma il cesello per valutare i volumi di attività di ciascun nosocomio e struttura sanitaria territoriale e comprendere come siano strutturate, all'interno di ogni Azienda, le aree dirigenziali, per andare a snidare gli sprechi.

Non tutte le «razionalizzazioni», però, rappresentano una semplice «sforbiciata» di inefficienze. È quindi fondamentale che l'opinione pubblica e le autonomie locali (province e comuni) tengano alta l'attenzione su ciò che accade nella sanità sul territorio, specie quello più penalizzato (come la montagna) o periferico.

Particolare attenzione merita, senz'altro, una proposta già avanzata a suo tempo dalla precedente giunta regionale guidata da Riccardo Illy, ma che mantiene tutt'ora un'ampia gamma politicamente trasversale di sostenitori: la creazione di un'unica azienda socio-sanitaria per tutto il Friuli-Venezia Giulia. Tant'è che proprio prima che Kosic prendesse la parola, alla terza commissione era stata presentata una proposta di legge in tal senso da parte dei consiglieri del Pdl Dal Mas e Pedicini.

A prima vista è una proposta accattivante: se bisogna risparmiare, perché non partire dal «pletorico sistema vigente, strutturato tra pubblico e privato su 18 aziende»? Pertanto, hanno sostenuto i proponenti, «l'obiettivo è la riqualificazione delle strutture organizzative e amministrative del servizio sanitario regionale, finalizzata a recuperare risorse per migliorare la qualità dei servizi».

C'è però qualcosa che non quadra. Innanzitutto sappiamo che esiste oggi un forte squilibrio nella ripartizione dei fondi, che la giunta Tondo si è impegnata a riequilibrare (anche se su tempi molto lunghi). Per un cittadino triestino, si spendono all'anno per la sanità 2550 euro. Chi risiede in provincia di Udine ne ha a disposizione solo 1933, e peggio ancora va a Pordenone (1724 euro) e soprattutto a Gorizia (1628). Dalla Venezia Giulia si difendono dicendo che lì, la popolazione è più anziana e ha maggiori necessità. Ma si capisce che il motivo di fondo è un eccessivo accentramento storico di servizi a Trieste; al quale non si riesce (o non si vuole) porre rimedio.

Il punto è questo: oggi conosciamo questi dati perché il territorio regionale è suddiviso in 6 aziende sanitarie, ognuna con il proprio bilancio. Domani, con un'azienda unica, la ripartizione delle risorse sarebbe così trasparente, ancorché ancora iniqua?

Il secondo motivo è forse più filosofico, anche se non meno rilevante. Le vecchie Usl nacquero come organismi nei quali le istituzioni locali (in primis i comuni) dettavano le priorità nelle politiche sanitarie. Era una esagerazione e l'eccessivo peso della politica generava enormi sprechi. Con l'aziendalizzazione si è cercato di trovare un equilibrio tra il peso della politica e le esigenze di una gestione tecnocratica basata su principi di efficienza. Ma domani, di fronte alla dirigenza di un'Azienda sanitaria regionale unica, quale ascolto potranno trovare ad esempio i sindaci e i cittadini della Carnia o delle Valli del Natisone?

L'esperienza insegna che più i centri decisionali si allontanano geograficamente, più cresce l'abbandono del territorio.

Oggi le tecnologie gestionali telematiche permettono di razionalizzare molte funzioni senza per forza dover unificare tutti i centri decisionali.

Chi chiede di accentrare tutto (la sanità, ma analoghe proposte sono state fatte per le Università, per gli Erdisu, per le Camere di commercio...) non lo fa in realtà per risparmiare, ma per spostare gli equilibri decisionali vigenti.

Fortunatamente, la proposta di legge sull'azienda sanitaria unica non piace nemmeno alla maggioranza del Pdl. Kosic e il presidente Tondo sono molto più cauti, anche se una corrente nel centrodestra vorrebbe ridurre a 3 le Ass regionali. Il Friuli, comun­que, deve tenere gli occhi ben aperti se vuole ricevere quello che gli spetta nella corretta impostazione di un federalismo solidale tra le diverse realtà territoriali che compongono la Regione.

Roberto Pensa