lunedì 11 marzo 2013

TAV: IL PUNTO DELLA SITUAZIONE


Giovedì 14 Marzo 2013
presso "Villa Muciana"
ore 20.30
a Muzzana del Turgnano

INCONTRO-DIBATTITO

con l'ing. IVAN CICCONI

e il prof. CLAUDIO CANCELLI


Tema della serata:

"Dalla Val di Susa, al Veneto,
al Friuli -Venezia Giulia.
TAV:
il punto della situazione"


Dal sito internet:
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giovedì 7 marzo 2013

SU TRIESTE FIUMI DI DENARO. E UDINE ?



MANDI TRIESTE
Ovvero
la guerra senza cannoni
contro Udine
di
ROBERTO MEROI




Il volume sarà presentato
lunedì 11 marzo,
alle ore 18,
in sala Ajace a Udine.

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Da una intervista a firma di Stefano Damiani, allo scrittore Roberto Meroi, pubblicata dal settimanale della Arcidiocesi di Udine, LA VITA CATTOLICA, giovedì 7 marzo 2013, a pagina 17

SU TRIESTE
FIUMI DI DENARO.
E UDINE?

un excursus, con tanti  dati e cifre, sulle disparità di trattamento che da sempre Udine ha subito rispetto a Trieste. È quanto contiene il nuovo libro di Roberto Meroi «Mandi Trieste. Ovvero la guerra senza cannoni contro Udine».
Il volume sarà presentato lunedì 11 marzo, alle ore 18, in sala Ajace a Udine.

A illustrare la pubblicazione sarà Roberto Iacovissi e all'incontro saranno presenti anche il sindaco di Udine, Furio Honsell, il presidente della Provincia di Udine, Pietro Fontanini, e Pietro Zanfagnini, già sindaco di Udine e autore della prefazione. Moderatore, Roberto Pensa, direttore de La Vita Cattolica.
Pubblicista, Meroi è autore di numerosi libri in cui, con lo stile del meticoloso cronista, ha raccontato la storia del Friuli e, in particolare, della sua città: Udine. Tra gli altri ricordiamo i suoi volumi sull'Udinese, sul teatro, sulle chiese e le scuole di Udine, su Tarcisio Petracco. Tra i riconoscimenti ricevuti i premi Nadàl furlan e Merit furlan.
(…)
DOMANDA: Caratteristica di questo studio è quella di raffrontare Udine e Trieste e non il Friuli e Trieste, per dimostrare lo squilibrio dei finanziamenti alle due città.
RISPOSTA: «Storicamente sono stati fatti tanti libri che hanno raffrontato il Friuli, come entità regionale, con una città, Trieste. Io ho voluto raffrontare proprio le due città: Udine e Trieste».
DOMANDA: Che lei sostiene sono raffrontabili, come grandezza.
RISPOSTA: «Proprio così. Udine con il suo hinterland, calcolando solo i comuni con cui confina, ha una popolazione di 185-190 mila abitanti. Trieste 200 mila. Per cui la differenza è minima. Partendo da qui ho voluto analizzare quanto arriva come finanziamento all'una e quanto all'altra. La difesa che a Trieste si fa è: "Abbiamo dato alla Provincia di Udine come a Trieste". Peccato che queste due realtà non siano raffrontabili».
DOMANDA: Lei sottolinea anche le disparità nel numero di consiglieri regionali.
RISPOSTA: «Sì, un altro luogo comune è dire che i friulani sono in maggioranza in consiglio regionale, da cui ne conseguirebbe il vantaggio per il Friuli e per Udine. In realtà ciò è inesatto, specie nel confronto tra le città di Udine e Trieste: ci sono 2 soli consiglieri regionali residenti nel Comune di Udine, a fronte di 12 triestini. Il risultato è che i friulani fanno ciascuno gli interessi del loro singolo territorio, quelli triestini fanno tutti l'interesse della loro città».
DOMANDA: Quali i casi più macroscopici di squilibrio?
RISPOSTA: «Macroscopico è il fenomeno delle infrastrutture. (…)

L'intervista completa è pubblicata a pagina 17 del settimanale LA VITA CATTOLICA – 7 marzo 2013

lunedì 4 marzo 2013

AGENZIA EUROPEA DELLE LINGUE MINORITARIE E PROMESSE PDL


Nel ringraziare
l’On.le Prof.ssa
Silvana Schiavi Fachin,
riceviamo e pubblichiamo:


AGENZIA EUROPEA
DELLE LINGUE MINORITARIE


di Silvana Schiavi Fachin


Come un disco rotto il PDL continua a lanciare l’istituzione dell’Agenzia Europea delle Lingue Minoritarie ogniqualvolta si apre uno spazio per fare propaganda elettorale. Ricordo che Franco Frattini, candidato alle elezioni politiche nel 2008, intervenne sulla stampa proponendo la creazione di un Istituto Europeo ( così lo chiamò ) per le lingue e ricordo che gli risposi  a mezzo stampa che presso l’Università di Udine , già dagli anni novanta, era stato avviato, grazie ad una legge dello Stato ( la legge sulle “ Aree di Confine “ del 1991 ), il Centro Internazionale sul Plurilinguismo, unico in Italia .

Durante questa legislatura, sempre per iniziativa del governo regionale che nei fatti si è poco o nulla adoperato per la tutela e la promozione del friulano, del tedesco e dello sloveno, l’Agenzia Europea ha continuato ad essere usata come specchietto per le allodole, per abbindolare l’opinione pubblica. L’Assessore alla cultura De Anna se n’è fatto vessillifero in diverse occasioni.

Il 20 febbraio scorso, Adriano Ioan, prima ancora di ricevere la candidatura ufficiale del PDL a Sindaco di Udine, comunica che si sta “ (…) impegnando affinché la nostra città possa ospitare questa prestigiosa Agenzia (…) “. Avrebbe già individuato la sede nel costosissimo Palazzo Antonini ( ex Banca D’Italia di via Gemona) acquistabile grazie ai finanziamenti europei garantiti dal programma 2014 -2020. Il 25 febbraio, il consigliere del PDL Alessandro Colautti rilancia enfaticamente “ (… ) avremmo tutte le condizioni a candidare Udine capitale delle lingue minoritarie (…)”.

Pongo ora un quesito preliminare : “Dopo cinque anni di governo e in vista delle elezioni regionali e comunali , disseppellite ora l’agenzia? Nel tentativo di usarla come espediente per persuadere ed ingannare le persone ingenue e sprovvedute?”

Ebbene vi informo e informo l’opinione pubblica che, non essendo né ingenua né sprovveduta, già lo scorso ottobre, trovandomi presso la Commissione Europea per una conferenza sul plurilinguismo in vista della stesura del programma europeo 2014-2020, ho fatto un’accurata indagine sulla possibilità dell’Italia di ospitare l’Agenzia ricevendo dalla dott.ssa Belèn Bernaldo de Quirós, Capo dell'Unità Multilinguismo della Commissione, l’informazione che non è prevista alcuna Agenzia Europea per le lingue.

Ha aggiunto di sapere che l'Italia era interessata ma che l’istruttoria presentata nel 2005 ( durante il governo Illy ! ndr.) non ha avuto alcun seguito e che un’eventuale assegnazione sarebbe davvero sorprendente date le note difficoltà economiche e di bilancio. Ha poi sollevato un altro non trascurabile elemento. L'Italia dispone già di due Agenzie comunitarie: quella della Formazione professionale a Torino e quella della Sicurezza alimentare a Parma. Sarebbe difficile che quindi le venisse assegnata  una terza.

In seguito ho ricevuto un ulteriore chiarimento da Teresa Condeço, Principal Administrator of the European Commission, DG Education and Culture che dice testualmente ( l’originale è in francese, ndr. ) :

A proposito del suo quesito, le devo precisare che la Commissione ha deciso nel 2005, in seguito allo studio al quale ella si riferisce, di non creare alcuna Agenzia Europea per le lingue. In sostituzione la Commissione ha deciso di offrire la possibilità a TUTTE le lingue di accedere ai finanziamenti attraverso i Lifelong Learning Programmes. Entro la cornice di questi programmi verranno assegnati i finanziamenti per le attività principali anche per le lingue regionali,  con l’obiettivo di promuovere la diversità linguistica in Europa.

Ieri, 28.02, a Radio Rai, nel corso della trasmissione I bombi inconsapevoli, il Presidente della Regione Renzo Tondo  ha dicharato testualmante: Quando il mio predecessore ( Riccardo Illy, ndr ) volle fare una legge per il friulano, pensai che aveva fatto una cazzata”. E circa la traduzione in Consiglio dello sloveno e del tedesco, commenta : (…) nella prossima legislatura dovremmo mettere il naso in queste questioni”.
 E alore?


On.le Prof.ssa
SILVANA SCHIAVI FACHIN
1 marzo 2013
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sabato 2 marzo 2013

RENZO TONDO, PAOLO VILLAGGIO E LA LINGUA FRIULANA


RENZO TONDO,
PAOLO VILLAGGIO
E LA LINGUA FRIULANA
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26 OTTOBRE 2011

RENZO TONDO, Presidente della Regione a Statuto speciale Friuli – Venezia Giulia, da un articolo pubblicato il 26 ottobre 2011 sul quotidiano Il Messaggero Veneto, così risulta aver dichiarato relativamente ad un “apprezzamento” di Paolo Villaggio sui Friulani:
(…) Pagina 42 dell’opera: “Gli altoatesini parlano e scrivono per dispetto solo in tedesco, e i friulani, che per motivi alcolici non sono mai riusciti a esprimersi in italiano, parlano ancora una lingua fossile impressionante, hanno un alito come se al mattino avessero bevuto una tazza di merda e l’abitudine di ruttare violentemente”. (…)

Di certo nemmeno un sorrisetto tirato ha solcato il volto di Tondo, cui quelle frasi sono state segnalate e lette (dove sta scritto che un libro va divorato non appena uscito in libreria?). Perché il governatore annuncia querela. Una battuta? No, no, non c’è alcun intento ironico.

«Trovo quanto scritto da Villaggio volgare, offensivo e segno del decadimento dei tempi. Da una prima verifica – tuona Tondo – ci sono gli estremi per una querela. Ho dato mandato all’ufficio legale di verificare e giovedì in giunta avremo una prima relazione. E se gli avvocati mi confermeranno che ci sono gli estremi non esiterò a presentare querela»

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MARZO 2013


Paolo Villaggio è il comico che ha creato Fantozzi, Renzo Tondo è una figura istituzionale importante essendo il Presidente della Regione ad autonomia speciale Friuli – Venezia Giulia e le sue esternazioni hanno ben altro peso istituzionale di quelle di un comico di successo quale è stato Paolo Villaggio.

Se quanto scritto da Paolo Villaggio per sbeffeggiare i friulani è “volgare, offensivo e segno del decadimento dei tempi, secondo l’opinione espressa dallo stesso Renzo Tondo nell'ottobre 2011, le esternazioni del Presidente della Regione Renzo Tondo sui diritti linguistici della comunità friulanofona, per il ruolo istituzionale che lo stesso ricopre, cosa sono? Volgari, offensive e segno del decadimento dei tempi? O ancor peggio qualicabili?

LA REDAZIONE DEL BLOG
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Dal Blog del
COMITATO 482

Ospit di une trasmission radiofoniche de RAI regjonâl, il president dal Friûl - Vignesie Julie al varès dite che par lui la leç su la lenghe furlane imbastide intant de aministrazion Illy e je une "ca..de" e che pal furlan i bêçs si podeve spindiju cuant che si veve bondance, no cumò che e je criùre. La gnove e ven segnalade e comentade intal sît internet dal setemanâl "La Vita Cattolica", cemût che si pues lei achì.
Che pal president de Regjon il furlan nol fos une prioritât si lu veve za capît. Lui stes lu veve declarât sul imprin de legjislature.
Chel istès di un rapresentant des istituzions, clamadis par primis a mostrâ rispiet pes leçs e pe lôr metude in vore, e dal president di une Regjon che là sô reson di autonomie aromai e je dome la presince maioritarie di comunitâts che a fevelin une lenghe divierse di chê dal stât, si saressin spietât un compuartament diviers.
Si saressin spietâts plui rispiet pai principis che o cjatìn tes convenzions europeanis (che ancje il Friûl - VJ al è clamât a rispietâ), te Costituzion de Republiche taliane, tal Statût di Autonomie e tes leçs statâls e regjonâls; plui rispiet par ducj chei furlans che i tegnin ae lôr lenghe e ae lôr identitât.
O vin simpri cirût di mantignî un nivel di rispiet pes istituzions, ancje cuant che lis vin contestadis pai lôr compuartaments, ma cui che nol à rispiet nol merete rispiet.
Se o vin di fevelâ di bêçs straçâts in timps di criùre, no acetìn lezions di cui che cul so pat cun Tremonti al à obleât la nestre Regjon - ven a dî ducj i citadins dal Friûl - Vignesie Julie - a dâi al guvier talian 370 milions ad an in cambi di promessis vueidis. I 370 milions ad an che Tondo i à regalât a Rome a corispuindin ae cifre che la sô aministrazion (basantsi sui numars de finanziarie dal 2013) e spindarès pal furlan in 222 agns.
Cui isal alore che al strace pardabon i bêçs? Cui isal - par doprâ lis peraulis di Tondo - chel che al fâs pardabon "ca..dis"? 
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venerdì 1 marzo 2013

VERGOGNA ! TONDO A RADIO RAI: TUTELARE IL FRIULANO? UNA CA....TA!


VERGOGNA! 
Tondo a Radio Rai.
Tutelare il friulano?
Una ca....ta !

Dal sito internet del settimanale
dell’Arcidiocesi di Udine
“La Vita Cattolica”

  
Tondo a Radio Rai. Tutelare il friulano? Una ca....ta

Incredibili esternazioni del presidente della Regione sulla promozione delle lingue minoritarie.



UDINE (28 febbraio, ore 17.10) - Le leggi di tutela e promozione delle lingue minoritarie? Una sciocchezza. Anzi, per dirla proprio con le parole gergali di Renzo Tondo, una “ca...ta”.

Incredibile ma vero, il presidente (friulano!) del Friuli-Venezia Giulia ha espresso questo “concetto” quest’oggi nel corso della trasmissione radiofonica della Rai regionale “I bombi inconsapevoli”, che vede protagonista il gruppo comico “I Papu”.

Il livello della puntata, con ospite Renzo Tondo in studio, non era certo dei più eccelsi. Difficile anche solo abbozzare un sorriso allo sketch di due candidati alle elezioni regionali che “ironizzano” in modo discutibile sul tema del lavoro e della disoccupazione (uno assicura il lavoro solo a chi lo vota e gli altri “si arrangino”; l’altro promette molto lavoro per chiarire infine che, a causa della spendig review, va inteso come lavoro a titolo gratuito), un problema serio che in questo momento attanaglia gravemente migliaia di famiglie in Friuli-Venezia Giulia.

Poi si scende sul greve, con il materializzarsi della “maschera” del friulano contadinotto e ignorante, al quale un immaginario professore impegnato ad elevare il dialetto veneziano al rango di lingua, non riesce a far ripetere semplici frasi in dialetto veneto, perché l’interpellato non riesce ad esprimersi che in lingua friulana (un falso clamoroso, perché il Friuli ha uno dei migliori tassi di apprendimento delle lingue straniere e chi parla friulano dalla tenera età risulta addirittura favorito).

Si ritorna in studio e il conduttore lancia la sua provocazione: “E pensare che noi in Consiglio regionale facciamo addirittura le traduzioni in friulano”. Tondo non fa una piega e rilancia: “Quando il mio predecessore (Riccardo Illy, ndr) volle fare una legge per il friulano, pensai che aveva fatto una ca…ta”. E dopo aver preso le distanze dall’iniziativa delle traduzioni simultanee, “che sono una iniziativa autonoma del Consiglio regionale” (peraltro governato dalla stessa maggioranza che sostiene Tondo), il presidente aggiunge: “Al massimo queste cose si potevano fare quando eravamo nei tempi dell’abbondanza. Ora non è più possibile”, dando così una curiosa definizione di un diritto umano (garantire l’insegnamento scolastico e l’espressione, nelle sedi pubbliche e attraverso i mass media alle lingue e culture minorizzate), tutelato dalle convenzioni dell’Unione Europea, dalla Costituzione italiana e da una legge nazionale (la 482) e garantito in tutti i Paesi democratici e civili.

Il conduttore in studio allora rincara la dose, allargando l’attacco a tutte le minoranze linguistiche della regione: “Chissà poi in quale friulano si traduce (ignorando, o facendo finta di ignorare, che esiste una lingua friulana letteraria normalizzata, ndr). E poi ci sono anche lo sloveno e il tedesco da tradurre!”, aggiunge ironico.

E anche il presidente non ha esitazione a chiudere la questione con un impegno velato ma minaccioso: “Sì, nella prossima legislatura dovremmo mettere il naso in queste questioni”.

Grande lo sconcerto tra i tanti friulani che non la pensano così (come le migliaia di genitori che hanno chiesto l’insegnamento del friulano per i propri figli nella scuola primaria), ma anche per i tanti contribuenti friulani che appena un mese fa hanno pagato il Canone Rai (e, dicono le statistiche, sono tra i più assidui e puntuali a saldare questa che è la tassa più evasa nel Belpaese)

e lo vedono utilizzato dalla sede di Trieste per sbeffeggiarli.

Rimane solo da sperare che quello in studio non fosse il vero Tondo ma un'imitazione molto ben riuscita.
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STATUTO SPECIALE
DI AUTONOMIA
FRIULI – VENEZIA GIULIA


Art. 3
Nella  Regione e' riconosciuta parita' di diritti e di trattamento a tutti i cittadini, qualunque  sia  il  gruppo linguistico al quale appartengono, con la salvaguardia delle rispettive caratteristiche etniche e culturali.


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Art. 6 della
COSTITUZIONE ITALIANA

“La Repubblica italiana tutela con apposite norme le minoranze linguistiche”
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L.482/1999
Attuativa dell’art. 6
della Costituzione italiana
Art. 2
1. In attuazione dell'articolo 6 della Costituzione e in armonia con i princípi generali stabiliti dagli organismi europei e internazionali, la Repubblica tutela la lingua e la cultura delle popolazioni albanesi, catalane, germaniche, greche, slovene e croate e di quelle parlanti il francese, il franco-provenzale, il friulano, il ladino, l'occitano e il sardo.

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martedì 26 febbraio 2013

SU RADIO ONDE FURLANE LA ZORNADE FURLANE DAI DIRITS


SU RADIO ONDE FURLANE

(la Redazion di Radio Onde Furlane)  

LA ZORNADE
FURLANE DAI DIRITS
Dal sît internet de
“Associazion 1511”
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COMUNICATO STAMPA
di
Radio Onde Furlane

27 febbraio:
la Zornade Furlane dai Dirits a Onde Furlane

Diritti, storia e attualità.
Programmazione speciale
per una giornata speciale

In modulazione di frequenza e sul web una celebrazione che unisce il Friuli in Friuli e quello “pal Mont”


Il 27 febbraio è una giornata speciale. In quella data, nel 1511 prese avvio la più grande rivolta popolare friulana: una rivolta che, soprattutto nelle campagne, assunse un carattere di rivendicazione degli “antichi diritti” delle comunità rurali del Friuli. Per questa ragione quella del 27 febbraio è diventata la Zornade Furlane dai Dirits (Giornata Friulana dei Diritti).
Anche quest'anno Radio Onde Furlane celebra la Zornade con una programmazione speciale che si propone di stimolare la riflessione sui diritti dei friulani e sulle battaglie in atto per difenderli.
La giornata sarà introdotta, alle 9.00, dal direttore della “radio libare dai furlans” Mauro Missana, che affronterà il tema dei diritti al tempo della “spending review” insieme a Carli Pup, redattore dell'emittente friulana e portavoce del Comitato 482 che da oltre un decennio è attivo nella difesa dei diritti linguistici delle comunità del Friuli.
A partire dalle 9.30 ci sarà la possibilità di riascoltare la prima puntata del nuovo programma di approfondimento, Nazion in Moviment, in cui Gian Paolo Gri, Roberto Dapit, Adriano Ceschia e Giorgio Cavallo affrontano diversi aspetti del tema riguardante le comunità del Friuli e la loro rappresentanza politica. Seguirà dalle 11 alle 11.30 un'edizione speciale di Babêl, Europe, la rubrica    dedicata alla produzione musicale nelle lingue minoritarie d'Europa curata da Marco Stolfo, incentrata su diritti e minoranze.
I diritti linguistici saranno al centro dell'ultima parte della mattinata. Alle 11.30 si farà il punto sulla situazione degli sloveni in Friuli, con l'intervento della presidente del comitato paritetico per i problemi della minoranza slovena, Jole Namor. A seguire, dalle 12.00, un approfondimento sulla comunità friulana ed i pesanti tagli ai fondi regionali per la tutela, con l'emissione della registrazione della Conferenza stampa convocata un mese fa da Onde Furlane e Radio Spazio 103 e gli interventi di Pauli Cantarut, Roberto Pensa, Carli Pup, Lorenzo Zanon. Alle 13.00 l'attenzione sarà puntata sulle comunità di lingua tedesca, con un'intervista a Lucia Protto del circolo culturale saurano “F. Schneider”.
Dopo uno spazio dedicato alla musica, quella friulana e quella di altre minoranze linguistiche e nazionalità europee, alle 14.30 la seconda parte della giornata sarà introdotta da Mauro Missana e Carli Pup, che alle 15.00 lasceranno spazio a Dirits in Musiche, selezioni musicali “a tema” a cura di Mojra B. e Leo Virgili. Alle 15.30 sarà riproposta la quinta puntata di Nazion in Moviment, dedicata a comunità e  comuni nella riforma del sistema delle autonomie. L'argomento sarà al centro del confronto tra Mario Pezzetta, Giorgio Morocutti, Lorenzo Fabbro, Giorgio Cavallo, Giorgio Banchig e Delio Strazzaboschi.
Alle 17.00 ci sarà anche l’opportunità di ricordare le origini della Zornade, con Barbara Minen che proporrà una lettura storica dedicata alla rivolta friulana del 1511. A seguire le repliche di Babêl, Europe e Dirits in Musiche e selezioni musicali dal Friuli e dal mondo sino a mezzanotte.
Su Radio Onde Furlane la Zornade Furlane dai Dirits sarà celebrata in modulazione di frequenza (90, 90.200, 106.500 Mhz) e via internet (www.ondefurlane.eu), sia nel Friuli “in Friuli” che in quello “pal Mont”, dal Canada all'Argentina e dall'Australia all'Europa intera, sino al Sudafrica e agli “States”.
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