giovedì 15 novembre 2012

E' NATALE SOLO A TRIESTE? FRIULI DISCRIMINATO DALL'ASSESSORE SEGANTI !



E’ NATALE SOLO A TRIESTE?

FRIULI DISCRIMINATO
DALL’ASSESSORE SEGANTI !

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(...) Prevedere infatti su Trieste un intervento per l'illuminazione natalizia e le attività di animazione ( …) è tutto da comprendere perché questo deve essere fatto solo nella città di Trieste con l'impegno della Regione (…)


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PD: Iacop, luminarie della Seganti insulto a lavoratori e crisi
14 Novembre 2012, ore 14:37
(ACON) Trieste, 14 nov - COM/AB - Rimango veramente strabiliato - afferma il consigliere regionale del PD Franco Iacop - dell'iniziativa dell'assessore alle attività produttive Federica Seganti annunciata in conferenza stampa.
Prevedere infatti su Trieste un intervento per l'illuminazione natalizia e le attività di animazione nei termini e per le finalità che l'assessore Seganti intende supportare, coinvolgendo direttamente l'Amministrazione regionale attraverso la direzione Attività produttive, è un insulto alle migliaia di lavoratori e alle centinaia di imprese che oggi soffrono la gravità della crisi economica.
È certamente importante "un sorriso e un clima positivo e giocoso", ma è tutto da comprendere perché questo deve essere fatto solo nella città di Trieste con l'impegno della Regione e soprattutto se è vero che, a detta della Seganti: "un'illuminazione natalizia adeguata può contribuire, per quanto possibile, a rasserenare gli animi messi a dura prova dalla crisi economica e dalle ovvie conseguenze che sta comportando. Un sorriso non basterà a sfamare una famiglia, ma aiuta a identificare ogni opportunità per migliorare il nostro futuro".
Il consigliere Iacop invita quindi l'assessore Seganti a impegnarsi più direttamente nel settore che le compete, provvedendo in via prioritaria a immaginare e a concretizzare un futuro positivo per le imprese del Friuli Venezia Giulia. 
Mi sembra di leggere - conclude Iacop - quelle affermazioni che disegnavano una realtà italiana di benessere diffuso con ristoranti pieni, voli aerei con prenotazioni esaurite e località di vacanza sempre affollate, mentre lo spread superava i 600 punti e il Paese andava a rotoli.

http://www.consiglio.regione.fvg.it/pagine/comunicazione/comunicatistampa.asp?comunicatoStampaId=287547

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Luci di Natale
per Trieste
I soldi li mette la Regione

Seganti assicura i contributi soltanto per il capoluogo giuliano: è polemica. Iacop (Pd): un insulto alle imprese e ai lavoratori che soffrono la crisi

di Christian Seu
TRIESTE. Luminarie, abeti addobbati e mercatini caratteristici. «Aiuteremo Trieste a creare il giusto clima natalizio, con luci, animazione e servizi», ha spiegato ieri l’assessore regionale alle Attività produttive, Federica Seganti, annunciando il supporto della Regione alle iniziative che si svolgeranno nel capoluogo giuliano in occasione delle festività dicembrine. Supporto (anche economico, sebbene ancora non quantificato) di cui non godranno gli altri capoluoghi e che, per il Partito democratico, «è un insulto alle migliaia di lavoratori e alle centinaia di imprese che oggi soffrono la gravità della crisi economica», evidenzia il consigliere regionale Franco Iacop.
Il contributo - che, stando a fonti dell’assessorato, dovrebbe essere «ampiamente inferiore ai 50mila euro» - servirebbe, nelle intenzioni della Regione, «a far sì che Trieste non si presenti nel periodo natalizio ai cittadini ed ai turisti come l’anno scorso con un velo di tristezza», ha commentato Seganti, aggiungendo che «l'atmosfera è fondamentale per invogliare a vivere un Natale nelle strade a diretto contatto con le proposte del commercio locale, favorendo lo sviluppo delle attività turistiche e commerciali attraverso un'ambientazione degna delle festività e, di conseguenza, particolarmente attrattiva per i clienti provenienti dall'Italia o dall’estero, ma anche per la popolazione locale».
L’iniziativa è stata presentata ieri mattina a Trieste, dall'assessore , che ha accolto la richiesta unitaria di Confcommercio, Cna, Confartiagianato, Confesercenti e Ures.
«È certamente importante “un sorriso e un clima positivo e giocoso” – evidenzia Iacop, citando Seganti –, ma è tutto da comprendere perché questo deve essere fatto solo nella città di Trieste con l’impegno della Regione». L’esponente del Pd invita l'assessore «a impegnarsi più direttamente nel settore che le compete, provvedendo in via prioritaria a immaginare e a concretizzare un futuro positivo per le imprese del Fvg».
«Mi sembra di leggere – conclude Iacop – quelle affermazioni che disegnavano una realtà italiana di benessere diffuso con ristoranti pieni, voli aerei con prenotazioni esaurite e località di vacanza sempre affollate, mentre lo spread superava i 600 punti e il Paese andava a rotoli».(chr.s.)
15 novembre 2012

Dal sito internet del
MESSAGGERO VENETO – Ud


 

martedì 13 novembre 2012

SIAMO TUTTI AUTONOMISTI (O QUASI) di Prof. Gianfranco D'ARONCO


SIAMO TUTTI
AUTONOMISTI
 (O QUASI)

di
Prof. Gianfranco D’Aronco

         Tutto ci saremmo aspettati: il risveglio dal lungo sonno del Movimento Friuli, la nascita o la rinascita di gruppi autonomisti, persino di fronti per la indipendenza e via dicendo. La stagione è favorevole, un po’ come l’autunno piovoso coi funghi. Arriverà l’inverno, e poi  “la primavera in fior mena elezioni”, come diceva press’a poco Enotrio Romano.
Tutti sanno che per i partiti di destra l’autonomia non è mai stata un tema prioritario: se mai l’inverso.
C’è stata ora la bella trovata montiana dell’abolizione delle province, senza guardare in faccia ad alcuna: via quelle con meno di 350 mila abitanti e di 2 mila 500 chilometri quadrati, quelle virtuose e quelle indebitate a piacere, quelle storiche e quelle inventate di sana pianta. Tondo il presidente, anziché reagire (come sarebbe: “La nostra è una Regione a statuto speciale, decidiamo noi”), ha subito detto di sì; anzi, meglio varrebbe abolire le province tutte quante. Ma forse da lui pretendiamo troppo. Perché la prospettiva nascosta sarebbe quella di un definitivo accentramento del potere in una Trieste: se non proprio “caput mundi”, almeno di una regione unica, unitaria, unificata, uniforme: fatta da una città e da un contado. Questo, si capisce, nell’interesse del Friuliveneziagiulia.
Fatto si è che  lo stesso presidente, a suo tempo (aprile 2003), aveva dichiarato con una frase storica: “Io e Cecotti la pensiamo semplicemente in maniera diversa. Lui crede nell’autonomismo, io no.  Non ci può essere la politica slegata dai partiti tradizionali”. E in altra occasione (agosto 2008) ha riaffermato: “Ho sempre sostenuto che la nostra autonomia non è un totem”.
Non male per un presidente chiamato a preservare una Regione ad autonomia particolare. Questo non impedisce tuttavia che, inaspettatamente, sempre Tondo intenda ora far suo il motto, un tempo deprecato e deriso, che suonava “di bessoi”. Anche Monti ha finito per deluderlo, dice. “Se l’esecutivo la pensa diversamente, vorrà dire che faremo da soli” (noi e il Veneto). Ancora, chiaro e Tondo: “Non intendo agitare bandiere secessioniste; si tratta non d’invocare l’indipendentismo”, ma semplicemente di lasciarci fare.  E ciò perché da parte del governo esiste “una chiusura verso poteri regionali”.
Così il Nostro ha concepito in vista delle elezioni primaverili un partito seminuovo, “che abbia una forte autonomia da Roma, ma non solo nei confronti dal partito, ma anche del governo”.  La sigla? “Penso”, ha continuato, “al Popolo del Friuli Venezia Giulia per Tondo presidente” (che sarebbe lui).
Non contento, ha colto la occasione del 4 novembre a Redipuglia, per invitare Parlamento e Governo a riconoscere il valore dell’autonomia e della specialità. “La nostra specialità ha una storia che viene da lontano”, ha fatto sapere a Fini che era lì. Interpretando il pensiero del governatore friulangiuliano,  un suo interprete autorizzato da sempre vicino, Colautti, come è stato scritto, ha invocato “una spinta per regionalizzare la sua fisionomia” (del partito): “Serve un Pdl regionalizzato”, ha insistito.  Per dirla tutta con giustificata insistenza: “Per il Pdl di questa Regione serve maggiore autonomia (…). Al centro della mission del Pdl Fvg, regionalizzato e resosi autonomo da Roma, deve essere posta la questione della salvaguardia della specialità”.
         Mica finita con la scoperta dell’autonomia. Dopo Tondo e C., ecco il coordinatore regionale dello stesso Pdl, Gottardo, che parla di “diritto all’autonomia del Friuli Venezia Giulia (…). Noi pensiamo che l’autonomia speciale sia una grande conquista e che abbiamo non solo il dovere, ma anche il diritto di difenderla strenuamente.
L’ammonimento piacerà in particolare a chi si è battuto per la medesima autonomia speciale, tenacemente contrastato, da cinquant’anni almeno. Lo stesso Gottardo rivendica “una forte autonomia da Roma (…). Se non gestiremo la Regione per conto nostro saremo spogliati di tutto, autonomia speciale compresa. Dobbiamo invece innalzare le barricate (!), perché da parte del governo c’è una sospensione della democrazia e noi dobbiamo difendere la nostra comunità”. Si tratta di “una proposta diversa, autonoma”, perché “il nostro coordinamento regionale è troppo appiattito su Roma”. Occorre Fede (non Emilio) su Tondo: “Sia lui ad avviare una nuova selezione anche dei candidati” (solo dei candidati, non ancora gli eletti), “lui che ha avuto il coraggio di spaccare con Roma”. Dopo il coordinatore, ecco un sindaco, Zanin, pronto ad affiancare Tondo. “Abbiamo sempre creduto nell’autonomismo (…). Monti sta ammazzando la nostra autonomia”. Occorre un partito regionale. E insiste a ragion veduta: “La responsabilità di scegliere i candidati è di Tondo, è del leader, è lui che oggi rappresenta la novità”.
         Tutto è possibile a questo mondo, e cambiare giova.
Un tale nel 1918 spiegava sul “Popolo d’Italia” perché da socialista stava diventando fascista. “Un uomo intelligente non può essere una cosa sola. Non può, se è intelligente, essere sempre la stessa cosa. Deve mutare. Non si può essere sempre socialisti, sempre repubblicani, sempre anarchici, sempre conservatori. L’immobilità è dei morti”.
Nella ripristinata democrazia di casa nostra, un altro presidente di Regione – Comelli, senza dubbio apprezzato per la sua opera complessivamente positiva -, aveva bocciato nel 1984, in sede di assemblea regionale, la sacrosanta proposta del Movimento Friuli (originaria di Tessitori) per un’autonomia da Trieste. “Indebolire la Regione significherebbe indebolire il Friuli come la Venezia Giulia”, aveva dichiarato.  “E’ una posizione antistorica quella degli autonomisti” . Le diversità tra il Friuli e Trieste ci sono, però “al tempo stesso individuano la civiltà comune della nostra Regione”.
A distanza di dodici anni, quello stesso presidente scriveva invece che si potrebbe “prevedere per Trieste ed il suo territorio una forma di autonomia particolare nell’ambito dell’attuale regione; subordinatamente però alle necessarie modifiche costituzionali tra cui, in primis, quella che stabilisce il trasferimento della sede del capoluogo regionale a Udine. E ciò anche per la considerazione che Trieste non ha saputo o potuto, per le troppe differenze che la contraddistinguono dal resto del territorio regionale, assumere e vivere il ruolo di capoluogo
Finalmente d’accordo.
         Il fatto è che oggi, visto il naufragio irrimediabile di Berlusconi, i suoi seguaci saltano su una zattera battezzandola Friuli. Ma il partito come-nuovo è “un trucco elettorale”, ha detto la Serracchiani da sinistra. Niente di personale da parte mia, beninteso. Il presidente, accentratore in Regione, non mi giudichi impertinente, se affermo che rivendicare i diritti all’autonomia, per di più speciale, potrebbe far piacere, se non provenisse da chi li ha lasciati perdere fino a ieri.
Mi consenta: corrono ben altre prove per convincerci. Impertinente è chi parla a sproposito. E io ho solo fatto parlare lui e gli altri.

Gianfranco D’Aronco

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Il grassetto e i colori
sono della Redazione del Blog

sabato 10 novembre 2012

TRASPORTI FERROVIARI E CAMPANILISMO TRIESTINO


TRASPORTI FERROVIARI
E CAMPANILISMO TRIESTINO

PER IL CONSIGLIERE REGIONALE
PIERO CAMBER
UDINE NON E’
AL CENTRO DELLA REGIONE
MA PERIFERIA DI TRIESTE!
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«Treni per Mestre solo via Udine»
L’allarme di Camber: «A rischio il regionale notturno delle 21.54 via Portogruaro

(…) Secondo Camber, infatti, a partire dal 9 dicembre le Ferrovie sarebbero intenzionate ad anticipare l’Intercity Notte per Roma delle 21.54 alle 20.30 e, cosa ancor più grave, a farlo transitare appunto non più per Portogruaro, ma per Gorizia e Udine.

«Una decisione - osserva l’esponente pidiellino che, sul caso, ha già chiesto un incontro con l’assessore ai Trasporti Riccardo Riccardi - che comporterebbe una spesa maggiore e tempi di percorrenza decisamente più lunghi per chi parte da Trieste e Monfalcone, nonchè l’impossibilità di effettuare fermate nelle stazioni di Cervignano, San Giorgio di Nogaro, Latisana e Portogruaro». (…)

9 novembre 2012


Leggi tutto l’articolo sul quotidiano
IL PICCOLO di Trieste



giovedì 8 novembre 2012

UFFICIO SCOLASTICO REGIONALE A RISCHIO - CUI VEVIAL DITE " IL FRIULANO NON E' UNA PRIORITA' " ?




UFFICIO

SCOLASTICO REGIONALE

 

A RISCHIO

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DOMANDE:


CUI VEVIAL DITE


 
" IL FRIULANO


(LE LENGHE, E NO IL VIN)


 NON E’ UNA PRIORITA' " ?

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L’ufficio scolastico regionale verso la chiusura: la sede in Veneto.

Il ministero punta ad accorpare gli enti di Friuli Venezia Giulia e Veneto con sede a Venezia. Tondo protesta con Profumo
 

di Roberto UNIZIO 

“(... ) Lo statuto di autonomia, approvato con legge costituzionale, come ricorda Tondo, prevede infatti che all’assegnazione di nuove funzioni in capo alla Regione si accompagni «il trasferimento all’amministrazione regionale degli uffici statali che nel Friuli Venezia Giulia adempiono alle funzioni attribuite alla Regione».

Il presidente sottolinea inoltre che il sistema scolastico del Friuli Venezia Giulia comprende scuole con insegnamento in lingua slovena, il cui ordinamento è regolato da rapporti internazionali e scuole con corsi plurilingue in relazione alle tre lingue minoritarie presenti nel territorio, riconosciute e tutelate dalla legge numero 482 del 15 dicembre 1999.


In considerazione di queste motivazioni, Tondo chiede a Roma «di salvaguardare la dimensione regionale dell'Ufficio scolastico regionale del Friuli Venezia Giulia». (...) ”


Dal sito internet del quotidiano "Il Messaggero Veneto - Ud"



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RISPUESTE:

LU VEVE DITE.... RENZO TONDO !

LETTERA AL PRESIDENTE

della Regione Friuli-Venezia Giulia

Dott. Renzo Tondo

 
(..) Infatti, da candidato presidente, in un convegno svoltosi a San Daniele, Lei ha pubblicamente dichiarato di non credere nelle autonomie regionali e di essere scettico riguardo alla tutela delle minoranze linguistiche. E queste Sue posizioni hanno molto indebolito la specialità della nostra regione nei confronti delle regioni contermini e dello stato centrale. Da eletto, ha subito dichiarato che l’insegnamento del friulano non era una priorità. Così non solo non si è preoccupato di attuare il dettato della legge regionale 29 del 2007 che peraltro la Sua parte politica ha sempre ostacolato, ma ha anche provveduto a destabilizzare gli enti regionali preposti alla politica linguistica.  Non è molto onesto, signor presidente vantarsi della L.r. 29/2007 - Norme per la tutela la valorizzazione e la promozione della lingua friulana – attuata solo oggi e in minima parte perché in quasi quattro anni di attività non siete stati capaci di scrivere un regolamento di attuazione, né di dotarla di congrui finanziamenti!  Per ben due anni di seguito - 2009 e 2010 - le radio e televisioni locali che utilizzano la lingua friulana nelle loro trasmissioni, non hanno visto il becco di un quattrino, nonostante la presenza di una legge regionale che ne prevedeva il finanziamento.  Non le pare che nella politica di tutela di una lingua minorizzata, i mass-media siano in cima alla lista delle priorità assieme alla scuola? E la miseria di finanziamento che ha loro riservato nel luglio 2011? Solo l’elemosina di 150 mila euro da dividersi tra una pluralità di soggetti !  In questi quattro anni di amministrazione Lei ha permesso la umiliazione non solo della nostra minoranza linguistica, ma di tutto il Friuli. Cosa ha fatto e come ha reagito quando nel 2009 la grande stampa italiana scatenò una vera e propria campagna  contro la tutela del friulano? Il Signôr nol è muart di frêt, signor presidente.
Questi fatti che ho citato, portano a concludere che Lei e la Sua amministrazione avete in mente, per la  minoranza linguistica friulana, solo un infimo grado di tutela che potrà forse garantire  un prolungamento della sua agonia, ma non certo la salvezza. Oggi i nostri cugini ladini della provincia di Trento, amministrati da una regione speciale come la nostra, ma da  amministratori seri e convinti, godono di una concreta ed efficace tutela in ogni ambito pubblico e sociale. Mentre a noi friulani, per avere lo stesso grado di tutela linguistica non resta che sperare nella sensibilità dei prossimi candidati alle elezioni regionali.
Remo Brunetti  -  Cavazzo Carnico 


Dal sito internet


lunedì 5 novembre 2012

SARDEGNE: CJARTE EUROPEANE, SBURT PAR MUDÂ IL TEST DI RATIFICHE.




Sardegne:
Cjarte europeane,
sburt par mudâ
il test di ratifiche


L’assessôr pe istruzion de Regjon Sardegne, Sergio Milia, al à inviât ai parlamentârs sarts un document là che a son dentri propuestis par emendaments al disen di leç di ratifiche de Cjarte europeane des lenghis regjonâls o minoritariis. Par podê jentrâ in vore la Cjarte e à di jessi prime firmade e po ratificade: la Italie le à firmade intal 2000, ma no le à inmò ratificade.

Il test de ratifiche al è cumò al esam dal Parlament talian, ma i nivei di tutele previodûts pal sart, pal furlan e par altris lenghis minorizadis a son in cierts câs fintremai plui bas di chei garantîts de leç statâl 482 dal 1999 pes lenghis minoritariis.

Cundut che il sart e il furlan a son lis lenghis minorizadis plui feveladis intal stât talian – al spieghe Milia – intal test de ratifiche a vegnin calcoladis lenghis di seconde categorie e si cjatin penalizadis denant di chês lenghis che a son tuteladis di tratâts internazionâls tant che il todesc dal Sud Tirôl o il francês de Val di Aoste.

Par chest l’esecutîf regjonâl al à domandât ai parlamentârs elets in Sardegne di intervignî in maniere fuarte e coordenade par modificâ il test di ratifiche e garantî al sart nivei di tutele plui alts di chei di cumò.
Font: AGI, 26/10/12

Gjavât fûr dal Blog
 Internazionalitari

Internazionalitari e je une trasmission di Radio Onde Furlane che e fevele, cuntun tai nazionalitari, des nazions cence stât e des minorancis nazionâls de Europe. Rispiet al formât radiofonic sul blog si pues cjatâ cualchi gnove in plui.
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E IN FRIÛL ?

CE SONO DAÛR A FÂ I PARLAMENTÂRS REGJONÂI PE TUTELE DE LENGHE FURLANE, IL CÂL DAI STANZIAMENTS STATÂI PE L.482/99 E IL SBASSAMENT DAI DIRITS LINGUISTICS DE MINORANCE FURLANE INTE RATIFICHE DE CJARTE EUROPEANE ?

NUIE COME SIMPRI ?

LA REDAZION DEL BLOG

venerdì 2 novembre 2012

IL FRIULI E UDINE PENALIZZATI ! BASTA FINANZIARE "BIANCO & NERO" ! BASTA FAVORIRE TRIESTE !




IL FRIULI E UDINE
PENALIZZATI !

BASTA FINANZIARE
“BIANCO E NERO” !
BASTA FAVORIRE TRIESTE !

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Era il 12 aprile 2012

AGENZIA TURISMO FVG:

"BIANCO E NERO",

NUOVO SPRECO DI FONDI PUBBLICI?


http://comitat-friul.blogspot.it/2012/04/agenzia-turismo-fvg-bianco-nuovo-spreco.html

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Siamo il 1 novembre 2012

MA LA MUSICA NON CAMBIA!


La Regione taglia i fondi Friuli Doc a rischio
Il vicesindaco Martines: «Ridicolo e impossibile andare avanti con 35 mila euro». Il Comune contesta la disparità di trattamento tra Udine e Trieste

di CRISTIAN RIGO 


Udine. «Organizzare Friuli Doc con 70 mila euro di contributi regionali è stata un’impresa, farlo con 35 mila sarebbe impossibile». Non usa giri di parole il vicesindaco Vincenzo Martines. E all’annuncio da parte della Regione di nuovi tagli al contributo per la kermesse enogastronomica e all’intero comparto del turismo, replica ricordando la disparità tra il Friuli e Trieste (…)
«Voglio proprio vedere che tagli saranno decisi per la Barcolana - dice Martines - perché in questi ultimi anni sono stati adottati due pesi e due misure».

Nel mirino del vicesindaco ci sono le ripartizioni decise dell’assessore regionale Federica Seganti. Perché se da un lato la kermesse enogastronomica è cresciuta negli anni fino a raggiungere e superare il milione di visitatori, dall’altro gli stanziamenti regionali sono crollati da quando la giunta ha cambiato colore: dai 350 mila euro del 2008 (ultimo anno di Illy) si è arrivati a 70 mila e il prossimo anno c’è il rischio di scendere ancora.

Palazzo D’Aronco non contesta i tagli decisi per far fronte alla crisi economica, ma si chiede come mai alcune manifestazioni siano state penalizzate molto più di altre. L’esempio più lampante è la differenza tra Friuli Doc e la Barcolana, appuntamento simbolo di Trieste.

Con la giunta Tondo, il contributo per Friuli Doc è passato da 350 a 70 mila euro, quello della Barcolana da 400 a 200 mila.

E mentre la kermesse enogastronomica si vedeva ridurre gli aiuti, altre manifestazioni o iniziative come Bianco&Nero e Terra dei patriarchi incassavano cifre da record (rispettivamente 400 e 250 mila euro per il 2012). (…)

Nel caso di Friuli Doc poi - aggiunge - parliamo di un evento che promuove i prodotti di eccellenza di tutto il Friuli coinvolgendo la camera di commercio, gli artigiani, l’Ersa e anche la Provincia». (…)

1 novembre 2012
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DA UN ARTICOLO
PUBBLICATO SUL QUOTIDIANO
IL MESSAGGERO VENETO- UD

Leggi tutto l'articolo


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lunedì 29 ottobre 2012

IL 2 DI NOVEMBAR - PALAMOSTRE DI UDIN - SUNS: il Festival european de cjançon in lenghe minoritarie







Il 2 di Novembar
alì dal teatri
Palamostre di Udin
SUNS
il festival european de cjançon
in lenghe minoritarie.


Vinars ai 2 di Novembar, a tacâ di 9 di sere, alì dal teatri Palamostre di Udin si tignarà la edizion 2012 di SUNS, il festival european de cjançon in lenghe minoritarie.


Dilunc vie de serade a sunaran grups e cjantautôrs che a rivin de Sardegne (Randagiu Sardu cun Quilo), de citât sarde catalane dal Alguer (Claudia Crabuzza e Claudio Gabriel Sanna), dal Cjanton dai Grisons (Casper Nicca), de Ladinie dolomitane (Jean Ruaz), de comunitât cravuate dal Burgenland (Ruben Dimitri), de Arpitanie (Billy Fumey), de Ocitanie (Somi de granadas) e, clâr, ancje dal Friûl (Jonokognòs e Mig 29 Over Disneyland).

Ospit speciâl di SUNS 2012 il progjet musicâl Orka che al rive jù dret des isulis Føroyar.

E, ancjemò dongje,
la jentrade e je libare.

Mancjâ al sarès pardabon un pecjât!

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Venerdì 2 novembre, a partire dalle ore 21.00, presso il teatro Palamostre di Udine si terrà l’edizione 2012 di SUNS, il festival europeo della canzone in lingua minoritaria.

Durante la serata si esibiranno gruppi e cantautori provenienti dalla Sardegna (Randagiu Sardu con Quilo), dalla città sardocatalana di Alghero (Claudia Crabuzza e Claudio Gabriel Sanna), dal Cantone dei Grigioni (Casper Nicca), dalla Ladinia dolomitica (Jean Ruaz), dalla comunità croata del Burgenland (Ruben Dimitri), dall’Arpitania (Billy Fumey), dall’Occitania (Somi de granadas) e, naturalmente, anche dal Friuli (Jonokognòs e Mig 29 Over Disneyland). Ospite speciale di SUNS 2012 il progetto musicale Orka direttamente dalle isole Føroyar.

E, come se non bastasse, l’ingresso è gratuito.
Non esserci sarebbe davvero un peccato

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